A
letto con il nemico.
03.07.08
- "A letto con il nemico" (Sleeping
with the enemy) non è solo il titolo
di un film del 1991, peraltro non memorabile,
che aveva tra i suoi protagonisti la bella Julia
Roberts, ma è anche il titolo di un
documentario che in questi giorni viene mostrato
in giro per le scuole di Kiryat Gat
una cittadina israeliana nel deserto del Negev
in cui si ammoniscono le giovani studentesse
ebree a non farsi coinvolgere sentimentalmente
dai giovani Beduini, e soprattutto a non farsi
mettere in cinta da questi "arabi in caccia",
al fine di evitare delle abominevoli unioni "miste".
Sembra
incredibile che ciò accada in un Paese
democratico e "civile" come si
vanta di essere Israele, eppure è proprio
così.
Il
video fa parte di un progetto che ha il supporto
della municipalità e della polizia locale
di Kiryat Gat, ed è guidato dal responsabile
del Welfare per la cittadina; in esso compaiono
le interviste a un ufficiale della polizia locale
e a una donna appartenente al Dipartimento Anti-Assimilazione
(!), una branca dell'organizzazione religiosa
Yad L'ahim, che ha lo scopo principale
di evitare come la peste che le giovani ragazze
ebree abbiano alcun
tipo di appuntamento con Arabi israeliani.
Secondo
il responsabile del progetto, Chaim Shalom,
i giovani beduini del Negev sono solo degli "sfruttatori",
che non ci pensano due volte a mettere in cinta
le ragazze ebree per poi abbandonarle, e questo
progetto mira solo ad evitare il problema, e non
ha niente a che vedere con il razzismo.
Già,
e che c'entra il razzismo con un progetto che
mira a scoraggiare le relazioni tra giovani di
diverse etnie e religioni? E come non giudicare
positivamente che un'amministrazione pubblica
sponsorizzi un video realizzato da un ente ultra-ortodosso
che ha un nome che è tutto un programma,
il Dipartimento Anti-Assimilazione?
Il
vero è che, come già abbiamo avuto
modo di rilevare, Israele è un Paese
profondamente permeato dalla discriminazione e
dal razzismo, sia per ciò che attiene
il comune sentire della collettività sia
per quanto attiene la legislazione e la pratica
amministrativa.
Sul
primo punto basterà ricordare che, secondo
l'Israeli Democracy Index 2007, solo il 50% degli
Israeliani ritiene che Arabi ed Ebrei debbano
avere eguali diritti, mentre il 55% degli Ebrei
israeliani sostengono l'idea che il governo debba
incoraggiare gli Arabi a "emigrare";
uno studio dell'Università di Haifa inoltre
mostra come, per il 74% dei giovani ebrei in Israele,
gli Arabi siano "sporchi".
Per
quanto riguarda il secondo aspetto, si potrebbe
citare la Legge sulla Cittadinanza, che lo stesso
editore del quotidiano Ha'aretz, dalle
colonne del suo giornale, ha definito degna di
uno Stato dell' apartheid, le pratiche di racial
profiling negli aeroporti, la discriminazione
nella allocazione delle terre e nel riconoscimento
del diritto alla casa, la diseguale distribuzione
dei fondi per il welfare e per lo sviluppo.
E
stupisce come i governi della Ue, in altri
casi vigili e severi su ogni questione attinente
al rispetto dei diritti umani fondamentali, consentano
il permanere ed anzi il miglioramento di rapporti
privilegiati con Israele, "dimenticando"
che tali rapporti e relazioni sono vincolati al
"rispetto" di entrambe le parti
"dei diritti umani e dei principi democratici
cui si ispira la loro politica interna e internazionale".
Solo
vuote parole?
(http://palestinanews.blogspot.com/2008/07/letto-con-il-nemico.html)