Sito della Comunita' eu del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Le Firme * Antonio Greco

Una cultura al bivio

02.06.08 - Lo stato assente”, titola il Corriere. “Italiani antirazzisti”, giudica un ministro spagnolo. “Il nuovo premier vada dallo psicologo”, dice un altro politico spagnolo.

Alitalia aspetta la cordata italiana”, dice qualche politico. Ma qualche europeo viaggiatore sa che, per far funzionare Alitalia, ci vorrebbe una struttura straniera (cioè che sappia gestire correttamente), non certo il tipo di gestione finora prevalso (non competitivo e legato a lottizzazioni, io credo).

La sicurezza sarà migliorata”, promette un politico. Un europeo di buonsenso invece direbbe: “Come garantire la sicurezza, quando la Giustizia è in crisi da un decennio ? Perché non si provvede prima a mettere in funzione la Giustizia ?". Da notare che la Giustizia francese, il cui codice deriva da quello napoleonico come il nostro, funziona bene......E se consultassimo i Francesi, per vedere come essi fanno ?

I motivi di tante emergenze, di tanti rinvii alle calende greche, di tanti litigi politici, di gestione africane della mondezza, di tanti apprezzamenti negativi da parte di europei……., sono sempre gli stessi !

Il problema sociale italiano è gigantesco. Il non averlo capito negli ultimi 20 anni (e non aver quindi adottato le contromisure necessarie) ha portato tanti nodi, tutti insieme, al pettine italiano.

Sbrogliare tanti nodi, è possibile ? In principio lo è, ma ad una condizione: ascoltando anche testimonianze di chi vive in Paesi avanzati…!

Il sistema Italia, la cultura e i rapporti sociali italiani, sono ad un bivio. La mentalità italiana, il modo di ragionare nella vita sociale, l’assenza di capacità gestionali adeguate alle necessità pubbliche, l’assenza di valori positivi, portano il sistema Italia, obtorto collo, a dover ora scegliere, fra queste opzioni:

a) il risveglio di un popolo di dormienti che decida di aprirsi al progresso, alla vita ed alle future fortune europee. Partendo da riflessioni sociali adeguate.. !

b) oppure il fallimento del Paese continuerebbe.

Luigi Barzini scrisse nel ’65, “Gli Italiani”. In esso egli descrisse non solo i motivi storici delle difficoltà sociali, ma anche i segni esteriori di tali difficoltà e incapacità. Due citazioni da tale libro:

E’ sempre apparso agli italiani che il loro Paese era la disgraziata vittima di un circolo vizioso: il carattere nazionale fatalmente generava tirannie; le tirannie (si riferisce ai secoli passati) rafforzavano e esasperavano i difetti del carattere nazionale e invitabilmente portavano il Paese a nuove avventure. Per salvare l’Italia dal suo destino luttuoso occorreva spezzare il circolo vizioso...”.

Tutto, in verità, veniva fatto non solo per il suo valore in sé, ma principalmente per l’effetto che avrebbe prodotto. Per due secoli o più uomini di genio in numero incredibile, dedicarono i loro talenti al convincimento nazionale che lo spettacolo è, faute de mieux, un ottimo surrogato della realtà. Che forma e sostanza fossero la stessa cosa. Colmarono il mondo di capolavori per trovare un compenso alla mancanza di sicurezza, al vuoto, al disordine, all’impotenza e alla disperazione della loro vita nazionale, per dimenticare l’uminiazione e la vergogna, per dimenticare la loro colpa collettiva”.

Le caratteristiche negative del DNA sociale (un modo di lavorare ed una struttura sociale affatto europei) hanno prodotto, sia negli ultimi decenni che nei secoli precedenti, sopraffazioni. Ingiustizie, fallimenti, perdite di opportunità. Tali rovinosi risultati sono sempre stati, nel passato, tollerati da un popolo abuso alla sopraffazione, ai sacrifici senza motivi. In quanto in passato c’erano le frontiere, non bisognava confrontarsi con popoli maturi. I risultati italiani negativi sono stati sempre tollerati, perché il sistema Italia ha sempre sopportato e vissuto con una cultura levantina.

Ora però siamo entrati da anni nel mercato globale e nella U.E.. A causa di ciò dobbiamo confrontarci tutti i giorni colle capacità, coi risultati di tanti Paesi (molti dei quali sanno essere seri ed efficienti, per avere risultati). Non possiamo continuare a sopportare le conseguenze delle incapacità sociali; e considerarci, nonostante ciò, una società ed una civiltà europea.

Eccoci allora ad affrontare la realtà. Suggerirei questo metodo, che è poi europeo:

- si fa la lista delle cause delle proprie incapacità sociali. Si lavora seriamente per eliminarle, aiutandosi con consigli e professionalità europee. Si potrà allora gestire un Paese, divenire una vera democrazia, inventando gli strumenti necessari; fra cui il primo è: INSEGNARE, EDUCARE, FORMARE ! Con particolare attenzione al sociale....

- se si vuole generare occupazione e sviluppo economico, diviene urgente liberarsi di certe abitudini sottosviluppate, generatrici di emergenze.

Finora gli Italiani hanno vissuto, mi sembra, nella fatua illusione di essere un Paese socialmente capace, non troppo corrotto, idoneo a realizzare gli obiettivi nazionali (non quelli dei diversi clans), i quali sono talora predicati da gente incapace, i nostri politici. Continuando con tale illusione, si fallisce tutto, perché non si potrà progredire.

Se l’attuale modello del sistema Italia sarà conservato, per mancanza delle volontà, delle capacità e determinazione necessarie alla catarsi urgente, allora i migliori se ne andranno, come adesso. I peggiori resteranno, per vivere la povera vita di un popolo distrutto e vinto da una mentalità sottosviluppata, da una rassegnazione a non cambiare........

Rinnovarsi ? E’ possibile. Una possibile decisione di rinnovare la società in senso europeo comporterebbe una seria scelta dei modi (ma anche delle persone coinvolte) per una campagna di promozione delle efficienze e dei comportamenti europei.

Un programma appropriato di rinnovamento che suggerirei è accennato nell’Allegato “Divenire Paese avanzato”. Dettagli possono essere richiesti.

Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr

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(LINEE PER UN PROGRAMMA DI EUROPEIZZAZIONE)

Parigi, giugno 05

DIVENIRE UN PAESE AVANZATO ? E POSSIBILE, CON DETERMINAZIONE, IMPEGNO E UN NUOVO PATTO SOCIALE

Gli imprenditori italiani vorrebbero un'economia più competitiva per poter sfruttare a pieno le nostre grandi capacità creative. I cittadini vorrebbero poter trovare lavoro.

Competitività significa migliorare la qualità del prodotto o servizio e abbassare il costo unitario dello stesso. Se gli sprechi sono diffusi, le inefficence accettate, la competitività rischia di abbassarsi al livello di quella sudamericana. Ma, ……………

Se volessimo portarci al livello dei Paesi avanzati della U.E.;
Se volessimo, efficacemente, creare sviluppo, lavoro;
Se volessimo un giorno essere considerati affidabili in Europa, sia a livello commerciale che in ambito diplomatico;
Se volessimo, cioé, uscire dalla attuale situazione;
Se volessimo recuperare la stima internazionale che l'economia italiana aveva negli anni '70,

La strada ci sarebbe, ma é lunga.
LE TAPPE CHE SEMBRANO NECESSARIE:

1) una riflessione per individuare le fondamenta di un patto sociale che permetta sia la gestione del Paese che lo sviluppo economico (come esiste nei Paesi avanzati della U.E.) (1). Da fare con l'aiuto di espatriati.
2) paragone fra le società dei Paesi della U.E.(1) e la attuale società italiana, che permetta di individuare le cause primarie del degrado sociale;
3) individuazione di enti e categorie interessate a portare i meccanismi della società italiana al livello di quelli degli altri Paesi U.E. a Nord delle Alpi; tali enti collaborerebbero a prendere l'iniziativa di promuovere una società avanzata e competitiva ;
4) il programma, sarebbe preparato insieme agli interessati (probabilmente associazioni di imprenditori e esercenti, associazioni di cittadini che cercano la strada, ce ne sono...), appoggiato da VIPs seri e di prestigio, oppure da un partito serio (ce ne sono ?) e dovrebbe essere proposto e pubblicizzato solo dopo la definizione organica delle sue fasi di sviluppo (tempi e modi), delle risorse e collaborazioni necessarie;
5) la collaborazione, durante la fase finale e applicativa, cioé quando il programma sarà stato proposto al Paese, del ministero dell'Istruzione é vitale e dovrebbe essere garantita (ad esempio per l'educazione sociale);
6) alcune voci sembrano vitali per un programma efficace: meritocrazia e innalzamento, ovunque, della soglia di guardia dei comportamenti accettabili, a livello europeo;
7) uno strumento agile per la promozione, nella fase di rinnovamento, dei comportamenti europei dovrebbe essere creato e strutturato. Dopo la guerra, l'organizzazione dei Comitati Civici, gestita da persone determinate, fu in grado di sventare il rischio che la cortina di ferro includesse l'Italia. Una struttura simile, con molta determinazione e impegno, sarà forse necessaria per diffondere e spiegare al Paese le due alternative possibili:

a) restiamo come siamo, la competitività continua a diminuire; non creiamo lavoro; l'emigrazione si rafforzerà, affonderemo nel sottosviluppo; la povertà sarà di casa....
b) oppure assumiamo comportamenti europei in tutti i settori della vita sociale, riformiamo il sistema di selezione della classe dirigente, premiando solo la responsabilità e la capacità; i cittadini impareranno a collaborare con continuità e senso del sociale, se vedono che un programma serio é attuato da gente determinata. Determinazione che comporti anche la sostituzione del rigore, del sistema del "Bastone e Carota", alla tolleranza e al lassismo.

Una possibile decisione di rinnovare la società in senso europeo comporterebbe una seria scelta dei modi e delle persone che gestirebbero la campagna di promozione dei nuovi comportamenti. Un' alleanza di movimenti, associazioni di industriali, di esercenti, di sindacati, cioé di quelle categorie che chiedono competitività, si puo' costruire sulla base di un programma seriamente preparato.
Va notato che la capacità mentale e l'esperienza necessarie a creare un programma efficace si trovano........... presso gli espatriati...... Nella società italiana è diffusa invece la Commedia dell'Arte Politica....

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(1) (1) Mi riferisco ai 15 Paesi della ex U.E., eccetto la Spagna e la Grecia che non conosco.

Sappiamo che i nostri progenitori affrontarono per anni i plotoni di esecuzione, le carceri, l'esercito austriaco. L'impegno che sarebbe richiesto a noi sarebbe molto più limitato: determinazione e capacità di combattere lo scettiscismo e la confusione sono necessari.

CAMBIARE LA POLITICA E LA SOCIETA'. La politica é espressa dalla società. Alla fine del centrosinistra, TIME pubblico questa valutazione : " Gli Italiani pensano di essere stati governati da una piccola truppa di imbroglioni e corrotti. Non han capito che la classe politica che ha governato l' affarismo di Tangentopoli é la migliore espressione della loro attuale società."

Non sarà facile rinnovare la classe politica, per renderla simile a quella di Paesi ove non é accettato di andare al potere per proteggere i proprii interessi o quelli del proprio clan. Ma c'é una possibilità. Fare come in Francia, creare un'associazione ben organizzata e impegnata, la quale studierebbe insieme agli imprenditori (che vogliono la competitività) e pretenderebbe, assieme agli alleati concordi, cambiamenti, trasformazioni, serietà (combattendo di conseguenza i poteri di clans e parrocchie), battaglie contro gli interessi privati in atti d'ufficio. Il compito maggiore: creare una società nazionale, nel Paese ove esistono i clans e le lotte di galli....

Creare un'associazione, con i mezzi di comunicazione che tutti usiamo, é oggi un gioco da ragazzi. Le carte da gioco sarebbero: capacità organizzativa, speranza (volontà di concorrere a condizionare il proprio futuro), determinazione, sensibilità. Per battere lo scetticismo rassegnato attuale, che é figlio della furbizia e dei fallimenti di una classe dirigente indegna, in cui l'Italia rischia di annegare. Vedo altri tentativi associativi, ma non mi sembrano ancora strutturati per funzionare.

LE SOCIETA NEI PAESI DELLA U.E.

Le società della ex U.E. (i 15, ma non conosco Spagna e Grecia) hanno fondato il loro Patto Sociale sui seguenti valori: responsabilità, merito, impegno, correttezza, onestà, trasparenza, organizzazione razionale delle attività, collaborazione del cittadino al miglioramento della società, del Paese tutto. A differenza dell' Italia, c' é un' alleanza fra stato e cittadini, non un' ignoranza reciproca. In pratica : se un cittadino fa qualcosa contro l'interesse della società, egli sarà ubriaco oppure sarà indicato a dito (talvolta denunciato) come colpevole. Lo strumento organizzazione in genere sottintende: preferire la riflessione alle reazioni istintive (inclusa anche l' organizzazione del pensiero-riflessione), organizzazione dettagliata delle fasi di un'attività, prima di iniziarla.

Peyrefitte chiama queste società "Sociétés de confiance". Non credo che, oggi, la nostra società si possa classificare tale. Domani, .......... chissà.

In una società della fiducia (opposto del furbismo italiano) :

8). la reazione degli enti (anche statali) e delle persone sono: prevedibili, tempiste, affidabili, corrette, non comportano grandi delusioni;
9). le strutture statali danno al cittadino : la garanzia di vedere applicati i suoi diritti, il supporto alle sue necessità (servizi sociali);
10). la responsabilità, l'organizzazione, la programmazione razionale sono valori primarii;
un esempio di serietà : si risponde sempre alle lettere, salvo rare eccezioni ;
11). le emergenze o i malfunzionamenti sono fatti eccezionali. La regola é : programmare in anticipo le trasformazioni, ben riflettute, razionalmente organizzate ed affidate a gestori affidabili e impegnati;
12). lo sviluppo dell'economia é possibile, mancano le strozzature, cui allude Ciampi (vedi la lettera "I Colli di Bottiglia");
13). i rappresentanti governativi sono qualificati, affidabili, preparano gli atteggiamenti con anticipo, analisi razionali, riflessioni, consultazioni;
14). si rispettano le orecchie altrui: in un'assemblea (e.g.condominio, parlamento) non si apre bocca se non si conosce bene l'argomento (il mio testo "Metodi e Risultati" chiarisce).

Per arrivare a tanto ci vuole: impegno, cambiamento dei comportamenti, serietà, rigore e disciplina

In una società bloccata invece (la nostra é semibloccata in più settori):

A). le reazioni di enti e persone possono essere improbabili o evanescenti, talvolta scorrette o sprezzanti;
B). il cittadino troppo spesso non riesce a veder realizzati i suoi diritti, proposti dalle leggi ma non garantiti;
C). le scadenze e l'affidabilità degli imprenditori possono essere casuali (un commercainte parigino mi dice " non compro più italiano, i prodotti sono inaffidabili ");
D). i rappresentanti governativi italiani sono squalificati all'estero perché adattano le loro reazioni alla giornata e alle situazioni (non hanno programmi seriamente riflettuti);
E). nella vita sociale le sopraffazioni rischiano di essere, di regola, frequenti e impunite.


L' evidenza di questi giorni: una società bloccata sarà sempre perdente nel villaggio globale.



Allegato 1

COMPORTAMENTI DIFFUSI NEGLI ALTRI PAESI DELL'U.E

( LE SOCIETA DELLA FIDUCIA )


Nell'Unione Europea sono diffusissimi, e giudicati normali, i seguenti comportamenti, che sono la base del Patto Sociale de Paese (1):

- estrema chiarezza, anche nell'espressione scritta;
- estrema chiarezza dei proprii diritti in ambito sociale, i quali sono normalmente
realizzati, in pratica, dall'apparato statale, nei riguardi di tutti;
- forte determinazione, individuale e collettiva, nel portare a termine le azioni di cui si é
responsabile;
- onestà estrema, nei principi e nell'applicazione pratica, nei rapporti con la società;
- imperativo di non profittare della propria carica/ruolo sociale nel proprio interesse
personale;
- esigenza, da parte di ogni cittadino, che i servizi resi dallo stato siano di ottimo livello, o
almeno soddisfacenti;
- la responsabilità legata alle proprie funzioni comporta:
- l'obbligo di esercitarle con impegno ed onestà
- la necessità di rendere conto sia di errori che di omissioni e la consapevolezza che gli
errori possono essere puniti o determinare una marginalizzazione dell'interessato;
- onestà e correttezza nel rapportare in pubblico o in privato fatti in cui si é coinvolti;
- rispetto dei diritti altrui e consapevolezza dei limiti dei proprii diritti (generalmente ben
conosciuti, senza l'aiuto di " esperti ").

Un tratto molto comune nel tessuto sociale dei Paesi dell'U.E. é la selezione per merito, e non per allacci personali, in tutti gli ambiti sociali, incluso il pubblico. La qual cosa determina l'interesse ad essere corretti ed efficienti, per migliorare il proprio ruolo/introiti da lavoro.

A. Greco
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(1) Queste osservazioni riguardano tutti i Paesi dell'U.E., eccetto la Grecia e la Spagna, che
non conosco abbastanza

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Cosa disse Goete, alla fine del 18/mo secolo, nel " Viaggio in Italia ". "Consiglio' di visitarla, per vedere opere d'arte meravigliose. Ma raccomando' ......... di tenere la mano sulla tasca, perché nel Paese ci sono troppi furbi ". Forse, se tornasse, ne troverebbe oggi anche di più, vista le recente degradazione. Potremmo dire, io penso, che LA FURBIZIA DIFFUSA FRENA LO SVILUPPO.

A questo punto citerei Peyrefitte, storico delle economie: "non c'é sviluppo e sottosviluppo, ci sono invece comportamenti che frenano e altri che promuovono lo sviluppo. Essi sono diversamente distribuiti in ogni popolo e cultura."

Vorrei infine citare una frase di Bossuet. Essa mi sembra applicabile a quei VIPs che si lamentano di qualcosa che non va, ma si fermano li. "Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi promuovono con perseveranza."

Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr


Scrivono per Voi

Antonio Greco


http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net

(argomento “società”, testi di A. Greco).








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