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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Francesco Storace

La capanna di Cassino

Roma, 31 ottobre 2008. - Nei giorni scorsi una denuncia drammatica, ma inascoltata come al solito.
E' uscita su qualche cronaca locale la triste storia di un disoccupato di Cassino, pizzicato a dormire in una capanna fatta di stracci.
Lui non sorride come il presidente del Consiglio, ma ha una grande dignita'.
A terzo millennio iniziato da un po', nell'Italia che si vorrebbe parte dell'opulento occidente, c'e' in Ciociaria una "casa" messa su con un telo impermeabile, con pezzi di compensato e plastica.
Posso dire che provo orrore per sapere che un uomo e' costretto a vivere cosi'?
Non conosco il quarantasettenne disoccupato che ci "abita", ma ho letto che questa poco regale dimora è ubicata pochi metri da una delle strade più belle della città: Viale Dante. Ci sono, colori, luci, negozi.
Nonostante lo stato di indigenza in cui versa, Bruno, questo è il suo nome, non perde la sua vena umoristica. Fuori della capanna, ha appeso un cartello con su scritto «Villa dei barboni».
Bruno vive in quel buco fatto di stracci insieme a dei cani. A decidere il suo destino una malattia degenerativa che gli ha impedito di continuare il suo lavoro da manovale. L'uomo non avendo l'età pensionabile non percepisce nulla dallo Stato. Il suo unico sostentamento viene dalla gente che ha cuore e che gli fa quotidianamente un poco di elemosina.
Da sedici anni vive come un barbone. Bruno si vergogna di essere ridotto così e per tal motivo ha rotto i ponti con la sua famiglia. In una situazione del genere ci vorrebbe proprio il «Il treno dei desideri».
Oppure, basterebbe che se ne occupassero il sindaco di Cassino, la provincia di Frosinone, la regione Lazio. O qualche grande giornale nazionale. Qualche televisione pubblica o privata. Insomma, qualcuno. Ma di questi tempi, la tragedia di una persona non sembra fare piu' notizia.



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