Una
cultura al bivio
02.06.08
- Lo
stato assente, titola il Corriere.
Italiani antirazzisti,
giudica un ministro spagnolo. Il nuovo
premier vada dallo psicologo, dice
un altro politico spagnolo.
Alitalia
aspetta la cordata italiana, dice
qualche politico. Ma qualche europeo viaggiatore
sa che, per far funzionare Alitalia, ci vorrebbe
una struttura straniera (cioè che sappia
gestire correttamente), non certo il tipo di gestione
finora prevalso (non competitivo e legato a lottizzazioni,
io credo).
La
sicurezza sarà migliorata,
promette un politico. Un europeo di buonsenso
invece direbbe: Come garantire la sicurezza,
quando la Giustizia è in crisi da un decennio
? Perché non si provvede prima a
mettere in funzione la Giustizia ?".
Da notare che la Giustizia francese, il cui codice
deriva da quello napoleonico come il nostro, funziona
bene......E se consultassimo i Francesi, per vedere
come essi fanno ?
I
motivi di tante emergenze, di tanti rinvii alle
calende greche, di tanti litigi politici, di gestione
africane della mondezza, di tanti apprezzamenti
negativi da parte di europei
., sono
sempre gli stessi !
Il
problema sociale italiano è gigantesco.
Il non averlo capito negli ultimi 20 anni (e non
aver quindi
adottato le contromisure necessarie) ha portato
tanti nodi, tutti insieme, al pettine italiano.
Sbrogliare
tanti nodi, è possibile ? In principio
lo è, ma ad una condizione: ascoltando
anche testimonianze di chi vive in Paesi avanzati
!
Il
sistema Italia, la cultura e i rapporti sociali
italiani, sono ad un bivio. La mentalità
italiana, il modo di ragionare nella vita sociale,
lassenza di capacità gestionali adeguate
alle necessità pubbliche,
lassenza di valori positivi, portano il
sistema Italia, obtorto collo, a dover ora scegliere,
fra queste opzioni:
a)
il risveglio di un popolo di dormienti che decida
di aprirsi al progresso, alla vita ed alle future
fortune europee. Partendo da riflessioni sociali
adeguate.. !
b)
oppure il fallimento del Paese continuerebbe.
Luigi
Barzini scrisse nel 65, Gli
Italiani. In esso egli descrisse
non solo i motivi storici delle difficoltà
sociali, ma anche i segni esteriori di tali difficoltà
e incapacità. Due citazioni da tale libro:
E
sempre apparso agli italiani che il loro Paese
era la disgraziata vittima di un circolo vizioso:
il carattere nazionale fatalmente generava tirannie;
le tirannie (si riferisce ai secoli passati) rafforzavano
e esasperavano i difetti del carattere nazionale
e invitabilmente portavano il Paese a nuove avventure.
Per salvare lItalia dal suo destino luttuoso
occorreva spezzare il circolo vizioso....
Tutto, in verità, veniva fatto non solo
per il suo valore in sé, ma principalmente
per leffetto che avrebbe prodotto. Per due
secoli o più uomini di genio in numero
incredibile, dedicarono i loro talenti al convincimento
nazionale che lo spettacolo è, faute de
mieux, un ottimo surrogato della realtà.
Che forma e sostanza fossero la stessa cosa. Colmarono
il mondo di capolavori per trovare un compenso
alla mancanza di sicurezza, al vuoto, al disordine,
allimpotenza e alla disperazione della loro
vita nazionale, per dimenticare luminiazione
e la vergogna, per dimenticare la loro colpa collettiva.
Le
caratteristiche negative del DNA sociale (un modo
di lavorare ed una struttura sociale affatto europei)
hanno prodotto, sia negli ultimi decenni che nei
secoli precedenti, sopraffazioni. Ingiustizie,
fallimenti, perdite di opportunità. Tali
rovinosi risultati sono sempre stati, nel passato,
tollerati da un popolo abuso alla sopraffazione,
ai sacrifici senza motivi. In quanto in passato
cerano le frontiere, non bisognava confrontarsi
con popoli maturi. I risultati italiani negativi
sono stati sempre tollerati, perché il
sistema Italia ha sempre sopportato e vissuto
con una cultura levantina.
Ora
però siamo entrati da anni nel mercato
globale e nella U.E.. A causa di ciò dobbiamo
confrontarci tutti i giorni colle capacità,
coi risultati di tanti Paesi (molti dei quali
sanno essere seri ed efficienti, per avere risultati).
Non possiamo continuare a sopportare le conseguenze
delle incapacità sociali; e considerarci,
nonostante ciò, una società ed una
civiltà europea.
Eccoci
allora ad affrontare la realtà. Suggerirei
questo metodo, che è poi europeo:
-
si fa la lista delle cause delle proprie incapacità
sociali. Si lavora seriamente per eliminarle,
aiutandosi con consigli e professionalità
europee. Si potrà allora gestire un Paese,
divenire una vera democrazia, inventando gli strumenti
necessari; fra cui il primo è: INSEGNARE,
EDUCARE, FORMARE ! Con particolare attenzione
al sociale....
-
se si vuole generare occupazione e sviluppo economico,
diviene urgente liberarsi di certe abitudini sottosviluppate,
generatrici di emergenze.
Finora
gli Italiani hanno vissuto, mi sembra, nella fatua
illusione di essere un Paese socialmente capace,
non troppo corrotto, idoneo a realizzare gli obiettivi
nazionali (non quelli dei diversi clans), i quali
sono talora predicati da gente incapace, i nostri
politici. Continuando con tale illusione, si fallisce
tutto, perché non si potrà progredire.
Se
lattuale modello del sistema Italia sarà
conservato, per mancanza delle volontà,
delle capacità e determinazione necessarie
alla catarsi urgente, allora i migliori se ne
andranno, come adesso. I peggiori resteranno,
per vivere la povera vita di un popolo distrutto
e vinto da una mentalità sottosviluppata,
da una rassegnazione a non cambiare........
Rinnovarsi
? E possibile. Una possibile decisione di
rinnovare la società in senso europeo comporterebbe
una seria scelta dei modi (ma anche delle persone
coinvolte) per una campagna di promozione delle
efficienze e dei comportamenti europei.
Un
programma appropriato di rinnovamento che suggerirei
è accennato nellAllegato Divenire
Paese avanzato. Dettagli possono essere
richiesti.
Antonio
Greco
angrema@wanadoo.fr
************************************************
Il
saggio "Quale futuro per l' Italia e per
la Francia ? Sviluppo o sottosviluppo ?"
è stato pubblicato da Sovera. Le
opzioni per lacquisto del saggio:
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autore al prezzo di copertina
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(LINEE
PER UN PROGRAMMA DI EUROPEIZZAZIONE)
Parigi,
giugno 05
DIVENIRE
UN PAESE AVANZATO ? E POSSIBILE, CON DETERMINAZIONE,
IMPEGNO E UN NUOVO PATTO SOCIALE
Gli imprenditori italiani vorrebbero un'economia
più competitiva per poter sfruttare a pieno
le nostre grandi capacità creative. I cittadini
vorrebbero poter trovare lavoro.
Competitività
significa migliorare la qualità del prodotto
o servizio e abbassare il costo unitario dello
stesso. Se gli sprechi sono diffusi, le inefficence
accettate, la competitività rischia di
abbassarsi al livello di quella sudamericana.
Ma,
Se
volessimo portarci al livello dei Paesi avanzati
della U.E.;
Se volessimo, efficacemente, creare sviluppo,
lavoro;
Se volessimo un giorno essere considerati affidabili
in Europa, sia a livello commerciale che in ambito
diplomatico;
Se volessimo, cioé, uscire dalla attuale
situazione;
Se volessimo recuperare la stima internazionale
che l'economia italiana aveva negli anni '70,
La
strada ci sarebbe, ma é lunga.
LE TAPPE CHE SEMBRANO NECESSARIE:
1) una riflessione per individuare le fondamenta
di un patto sociale che permetta sia la
gestione del Paese che lo sviluppo economico (come
esiste nei Paesi avanzati della U.E.) (1). Da
fare con l'aiuto di espatriati.
2) paragone fra le società dei Paesi della
U.E.(1) e la attuale società italiana,
che permetta di individuare le cause primarie
del degrado sociale;
3) individuazione di enti e categorie interessate
a portare i meccanismi della società italiana
al livello di quelli degli altri Paesi U.E. a
Nord delle Alpi; tali enti collaborerebbero a
prendere l'iniziativa di promuovere una società
avanzata e competitiva ;
4) il programma, sarebbe preparato insieme agli
interessati (probabilmente associazioni di imprenditori
e esercenti, associazioni di cittadini che cercano
la strada, ce ne sono...), appoggiato da VIPs
seri e di prestigio, oppure da un partito serio
(ce ne sono ?) e dovrebbe essere proposto e pubblicizzato
solo dopo la definizione organica delle sue fasi
di sviluppo (tempi e modi), delle risorse e collaborazioni
necessarie;
5) la collaborazione, durante la fase finale e
applicativa, cioé quando il programma sarà
stato proposto al Paese, del ministero dell'Istruzione
é vitale e dovrebbe essere garantita (ad
esempio per l'educazione sociale);
6) alcune voci sembrano vitali per un programma
efficace: meritocrazia e innalzamento, ovunque,
della soglia di guardia dei comportamenti accettabili,
a livello europeo;
7) uno strumento agile per la promozione,
nella fase di rinnovamento, dei comportamenti
europei dovrebbe essere creato e strutturato.
Dopo la guerra, l'organizzazione dei Comitati
Civici, gestita da persone determinate, fu
in grado di sventare il rischio che la cortina
di ferro includesse l'Italia. Una struttura
simile, con molta determinazione e impegno, sarà
forse necessaria per diffondere e spiegare al
Paese le due alternative possibili:
a)
restiamo come siamo, la competitività continua
a diminuire; non creiamo lavoro; l'emigrazione
si rafforzerà, affonderemo nel sottosviluppo;
la povertà sarà di casa....
b) oppure assumiamo comportamenti europei in tutti
i settori della vita sociale, riformiamo il sistema
di selezione della classe dirigente, premiando
solo la responsabilità e la capacità;
i cittadini impareranno a collaborare con continuità
e senso del sociale, se vedono che un programma
serio é attuato da gente determinata. Determinazione
che comporti anche la sostituzione del rigore,
del sistema del "Bastone e Carota",
alla tolleranza e al lassismo.
Una
possibile decisione di rinnovare la società
in senso europeo comporterebbe una seria scelta
dei modi e delle persone che gestirebbero la campagna
di promozione dei nuovi comportamenti. Un' alleanza
di movimenti, associazioni di industriali, di
esercenti, di sindacati, cioé di quelle
categorie che chiedono competitività, si
puo' costruire sulla base di un programma seriamente
preparato.
Va notato che la capacità mentale e l'esperienza
necessarie a creare un programma efficace si trovano...........
presso gli espatriati...... Nella società
italiana è diffusa invece la Commedia dell'Arte
Politica....
--------------------
(1) (1) Mi riferisco ai 15 Paesi della ex U.E.,
eccetto la Spagna e la Grecia che non conosco.
Sappiamo
che i nostri progenitori affrontarono per anni
i plotoni di esecuzione, le carceri, l'esercito
austriaco. L'impegno che sarebbe richiesto a noi
sarebbe molto più limitato: determinazione
e capacità di combattere lo scettiscismo
e la confusione sono necessari.
CAMBIARE
LA POLITICA E LA SOCIETA'. La politica é
espressa dalla società. Alla fine del centrosinistra,
TIME pubblico questa valutazione : " Gli
Italiani pensano di essere stati governati da
una piccola truppa di imbroglioni e corrotti.
Non han capito che la classe politica che ha governato
l' affarismo di Tangentopoli é la migliore
espressione della loro attuale società."
Non
sarà facile rinnovare la classe politica,
per renderla simile a quella di Paesi ove non
é accettato di andare al potere per proteggere
i proprii interessi o quelli del proprio clan.
Ma c'é una possibilità. Fare come
in Francia, creare un'associazione ben organizzata
e impegnata, la quale studierebbe insieme
agli imprenditori (che vogliono la competitività)
e pretenderebbe, assieme agli alleati concordi,
cambiamenti, trasformazioni, serietà (combattendo
di conseguenza i poteri di clans e parrocchie),
battaglie contro gli interessi privati in atti
d'ufficio. Il compito maggiore: creare una società
nazionale, nel Paese ove esistono i clans e le
lotte di galli....
Creare
un'associazione, con i mezzi di comunicazione
che tutti usiamo, é oggi un gioco da ragazzi.
Le carte da gioco sarebbero: capacità organizzativa,
speranza (volontà di concorrere a condizionare
il proprio futuro), determinazione, sensibilità.
Per battere lo scetticismo rassegnato attuale,
che é figlio della furbizia e dei fallimenti
di una classe dirigente indegna, in cui l'Italia
rischia di annegare. Vedo altri tentativi associativi,
ma non mi sembrano ancora strutturati per funzionare.
LE
SOCIETA NEI PAESI DELLA U.E.
Le
società della ex U.E. (i 15, ma non conosco
Spagna e Grecia) hanno fondato il loro Patto
Sociale sui seguenti valori: responsabilità,
merito, impegno, correttezza, onestà, trasparenza,
organizzazione razionale delle attività,
collaborazione del cittadino al miglioramento
della società, del Paese tutto. A differenza
dell' Italia, c' é un' alleanza fra
stato e cittadini, non un' ignoranza reciproca.
In pratica : se un cittadino fa qualcosa contro
l'interesse della società, egli sarà
ubriaco oppure sarà indicato a dito (talvolta
denunciato) come colpevole. Lo strumento organizzazione
in genere sottintende: preferire la riflessione
alle reazioni istintive (inclusa anche l' organizzazione
del pensiero-riflessione), organizzazione dettagliata
delle fasi di un'attività, prima di iniziarla.
Peyrefitte
chiama queste società "Sociétés
de confiance". Non credo che, oggi, la
nostra società si possa classificare tale.
Domani, .......... chissà.
In
una società della fiducia (opposto
del furbismo italiano) :
8).
la reazione degli enti (anche statali) e delle
persone sono: prevedibili, tempiste, affidabili,
corrette, non comportano grandi delusioni;
9). le strutture statali danno al cittadino :
la garanzia di vedere applicati i suoi diritti,
il supporto alle sue necessità (servizi
sociali);
10). la responsabilità, l'organizzazione,
la programmazione razionale sono valori primarii;
un esempio di serietà : si risponde sempre
alle lettere, salvo rare eccezioni ;
11). le emergenze o i malfunzionamenti sono fatti
eccezionali. La regola é : programmare
in anticipo le trasformazioni, ben riflettute,
razionalmente organizzate ed affidate a gestori
affidabili e impegnati;
12). lo sviluppo dell'economia é possibile,
mancano le strozzature, cui allude Ciampi (vedi
la lettera "I Colli di Bottiglia");
13). i rappresentanti governativi sono qualificati,
affidabili, preparano gli atteggiamenti con anticipo,
analisi razionali, riflessioni, consultazioni;
14).
si rispettano le orecchie altrui: in un'assemblea
(e.g.condominio, parlamento) non si apre bocca
se non si conosce bene l'argomento (il mio testo
"Metodi e Risultati" chiarisce).
Per arrivare a tanto ci vuole: impegno, cambiamento
dei comportamenti, serietà, rigore e disciplina
In una società bloccata invece (la nostra
é semibloccata in più settori):
A).
le reazioni di enti e persone possono essere improbabili
o evanescenti, talvolta scorrette o sprezzanti;
B). il cittadino troppo spesso non riesce a veder
realizzati i suoi diritti, proposti dalle leggi
ma non garantiti;
C). le scadenze e l'affidabilità degli
imprenditori possono essere casuali (un commercainte
parigino mi dice " non compro più
italiano, i prodotti sono inaffidabili ");
D). i rappresentanti governativi italiani sono
squalificati all'estero perché adattano
le loro reazioni alla giornata e alle situazioni
(non hanno programmi seriamente riflettuti);
E). nella vita sociale le sopraffazioni rischiano
di essere, di regola, frequenti e impunite.
L' evidenza di questi giorni: una società
bloccata sarà sempre perdente nel villaggio
globale.
Allegato 1
COMPORTAMENTI DIFFUSI NEGLI ALTRI PAESI DELL'U.E
( LE SOCIETA DELLA FIDUCIA )
Nell'Unione Europea sono diffusissimi, e giudicati
normali, i seguenti comportamenti, che sono la
base del Patto Sociale de Paese (1):
-
estrema chiarezza, anche nell'espressione scritta;
- estrema chiarezza dei proprii diritti in ambito
sociale, i quali sono normalmente
realizzati, in pratica, dall'apparato statale,
nei riguardi di tutti;
- forte determinazione, individuale e collettiva,
nel portare a termine le azioni di cui si é
responsabile;
- onestà estrema, nei principi e nell'applicazione
pratica, nei rapporti con la società;
- imperativo di non profittare della propria carica/ruolo
sociale nel proprio interesse
personale;
- esigenza, da parte di ogni cittadino, che i
servizi resi dallo stato siano di ottimo livello,
o
almeno soddisfacenti;
- la responsabilità legata alle proprie
funzioni comporta:
- l'obbligo di esercitarle con impegno ed onestà
- la necessità di rendere conto sia di
errori che di omissioni e la consapevolezza che
gli
errori possono essere puniti o determinare una
marginalizzazione dell'interessato;
- onestà e correttezza nel rapportare in
pubblico o in privato fatti in cui si é
coinvolti;
- rispetto dei diritti altrui e consapevolezza
dei limiti dei proprii diritti (generalmente ben
conosciuti, senza l'aiuto di " esperti ").
Un
tratto molto comune nel tessuto sociale dei Paesi
dell'U.E. é la selezione per merito, e
non per allacci personali, in tutti gli ambiti
sociali, incluso il pubblico. La qual cosa determina
l'interesse ad essere corretti ed efficienti,
per migliorare il proprio ruolo/introiti da lavoro.
A. Greco
______________________________________________
(1) Queste osservazioni riguardano
tutti i Paesi dell'U.E., eccetto la Grecia e la
Spagna, che
non conosco abbastanza
-----------------
Cosa
disse Goete, alla fine del 18/mo secolo,
nel " Viaggio in Italia ". "Consiglio'
di visitarla, per vedere opere d'arte meravigliose.
Ma raccomando' ......... di tenere la mano sulla
tasca, perché nel Paese ci sono troppi
furbi ". Forse, se tornasse, ne troverebbe
oggi anche di più, vista le recente degradazione.
Potremmo dire, io penso, che LA FURBIZIA DIFFUSA
FRENA LO SVILUPPO.
A questo punto citerei Peyrefitte, storico
delle economie: "non c'é sviluppo
e sottosviluppo, ci sono invece comportamenti
che frenano e altri che promuovono lo sviluppo.
Essi sono diversamente distribuiti in ogni popolo
e cultura."
Vorrei
infine citare una frase di Bossuet. Essa
mi sembra applicabile a quei VIPs che si lamentano
di qualcosa che non va, ma si fermano li. "Dio
ride degli uomini che si lamentano di eventi,
le cui cause essi stessi promuovono con perseveranza."
Antonio
Greco
ANGREMA@wanadoo.fr