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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Mario Chieffo

La resa dei conti

30.08.09 - Montréal (Canada) – L’idea di creare, in Québec (Canada), un partito delle comunità etniche ossia degli immigrati, mi è venuta costatando, anno dopo anno, le deleterie politiche del Quebec nei confronti della comunità italiana e di tutte le altre.

Questa mia è soltanto un' idea, con convinzioni profonde però. Essa potrà farsi strada perché la credo di interesse comune a milioni di immigrati come me, che sulle istituzioni quebecchesi hanno da dire e da ridire.

Si sa che le rivoluzioni, quelle che contano, scaturiscono dall'accumulo nel tempo di ingiustizie e sberleffi subiti e mai digeriti, poiché, quando si giunge alla fatidica goccia che fa traboccare il vaso, ci si sente obbligati ad agire. Ed è proprio questo il punto dove siamo giunti nel Quebec attuale a causa del degrado politico. Quindi, prima che la situazione ci soffochi del tutto, bisogna correre ai ripari, anche perché ormai abbiamo i timpani forati da proclamazioni trite e ipocrite come questa: "Nous autres, au Quebec, on aime tout le monde!", mentre noi, sotto sotto, continuiamo a subire calci nei fondelli.

La soluzione: dire basta una volta per tutte alle sopraffazioni e riprenderci in modo legittimo quello che ci spetta di diritto. Come? Accedendo al potere legislativo, ossia fondando un partito che rappresenti tutte le comunità esistenti nel Québec.

Un partito che potrebbe anche chiamarsi "Québec international". Una realizzazione che ci porterebbe finalmente ad essere cittadini a parte intera nel variegato panorama della ''Bella Provincia", portando in equilibrio la situazione attuale che ci relega invece a semplici sudditi emarginati, essenzialmente condannati a pagare le tasse, con percentuali di rappresentanze infime nel campo politico e quasi nulle nelle istituzioni che contano (vedi le Società di Stato con i relativi consigli di amministrazione, vedi anche il campo diplomatico, e così via...) Ambito questo in cui la nostra presenza è ridicola a confronto della forza, della cultura e dell'apporto in generale con cui contribuiamo allo sviluppo della Provincia. Un esempio tra i tanti ci è fornito da una istituzione che conosco fin troppo bene, avendovi contribuito gratuitamente per decenni. Ho scoperto che questo ente di Stato è sovvenzionato totalmente dal governo provinciale con centinaia di milioni di dollari: il che vuol dire che una grossa fetta di questi fondi viene dalle nostre tasche. Ebbene, in questa Società, che si vuole benemerita, gli italiani impiegati sono come mosche bianche oltre ad essere completamente assenti nel consiglio di amministrazione. Una situazione insostenibile che a suo tempo illustrai alla commissione “Taylor Bouchard”, così come fecero tanti immigrati in relazione ad altre ingiustizie da correggere. Purtroppo, questa come tutte le altre raccomandazioni approdate a questa commissione, voluta dal primo ministro del Quebec per calmare la marea montante del malcontento degli immigrati, sono rimaste rigorosamente lettere morte, ovvero: recapitate al mittente. Ora, a distanza di qualche mese dall'evento, ci è perfettamente chiara la mossa per cui il primo ministro Charest creò la suddetta commissione: lo fece per ingraziarsi l'elettorato, in previsione delle elezioni imminenti, che non a caso vinse.

Non parliamo poi delle corporazioni che legiferano l'ammissione degli emigranti. Quest'ultimi una volta giunti in territorio quebecchese, si vedono costretti per anni ad esercitare i mestieri piu` umili e disparati per sopravvivere, pur possedendo qualifiche e professioni di tutto rispetto e pur essendoci posti vacanti. Tutto questo a causa di certe "Caste", che solidamente istallate al potere sono diventate inamovibili e incontestabili, si oppongono sistematicamente ai poveri emigranti che spesso fuggono da situazioni invivibili.

Ultimamente ho individuato che anche le onorificenze, istituite negli anni ottanta, vedi l'Ordine Nazionale del Quebec, sono state create, a parte qualche rara eccezione, nel solo intento di onorare se stessi, "Les agneaux de pure laine".

E poi per quando tempo ancora, dovremo sopportare promesse e lusinghe che ci vengono somministrate con sfacciata regolarità, in ricorrenze elettorali, per ritrovarci a giochi fatti, ricompensati con le solite caramelle?

Indicativa anche in questo caso la nostra comunità, che pur così numerosa, si e` vista fino all'anno scorso rappresentata in parlamento da un solo deputato. Quest'anno, grazie alla bontà liberale la situazione e` migliorata: abbiamo un ministro, mentre ce ne spetterebbero almeno tre o quattro...

Io ne sono comunque certo, e spero lo possiate essere anche voi lettori, l'idea di fondare un partito che rappresenti tutto il mosaico etnico del Québec, non potrà che rinvigorire la classe politica provinciale, ormai senile e sclerotica, dedita da fin troppo tempo a disgustosi paternalismi e a minestre riscaldate nei nostri confronti, e che non vedendoci reagire, veniamo ritenuti per acquisiti alle loro cause.

Attualmente, con l'improvviso crollo dell'ADQ di Mario Dumont, si è venuto a creare un vuoto politico, quindi un'occasione propizia per la nascita di una nuova e efficace alternativa, che può essere a giusto titolo "Québec International". Il partito che rappresenti gli emigranti, da incuneare tra liberali esauriti e l'estremismo del Partito Quebecchese.

Quindi "Aux urnes citoyens!" Acceleriamo i tempi delle dovute riflessioni e passiamo ai fatti. Certo che nella nostra comunità, come in tutto il panorama etnico del Quebec non manca la gente qualificata e capace in grado di prendere in mano quest’idea e realizzarla.



 
 

Scrivono per Voi

Mario CHIEFFO
Montréal
Canada






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