Che
cosa
è
veramente
successo
per
quanto
riguarda
la
vicenda
Telecom?
Sono
successe
molte,
cose
in
genere
assai
negative.
E
accaduto
che
c
è
stato
un
grave
errore
politico
del
governo
che
avrebbe
fatto
bene
a
dire
subito
le
cose
come
stavano
e
a
venire
subito
in
Parlamento
a
riferire
anziché
lasciare
che
il
trascorrere
dei
giorni
peggiorasse
la
situazione
e
consentisse,
alle
forze
di
opposizione,
alla
stampa,
di
montare
il
caso
che
però,
c
era
tutto.
Qui
c
è
poco
da
lamentarsi.
E
accaduto,
su
un
altro
piano
che,
in
dieci
anni,
il
capitalismo
italiano
ha
dato
pessima
prova
di
sé,
capitalismo
senza
capitali
con
qualcuno
che
ha
conquistato
il
controllo
di
Telecom
soltanto
con
lo
0,6%
di
capitale
mettendo
600
miliardi
rispetto
al
valore
di
100.000
miliardi
di
vecchie
lire.
Questo
è
lordine
di
grandezza,
accumulando,
poi,
un
debito
spaventoso,
realizzando
cambi
di
strategie
per
3
volte
in
5
anni,
quindi
c
è
anche
questo
aspetto.
Cosa
auspica.
La
sua
posizione
Io
vorrei
guardare
al
futuro.
Credo
che
questo
sia
il
compito
di
chi
sta
nella
maggioranza
ma
non
rinuncia
a
vedere
gli
errori
dal
di
fuori
della
maggioranza
e
gli
errori,
è
logico,
della
maggioranza
precedente,
è
chiaro,
anche
perchè
qui
chi
è
senza
peccato
scagli
la
prima
pietra.
Credo
che
si
debba
guardare
avanti
e
guardare
avanti
vuol
dire
guardare
al
governo
inglese,
ad
un
modello
in
cui
cè
una
separazione
tra
le
reti
che
devono
essere
terze,
devono
essere
imparziali
ed
i
servizi
ed
i
fornitori
di
servizi.
E
il
modello
in
cui
le
Autorità
hanno
un
ruolo
importante.
Ecco
io
vorrei
che
si
entrasse
in
un
ordine
di
idee
come
questo
e
vorrei
che,
quel
tanto
di
concorrenza,
non
è
ancora
abbastanza
ma
qualcosa
cè,
che
abbiamo
realizzato
sulla
telefonia
mobile,
si
realizzasse
anche
sulla
telefonia
fissa
dove
la
concorrenza
è
ancora
scarsa
o
quasi
nulla.
Questa
è
la
cosa
che
importa.
Cioè
al
di
là
dei
giochi
di
potere
evidenti
dentro
la
finanza,
dentro
la
politica,
tra
finanza
e
politica,
io
ho
un
sola
bussola
che
è
la
bolletta
dei
cittadini,
la
possibilità
per
questi
di
avere
più
possibilità
di
scelta,
migliori
servizi
a
prezzi
più
bassi.
Questo
è
lobiettivo
cui
dobbiamo
tendere.
Il
resto
sono
risse
di
potere
che
lasciano
molti
caduti
sul
campo
ma
che,
dal
punto
di
vista
dei
cittadini,
sono
soltanto
uno
spettacolo
di
sangue
che
nulla
conta
rispetto
alle
bollette.
Prodi
sapeva
o
non
sapeva,
poteva
non
sapere?
Non
sono
Romano
Prodi.
Certo,
è
di
tutta
evidenza,
se
un
fax
parte
da
Palazzo
Chigi
La
performance
di
Prodi
alla
Camera
(28
settembre
informativa
urgente
su
Telecom).
Il
cittadino
Capezzone,
non
il
deputato,
che
impressione
ha
avuto?
Io
sono
un
cittadino.
Un
cittadino
integrato
in
questa
battaglia
lho
detto
e
lo
ripeto
questa
è
stata
la
vicenda
in
cui
tanti,
tantissimi,
quasi
tutti,
hanno
commesso
grandi
errori.
La
frittata
era
fatta
ieri
prima
ancora
che
Prodi
venisse
in
aula,
sarebbe
stato
necessario
venire
presto.
Detto
questo,
lopposizione
ha
dato
ieri
un
pessimo
spettacolo.
Sono
convinto
che
ieri
sia
stata
una
figuraccia
per
tutti
sotto
gli
occhi
del
Paese.
Lho
detto
ironicamente
già
durante
la
sospensione
dei
lavori
a
seguito
dei
tumulti:
maxi
caciara
e
maxi
figuraccia
sotto
gli
occhi
del
Paese
e
lo
ripeto,
nessuno
tranne
pochi
ed
io
tra
questi,
guarda
al
futuro
delle
comunicazioni,
della
libertà
di
scelta
dei
cittadini,
delle
bollette,
della
concorrenza,
della
possibilità
di
scelta.
Anche
lon.
Giordano
ha
mandato
una
frecciatina
al
governo
che
egli
stesso
sostiene
quando
ha
detto
che
ancora
oggi
non
si
sa
quanto
Tronchetti
abbia
pagato
Telecom
Il
dramma
del
capitalismo
italiano,
senza
capitali,
di
situazioni
in
cui,
attraverso
un
gioco
di
scatole
cinesi,
si
riesce
a
conquistare
il
controllo
di
un
grande
soggetto
mettendo
pochissimo
denaro.
Telecom
valeva
100.000
miliardi
di
lire,
Tronchetti
ne
acquisì
il
controllo
con
soli
600
miliardi.
Questo
è
il
punto.
Salvatore
Viglia
/
Eureka
Giornalista
a
Montecitorio
per
gli
italiani
nel
mondo
Vice
Direttore
www.lideale.it
Via
Veneto,
108
-
00187
-
Roma
Tel.
06
42014545
Cell.
3383693744
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