Il
torero Berlusconi non farà più la
Veronica
Il
divorzio è lammissione di una sconfitta.
Come il matrimonio.
(Roberto
Gervaso)
08.05.09
- Dopo la morte dellamico Etienne de la
Boétie, Michel de Montaigne ha sofferto
molto. Tra loro esisteva una tale amicizia che
indusse Michel a scrivere: Se mi si chiedesse
perché lamavo tanto risponderei:
perché era lui, perché ero io.
Una definizione dellamore straordinaria
che ha però un difetto: si può applicarla
anche nel caso in cui uno non ne possa più
dellaltro. Se uno si sposa o si divorzia
non deve darne le spiegazioni agli altri, soprattutto
ai terzi curiosi: a costoro basterebbe dire: La
sposo perché è lei, oppure:
Divorzio perché è lei.
Se ci innamoriamo di qualcuna essa ci appare straordinaria
e ben diversa da come la vedono gli altri. Parlandone
enfatizzandola rischiamo di diventare ridicoli
come lo era Don Chisciotte con Dulcinea. Lo stesso
ragionamento vale nel caso opposto, quando lamato
bene non ci appare più quello di prima.
La riservatezza è innanzitutto un dovere
verso se stessi, un dovere che esclude a priori
le esternazioni sui giornali o davanti alle telecamere.
A un adulto non interessa se John Kennedy sia
o no andato a letto con Marilyn Monroe, interessa
sapere se sia stato o no il responsabile del disastro
della Baia dei Porci. Il fatto che Francois Mitterand
avesse una figlia segreta è stato una manna
per i giornali rosa, ma è rimasto del tutto
insignificante dal punto di vista politico. Non
ci importa nemmeno che Pierferdinando Casini,
leader di un partito cattolico, sia divorziato
e dunque, secondo la dottrina, viva in costante
peccato mortale di concubinato. Sono solo affari
suoi.
Veronica
Lario sta per oltrepassare il Berluscone come
fece Giulio Cesare con il Rubicone: alea iacta
est, il dado è tratto. Veronica lascia
Silvio e lo fa come se fosse stata Caterina DAragona
a decidere di lasciare lei Enrico VIII invaghitosi
di Anna Bolena giovinetta. Crede che il suo talamo
nuziale sia come il letto di Kensintong Palace
dove, come diceva la povera lady Diana, si conduceva
un matrimonio affollato. Berlusconi,
per Veronica, non punta ormai più sulle
copertine dei giornali, ma sulle scopertine più
che altro. Per Veronica è arrivata la gogna
a mezzo stampa. Vecchie foto, pubblicate da Libero,
la ritraggono a teatro quando recitava, ironia
della sorte, un ben nota pièce: Il
magnifico cornuto. In una sequenza palcoscenica
mostrava il seno nudo. Pare che Silvio avesse
già da allora una irresistibile attrazione
per i decolté e certo, vedendola quella
sera a Teatro, dovette pensare che tanta generosità
toracica non andasse sacrificata al supremo ideale
dellarte, ma incanalata verso una più
naturale propensione, quella dellallattamento
materno. Il classici messaggi criptico-mediatico
dei capezzoli delle attuali veline non dispiacciano
affatto al premier del Popolo della Libertà
tanto da farne nominare una Ministro per le Pari
Opportunità.
Me
la ricordo, anni addietro. Il neo Ministro Mara
Carfagna coadiuvava il presentatore di una trasmissione
televisiva (Davide Mengacci) che voleva decantare
i luoghi della nostra bella Italia. Già
allora aveva il fascino rugiadoso e sensuale delle
italiane in carne. Oggi il suo decolté
è precluso dagli attillati tailleur dalta
sartoria che è solita indossare. Gli occhi
grifagni dei parlamentari di sinistra devono accontentarsi,
si fa per dire, delle tette (rifatte?) dellOnorevole
Gabriella Carlucci. I progressisti dicono: Le
donne dei grandi uomini devono sapere che il loro
ruolo è quello di stare zitte accanto allillustre
consorte. Devono sapere che il prestigioso marito
ha di necessità molte donne e si devono
convincere a fare la loro parte di cornute con
dignità
. Certo Donna Rachele
Mussolini non avrebbe mai accettato un fatto del
genere. In un caso ha minacciato la rivale (Claretta
Petacci) con una pistola. E paradossale
una cosa: proprio nel 2009 dobbiamo recuperare
Rachele Mussolini come modello e confinare tutte
le altre nel ruolo di Clarette. Suvvia, ciò
è offensivo per ciascuno di noi.
A
prescindere dai toni e dalle intenzioni di Veronica
Lario, tutta la faccenda è stata unumiliazione
collettiva. Da quando Silvio governa ne combina
di tutti i colori: gaffe, battute, barzellette,
avances. La certezza di avere oramai in pugno
lItalia, di esserne lespressione più
autentica, gli tolgono ogni freno inibitore, si
sente onnipotente. La signora Berlusconi comincia
a vergognarsi, riduce le distanze. Ma lui insiste,
anzi sembra prendersi una personale rivincita
contro tutti coloro che lo volevano già
morto, politicamente e non. Dichiara: Se
dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare
lamore per altre tre (...). Vi auguro di
arrivare a settantanni nello stato di forma
in cui ci sono arrivato io. <<Non
cè fanciulla che graviti nella sua
orbita che sfugga al suo almeno potenziale appetito:
circolano su di lui narrazioni erotiche, insopportabili
a sentirsi, ma si dice supportate da efficaci
pastigliette blu che ne farebbero un (forse virtuale)
trapanatore di calendariste, Ministre, aspiranti
Ministre, aspiranti in genere ed in qualunque
accezione>> (D. Savino. Miriam Bartolino.
Effedieffe.com. Reperibile per via telematica).
<<Nel 2007, la signora Berlusconi sindigna:
con una lettera a Repubblica esige dal consorte
pubbliche scuse per le battute piccanti riservate
a varie soubrette durante la consegna dei Telegatti.
Aida Yespica sorride al presidente e gli dice:
Con te andrei ovunque, anche in unisola
deserta.... Lui ammicca sornione e a
Mara Carfagna confessa: Se non fossi
già sposato la sposerei subito
.
Infine con la velina di Striscia la notizia Melissa
Satta, il cui vestito sul lato B
è ridotto al minimo, chiosa: Vedo
che ha risparmiato sul sarto, signorina....>>
(Ibidem). <<Eh no, Signora Berlusconi!
Adesso i limiti li ha superati lei! Forse la Signora
dimentica che, come narrano le cronache, quando
il marito la scelse non furono le sue doti artistiche
a colpirlo, ma la sua ubertosa avvenenza. Perché
non si indignò allora? Forse, prima di
dispensarci una lezione di morale, dovrebbe rammentare
che il giovanotto era allora
legalmente maritato e che già da tempo
faceva il cascamorto con tutte le bellezze che
gli capitavano a tiro: a Maria Latella lha
confessato proprio lei, Miriam Bartolini, in arte
Veronica Lario: La prima volta lho
incontrato a Milano, a una cena. Era il padrone
di casa e con le sue ospiti si comportava come
se fosse single, invece aveva moglie e due bambini.
Sono sicura di averlo conosciuto in quelloccasione,
ma lui nega, non se lo ricorda>>
(Ibidem).
Cè
chi dice che la poligamia sia molto meglio della
monogamia: se non altro con più matrimoni
si ha più scelta. Ma forse i poligami non
pensano a quanto possa costare più di una
moglie. A volte si arriva davvero a cifre molto
alte. Se poi da queste donne ci si deve divorziare
il portafoglio subisce un vero e proprio salasso
(ma questo problema il Berlusca non lha).
Lo sa bene un tale che deve divorziare da ben
82 consorti. Sono stata costretta a questo
passo, non voglio aggiungere altro,
ha detto la first lady ad un giornale di Torino.
Prima aveva scritto allAnsa descrivendo
come ciarpame senza pudore
la possibile candidatura alle elezioni europee
di cosiddette veline. Ha poi
ribadito: Sia chiaro che io ed i miei
figli siamo vittime e non complici di questa situazione.
Dobbiamo subirla e ci fa soffrire. La
strada del mio matrimonio è segnata, non
posso stare con un uomo che frequenta le minorenni,
avrebbe detto la Lario al suo entourage nei giorni
scorsi. Affermazioni che il quotidiano Repubblica
si è affrettato a divulgare.
Già
due anni fa Veronica aveva criticato latteggiamento
del marito premier in fatto di donne, scrivendo
una lettera al giornale fondato da Eugenio Scalfari.
Non aveva condiviso alcuni apprezzamenti complimentosi
rivolti da Berlusconi ad alcune signore che sedevano
con lui ad una cena di gala. Se pensiamo alla
sinistra italiana quasi tutti hanno alle spalle
matrimoni decennali (Bertinotti, DAlema
etc. etc.). Se pensiamo alla destra gli sposalizi
sono un disastro (Casini, Berlusconi, Fini, Bossi
etc.). Questo quadro rispecchia lipocrisia
del nostro Paese. Cara Lega per il divorzio breve
mandate una tessera a Casini, Bossi e Fini
gliela
pago io. Berlusconi non ha di certo bisogno delle
mie elemosina. Con gli avvocati è di casa.
Gli mancavano solo i matrimonialisti. Non vorrei
che per simbiotica frenesia divorziasse anche
Emilio Fede. Se lo facesse avrebbe dato lennesima
prova della sua assoluta devozione al padrone
di Mediaset. Lo dico io, me lo immagino, la signora
Fede farebbe i salti di gioia. Dulcis in fundo.
Ha detto il Silvio nazionale: E
Veronica che mi dovrà chiedere scusa perché
lei è stata raggirata, imbrogliata. Anzi,
sobillata. E io so bene da chi. Dalle
sinistra politica e mediatica che si inventa di
tutto pur di farlo cadere in fallo di fronte agli
italiani. Ma si sa, per Berlusconi oltre ad essere
tutto politica, tutto è mediaticamente
commerciabile. Questo sarà il divorzio
più discusso e più politicamente
rilevante dItalia.
Divorziando
il neo Duce di princisbecco non perderà
un voto. Lo hanno detto tutti. Perderà
una bella moglie, perderà forse la voglia
di dedicarle le sue canzoni scritte da Mariano
Apicella, ma non perderà di certo la Fede.
Signora Veronica se alla sera sarà un po
stanca si consoli: al contrario di tutti noi non
dovrà almeno preoccuparsi per suoi figli.
Silvio sarà sempre generoso con loro e
lei potrà rincuorarsi col fatto che per
venti anni sè almeno tolta il problema
di dover lavorare. Per tutti noi, me in testa,
non è stato e non è così.
Con lappannaggio da divorziata (ex moglie
di Berlusconi) sa quante cose potrà fare
e farsi rifare? Lady Berlusconi si è affidata
allavvocato Maria Cristina Morelli, il legale
che ha seguito il caso Eluana Englaro. La moglie
del premier è convinta che il suo collegio
forense riesca a far togliere le spina a Berlusconi.
Il
risultato sarà la disidratazione della prostata
ed il prosciugamento delle vescichette seminali
presidenziali. Povero Silvio nemmeno il Viagra riuscirà
più a farti raggiungere lorgasmo! Pazienza,
avrai sempre accanto Apicella e Fede con cui potrai
giocare a scopa. Certo non ne
farai tre, ma per lo meno vincerai ai punti
quelli
erotogeni. Il 6 aprile al TG-4, mostrando un sorriso
accattivante, il presidente del consiglio ha detto:
Mi piace la Finlandia e mi picciano le
filandesi. Si è poi subito anagraficamente
corretto affermando: Solo le finlandesi
che hanno più di diciottanni.
Caro Silvio in Finlandia il sesso non è un
tabù. Lo è solo per te che non potrai
più metterti lHatù. Da un po
di tempo in qua tua moglie Veronica preferisce leggere
Balzac! Se così andranno le cose continuerà
il fedele Umberto Bossi a dichiarare ai quattro
venti il suo slogan preferito: Noi ce labbiamo
duro? O abbasserà i toni per adattarsi,
in segno di deferente sottomissione, allandropausa
forzata del suo anorchico padrone?