Lettera
aperta a don Davide Pagliarani
21.02.09
- Caro don Davide,
leggo
che la FSSPX, in ossequio a un diktat del Vaticano,
ha posto un ultimatum a S.E.R. Mons. Richard
Williamson: o ritratta entro un mese le sue
affermazioni sull'"olocausto" o verrà
espulso.
La
Fraternità si ritiene quindi portatrice
di una SUA posizione su questa vicenda storica,
posizione cui tutti i suoi membri devono aderire
pena l'espulsione (è già accaduto
con don Floriano).
Ammetterà che si tratta di un fatto del
tutto nuovo e inaudito: non mi risultava che all'atto
dell'ordinazione ai vostri sacerdoti fosse stato
fatto firmare l'impegno a professare tale o talatra
opinione su vicende storiche controverse e che
non implicano questioni di fede (il giuramento
antimodernista sì, ma quello a quanto pare
può essere violato).
Mi permetterà quindi che in presenza di
un fatto nuovo così rilevante (io stesso
ho un'opinione ben precisa su quella vicenda,
che coincide sostanzialmente con quella di Monsignore
"prima della cura" - e spero anche dopo:
mi saranno precluse le cappelle FSSPX?) Le ponga
alcune domande onde meglio capire questa posizione.
E' fatto obbligo ai sacerdoti della FSSPX di professare
(spero che la distinzione tra foro interno e foro
esterno non sia venuta meno) che la testimonianza
di Rudolf Vrba e di Adolf Wetzler,
su cui si basa tuttora la vulgata olocaustica
e che è inficiata da macroscopiche inverosimiglianze
tali da renderla completamente inattendibile (cfr.
Carlo Mattogno: Auschwitz: 27 gennaio
1945-27 gennaio 2005: sessant'anni di propaganda
- Genesi, sviluppo e declino della menzogna propagandistica
delle camere a gas", Effepì, Genova,
2005, p. 24-26) è invece completamente
vera e inconfutabile?
E' fatto loro obbligo di professare che le 7 tonnellate
di capelli umani trovati ad Auschwitz provenivano
da 140 mila persone ivi gasate?
Che esistesse un "nastro trasportatore
elettrico" tra le camere a gas e il crematorio,
come sostenuto dal "testimone oculare"
Poljevoi, anziché un montacarichi,
come oggi noto?
Che RIF significasse Rhein Judisches Fett (puro
grasso ebraico), come sosteneva Simon Wiesenthal,
anziché Reichstelle fur Industrielle Fettversorgung
(Servizio di approvigionamento industriale di
materie grasse del Reich), come buon senso e retta
ragione insegnano?
Che ci fossero i famosi paralumi di pelle umana,
come oggi non crede nemmeno lo storico più
scalcagnato?
Quanti forni crematori si trovavano ad Auschwitz,
come erano disposti, quante muffole avevano e
di quanti cadaveri erano capaci al giorno? Sessantamila,
come afferma la sentenza del processo Hoess?
Quattromilatrecentoventi, come affermò
il "testimone oculare" Henryk Tauber?
O comquecento, come affermato nel 2005 dal "testimone
oculare" Shlomo Venezia?
E' vero che le persone che per ragioni di spazio
non potevano entrare nelle "camere a gas"
venivano cosparse di petrolio e bruciate vive,
come affermato dalla "testimone oculare"
Jolan Holdost?
Quante persone morirono ad Auschwitz? Cinque milioni,
come sosteneva Jan Sehn, autore di quella
che fu per oltre quarant'anni l'unica "storia"
di Auschwitz? Quattro milioni, come sostenevano
i sovietici a guerra finita? Uno e mezzo, come
recitava la nuova lapide , fatta mettere nel 1990
dal revisionisa Ernst Zundel? Un milione
e centomila, come si sostiene ora? Cinquecentodiecimila,
come afferma lo storico "ufficiale"
Fritjof Meyer?Settantaquattromila, come
affermato nel 1990 dalla "Frankfurter Rundschau
e da Joachim Hoffman in "Stalins Vernichtungskrieg
(la guerra di sterminio di Stalin)1941-45"
nel 1995? E di questi naturalmente solo una parte
erano ebrei. Perché dovremmo credere sulla
verità del fatto a fonti tanto macroscopicamente
screditate in fatto di cifre? Se uno inventa una
menzogna (e sappiamo chi è il "padre
della menzogna"), sapienza cattolica cnon
ha sempre insegnato che non bisogna credergli
in nulla?
Perché mai le SS dovrebbero aver speso
1.400.000 Reichsmark per i crematori di Birkenau
quando, scavando delle semplici buche nel terreno,
avrebbero potuto ottenere una capacità
di cremazione più alta?
E le condutture del sistema di ventilazione"
erano sistemate "in alto nelle camere a gas"
come sostenuto dalla "testimone oculare"
Ada Bimko o nelle mansarde, invisibili
a occhio umano, come oggi riconosce la storiografia?
E' consapevole che tutta la vulgata olocaustica
nasce dalla propaganda sovietica e polacca, cui
ben presto si accodò quella americana,
tese a deviare l'attenzione dell'opinione pubblica
dai gravissimi crimini commessi in guerra dalle
potenze vincitrici?
Lo
sa che il primo vero libro di storia su Auschwitz,
quello di Pressac, è dell' 89 e
ammetteva onestamente la bancarotta della storiografia
precedente, chiedendo che da allora in poi ci
si basasse sui documenti e non sulle testimonianze,
largamente influenzate dalla propaganda?
Lo sa che fu proprio lui (uno "sterminazionista")
a smontare la pretesa che il campo di Birkenau
fosse stato costruito fin dall'inizio come campo
di sterminio e che i suoi due crematori più
grandi fossero stati progettati come camere a
gas omicide?
Lo sa che lo storico e romanziere Jacques Baynac
ha rilevato che "non esiste testimonianza
accettabile come prova indiscutibile" e che
alla richiesta revisionista di documenti che dimostrino
la realtà delle canere a gas "bisogna
stare zitti per mancanza di documenti"?
Lo sa che Carlo Mattogno, il miglior conoscitore
in assoluto di Auschwitz, ha smontato una per
una le affermazioni dei sostenitori dello sterminio
mediante gas? Conosce i suoi studi?
E perché una persona, non dico un vescovo,
non dovrebbe poter condividere i risultati di
questi studi, di assoluto rigore scientifico?
In
definitiva, caro don Davide, perché la Fraternità
dà questa avvilente prova di acquiescenza
conformistica e opportunistica all'arroganza dei
falsari della storia anziché difendere i
suoi uomini aggrediti da chi ha paura della verità?
Franco Damiani
http://francodamiani.blogspot.com/2009/02/lettera-aperta-don-davide-pagliarani.html