Ultimo
omaggio a Leccisi
Il pomeriggio di giovedì a Milano; una
cerimonia dignitosa
07.11.08 - E' stato dato l'ultimo saluto a Domenico
Leccisi, l'uomo che, come sottolinea Staiti,
ridiede l'orgoglio all'Italia sconfitta quando
recuperò nottetempo con un colpo di mano
la salma del Duce assassinato, il combattente
sul fronte dell' est sempre volontario per le
missioni speciali, superstite dell'ultima carica
di cavelleria della storia, la nostra a Isbuschenskij,
volontario in Rsi, sindacalista rivoluzionario
e anima della sinistra del Msi.
Al suo funerale un centinaio di Reduci e qualche
militante degli Anni Settanta (pochi).
Nessun partito; non solo An ma neppure Destra,
Fiamma o Forza Nuova. Troppo distratti i partiti
per ricordarsi di colui al quale forse più
che a chiunque altro debbono la loro radice. Ma
nulla di strano, non è un caso se sono
ridotti alla destra terminale. E così Leccisi
è partito per Lambrate dove sarà
cremato prima di raggiungere, in urna, il comasco
dove ha vissuto per decenni.
Se n'è andato senza fanfara, senza tamburi
e senza caciara. Dignitosamente com'è vissuto,
con il medesimo tono vigoroso, virile e in sordina
con il quale restituì il Duce all'Italia.
Alalà!
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