La
disperazione al governo
01.05.08 - La
vittoria di Berlusconi e del
centro-destra nelle elezioni
politiche del 13/14 aprile
è stata dovuta soprattuto
allo scontento creato dal
governo Prodi che si è
mostrato tanto incapace di
avviare a soluzione un qualsivoglia
problema del paese, dallordine
pubblico alle morti sul posto
di lavoro, tanto per citarne
due a caso, quanto arrogante
nellamministrazione
e nella gestione delle risorse.
Basti pensare allottusità
del ministro Padoa Schioppa
nelle vicende relative al
tesoretto, ai ritardi nel
rinnovo dei contratti di lavoro
(ad esempio quello della scuola)
o alla politica scolastica
di Fioroni così caotica
e incongruente e che tanti
danni ha recato a quella che
è listituzione
forse più importante
del Paese, visto che le è
affidata la formazione delle
giovani generazioni. E
mancata una politica dei prezzi,
è mancata una politica
della casa, è mancata
una politica di riforme moralizzatrici
e veramente innovative. Il
governo Prodi ha sposato in
pieno i dogmi del liberismo
economico rimanendo prigioniero
delle logiche perverse del
mercato e del mondialismo.
Nulla è stato fatto
comunque per arginare linvasione
dei prodotti cinesi e indiani
e per rilanciare la domanda
interna. La vicenda dellAlitalia,
infine, la dice lunga sullinefficienza
dei manager nominati dufficio
con emolumenti doro
e sullincapacità
dellamministrazione
Prodi di difendere nella sostanza
la compagnia di bandiera.
Questi e altri motivi simili,
dicevamo, hanno determinato
il cambio della guardia a
Palazzo Chigi riportando nella
stanza dei bottoni il cavaliere
Silvio Berlusconi che, comunque,
di certo, non rappresenta
il nuovo nel nostro paese,
visto che ha già governato
per lunghi anni, il cui bilancio
è stato parimenti negativo
a quello del governo Prodi.
Che dire ? Hanno forse gli
italiani troppo rapidamente
dimenticato le leggi ad hoc
come il falso in bilancio
o la legge Gasparri sulleditoria?
O i condoni tesi a fare cassa
? O la disastrosa gestione
dei prezzi al momento della
introduzione delleuro,
quando venne lasciato campo
libero alle speculazioni o
agli aumenti indiscriminati
? O lavventura in Iraq
nella vergognosa sudditanza
allimperialismo USA
e alle manie sanguinarie del
texano di Washington, di cui
Berlusconi si è reso
complice morale e materiale
nella desertificazione di
un paese di millenaria civiltà?
E potremmo continuare. Certamente
no o almeno non tutti gli
italiani. Il problema è
che la gente non sapeva cosa
fare e per chi votare. Mentre
lastensionismo, per
il quale anche il nostro Movimento
si è battuto, è
cresciuto considerevolmente
con un milione e mezzo in
più, rispetto alle
precedenti elezioni, di italiani
che non sono andati al seggio,
coloro che non hanno voluto
rinunciare a quella che è
ormai una vana e sterile abitudine,
hanno solo scelto qualcosa
di diverso rispetto al governo
Prodi. Pur di mandare a casa
il professore,
avrebbero votato anche per
il portiere del loro stabile.
Tutto qui.
Ora
però cè
il banco di prova. La crisi
è profonda ed endemica
e difficilmente sarà
avviata a soluzione da chi
ha contribuito a scatenarla.
Il governo Berlusconi, prigioniero
e ostaggio della Lega e delle
sue pretese sul federalismo
fiscale e quantaltro,
comincia già il suo
cammino in salita. Mentre
scriviamo sono ancora in corso
le trattative nella spartizione
delle poltrone. Il paese aspetta
delle risposte concrete e
immediate. Partendo da una
legge elettorale che consenta
una vera espressione della
volontà politica del
cittadino, sottraendo alle
monarchie oligarchiche delle
segreterie dei partiti la
scelta dei parlamentari e
favorendo senza sbarramenti
di sorta una autentica selezione
ed un autentico rinnovamento
della classe dirigente, per
arrivare ad una saggia politica
scolastica fondata su investimenti
massicci, tutti quelli che
sono finora mancati e al recupero
del potere dacquisto
degli stipendi. Senza parlare
dellemergenza abitativa
da avviare a soluzione attraverso
una legge che ridimensioni
i prezzi ingiustificatamente
portati alle stelle dalle
ditte immobiliari.
Noi siamo tra quelli che non
credono che dai personaggi
mediocri che compongono le
attuali compagini legislativa
ed esecutiva potranno venire
i provvedimenti e gli interventi
che il paese aspetta. Il tempo,
e non bisognerà aspettare
molto, come al solito , ci
darà ragione.