RAGGRUPPAMENTO
NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI R.S.I. - CONTINUITÀ
IDEALE
15.01.09 - Soltanto recentemente ho potuto prendere
visione di una proposta di legge diniziativa
di 42 deputati della maggioranza parlamentare,
datata 23 giugno 2008, relativa allistituzione
dellOrdine del Tricolore da «attribuire
a coloro che hanno partecipato alla seconda guerra
mondiale». Comprendendovi, tra altri,
«coloro che hanno fatto parte delle forze
armate partigiane o gappiste ... e delle formazioni
che facevano riferimento alla Repubblica Sociale
Italiana». Tutto questo - si legge nella
presentazione - per «riconoscere, con
animo ormai pacificato, la pari dignità
di una partecipazione al conflitto avvenuta in
uno dei momenti più drammatici e difficili
da interpretare nella storia dItalia».
Una proposta di legge - si afferma - «coerente
con la cultura di pace e di pacificazione della
nuova Italia».
Credo sia riduttivo limitarci a rammentare come
in realtà levocata «cultura
di pace e di pacificazione della nuova Italia»,
venga espressa attualmente - e in ripetute occasioni
- con un rinnovato e rabbioso ostracismo alle
manifestazioni in ricordo dei Caduti della RSI,
con annesse offese sacrileghe alle lapidi che
ne ricordano il sacrificio. Particolari
evidentemente di pochissimo conto per i solerti
sacerdoti della pacificazione,
dai quali non ci risulta sia stata emessa alcuna
esplicita ufficiale condanna di tanta soperchieria.
Argomento di fondo per rigettare lofferta
è che i superstiti combattenti della Repubblica
Sociale Italiana aderenti al Raggruppamento Nazionale
Combattenti e Reduci - RSI, fedeli al loro passato,
non intendono partecipare allennesimo pateracchio
messo in cantiere per individuabili motivazioni
di consenso politico travestite malamente di pacificazione
nazionale. Sottolineando nel contempo
- e qui entra in gioco lenunciata «pari
dignità» - il più netto
rifiuto (per ovvie considerazioni di carattere
etico) a condividere con partigiani o gappisti
qualsivoglia istituzione di riconoscimento.
Come ho già avuto occasione di affermare,
una autentica pacificazione potrà avviarsi
soltanto quando la Repubblica Italiana - questa
Repubblica - prenderà atto, con tutte le
conseguenze del caso, dei Valori politici, militari
e sociali interpretati dalla RSI, al di fuori
e al di sopra di ogni impensabile innaturale ammucchiata.
Tutto il resto - Ordine del Tricolore compreso
- appartiene alla sfera del non ricevibile, nel
solco di una assoluta diversità originaria
che appartiene al nostro DNA di Combattenti della
Repubblica Sociale Italiana.
Questa, in sintesi, la nostra posizione come Raggruppamento,
senza voler entrare nel dettaglio di una proposta
di Legge permeata di ambiguo e approssimativo
storicismo.
Gianni
Rebaudengo
Presidente
Nazionale RNCR-RSI