SETTIMANALE DEL CORRIERE D' ITALIA
Fondato da Giovanni GARIBALDI     

SOLIDARIETA'
 
SALUTE

dal settimanale " L' Ortica" della provincia di Roma, del 3 febbraio 2006

Il cardiologo spiega i "problemi" di cuore
Ancora tante domande al nostro esperto che risponde ai lettori de
L'Ortica sulle patologie e disfunzioni cardiache



Sono un paziente portatore di protesi valvolare biologica, in trattamento con farmaci anticoagulanti orali. Eseguo periodicamente il vecchio TAP, oggi INR, cercando di mantenerlo normale con un adeguato dosaggio del farmaco. Dovrò farlo tutta la vita?
Nel suo caso è fondamentale rivalutare periodicamente la situazione per decidere se è necessario proseguire o meno con il trattamento. Il suo rischio tromboembolico diminuisce a mano a mano che ci si allontana dall' episodio acuto. A differenza dei pazienti portatori di protesi valvolari cardiache meccaniche che devono continuare la terapia per tutta la vita, lei potrebbe con il consenso del cardiologo, anche sospendere la terapia.

Prendo il Sintrom come anticoagulante poiché sono affetto da fibrillazione striale. In caso di sovradosaggio terapeutico (INR>4) che dovrei fare?
Non tutti pazienti con fibrillazione atriale devono sottoporsi a terapia anticoagulante, in un certo numero di essi è invece indicata la terapia antiaggregante (Aspirina in basse dosi). Si tratta di soggetti senza altri importanti fattori di rischio, con un età media inferiore ai 69 anni o con controindicazione agli anticoagulanti. Venendo alla sua domanda in caso di sovradossagio (INR
>4) se non ci sono sanguinamenti è sufficiente sospendere la terapia e somministare 1 mg. di vitamina K per via orale che raggiunge il suo massimo effetto tra le 12 e le 24 ore. Se vi è
emorragia è indispensabile il ricovero per infondere plasma fresco o un concentrato di complesso protrombinico.


Sono al 3° mese di gravidanza ma ho una insufficienza mitralica dovuta a reumatismo articolare acuto contratto da piccola. Mi hanno detto di stare tranquilla poiché non avrò problemi. Ma io ho paura, ne ho motivo?
La sua valvulopatia, insufficienza mitralica è di solito ben tollerata grazie alla riduzione spontanea delle resistenze vascolari periferiche che si verificano in gravidanza. La stessa cura vale per
l'insufficenza aortica. Diverso il discorso per la stenosi mitralica in cui si possono avere frequentemente delle tachiaritmie striali sia per l'aumento di volume circolante che della frequenza cardiaca. La sua è solo un insufficienza mitralica non dovrebbe proprio avere problemi a condurre a termine la gravidanza. Si ricordi solo, ma il, suo medico di famiglia ed il suo cardiologo glielo avranno detto, di effettuare un breve ciclo di terapia antibiotica prima del parto per evitare una possibile endocardite, malattia che si può verificare dopo ogni intervento chirurgico (e anche dopo estrazione dentaria o ferita cutanea con punti di sutura). Stia dunque tranquilla il diritto di essere mamma non le viene tolto dall'insufficienza mitralica lieve.


Sono un cardiopatico di 64 anni: ipertensione, diabete, cardiopatia ischemica. Sono in terapia farmacologica che seguo correttamente; non fumo, non sono grasso e faccio belle passeggiate ogni giorno senza avvertire dolore al petto (solo quando corro o faccio le scale a piedi accuso dolore al petto). Il dietologo mi ha proibito quasi tutto.
Le domando cosa dovrei mangiare per il mio cuore?

Ridurre i grassi e il sale sono vecchie raccomandazioni sempre valide, ma non basta. I TRIAL più recenti hanno chiaramente dimostrato (medicina basata sull'evidenza) che le diete a base di
cereali, acidi grassi monoinsaturi, frutta e vegetali hanno minori benefici sulla mortalità cardiovascolare, della nostra cara e vecchia dieta mediterranea. Quest'ultima ricca in cereali, pesce, olio di oliva, frutta e vino, si è dimostrata efficace nel prevenire non solo le malattie cardiovascolari ma anche le neoplasie. A parte il vino rosso, che in dosi moderate ha un chiaro effetto benefico a livello cardiovascolare, nessuna delle singole componenti della dieta si associa ad un effetto positivo apprezzabile. È solo dall' unione e dalla sinergia dei singoli nutrienti, componenti la dieta mediterranea, che si ottengono benefici. Se mangiamo poco pesce è necessario utilizzare gli acidi grassi omega 3. Per il resto non conviene "americanizzare" la dieta. Nel suo caso lei dovrebbe però ridurre i cereali (pane e pasta) ed abolire i dolci perché è anche diabetico. Ha comunque il grande vantaggio di non fumare e di aver vinto la battaglia contro i due grandi nemici del cuore: il soprappeso e la riduzione dell'attività fisica.


Sia mio padre che io abbiamo avuto, all' incirca alla stessa età (lui 68 io 63), un infarto del miocardio. Nessuno dei due era iperteso o diabetico, né io ho mai avuto aumento dei grassi nelsangue. L'infarto è dunque ereditario?
Uno dei più grandi cardiologi contemporanei, Branwald, asserì, circa quindici anni or sono, che la
metà degli infarti cardiaci è su base ereditaria o che per lo meno vi sia una certa predisposizione
genetica alla malattia. Sono anche io dello stesso parere. Si tratta di un eredità sgradita. Alla
morte dei nostri cari non dobbiamo chiederci cosa ci hanno lasciato in eredità come beni
materiali. È più eticamente e scientificamente corretto domandarci cosa ci hanno lasciato in
eredità sia dal punto di vista genetico che spirituale.
"Tali pater, talis filius" tanto per riprendere un vecchio proverbio latino, tanto caro al presidente
Lotito. Presidente di che? Ma della mia Lazio.

Ho 23 anni e sono uno sportivo praticante da almeno dieci anni. Alla visita cardiologia con elettrocardiogramma il medico mi dice sempre che ho un cuore d'atleta. Devo essere contento o preoccupato?
L'ipertrofia muscolare cardiaca che si riscontra nel cosiddetto "cuore d'atleta" è una condizione benigna e parzialmente reversibile dopo molti anni dalla sospensione dell'attività fisica. La legge di Laplace studia lo stress a cui è sottoposta la parete cardiaca (stress parietale): maggiore è il raggio del ventricolo sinistro (e quindi le sue dimensioni) e la pressione vigente all'interno del ventricolo, tanto maggiore sarà lo stress; viceversa se aumenta lo spessore delle pareti (ipertrofia) si compensa l'aumento della pressione ventricolare. In parole più semplici sotto sforzo prolungato e cronico, il cuore normale si ipertrofizza e riduce lo stress parietale che avrebbe potuto sfiancarlo. Stia dunque tranquillo che lei sta sfruttando bene la legge di Frank-Starling:
aumentando le dimensioni del ventricolo sinistro aumenta anche la forza di contrazione del cuore.
Si anche il cuore ha le sue leggi ma al cuore non si comanda.


Aldo Ercoli