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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Franco Damiani

Lettera aperta a don Davide Pagliarani

21.02.09 - Caro don Davide,

leggo che la FSSPX, in ossequio a un diktat del Vaticano, ha posto un ultimatum a S.E.R. Mons. Richard Williamson: o ritratta entro un mese le sue affermazioni sull'"olocausto" o verrà espulso.

La Fraternità si ritiene quindi portatrice di una SUA posizione su questa vicenda storica, posizione cui tutti i suoi membri devono aderire pena l'espulsione (è già accaduto con don Floriano).
Ammetterà che si tratta di un fatto del tutto nuovo e inaudito: non mi risultava che all'atto dell'ordinazione ai vostri sacerdoti fosse stato fatto firmare l'impegno a professare tale o talatra opinione su vicende storiche controverse e che non implicano questioni di fede (il giuramento antimodernista sì, ma quello a quanto pare può essere violato).

Mi permetterà quindi che in presenza di un fatto nuovo così rilevante (io stesso ho un'opinione ben precisa su quella vicenda, che coincide sostanzialmente con quella di Monsignore "prima della cura" - e spero anche dopo: mi saranno precluse le cappelle FSSPX?) Le ponga alcune domande onde meglio capire questa posizione.

E' fatto obbligo ai sacerdoti della FSSPX di professare (spero che la distinzione tra foro interno e foro esterno non sia venuta meno) che la testimonianza di Rudolf Vrba e di Adolf Wetzler, su cui si basa tuttora la vulgata olocaustica e che è inficiata da macroscopiche inverosimiglianze tali da renderla completamente inattendibile (cfr. Carlo Mattogno: Auschwitz: 27 gennaio 1945-27 gennaio 2005: sessant'anni di propaganda - Genesi, sviluppo e declino della menzogna propagandistica delle camere a gas", Effepì, Genova, 2005, p. 24-26) è invece completamente vera e inconfutabile?

E' fatto loro obbligo di professare che le 7 tonnellate di capelli umani trovati ad Auschwitz provenivano da 140 mila persone ivi gasate?

Che esistesse un "nastro trasportatore elettrico" tra le camere a gas e il crematorio, come sostenuto dal "testimone oculare" Poljevoi, anziché un montacarichi, come oggi noto?

Che RIF significasse Rhein Judisches Fett (puro grasso ebraico), come sosteneva Simon Wiesenthal, anziché Reichstelle fur Industrielle Fettversorgung (Servizio di approvigionamento industriale di materie grasse del Reich), come buon senso e retta ragione insegnano?

Che ci fossero i famosi paralumi di pelle umana, come oggi non crede nemmeno lo storico più scalcagnato?

Quanti forni crematori si trovavano ad Auschwitz, come erano disposti, quante muffole avevano e di quanti cadaveri erano capaci al giorno? Sessantamila, come afferma la sentenza del processo Hoess? Quattromilatrecentoventi, come affermò il "testimone oculare" Henryk Tauber? O comquecento, come affermato nel 2005 dal "testimone oculare" Shlomo Venezia?

E' vero che le persone che per ragioni di spazio non potevano entrare nelle "camere a gas" venivano cosparse di petrolio e bruciate vive, come affermato dalla "testimone oculare" Jolan Holdost?

Quante persone morirono ad Auschwitz? Cinque milioni, come sosteneva Jan Sehn, autore di quella che fu per oltre quarant'anni l'unica "storia" di Auschwitz? Quattro milioni, come sostenevano i sovietici a guerra finita? Uno e mezzo, come recitava la nuova lapide , fatta mettere nel 1990 dal revisionisa Ernst Zundel? Un milione e centomila, come si sostiene ora? Cinquecentodiecimila, come afferma lo storico "ufficiale" Fritjof Meyer?Settantaquattromila, come affermato nel 1990 dalla "Frankfurter Rundschau e da Joachim Hoffman in "Stalins Vernichtungskrieg (la guerra di sterminio di Stalin)1941-45" nel 1995? E di questi naturalmente solo una parte erano ebrei. Perché dovremmo credere sulla verità del fatto a fonti tanto macroscopicamente screditate in fatto di cifre? Se uno inventa una menzogna (e sappiamo chi è il "padre della menzogna"), sapienza cattolica cnon ha sempre insegnato che non bisogna credergli in nulla?

Perché mai le SS dovrebbero aver speso 1.400.000 Reichsmark per i crematori di Birkenau quando, scavando delle semplici buche nel terreno, avrebbero potuto ottenere una capacità di cremazione più alta?

E le condutture del sistema di ventilazione" erano sistemate "in alto nelle camere a gas" come sostenuto dalla "testimone oculare" Ada Bimko o nelle mansarde, invisibili a occhio umano, come oggi riconosce la storiografia?

E' consapevole che tutta la vulgata olocaustica nasce dalla propaganda sovietica e polacca, cui ben presto si accodò quella americana, tese a deviare l'attenzione dell'opinione pubblica dai gravissimi crimini commessi in guerra dalle potenze vincitrici?

Lo sa che il primo vero libro di storia su Auschwitz, quello di Pressac, è dell' 89 e ammetteva onestamente la bancarotta della storiografia precedente, chiedendo che da allora in poi ci si basasse sui documenti e non sulle testimonianze, largamente influenzate dalla propaganda?

Lo sa che fu proprio lui (uno "sterminazionista") a smontare la pretesa che il campo di Birkenau fosse stato costruito fin dall'inizio come campo di sterminio e che i suoi due crematori più grandi fossero stati progettati come camere a gas omicide?

Lo sa che lo storico e romanziere Jacques Baynac ha rilevato che "non esiste testimonianza accettabile come prova indiscutibile" e che alla richiesta revisionista di documenti che dimostrino la realtà delle canere a gas "bisogna stare zitti per mancanza di documenti"?

Lo sa che Carlo Mattogno, il miglior conoscitore in assoluto di Auschwitz, ha smontato una per una le affermazioni dei sostenitori dello sterminio mediante gas? Conosce i suoi studi?

E perché una persona, non dico un vescovo, non dovrebbe poter condividere i risultati di questi studi, di assoluto rigore scientifico?

In definitiva, caro don Davide, perché la Fraternità dà questa avvilente prova di acquiescenza conformistica e opportunistica all'arroganza dei falsari della storia anziché difendere i suoi uomini aggrediti da chi ha paura della verità?

Franco Damiani
http://francodamiani.blogspot.com/2009/02/lettera-aperta-don-davide-pagliarani.html




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