Onorabile
Sr. Feltri...ma mi faccia il piacere!...
13.12.08 - Diceva il grande Totó: "Io
sono ignorante!...io ignoro".
É l'ignoranza la causa dell'intolleranza,
dei fanatismi, delle fobie. É l'ignoranza
che spinge ad emettere sentenze fasulle, atte
a richiamare l'attenzione delle menti piccole
qualunquiste ed egocentriche. Ma é gravissimo,
quando ad essere "ignaro" é un
Signor Giornalista come Vittorio Feltri. Lo avremmo
accettato da un Beppe Grillo, che é un
comico 'politicante' e che ha bisogno di gag dissacranti
per ottenere notorietá. Non lo si capisce
da un direttore editoriale, il quale dovrebbe
avere una visione panoramica a 360 gradi sulla
realtá mondiale oltre che italiana.
Un po' di storia. L'attuale Conferenza dei Giovani
Italiani nel mondo, non é la prima che
si svolge in Italia. La prima in assoluto, anche
se in minor dimensione forse, l'ha voluta e organizzata
l'ex Ministro Tremaglia, ( colui che ha ottenuto
che una maggioranza in Parlamento approvasse la
concessione del voto agli italiani all'estero
e che in Parlamento é stato oggetto di
standing ovation da parte dei giovani...perché
sará mai?) nell'ambito della Conferenza
delle Donne e dei Giovani italiani nel Mondo durante
il Berlusconi bis. Quella dei giorni nostri era
stata auspicata nel corso degli anni da quasi
tutte le componenti politiche, finché il
Vice Ministro per gli Italiani nel Mondo Franco
Danieli ha dato incarico di organizzarla al CGIE.
Il Governo Prodi ha dunque accolto l'iniziativa
stanziando i fondi necessari all'uopo. Il CGIE,
a sua volta, ha convocato un piccolo gruppo di
22 giovani a partecipare all'Assemblea Plenaria
a Roma, in cui si sono avviati i lavori preparatori
per la Conferenza. I 22 giovani hanno dimostrato
immediatamente un forte interesse per l'evento,
ma soprattutto hanno colto l'importanza che questo
avrebbe comportato per il proprio futuro. Iniziava
cosí un lungo cammino, pieno di entusiasmo
e di progetti, che é diventato per i piú
una missione personale: risvegliare l'italianitá
nei propri coetanei, coinvolgerli in un movimento
progressista, globale, atto a favorire lo sviluppo
occupazionale, intellettuale, sociale e culturale
sia degli italiani nel mondo che degli italiani
in Patria. Decine e decine di incontri con giovani
dei Paesi di residenza, nuovi interventi alle
Assemblee del CGIE, aggiornamenti costanti, interscambio
di informazioni e di idee tra i 22 e centinaia
di nuovi aggregati, hanno comportato in questi
due anni per questi ragazzi migliaia di ore di
tempo, energie e denaro a proprie spese, con lo
scopo di arrivare preparati con forti argomenti
all'appuntamento che avrebbe dato loro modo di
raccontarsi, di farsi ascoltare, e dal governo
italiano e possibilmente dal resto degli italiani
in Italia.
Questi "ragazzotti", Sr. Feltri, che
Lei chiama dispregiativamente 'papponi', hanno
dovuto lasciare il proprio lavoro, la scuola,
l'universitá per una settimana, pur se
gratis, e non certo per una "vacanza romana",
bensí per una settimana di lunghe e spesso
barbose giornate di lavoro. Un pomeriggio a spasso
per Roma, visitando i monumenti storici, la chiama
vacanza? Persino in una partita di calcio c'é
la pausa di 10 minuti!...Alcuni sono stati invitati
a Sportello Italia, su Rai International, che
peró si vede soltanto all'estero e non
giá in Italia, e sono stati trattati come
bambocci (sarebbe invece stato piú meritorio
dedicare loro una puntata di Porta a Porta). E
sono stati disprezzati da un giornale italiano,
il Suo.
Libero...La libertá di espressione, Sr.
Feltri, non significa ledere liberamente (impunemente)
la dignitá delle persone. Se voleva attaccare
e criticare il governo, poteva benissimo impostarlo
diversamente, eticamente, rispettando la deontologia
professionale. Quel titolone avrá certamente
trovato l'apprezzamento dei qualunquisti italiani
ed avrá aumentato (forse) le vendite del
giornale. Ma in contropartita ha disonorato la
categoria dei giornalisti.
Il qualunquismo...Eppure, secondo statistiche,
sono poche le famiglie italiane che non contino
con un emigrato. Dovrebbe, Sr. Feltri, guardarsi
intorno, e forse scoprirebbe di avere un lontano
parente sperduto in qualche parte del mondo. E
scoprirebbe forse, che quell'emigrato avrebbe
contribuito nel dopoguerra a suon di sacrifici,
con le sue rimesse, a ricostruire l'Italia, la
'Sua' Milano. Quelle rimesse che migliaia di italiani
di ogni regione hanno permesso anche a Lei di
vivere oggi nell'agiatezza. Oggi i loro figli
e nipoti sono preparatissimi, conoscono il mondo,
Lei no! Hanno studiato, sono specializzati ognuno
nella propria professione, sono comunque forse
tutti piú colti di Lei. Hanno inoltre una
maggior esperienza in campo lavorativo. Infatti,
mentre in Italia un giovane ottiene la laurea
verso i trent'anni, in Venezuela per esempio l'ottengono
ai 21. Ed in un Paese dove gli impiegati pubblici
sono sottopagati, dove non esiste un sistema pensionistico
degno di essere chiamato tale, dove gli ospedali
pubblici mancano di materie prime, come
medicinali, siringhe, garze ecc., dove si paga
persino il sole che esce la mattina, devono per
forza immettersi nel mondo del lavoro per produrre,
mantenersi e mantenere in molti casi anche moglie
e figli. Ed hanno un ingrediente in piú:
spesso sono nati da genitori di diversa provenienza...
e vivono all'estero. Ció permette loro
una innata multiculturalitá, una piú
ampia apertura mentale. Difficile per Lei, di
cognome Feltri, concentrato tutto nel Milanese,
concepire la multiculturalitá. Uno come
Vittorio Feltri deve per forza di cose essere
di 'purissima razza ariana' (sará un caso
che La chiamano Littorio?).
Sr. Feltri, esca dal suo guscio! Venga all'estero
e visiti le nostre comunitá. Si renderá
conto cosa sono stati capaci di 'fare' di costruire
nel mondo, portando ovunque in alto il buon nome
dell'Italia. Si faccia raccontare come lo hanno
costruito, senza chiedere mai sussidi o cassa
integrazione all'Italia. La sua penna é
velenosa e distruttiva. Fortunatamente all'estero
non la legge nessuno. E pochi la leggono in Italia.
La invito a ricredersi e chiedere scusa pubblicamente
alla seconda Italia che vive all'estero. Forse
a qualcuno come Lei duole che gli italiani all'estero
comincino ad essere presi in considerazione. Oggi
fortunatamente votiamo, e contiamo tale e quale
a Lei.
Comprendiamo la Sua preoccupazione per gli sprechi
in tempo di crisi per l'Italia. Ma la crisi non
l'hanno creata gli italiani all'estero! Anzi,
noi continuiamo ad alimentarla. Condivido il timore
che questa Conferenza si converta in 'aria fritta',
ma solo per quanto riguarda quei politici italiani
che forse non hanno ancora, come Lei, compreso
l'importanza di dare continuitá all'italianitá
nel mondo. O forse hanno dimenticato che il Made
in Italy é consumato all'estero grazie
agli italiani ed ai loro discendenti? E se questi
decidessero ad un tratto tutti insieme di non
acquistare piú i prodotti italiani? Se
decidessero di non visitare piú l'Italia
come meta turistica? Di non ascoltare piú
la nostra musica? Di non vedere piú i nostri
film? Lei reclama per i pochi euro-gettoni donati
ai giovani. I 144mila euro (348 per i 413 ragazzi
venuti dall'estero), cosa sono di fronte ai 4
milioni che Lei riceve per il Suo giornale? E
poi, ne sia certo, saranno spesi per gli immancabili
souvenirs, per il caffé e la brioche al
bar, per una pizza o la 'pajata'. Puó stare
dunque tranquillo: gli euro-gettoni rimarranno
in Italia. E vuole mettere la grossa mano data
all'Alitalia che, almeno per una volta avrá
visto i suoi aerei riempiti di viaggiatori, visto
che volano vuoti per un 40%? Ed i trasporti su
gomma, i ristoranti e gli alberghi?...É
meschino ció che Lei scrive.
Sr. Feltri, come direbbe Totó...Ma mi
faccia il piacere!...
Germana Pieri L'ITALO, Maracaibo, Venezuela