LImpregilo
apre la strada verso il nuovo Eldorado della Colombia
Da
quasi quattro anni il colosso nazionale delle
costruzioni è impegnato in Colombia nella
realizzazione di una infrastruttura viaria i
cui effetti sul territorio, sullambiente
e sulle popolazioni si fanno giorno dopo giorno
sempre più devastanti.
Connessione
viaria Valle dAburrá Río
Cauca è il nome della megaopera;
lasse centrale è rappresentato
da un tunnel di 4,6 km (il Túnel
de Occidente), scavato sotto lAlto
de Boquerón, una montagna che divide
la città di Medellín dai municipi
di San Jeronimo e Santa Fé de Antioquia:
una delle regioni più violente dellAmerica
Latina, dove il cinquantennale conflitto politico
tra gli attori armati si somma alla violenza
urbana e alle lotte per la supremazia del territorio
del narcotraffico.
Un
contratto per oltre 140 miliardi di pesos sottoscritto
con il consorzio italo-colombiano Impregilo-Topco
(oggi Minciviles S.A.), fermamente voluto dalle
classi dirigenti locali e che esula dalla pianificazione
di una qualsiasi politica dei trasporti della
regione e di uno sviluppo sostenibile del territorio.
Complessivamente un progetto viario lungo 37,8
km che riduce la distanza tra Medellín
e Santa Fé dai 74 km attuali a 52 km.,
in una zona ricchissima di fonti idriche, tra
cui la conca che alimenta i torrenti e gli affluenti
dei fiumi Medellín e Cauca. Unopera
che divora risorse finanziarie e ambientali
ed accresce lindebitamento estero, senza
offrire risposte concrete in termini di occupazione
e riordino urbanistico in unarea metropolitana
con il più alto tasso di disoccupazione
e lavoro informale della Colombia.
Una
rete viaria moderna che riduca i tempi di percorrenza
verso lOceano Atlantico è senza
dubbio il presupposto per integrare alcune delle
zone più emarginate dellemisfero.
Ciò che è in discussione è
se il progetto in via di realizzazione da parte
dellImpregilo risponda realmente a questa
finalità e se esiste un rapporto positivo
costi-benefici. Ci si domanda se non potevano
essere implementate alternative dal minore impatto
socioambientale e soprattutto meno dispendiose.
Queste alternative esistevano ma non sono state
valutate. Gli interessi in gioco in Antioquia,
di tipo economico, politico, strategico, militare
sono predominanti ed escludenti.
Frane
di colline, crolli di abitazioni, disboscamento
e mutazioni dei regimi delle acque. Sfruttamento
intensivo della manodopera, violazioni delle
norme contrattuali e drastici tagli ai salari.
Espulsioni e riubicazioni forzate della popolazione.
Marginalizzazione delle periferie. Monopolio
della forza dei gruppi paramilitari di estrema
destra. Sono queste alcune delle conseguenze
dirette ed indirette dellinfrastruttura
viaria che una delle roccaforti del capitalismo
made in Italy sta realizzando in
Colombia. Un investimento finalizzato alla penetrazione
in un mercato che promette altre commesse più
redditizie, altre infrastrutture ancora più
devastanti e dal violento impatto sociale.
Il
Tunnel dOccidente è
questo: lo strumento dintervento di un
capitalismo selvaggio, senza scrupoli, dilapidatore
delle risorse umane e ambientali; la porta verso
il nuovo Eldorado del XXI secolo, la regione
nordoccidentale di Antioquia sino al Canale
di Panama e le coste dei due Oceani che si sfiorano
nellUrabá. Un patrimonio di biodiversità,
di risorse idriche, forestali e minerarie su
cui è stato avviato lennesimo saccheggio
post-coloniale. Impregilo ne traccia il sentiero
e si lancia nella competizione internazionale
per presenziare e gestirne le tappe successive.
I
lavori per il tunnel, storia di una tragedia
annunciata
Per
comprendere gli effetti disatrosi sullambiente
e il territorio dei primi lavori di sbancamento
e realizzazione dellinfrastruttura viaria
è sufficiente un sopralluogo alla Vereda
Mestizal, municipio di San Jeronimo, un
abitato che sorge a monte dellingresso
occidentale del tunnel Impregilo.
Qui il paesaggio appare irrimediabilmente devastato;
le sempre più frequenti frane al pendio
della montagna hanno tirato a valle alcune abitazioni,
un asilo nido e le coltivazioni di ortaggi e
frutta che i coloni avevano realizzato per il
loro sostentamento. Gli smottamenti hanno cancellato
buona parte della vecchia strada coloniale che
congiungeva Mestizal a San Jeronimo, isolando
la frazione e costringendo gli abitanti ad un
lungo e tortuoso giro per le montagne prima
di giungere nel municipio. La linea di frattura
del terreno si sta progressivamente spostando
verso la cima della montagna; in alcuni punti
il dislivello ha superato il metro, le crepe
si sono trasformate in voragini e nulla sembra
sfuggire alla forza attrattiva verso il precipizio,
profondo un centinaio di metri.
Le
abitazioni che non sono state devastate dai
crolli appaiono ferite, mutilate: innumerevoli
fratture le hanno sezionate longitudinalmente
e trasversalmente, i pavimenti e i soffitti
si sono aperti. Le famiglie che le hanno abitate
sino a qualche mese fa si sono trasferite a
San Jeronimo, chiedendo ospitalità a
parenti o amici o prendendo in affitto una stanza
che presto dovranno lasciare perché i
soldi sono finiti. Chi ha potuto, ha recuperato
gli assi di legno che rivestivano i tetti per
allestire una baracca provvisoria. Di fronte
agli scheletri degli edifici perduti, uomini
e donne vegliano ciò che resta dei sacrifici
di tutta una vita, il luogo dove si è
nati e dove sono nati i propri figli, con lingenua
speranza che un miracolo possa arrestare i tremori
e lerosione della terra.
Lintensità
dei danni decresce via via che si risale verso
lalto. Tuttavia non cè caseggiato
della vereda che non mostri le gravi
modificazioni strutturali: crepe ai muri e al
soffitto, smottamenti degli orti, lesioni e
avvallamenti di superfici e pavimenti. I segni
indelebili di una tragedia annunciata: in pochi
mesi, le nuove piogge si trascineranno altra
terra a valle e anche queste case dovranno essere
abbandonate.
Critica
appare la situazione nelle abitazioni che ospitano
gli hogar delle madri comunitarie,
gli asili nido dei poveri. Uno di essi, Las
Brisas, è già crollato:
i 15 bambini che vi erano ospitati sono stati
trasferiti più su in una baracca di legno,
sormontata da un telone di plastica che a fatica
protegge dalle piogge. La struttura era già
stata considerata inidonea ad ospitare una stalla.
Lì, in pochi metri quadrati, continuano
a vivere, mangiare, giocare più di una
trentina di bambini, perché intanto si
è dovuto provvedere a risistemare un
altro hogar a rischio di crollo.
Un po meglio vivono i bambini di un terzo
asilo, Los gemelos. Per lo meno
si è di fronte ad una costruzione di
mattoni. Tuttavia, quelle che gli abitanti ormai
chiamano le lunghe vibrazioni della terra
ne hanno scosso le fondamenta e le prime crepe
hanno lacerato gli intonaci. Nellunico
bagno esistente, le tubature sono state distrutte
dalla pressione esercitata dal terreno.
Quando
meno di sei mesi fa gli abitanti di Mestizal
iniziarono ad avvertire i primi cigolii del
tetto, si credette che erano gli effetti degli
assestamenti alle vibrazioni causate dal transito
degli automezzi delle imprese costruttrici del
tunnel. Poi, ai rumori sono seguite le crepe,
alle crepe gli smottamenti e infine la devastante
frana che ha divorato metà della montagna
e i cui detriti investono le acque del Rìo
Sucio, quasi un chilometro a valle. I blocchi
di pietra precipitati stanno modificando pericolosamente
il flusso delle acque di questo affluente di
uno dei maggiori fiumi della Colombia, il Cauca,
che scorre seguendo i rilievi delle Cordigliere.
Oggi
nessuno crede più alla storia delle vibrazioni
causate dagli automezzi pesanti. La collina
frana perché ne sono stati rotti gli
equilibri geologici con i lavori di sbancamento
del tunnel dellAlto de Boquerón,
per cui sono state fatte esplodere 450 tonnellate
di dinamite, e di realizzazione della strada
di collegamento, una decina di chilometri di
tornanti e ponti che tagliano colline e torrenti,
cancellando aree boschive, campi coltivati e
corsi dacqua. Invece di eseguire dei tagli
trasversali al pendio della montagna,
si è preferito aggredirla con tagli diretti,
accelerando il dissesto del territorio.
Ancora
più insensata la scelta delle imprese
costruttrici di insediare in cima alla collina
di Mestizal, su una superficie di un paio di
ettari, uno dei terrapieni che raccoglie parte
del materiale di scavo. Limpatto di questo
immenso deposito a cielo aperto aveva già
avuto un alto costo sociale: per spianare la
superficie le autorità avevano costretto
15 famiglie ad abbandonare il sito, alcune in
cambio di un indennizzo simbolico, altre senza
un pur minimo rimborso. Così, oggi, gli
abitati della vereda subiscono una
doppia pressione: dal basso lo smottamento,
dallalto il peso del terrapieno. Una scelta
geologico-ingegneristica che a medio termine
romperà i già fragili equilibri
del territorio, decretando la scomparsa di unarea
dove hanno vissuto e lavorato per un secolo
più di un centinaio di famiglie.
Unopera
dal devastante impatto ambientale
Nella
frazione Mestizal e sui pendii adiacenti al
progetto di Connessione stradale Valle di Aburrá
- Río Cauca si presentano attualmente
processi accelerati di instabilità che
hanno causato considerevoli e gravi danni alle
coltivazioni, alle abitazioni e alla popolazione
contadina insediata in questa area ([1]).
Così si apre il rapporto-perizia del
geologo Oswaldo Ordoñez Carmona e di
due giovani ingegneri dellUniversidad
Nacional de Medellín, chiamati a valutare
i danni al patrimonio edilizio causati dai lavori
per il tunnel sul versante occidentale (San
Jeronimo). Lo studio, presentato nel dicembre
2000, analizza i principali fenomeni erosivi
del territorio e rappresenta una prova scientifica,
inconfutabile, delle gravi responsabilità
ambientali delle imprese che stanno realizzando
linfrastruttura. Si evidenziano
fratture per scivolamento nelle
abitazioni di spessore variabile tra gli 1,5
mm e i 32,5 mm e la dimensione di esse cresce
con la vicinanza alla Connessione viaria, indicando
lesistenza di unassociazione spaziale,
di questo processo, con le faglie nel materiale
saprolitico dei pendii. Esistono inoltre fratture
ai pavimenti con spessori di 110 mm con dislivelli
di 26 cm e profondità della frattura
di 80 cm. (
). Molte delle abitazioni della
zona hanno perso di continuità strutturale,
il che le rende vulnerabili di fronte alle esigenze
dinamiche che possono eventualmente presentarsi,
come sismi, alte e continue vibrazioni (al passaggio
di macchinari pesanti), ecc. ([2]).
Lo
studio geologico imputa lorigine delle
lesioni alle abitazioni al taglio eseguito nella
parte terrosa della collina e agli effetti negativi
degli scavi. Ciò ha prodotto il fenomeno
franoso, attraverso un effetto domino
che si trasmette verso la parte superiore del
pendio. Questo effetto spiega il
geologo dellUniversidad Nacional - si
osserva nella campagna con la presenza di fratture
e collassi del terreno, che hanno danneggiato
strutturalmente le abitazioni localizzate in
cima al pendio, e che in alcuni casi stanno
causando la distruzione totale del patrimonio
della popolazione circostante. Lo studio
imputa alcuni dei danni alle proprietà
anche alla spinta orizzontale esercitata
dal sovraccarico derivante dal passaggio di
macchinari pesanti per la via adacente alla
vereda. Nelle abitazioni dove
è evidente lo stato attuale di scivolamento
- avverte la perizia - è necessario prendere
misure preventive e di stabilizzazione immediata
per evitare una catastrofe, ancora maggiore
di quella attuale.
Lo
studio del professor Ordoñez Carmona
passa poi ad analizzare i gravi danni al territorio
ed ai sistemi strutturali delle abitazioni di
altre due zone del municipio di San Jeronimo,
soggette ai lavori di costruzione della via
Valle di Aburrá - Río Cauca.
Nelle frazioni di Piedra Negra e degli
Llanos di San Juan si sono potuti distinguere
alcuni problemi basici: scivolamenti, assestamenti
e faglie per incapacità di supporto del
suolo. In alcune abitazioni sono evidenti fratture
ed inclinazioni sui muri e sul pavimento che
variano dagli 1,5 mm ai 45 mm. Esistono altresì
pareti che hanno perso la continuità
strutturale. Questo movimento in
massa spiega la perizia - è causato
dai tagli realizzati al terreno originale con
il fine di ampliare la zona pianeggiante, insieme
al cattivo controllo delle acque piovane per
lintervento esterno ([3]).
Anche
in questo caso ai danni prodotti dalle operazioni
di scavo ed asporto terra, si sommano quelli
prodotti dal transito dei macchinari pesanti,
macchinari che sono stati disegnati per
ambienti distanti da insediamenti umani, da
abitazioni e produzioni agricole, per il loro
eccessivo rumore e per le cariche dinamiche
che generano.
A
Piedra Negra e negli Llanos di San Juan alcune
abitazioni sono state danneggiate altresì
dal cambio del regime delle acque del suolo
e dallaumento delle infiltrazioni dellacqua
piovana. Questo fenomeno si sta generando
per la costruzione di un terrapieno nella via,
che ha modificato la dinamica e i livelli piezometrici
dei drenaggi superficiali e sotterranei. Da
notare che questi danni al regime delle acque
si verificano in presenza di un importante affluente
del río Cauca, la Quebrada San
Juana.
La
scelta di realizzare molti dei terrapieni a
ridosso di abitazioni e casolari ha modificato
le capacità di sopportazione del suolo,
causando la perdita di continuità pavimento-muri,
linsorgenza di fratture e dislivelli nelle
infrastrutture edili, il danneggiamento delle
fondamenta. Le faglie per incapacità
di carico sono particolarmente catastrofiche
avvertono gli esperti, che sottolineano come
lintero caseggiato di Piedra Negra sia
ad alto rischio proprio per i danni causati
da un nuovo terrapieno ivi installato.
Le
discariche degli inerti e dei materiali di risulta
provenienti dalle aree di scavo sono in realtà
una delle cause principali dei disastri al territorio
causati dai lavori del consorzio Impregilo-Minciviles.
Al
gennaio 2001, nella zona occidentale della rete
viaria era stato scavato un volume di materiale
pari a 4.267.000 m3 tra terra e roccia. In conseguenza
sono sorti in tutto il municipio di San Jeronimo
decine di terrapieni e di discariche, senza
una pianificazione e uno studio ambientale,
e la cui realizzazione ha risposto solo a criteri
di economicità e comodità delle
imprese subappaltatrici di movimentazione e
rimozione. Le discariche sono sorte sbancando
colline, espropriando terreni agricoli e caseggiati,
disboscando aree verdi e ostruendo parzialmente
o totalmente il flusso delle acque di torrenti
e sorgenti. Vere e proprie bombe ecologiche
i cui effetti si moltiplicheranno nel tempo
e a cui si aggiungeranno gli impatti delle nuove
discariche in via di realizzazione per ospitare
i 420.000 m3 di terra e roccia che devono essere
ancora asportate dal tunnel e gli altri 2.100.000
m3 di terra che deve essere movimentata per
il completamento della rete stradale nel territorio
di San Jeronimo. Ancora più drammatico
appare lo scenario nella zona ad est del tunnel,
nel municipio di Medellìn, dove secondo
Invias, è stato rimosso appena il 16%
di terra e detriti, contro una quantità
programmata di 1.587.500 m3 ([4]).
Verso
una lotta a difesa dei diritti della popolazione
colpita
Lestrema
povertà e la marginalità socio-culturale
delle famiglie che abitano le frazioni di Mestizal,
Piedra Negra e degli Llanos di San Juan, lassenza
delle istituzioni che ne avrebbero dovuto difendere
gli interessi legittimi, hanno reso estremamente
difficile il processo di autodifesa legale contro
i crescenti danni causati dai lavori di costruzione
dellasse viario. Solo recentemente 42
famiglie di San Jeronimo sono riuscite ad unirsi
ed avviare unazione collettiva presso
il Tribunale amministrativo per il risarcimento
dei danni materiali e morali, quantificati in
circa 2 miliardi e 700 milioni di pesos. Altre
famiglie si stanno coordinando per presentare
una seconda istanza giudiziaria. Quanto avvenuto
in passato in tema dindennizzazione dei
proprietari che hanno dovuto abbandonare le
abitazioni per lavvio dei lavori di scavo
e di realizzazione delle discariche di inerti
è stato più che una truffa: Invias
ha offerto 2 milioni di pesos per unità
che valevano al catasto 8 volte di più
e che ai prezzi di mercato avrebbero potuto
superare i 30 miloni di pesos. Lazione
collettiva permette di rendere meno vulnerabili
le famiglie di fronte ai gestori dellopera
viaria, e in caso di pronunciamento favorevole
del Tribunale, permetterà un primo riconoscimento
processuale delle denunce sullo scempio del
territorio e dellambiente causato dai
lavori per la mega-opera.
La
battaglia legale si preannuncia difficile e
di lunga durata. Invias si è opposta
alla proposta di conciliazione del giudice del
Tribunale amministrativo di Medellín,
chiedendo nelludienza dello scorso 25
aprile, una proroga di 3 mesi perché
il Comitato di gestione della società
valutasse listanza della parte offesa.
Leccezione è stata tuttavia respinta
dal Tribunale che ha riconosciuto lurgenza
di giungere ad una soluzione del conflitto per
la fondatezza del grave rischio allintegrità
fisica delle tre comunità di San Jeronimo
e ha fissato lapertura del processo per
il successivo 14 maggio 2001, citando come testi
gli ingegneri dellamministrazione pubblica
e della società progettista, nonché
alcuni testimoni del dissesto ambientale del
municipio. Invias ha già fatto sapere
attraverso i suoi legali di non avere alcuna
intenzione di pagare i danni in quanto essi
non sono imputabili ai lavori di realizzazione
della rete stradale ma bensì a
non precisati difetti di costruzione.
Lazione
legale delle 42 famiglie danneggiate ha sortito
un primo effetto politico-istituzionale. Mentre
il precedente personero ([5]) di
San Jeronimo si era rifiutato di prestare qualsiasi
assistenza legale alla comunità, sostenendo
apertamente gli interessi dei costruttori ed
accusando le famiglie di essere direttamente
responsabili dei danni per lucrare sullimpresa,
il nuovo personero municipale José David
Morales González ha eseguito una prima
missione di valutazione dei danni alle proprietà.
Inoltre ha chiesto ufficialmente alla Governazione
di Antioquia di entrare in possesso della valutazione
di impatto ambientale che Invias ha prodotto
alla vigilia dellavvio dei lavori.
Quello
dello studio di valutazione dellimpatto
dellopera è uno degli elementi
più contraddittori della vicenda. Secondo
Invias, la valutazione ambientale era stata
realizzata sin dal giugno 96 ed erano
state preventivate alcune opere di mitigazione
dei danni. In realtà la legge colombiana
non prevede che limpatto ambientale debba
essere valutato da un soggetto terzo, indipendente,
ma che lo studio debba essere prodotto ed allegato
al progetto dallente o dalla società
proponente. La licenza fu poi concessa dal Ministero
dellAmbiente che esonerò Invias
a presentare lo studio delle diverse alternative
del corridoio viario definitivo, richiedendo
solo gli adeguamenti e le complementazioni alle
nuove norme ambientali, entrate in vigore dopo
la realizzazione dello studio di valutazione
dellimpatto dellinfrastruttura.
Tra gli adeguamenti richiesti cera
lesigenza di localizzazione dei materiali
eccedenti degli scavi in accordo alle
norme che regolano la materia, il che,
come ammesso da Invias richiede il loro
trasferimento ai siti di deposito finale con
il conseguente aumento dei costi, siti nei quali
inoltre sarà necessario causare danni
ad abitazioni, coltivazioni e piccole aree boschive,
o lintervento diretto su piccole correnti
dacqua ([6]). Difficile comprendere
come le discariche e i terrapieni realizzati
possano aver risposto a criteri di rispetto
del territorio e di mitigazione dei danni al
patrimonio edilizio e allambiente, dati
gli effetti che si sono registrati nelle verede
del municipio di San Jeronimo.
La
crescente consapevolezza della popolazione sullimpatto
negativo al territorio del cosiddetto Tunnel
dOccidente fa sì che aumentino
le pressioni affinché il Municipio di
San Jeronimo apra un contenzioso con le imprese
costruttrici, per accertare le possibili violazioni
normative e le eventuali responsabilità
durante la progettazione e la realizzazione
dellopera. Da più parti si sostiene
che il nuovo asse stradale sia stato disegnato
senza alcun studio geologico e che tornanti
e ponti siano stati previsti in funzione del
risparmio dei costi dopera e non secondo
i principi della razionalità e dellequilibrio
del territorio. Sarebbero cioè state
scartate, volutamente, opzioni e tragitti più
sicuri e di minore impatto socio-ambientale,
ma certamente meno economici. Per avviare un
contenzioso sarebbero necessari però
approfonditi studi geologici dellintero
territorio comunale che richiederebbero tempi
lunghi e soprattutto somme ingenti, oggi non
disponibili dal Municipio. Così cresce
il rischio che unintera comunità
venga irrimediabilmente defraudata delle proprie
risorse territoriali, privata perfino degli
strumenti legittimi che ne assicurino la tutela
giudiziaria e amministrativa. Un saccheggio
del territorio, che secondo voci raccolte tra
i contadini della zona, comprenderebbe anche
lappropiazione indebita e il furto di
importanti reperti archeologici risalenti al
periodo pre-coloniale che sarebbero stati rinvenuti
nella zona durante le operazioni di scavo.
Le
finalità reali di un tunnel dalle prevedibili
conseguenze sociali
Una
nuova via tra Medellín e Santa Fé
de Antioquia, nel momento in cui si realizzerà
la terminazione della Strada per il Mare, appoggerà
il processo di espansione urbana della città
di Medellín, nel cui territorio è
sempre più difficile incontrare nuove
proprietà, adatte per luso residenziale,
commerciale, ricreativo e industriale, oggi
richieste ([7]). Nel suo Rapporto
Esecutivo sullopera del 1996, Invias
non occulta una delle motivazioni fondamentali
che hanno spinto le classi dirigenti politiche
dipartimentali ad avviare i lavori per questopera
dal devastante impatto ambientale e socio-culturale:
quello cioè di inglobare
i vicini municipi di San Jeronimo e di Santa
Fé de Antioquia allarea metropolitana
di Medellín, trasformandone i tessuti
sociali e gli impianti urbanistico-territoriali.
La meta cioè è quella di satellizzare
i due municipi per trasformarli in località
residenziali e turistiche per le classi medio-alte
del capoluogo.
Prevedibili
gli effetti socioeconomici tra gli abitanti
nativi della zona, che saranno spinti ad abbandonare
le attività agricole tradizionali per
trasferirsi nelle cinture periferiche dellarea
metropolitana, allargando il già insostenibile
numero dei nullatenenti e dei disocuppati residenti.
Già nel recente passato San Jeronimo
è stato al centro di un difficile cambio
sociale: negli anni della bonanza del narcotraffico,
la località ha perso la vocazione agricola
per effimeri programmi di sviluppo turistico,
con la realizzazione di ville e residenze con
piscine, la sopravvalutazione dei fondi agricoli,
labbandono delle campagne dei coloni,
assorbiti transitoriamente dal settore delle
costruzioni, ma poi espulsi dal mercato del
lavoro negli anni 90, quando alla recrudescenza
del conflitto politico-militare in Antioquia
si sono aggiunti gli effetti della crisi economica
colombiana.
Il
paradosso di questa vicenda è che oltre
a dover subire gli impatti sociali dei nuovi
programmi di urbanizzazione del territorio rilanciati
dal Tunnel dOccidente, gli abitanti di
San Jeronimo sono stati chiamati a contribuire
finanziariamente per coprire i costi dellopera
che ne genererà lo sradicamento e lesodo
forzato. Secondo quanto previsto da una legge
nazionale infatti, i proprietari di fondi o
abitazioni che sorgono in zone in cui è
prevista la realizzazione di una infrastruttura
viaria sono sottoposti alla cosiddetta valorizzazione,
una tassazione direttamente proporzionale allestensione
della proprietà e inversamente proporzionale
alla sua distanza dallopera. In concreto,
lonere per la costruzione di arterie dinteresse
nazionale non è equamente distribuito
tra tutti i contribuenti dello Stato, ma pesa
particolarmente su quelli che utopicamente
dovrebbero maggiormente beneficiarsi, compresi
in questo caso le famiglie che con lavvio
dei lavori hanno subito danni per miliardi di
lire. Un provvedimento singolare, per molti
versi assurdo, dato che il transito attraverso
il tunnel sarà a pagamento: tutti gli
abitanti della zona che vorranno recarsi a Medellín
subiranno una seconda tassazione
diretta.
Gli
ultimi dati ufficiali parlano di 7.097 proprietari
già individuati per il pagamento della
valorizzazione del Tunnel dOccidente,
con un esborso di 14.000 milioni di pesos in
5 anni. Molti dei piccoli proprietari di San
Jeronimo non sono in grado di provvedere a questo
pagamento e ciò potrebbe costituire un
ulteriore fattore di espulsione dal municipio
e di trasferimento delle proprietà a
favore di speculatori e società di costruzioni.
La vicenda delle valorizzazioni tocca poi il
caso limite delle frazioni che sorgono a monte
dellopera, in particolare attorno alla
vecchia via nazionale, i cui abitanti sono sottoposti
a tassazione anche se non usufruiranno dellasse
viario in costruzione, in quanto sarà
sempre preferibile sia dal punto di vista dei
tempi di percorrenza che dei costi, raggiungere
Medellìn attraverso la via di comunicazione
tradizionale. Gli abitanti di queste frazioni
tra laltro, saranno ulteriormente danneggiati
dal punto di vista socio-economico dalla deviazione
del traffico veicolare: oltre allestinzione
dei mezzi di trasporto pubblico e alla conseguente
marginalizzazione, oltre 150 famiglie saranno
costrette ad abbandonare le piccole stazioni
di ristoro e di commercio informale che sorgono
sul tratto stradale San Jeronimo-Medellín.
Ad esse si aggiungeranno le famiglie che sopravvivono
con lindotto, in genere piccoli coltivatori
e allevatori che riforniscono quotidianamente
i centri di ristorazione.
Il
sacrificio di decine di migliaia di abitanti
espulsi per i lavori
Ancora
più grave e più drammatico lo
scenario ipotizzato per il versante orientale
dellasse stradale firmato Impregilo, quello
in via di realizzazione sulla sponda destra
del torrente La Iguana. La stessa Invias, citando
uninchiesta socioeconomica svolta in vista
della progettazione del Tunnel dOccidente
nei quartieri popolari di Medellín attraversati
dalla nuova via, afferma che le trasformazioni
più complesse derivate dal progetto,
colpiscono le comunità che abitano questi
settori; da un lato, per il gran numero di abitazioni
di strato 1 e 2 ubicate nei primi chilometri,
che è necessario ricollocare, e dallaltro,
per limpatto nelluso del suolo sui
piccoli fondi dedicati alla coltivazione di
ortaggi, a San Cristobal e Palmitas, la cui
partecipazione nel mercato di Medellín
è vicina all80%.. Invias
riconosce così che le modifiche territoriali-urbanistiche
che deriveranno dal progetto genereranno lespulsione
dallarea di famiglie di scarso reddito
e la fine della vocazione agricola di unarea
di primaria importanza dal punto di vista produttivo
ed occupazionale.
Le
difficoltà di determinare a tempi brevi
un programma di ricollocazione delle
circa 1.500 famiglie che lInstituto Nacional
de Vias ha censito nellarea che si vorrebbe
espropriare per realizzare una bretella
di congiunzione con il tunnel, nonché
lesigenza di evitare proteste popolari
che avrebbero potuto indebolire i consensi alla
realizzazione della megaopera, hanno convinto
i progettisti a disegnare una variante transitoria
di basso impatto urbanistico, che tuttavia non
risolve i problemi di accesso al tunnel, ma
che anzi rischia di creare un vero e proprio
tappo al traffico veicolare. Queste
circostanze spiega Invias - che sono
motivo permanente di preoccupazione per le entità
di ordine municipale, e di attenzione per lautorità
ambientale, hanno fatto sì che nella
fase della progettazione si sia prevista unalternativa,
di carattere transitorio, che permetta il tempo
necessario per avviare un processo di negoziazione
il meno traumatico possibile con le comunità
della zona (
). Intanto, nei primi 5 chilometri
stradali, si continuerà a transitare
ad una velocità non superiore ai 30 km/h.
Di
fronte a questa valutazione appare ancora più
stupefacente che le autorità abbiano
autorizzato le società costruttrici ad
intraprendere i lavori, prescindendo dalla formulazione
di un piano di ordinamento territoriale e dei
trasporti urbani ed extraurbani e glissando
contestualmente alcuni problemi che rischiano
di rendere per lo meno inutile il traforo dellAlto
de Boquerón. Che senso può avere
infatti spendere centinaia di miliardi per ridurre
di una trentina di minuti la percorrenza del
tragitto da e verso San Jeronimo, quando a causa
di un imbuto stradale di circa 5 km allingresso
di Medellín si rischia di perdere tutto
il tempo guadagnato? Non è pertanto lecito
linterrogativo posto dagli abitanti danneggiati
dal nuovo asse viario se non era preferibile
ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza
con alcuni lavori di miglioramento della vecchia
via nazionale, magari riducendone i tornanti
ed estendendone le corsie di tansito? Questa
scelta commentano amaramente - avrebbe
consentito un evidente risparmio nelle spese,
una notevole riduzione dellimpatto socio-ambientale
e lopportunità di reinvestire le
risorse destinate al Tunnel per lo sviluppo
ecosostenibile del territorio.
Mentre
la classe dirigente locale, incapace di pianificare
lo sviluppo del territorio, attende tempi migliori
per avviare il progetto di desplazamiento
forzato di circa 10.000 persone che non troveranno
un tessuto urbano disponibile ad accoglierli
ed integrarli, nessuna soluzione coerente è
stata programmata per mitigare gli effetti
socioambientali del Tunnel dOccidente,
segnalati dalla stessa Invias in fase di progettazione.
Listituto aveva suggerito di avviare lapertura
di un ufficio di attenzione alla comunità
che permetta il contatto diretto con la
popolazione e serva dappoggio e mezzo
ufficiale dinformazione; di varare
un Piano di ordinamento territoriale ed un procedimento
per la negoziazione delle proprietà e
delle abitazioni direttamente colpite; di tenere
in conto lattività economica delle
persone danneggiate in modo da offrire
soluzioni integrali che garantiscano che leffetto
del progetto sia un beneficio in luogo di un
pregiudizio. Invias aveva segnalato infine
lesigenza di studiare la fattibilità
di vincolare la forza lavoro disponibile nella
zona composta da un numero importante
di giovani disoccupati e con poche alternative
di attività economiche legali,
tanto nelle opere di costruzione della strada
e del tunnel, come nellesecuzione dei
progetti di riubicazione che potrebbero generarsi.
Inutile dire che a 4 anni dallinizio dei
lavori nessuno di questi suggerimenti
è stato tenuto in conto dagli enti locali
finanziatori e dalle società costruttrici.
Il
tema delloccupazione, tanto decantato
populisticamente alla vigilia del progetto,
si è dimostrato una beffa per i numerosi
disoccupati della zona. Grazie ai meccanismi
dei subappalti e del cottimo, i lavori sono
stati frammentati e le piccole imprese aggiudicatrici
hanno preferito contrattare mano dopera
a basso costo in altri dipartimenti del paese.
Attualmente nel municipio di San Jeronimo è
insignificante il numero di occupati nella realizzazione
dellasse viario. Cosa ancora più
grave è la mancanza di tutele e lalto
tasso di sfruttamento dei lavoratori impiegati:
gli operai percepiscono una retribuzione di
appena 8.000 pesos al giorno per turni di lavoro
che si estendono dalle 6 del mattino alle 18
della sera. Nello stesso municipio contadini
e braccianti arrivano a percepire una media
di 10.000 pesos diari e pertanto, se anche i
lavori fossero stati aperti alla manodopera
locale, difficilmente sarebbero stati attrattivi.
Unopera-monumento
allo spreco economico
Gli
errori nella previsione dei costi di mitigazione
dellimpatto ambientale del Tunnel
dOccidente, in particolare del tratto
viario di collegamento tra Medellín e
lingresso orientale del tunnel (quartiere
San Cristobal) sono una delle principali cause
delle difficoltà nellavanzamento
dei lavori e dei forti ritardi accumulati dalle
imprese costruttrici. Come riconosciuto dallultimo
rapporto sullavanzamento del progetto,
febbraio 2001, in questo settore di 5
km. non è stato realizzato quasi niente
per le difficoltà affrontate nella liberazione
delle proprietà esistenti ([8]).
Sono risultate completamente errate le previsioni
sul numero di proprietà da espropriare
e di conseguenza sullincidenza dei costi:
nello studio di fattibilità erano state
individuate 897 proprietà da indennizzare;
oggi sono già 1.231 (425 addizionali),
ma i titolari dellopera preannunciano
che potrebbe ancora aumentare il numero
delle proprietà necessarie durante il
periodo che manca al completamento dellopera.
Laumento
maggiore si registra proprio nel versante di
Medellín, con 145 abitazioni aggiuntive
da indennizzare; tuttavia una fetta significativa
(+117) ricade nella parte occidentale del tronco
viario a causa delle frane a Montebonito
e di alcune abitazioni esistenti in una zona
divenuta ad alto rischio. Sottostimato,
infine, limpatto sulle proprietà
che ricadono nei pressi dei depositi di materiale
inerte. Nonostante resti da riubicare più
della metà della terra e delle rocce
rimosse nelle opere di scavo del tunnel e del
sistema viario, sono già 22 le proprietà
non previste a cui è già stato
riconosciuto il diritto allindennizzo.
Ciò
non potrà che avere preoccupanti ricadute
sul costo finale dellopera. Il progetto
originale integrale, quello cioè che
prevedeva il trasferimento forzato di 1.500
famiglie per garantire laccesso al tunnel,
prevedeva nel giugno 1996 una spesa di 183.758
milioni di pesos, di cui ben 35.795 milioni
erano destinati a coprire i costi ambientali
e sociali del progetto. Con la variante
transitoria, la previsione di spesa
si riduceva a 143.190 milioni di pesos e la
voce riferita alla mitigazione dellimpatto
socio-ambientale veniva drasticamente
tagliata a 7,709 milioni. Ad appena 4 anni di
distanza i costi della mega-opera si sono sovradimensionati
significatamente. Nel suo rapporto del gennaio
2001, Invias prevede che al termine dei lavori,
tunnel ed infrastrutture stradali raggiungeranno
una spesa per 228.976 milioni di pesos, a cui
dovranno essere aggiunti 24.381 milioni per
lindennizzo delle proprietà espropriate
e 1.481 milioni per le spese di gestione.
In totale si raggiungerebbero i 254.838 milioni
di pesos, quasi il doppio dei costi preventivati
senza gli oneri per la riubicazione
delle famiglie di San Cristobal. Una popolazione
questa, che a seguito delle nuove invasioni
generate dalla recrudiscenza del conflitto colombiano
e dai processi di desplazamiento
sviluppatisi nel dipartimento, presumilmente
è più che raddoppiata rispetto
alle stime del 1997.
La
criticità della situazione finanziaria
per il completamento dei lavori del Tunnel
dOccidente è una delle maggiori
preoccupazioni delle entità finanziatrici
dellopera. Secondo Invias attualmente
mancherebbero in bilancio 42 miliardi di pesos,
di cui 12 in conto dello stesso Istituto statale
e 30 della Governazione di Antioquia, del Municipio
di Medellìn e dellArea Metropolitana;
gli enti territoriali hanno dichiarato però
limpossibilità a mantenere gli
impegni per la mancanza di fondi in bilancio.
Una situazione in cui non è possibile
preventivare una via duscita a medio termine.
In realtà gli enti territoriali potrebbero
far fronte agli impegni finanziari solo se ottenessero
crediti da parte delle banche internazionali
(accrescendo il loro già imponente debito
esterno), e riducessero ulteriormente gli investimenti
a favore delle politiche sociali, già
estremamente deficitarie specie nel campo della
salute e delleducazione. Non appare sufficiente
a consentire una boccata dossigeno lapporto
di un credito per 30.844 milioni di pesos che
secondo il contratto sottoscritto con Invias,
lunione temporale Impregilo-Minciviles
deve apportare per la realizzazione del progetto
e che comunque è già argomento
di polemica tra le parti contrattuali. Se
in agosto non sarà fornito questo credito,
non sarà più prorogato il contratto
ha preannunciato pubblicamente lAlcalde
di Medellín Luis Pérez Gutiérrez,
confermando il clima di sfiducia che serpeggia
tra i protagonisti finanziari dellinfrastruttura.
A
peggiorare la situazione si è aggiunto
un ulteriore errore di valutazione in sede progettuale,
relativo ai fondi che si sarebbero dovuti conseguire
con la copertura dei pedaggi. Invias aveva preventivato
un guadagno di oltre 14 miliardi di pesos allanno,
grazie al transito dal tunnel di 4.780 auto
al giorno (stime nel 2002), che 18 anni più
tardi sarebbereo divenute 7.350. Oggi Invias
riconosce di avere sovrastimato il traffico
veicolare sulla nuova arteria e preferisce valutare
intorno a 2.100 i veicoli in transito a fine
opera, con un guadagno di poco superiore ai
6 miliardi di pesos ([9]).
Considerato
lacutizzarsi del conflitto e della crisi
economica, è del tutto utopico che a
breve e medio termine si possa sperare in un
aumento del flusso veicolare, anzi gli indicatori
lasciano pensare che si vada più verso
uninversione di tendenza. Nel 2000 Invias
ha registrato una media del 13% nella riduzione
del traffico veicolare sulle principali vie
nazionali, con punte sino al 40% in quelle maggiormente
investite dal conflitto, come limportante
strada Bogotà-Medellín. Con queste
stime, il tunnel rischia di assumere tutti gli
aspetti di una nuova cattedrale del deserto,
ove si accumulano annualmente bilanci in rosso
ed indebitamenti.
La
mancata copertura finanziaria ha già
avuto come conseguenza la posticipazione a tempo
indeterminato dellentrata in funzione
dellopera, prevista per la metà
dellanno 2002. Come riconosciuto dalle
imprese costruttrici, attualmente si lavora
nei cantieri al 25% del ritmo programmato, mentre
sono del tutto fermi i lavori nella parte orientale
del tunnel. E stato accumulato un debito
di 12 milioni di dollari per il pagamento di
stipendi e lavori già eseguiti e le imprese
hanno deciso di ridurre buona parte della manodopera
impiegata. Secondo il Ministero dei Trasporti
ci sarebbe denaro sufficiente per continuare
i lavori per non più di un paio di mesi
e in mancanza di nuovi contributi finanziari,
lopera potrebbe essere sospesa già
a partire del secondo semestre del 2001. Data
lassenza di opere di pavimentazione della
rete stradale già realizzata, il blocco
dellopera rappresenterebbe secondo il
Ministero un deterioramento terrificante
dellinfrastruttura ([10]).
I
debiti di Invias, Dipartimento di Antioquia,
Municipio di Medellín e Area Metropolitana
pongono in dubbio la continuità del progetto
ha espresso con forte preoccupazione la Controloría
General de la República, organismo con
poteri similari alla Corte dei Conti italiana.
Il non compimento degli esborsi programmati
ha generato in conseguenza ritardi che superano
in media i 160 giorni e maggiori esborsi per
ognuna delle istituzioni proprietarie. Ciò
costituisce un eventuale detrimento del patrimonio
di ognuna delle entità sociali e potrebbe
motivare indagini disciplinari contro i responsabili
delle stesse ([11]).
Il
Tunnel fortuna politica di alcuni leader della
borghesia locale
Nonostante
i dissesti al territorio e i sempre maggiori
sprechi finanziari, unintera classe politica
ha costruito la propria fortuna grazie al mito
del Tunnel dOccidente, ancora
oggi considerato nellimmaginario collettivo
il motore per lo sviluppo di Medellín
e dellarea di San Jeronimo-Santa Fé
de Antioquia. Governatori, sindaci, parlamentari,
consiglieri municipali hanno promosso in tutte
le sedi istituzionali lidea progettuale,
sponsorizzati dai principali mezzi di comunicazione
di massa, attenti questi a che non maturassero
dubbi o critiche tra lopinione pubblica.
Limpegno a favore del Tunnel ha permesso
di ottenere consensi, di sviluppare clientele,
di rafforzare la propria immagine e il proprio
potere politico e contrattuale.
La
promozione dei lavori di realizzazione è
stata utilizzata in occasione di tutte le recenti
campagne elettorali, e talvolta si è
arrivati a sfiorare il ridicolo nella competizione
tra coloro che potevano dimostrarne la paternità.
Il 6 ottobre 2000 ad esempio, venti gioni prima
dellappuntamento per il rinnovo dei poteri
locali (Governación, Alcaldía
e Consigli dipartimentali e comunali) le più
alte cariche civili e militari dello Stato,
presente il Presidente della Repubblica Andrés
Pastrana, hanno dato vita ad una inaugurazione
virtuale del Tunnel dOccidente,
nonostante mancasse quasi il 50% dei lavori
di esecuzione dellopera. Quasi un commiato
per il Sindaco uscente di Medellín, Juan
Gómez Martínez, già governatore
di Antioquia e ministro dei Trasporti durante
il governo di Ernesto Samper, che ha avuto lonore
di tagliare il classico nastro inaugurativo.
Linfrastruttura è stata intitolata
allingegnere Fernando Gómez Martínez,
padre dellAlcalde e fondatore del quotidiano
El Colombiano, uno dei più
importanti della Colombia, organo portavoce
della potente borghesia imprenditrice di Antioquia.
Limpegno
di Juan Gómez Martínez a favore
dellopera viaria è stato indiscutibile,
ma altri politici di primo piano della regione
si sono battuti per la sua realizzazione. Tra
essi compare un altro ex governatore di Antioquia,
Alvaro Uribe Vélez (figlio del deceduto
narcotrafficante Alberto Uribe Sierra), notoriamente
vicino al paramilitarismo e alle organizzazioni
di giustizia privata Convivir, oggi
candidato di estrema destra per le Presidenziali
del 2002 e strenuo oppositore ad ogni ipotesi
di dialogo con le organizzazioni della guerriglia
colombiana.
I
lavori per linfrastruttura sono stati
appaltati dallallora direttore di Invias,
Guillelmo Gaviria Correa, passato poi a ricoprire
la carica di Consigliere del Governo di Alberto
Fujimori per il Piano Strategico del Settore
Trasporti in Perù. Gaviria Correa, liberale,
è stato recentemente eletto a governatore
del Dipartimento di Antioquia. Lopera
gli ha portato indiscutibilmente fortuna: una
foto con le attività di scavo del tunnel
dOccidente faceva da sfondo al proprio
manifesto elettorale. Fortunatamente cè
sempre una luce alla fine di un tunnel
recitava leloquente slogan prescelto per
la campagna.
Di
Guillelmo Gaviria Correa è noto limpegno
in Invias per avviare imponenti e costose reti
stradali in tutta la Colombia. Un impegno per
lo sviluppo del trasporto veicolare che tuttavia
ha lasciato un lungo strascico dinchieste
giudiziarie che pongono seriamente in dubbio
il futuro del politico alla guida della Governazione.
Attualmente sono già 7 le indagini avviate
per presunte violazioni amministrative e irregolarità
commesse nellaggiudicazione di alcune
licitazioni pubbliche. Se si dovesse giungere
al rinvio a giudizio, il Tribunale potrebbe
decretarne la sospensione e perfino la destituzione
dallincarico ([12]).
La
specificità della violenza in Antioquia
e nellarea metropolitana di Medellín
Ciò
che più lascia sorpresi della decisione
del colosso italiano delle costruzioni di partecipare
alla realizzazione della Connessione stradale
Valle di Aburrá - Río Cauca, non
è tanto la sottovalutazione
degli aspetti socioambientali dellopera
o leccessiva fiducia offerta agli interlocutori
istituzionali e ai finanziatori locali, ma il
fatto di avere scelto unarea dinvestimento
tra le più insicure e violente dellintero
continente latinoamericano.
Stato
e società civile concordano in Colombia
nellindicare il dipartimento di Antioquia
come quello dove continua a verificarsi il maggior
numero di violazioni dei diritti umani (594
casi accertati nel 99), e del diritto
internazionale umanitario (674). Nella regione
si susseguono quotidianamente massacri, omicidi
selettivi, sequestri e desplazamientos
massivi. Il 2000 è stato certamente peggiore
per il dipartimento e per tutta larea
metropolitana di Medellín. Il rapporto
presentato dallIPC (Instituto Popular
de Capacitaciòn) di Medellín sulla
condizione dei diritti umani nella regione,
ha denunciato come nel solo primo semestre dello
scorso anno si sono avuti 3.729 omicidi, contro
le 6.064 morti violente registrate nellintero
1999. In relazione ai massacri, lIPC ha
registrato nel periodo compreso tra il gennaio
1997 e il giugno 2000, 213 massacri con 1.265
vittime.
In
riferimento al desplazamiento forzato,
il rapporto dellIPC segnala come negli
ultimi tre anni dalle differenti regioni del
dipartimento siano state espulse 149.218 persone,
mentre il capoluogo Medellín si è
convertito nella principale città di
ricezione, con oltre 30.000 desplazados rifugiatisi
in 43 asentamientos, molti dei quali
privi dei più elementari servizi sociosanitari
ed educativi. Si calcola che nella sola cintura
periferica di Medellín, oltre 80.000
desplazados dalla violenza non abbiano accesso
ai servizi basici e alluso di energia
elettrica ed acqua potabile. Rispetto alle violazioni
contro la libertà, lorganizzazione
non governativa Paìs Libre
ha documentato nellanno 2000 in Antioquia
816 casi di sparizione forzata e 732 sequestri.
Nei soli primi 4 mesi del 2001, sono già
stati registrati nel dipartimento 79 sequestri
e 2.283 sparizioni forzate ([13]).
In
questo crescente scenario di violenza che affligge
lintero dipartimento, la città
di Medellín continua ad essere la più
colpita. Nellultimo decennio sono state
assassinate in città 41.556 persone delle
quali l87,52% per arma da fuoco. Negli
ultimi due anni gli omicidi sono particolarmente
aumentati: 3.258 nel 1999, 1.553 quelli dei
primi sei mesi del 2000. Le cronache dei primi
5 mesi del 2001 testimoniano la tragedia in
atto: si sono moltiplicati i conflitti a fuoco
per il controllo del territorio, interi quartieri
del centro storico o delle periferie marginalizzate
subiscono un vero e proprio stato dassedio
da parte dei gruppi armati, le organizzazioni
criminali sono tornate a sperimentare gli attentati
terrostici e le stragi che avevano caratterizzato
gli anni del predominio mafioso di Pablo Escobar.
Solo
durante il ponte festivo del primo maggio, nella
città di Medellìn sono state assassinate
47 persone; il successivo 17 maggio invece,
una carica di esplosivo nascosta in un auto
parcheggiata davanti alcuni ritrovi del ricco
quartiere del Poblado, ha causato la morte di
8 cittadini e il ferimento di altri 180. Sempre
a metà maggio un gruppo armato ha fatto
irruzione in un barrio popolare
che ospita un centinaio di famiglie fuggite
da altri municipi di Antioquia, appiccando un
incendio che ha distrutto numerosi rifugi di
fortuna. Il ponte festivo di fine maggio è
stato turbato dallassassinio di una ventina
di giovani appartenenti a bande contrapposte.
Secondo lanalisi dei ricercatori dellIpc,
questa spirale di morte sarebbe originata per
lirruzione nella città di
nuovi attori armati, il rafforzamento di quelli
esistenti o la realizzazione di nuove alleanze
tra essi. Medellín aggiunge
lAsamblea Permante por la Paz
di Antioquia - si è caratterizzata come
un territorio in disputa tra i differenti gruppi
armati sin dalla metà degli anni 80,
però tra il 1995 e il 2000, la città
sperimenta una situazione dove sincrociano
il politico e il delinquenziale. Si sviluppa
un modello di controllo sociale basato su uno
schema di subcontrattazione del potere tra i
gruppi delle Autodefensas e i gruppi
criminali, che a loro volta controllano il resto
delle bande. Ciò genera una proliferazione
dei gruppi armati che controllano il territorio
e che in esso, realizzano azioni parastatali
attraverso lesercizio del monopolio della
forza, della giustizia e dellestorsione
(
). Al contrario, questo è un periodo
di regresso nella presenza delle organizzazioni
miliziane legate alle forze insorgenti, le quali
a causa dellattacco delle organizzazioni
criminali, sommate ai loro abusi contro la popolazione
e ai processi di decomposizione interna, si
sono ridotte alle espressioni minime in settori
assai esterni della città e si dedicano
al rafforzamento delle strutture di appoggio
logistico ed economico dei fronti rurali che
operano nel dipartimento di Antioquia.
Nelle
aree più povere e marginalizzate del
municipio di Medellín è in corso
una vera e propria guerra dove i gruppi e le
bande giovanili, compromosse nel traffico di
sostanze stupefacenti e nelle attività
estorsive, alleatesi con le organizzazioni paramilitari,
hanno avviato una controffensiva tendente ad
eliminare i gruppi della guerriglia urbana.
Si è verificato un cambio nel modello
di controllo della città conclude
larticolata analisi dellAsamblea
por la Paz a causa della penetrazione
diretta di unità militari del Bloque
Metro delle Autodefensas Unidas de Colombia
(AUC), che impongono la subordinazione delle
bande e dei gruppi giovanili e scatena la guerra
totale contro le strutture delinquenziali e
contro le espressioni sopravvissute che simpatizzano
con linsorgenza, o contro coloro che non
si sottomettono ([14]).
I
diritti negati nel dipartimento delle grandi
opere
La
strumentalizzazione per fini politici
della criminalità giovanile rende ancora
più esplosivi e complessi gli scenari
del conflitto colombiano. Nelle zone di periferia,
opererano talvolta con repentini mutazioni nelle
alleanze, ben 309 bande criminali a cui sarebbero
affiliati tra gli 8.600 e i 9.000 giovani. Il
dato testimonia il fallimento dei programmi
pubblici implementati per prevenire il disagio
giovanile, drasticamente ridotti a causa dei
tagli finanziari alle politiche sociali, spesso
su pressione dei maggiori istituti monetari
internazionali (Banca Mondiale e Fondo Monetario
Internazionale).
Durante
i tre anni dellamministrazione di Juan
Gómez Martínez - ha denunciato
la Corporación Región di Medellín,
una delle maggiori associazioni dei diritti
umani della città si è
presentato un deterioramento accelerato dei
diritti economici, sociali e culturali della
popolazione e in particolare delle condizioni
e della qualità della vita dei settori
più vulnerabili della popolazione.
Secondo la Corporazione la disoccupazione è
cresciuta di 5 punti (attualmente i disocuppati
a Medellìn sarebbero 295.000 con un indice
del 21,2%, il più alto di tutta la Colombia,
mentre coloro che sono dediti ad attività
economiche informali sono il 28,5%), e sono
aumentati i tagli alle spese sociali per destinare
la spesa pubblica, in particolare quella destinata
alleducazione e alla sanità, a
favore delle grandi opere infrastrutturali e
degli interessi dei settori privilegiati della
città([15]).
I
dati forniti dalla Secretaría de Educación
de Antioquia confermano il collasso del sistema
scolare nel dipartimento. La popolazione descolarizzata
tra i 5 e i 17 anni è di 71.250 minori.
Nelleducazione primaria, il 14,63% dei
bambini tra i 6 e gli 11 anni sono rimasti fuori
dal sistema scolare; nelleducazione basica
secondaria, un altro 15,8% di giovani in età
compresa tra i 12 e i 15 anni non tiene il diritto
allaccesso ad unaula. Ancora peggiore
la situazione nelleducazione media-superiore
(ciclo 10 ed 11), dove oltre il 20% dei giovani
non trova posti disponibili nelle istituzioni
educative pubbliche o private.
La
qualità dellofferta educativa è
inoltre bassa e scarsamente attrattiva, specie
per i giovani con difficoltà di apprendimento
o con problematiche psicosociali. La diserzione
è del 6,64% nella basica primaria e del
6,47% nella secondaria. Ai bambini è
inoltre negato il diritto ad uno sviluppo equilibrato
e alla salute. Secondo uno studio dellUniversità
di Antioquia la denutrizione generale dei bambini
in età scolare di Medellín è
passata dal 31% del 1989 al 44% del 1998. Tra
i bambini minori di 5 anni invece, il 9% soffre
di denutrizione cronica o ritardo nella crescita.
Il
tasso di mortalità neonatale è
del 12 per mille. Secondo la Sociedad
de Neonatología, in Antioquia nel
1998 sarebbero morti 1.764 bambini con meno
di un anno di età, 434 dei quali a Medellín.
Le principali cause sarebbero i forti tagli
alla spesa sanitaria e la conseguente scarsa
attenzione medica a favore dei prematuri.
In
termini di indice di sviluppo umano, nonostante
i segnali di ripresa economica registratisi,
Antioquia mantiene il ritardo con la media nazionale.
Il tasso di omicidi è di 109 ogni centomila
abitanti (il più alto di tutta lAmerica
Latina), contro il valore medio nazionale di
59; la speranza di vita alla nascita nel dipartimento
è di appena 68 anni (due in meno rispetto
alla media colombiana); i processi di sfruttamento
intensivo delle risorse ambientali sono tra
i più elevati del continente (il tasso
annuale della deforestazione in Antioquia è
del 4%, contro una media continentale dell1,2%)
([16]).
Tra
le molteplici cause della forte disuguaglianza
sociale e dellescalation della violenza
in Antioquia e nellarea metropolitana
di Medellín, è indubbio il ruolo
esercitato dalla implementazione nella regione
di ingenti programmi infrastrutturali (bacini
carboniferi, tunnel e corridoi autostradali,
centrali idroelettriche, aree portuali e zone
franche, perfino un canale che congiunga lAtlantico
al Pacifico in alternativa a quello di Panama),
che si sono caratterizzati per lo spreco delle
risorse finanziarie ed umane, lalta esclusione
sociale, lo squilibrio territoriale, il forte
impatto socioambientale, lassenza di pianificazione
integrale e di promozione delloccupazione.
I
megaprogetti, non hanno coinvolto le comunità
locali e sono integrati nella visione di globalizzazione
neoliberale delle classi dirigenti. Come
spiegato dallInstituto Popular de Capacitación
di Medellín, mentre si espande
la regione metropolitana attraverso i megaprogetti
per generare condizioni infrastrutturali nelle
nuove condizioni di competizione globale e attraverso
il capitale straniero, si fanno più profonde
lespulsione permanente della popolazione
nativa da estese zone rurali e le condizioni
di povertà e miseria tanto nelle campagne
che nel capoluogo ([17]).
Le
aree di Antioquia dove sincontrano le
fonti naturali, idriche ed energetiche e le
terre più fertili e dove sono previste
le megainfrastrutture coincidono in modo sorprendente
con quelle dove più intenso e violento
si è fatto lo scenario del conflitto
colombiano. Sono queste le aree su cui si è
esteso il controllo dei gruppi paramilitari.
Non è casuale che i massacri eseguiti
in particolare dalle Autodefensas Unidas
de Colombia, lorganizzazione paramilitare
più attiva nel dipartimento di Antioquia,
sono stati pianificati per strappare alle guerriglie
il controllo dei corridoi strategici interoceanici
e tra essi il territorio attraversato dalla
cosiddetta Via del Mare che collega
Medellín allUrabá e allAtlantico
e di cui la Connessione stradale Valle di Aburrá
- Río Cauca e il Tunnel dOccidente
sono due segmenti chiave. E attraverso
questi corridoi strategici in disputa tra i
differenti attori armati, che si registrano
in Antioquia imponenti attività economiche
e i traffici di stupefacenti ed armi.
Gli
interessi italiani nella regione più
violenta dellAmerica Latina
La
zona occidentale prossima al Tunnel dOccidente
(tra i municipi di San Jeronimo e Santa Fé
de Antioquia) ad un osservatore superficiale,
potrebbe sembrare estranea alle logiche del
conflitto che sta lacerando il tessuto sociale
e il territorio del dipartimento. In realtà
in questarea sono assenti gli scontri
a fuoco tra gli attori armati e sono assai rari
gli omicidi, i massacri e i sequestri. Questo
paradiso di Antioquia tuttavia è
assicurato dal pieno controllo del
territorio esercitato dalle Autodefensas
di Carlos Castaño che hanno eliminato
qualsiasi influenza guerrigliera e che in cambio
della pace sociale hanno istituzionalizzato
lestorsione a danno dei proprietari agricoli,
dei commercianti e dei piccoli produttori locali.
Recentemente tutti i titolari di bar e rivendite
di bibite di San Jeronimo sono stati convocati
dai leader paramilitari ad un incontro pubblico
dove è stata formalizzata loro limposizione
di una tassazione di 1.000 pesos per ogni cassa
di birra e 700 pesos per ogni cassa di bevande
gassate introdotte nel municipio.
Al
sistema della vacuna non si sottraggono
i commercianti e gli allevatori delle regioni
su cui è esercitato il monopolio del
potere da parte delle due maggiori organizzazioni
guerrigliere che operano nel dipartimento di
Antioquia, le Farc e lEln. Tantomeno sono
esenti a procedimenti estorsivi le grandi imprese
nazionali e straniere che operano nei settori
di estrazione e sfruttamento delle risorse minerarie
e petrolifere o nella realizzazione delle centrali
idroelettrihe e delle grandi opere infrastrutturali.
Nonostante il peso estortivo, lintensità
della violenza e il numero impressionante di
sequestri a danno del personale straniero in
Antioquia di cui non è rimasta
indenne la stessa Impregilo che ha subito nel
maggio 1998 il sequestro dellingegnere
Marco Tentorio, rilasciato 15 mesi più
tardi dallEln, dietro il pagamento di
un ingente riscatto - il dipartimento continua
ad esercitare una forte attrazione del capitale
internazionale. Nel 1999, mentre in Colombia
gli investimenti stranieri sono diminuiti del
6% rispetto allanno precedente, in Antioquia
essi sono quasi triplicati, passando dai 54,6
dollari per abitante del 98, ai 147,5
del 99.
Alla
progettazione e alla realizzazione delle opere
infrastrutturali dallalto impatto socioambientale
hanno avuto un ruolo determinante alcune importanti
imprese italiane. Oltre al Tunnel dOccidente
in mano al consorzio temporale italo-colombiano
Impregilo-Minciviles, va segnalata la partecipazione
del consorzio Astaldi-C.M.C.-Federici-Racchi-Topco,
alla prima fase dei lavori per la centrale idroelettrica
Porce II (potenza prevista 392 Mw),
nel territorio dei comuni di Yolondó,
Amalfi e Gómez Plata, una delle regioni
più colpite dalla violenza di tutta Antioquia.
Unesperienza
questa del Porce II non certo felice
per alcune delle maggiori imprese di costruzione
italiana. Il consorzio infatti ha deciso a fine
1998 di ritirarsi perché era divenuto
eccessivamente oneroso il proseguimento dei
lavori. Le imprese italiane hanno fatto ricorso
ad un Tribunale darbitrato per ottenere
il riconoscimento di un pagamento aggiuntivo
da parte della società contraente (EPM
- Empresa Pública de Medellín)
di 150 miliardi di lire per costi sovraggiuntivi
generati dalla situazione di ordine pubblico
nella regione in cui si stavano realizzando
le opere, per la rivalutazione del peso colombiano
e per limpatto dellIva. Solo
per lordine pubblico, le imprese avevano
reclamato un sovraccarico di 53,3 miliardi di
pesos. Nel marzo 2000 il Tribunale darbitrato
ha tuttavia respinto la richiesta del consorzio,
facendo sue le ragioni di EPM, secondo cui il
problema di ordine pubblico era una circostanza
prevedibile e di esso era stato avvertito il
contrattista.
Il
consorzio Astaldi-C.M.C.-Federici-Racchi-Topco
mantiene aperto un ulteriore contenzioso giudiziario
con EPM che richiede un risarcimento per il
non adempimento contrattuale per
un valore di 140 milioni di dollari. Di fronte
ad unesperienza così negativa per
entrambe le parti contrapposte, sarebbe legittimo
attendersi la rottura definitiva di qualsiasi
rapporto colombo-italiano. Basta invece osservare
i successivi sviluppi di alcuni dei protagonisti
del contenzioso per verificare che le cose sono
andate diversamente. Lamministratore del
tempo di EPM, Ramiro Valencia Cossio, è
oggi ministro dellEnergia e del Petrolio
e con il fratello, neo ambasciatore colombiano
a Roma, ha lanciato un appello agli investitori
italiani per accorrere allimplementazione
dei nuovi progetti idroelettrici in Antioquia
(centrali idroelettriche Porce III
e Pescadero-Ituango). Un appello raccolto dallambasciatore
dItalia in Colombia, Felice Scauso, che
in occasione di un recente visita a Medellín,
ha espresso allAlcalde la disponibilità
del nostro paese a cofinanziare le due infrastrutture.
Da
parte sua, la società colombiana Topco,
altra componente del consorzio dellidroelettrica,
ha modificato il proprio nome in Minciviles
ed è entrata in società con Impregilo
per la realizzazione della Connessione stradale
Valle di Aburrá - Río Cauca. Il
cambio di denominazione è stato deciso
dopo che il Tribunale colombiano aveva dichiarato
nel 1999 la decadenza amministrativa
o caducidad della società,
proprio a seguito dellinadempienza degli
impegni contrattuali sottoscritti per la realizzazione
di Porce II. Attualmente Minciviles
è tra le società in gara per laggiudicazione
dellaltra grande galleria sotterranea
progettata in Antioquia, il Tunnel dOriente,
richiesta fermamente dalle classi dirigenti
senza che ne siano stati valutati gli impatti
ambientali e i reali costi-benefici. Concretamente
si prevede la realizzazione di un tunnel veicolare
di 8,3 km e 16 km di vie daccesso entro
il 2007, attraverso i municipi di Rionegro,
La Ceja, Marinilla, El Santuario, El Carmen
de Viboral e El Retiro in una delle regioni
maggiormente investite dal conflitto paramilitare-guerriglia
e dove sono stati numerosi i casi di massacri
della popolazione, di sparizione forzata e di
sequestro. Proprio in questa zona, appena un
anno fa, tre tecnici italiani che operavano
alla manutenzione dei macchinari di unindustria
per la produzione di cioccolato sono stati sequestrati
e rilasciati dopo una settimana da un gruppo
criminale non identificato.
Appetiti
Impregilo sulle megacentrali di Antioquia
E
indubbio che la potente lobby politico-economica
che lega lItalia alla Colombia, e in cui
gioca un ruolo da protagonista lImpregilo,
punti proprio alla realizzazione del Porce
III (potenza di 700 Mw) e della centrale
idroelettrica Pescadero-Ituango, due progetti
finalizzati a trasformare la regione di Antioquia
nel più grande generatore di energia
elettrica del paese e ad aprire le porte allesportazione
di elettricità verso il mercato centroamericano.
In
particolare, la centrale idroelettrica Pescadero-Ituango
emerge come uno dei progetti più devastanti
dal punto di vista sociale ed ambientale previsti
in Colombia, e per la cui realizzazione è
determinante la conclusione della Connessione
stradale Valle di Aburrá - Río
Cauca, vera e propria arteria di penetrazione
alla regione a 170 km a nord-ovest di Medellín.
Qui dovrebbe sorgere una megacentrale idroelettrica
con una potenza di 1.800 megawatt, grazie alla
realizzazione di una diga alta 185 metri ed
un bacino artificiale che raccoglierà
le acque del río Caucacubi inondando
2.770 ettari di terreni appartenenti a 7 municipi
della zona. Un progetto che prevede la riubicazione
di centinaie di famiglie dedite allagricoltura
e allallevamento. Imponente il costo preventivato
per la idroelettrica Pescadero-Ituango: 1.400
milioni di dollari a cui si aggiungeranno altri
350 milioni di dollari per il pagamento degli
interessi al tasso del 7,5% annuo, per i finanziamenti
che saranno concessi dalle banche internazionali.
Titolare
della società Idroelettrica Pescadero-Ituango
è un consorzio in cui compaiono il Dipartimento
di Antioquia, l Instituto para el
Desarrollo de Antioquia (Idea), EPM, la
società elettrica in fase di privatizzazione
Isagen e la Integral S.A,
impresa che ha ottenuto da Invias il contratto
di 7.400 miloni di pesos per il monitoraggio
dei lavori e il sostegno al management per il
Tunnel dOccidente. La Integral
S.A, inoltre, tra il 1979 e il 1982 ha
eseguito lo studio di fattibilità dellidroelettrica
Pescadero-Ituango, determinandone la localizzazione,
le caratteristiche basiche e i costi economici.
La stessa Integral S.A., tre anni
fa, ha adeguato lo studio di fattibilità
modificandone i costi progettuali e inserendo
la (propria) valutazione dimpatto ambientale
([18]).
Come
nel caso del Tunnel dOccidente,
anche questopera è fortemente sostenuta
e sponsorizzata dallélite politico-amministrativa
locale e dal quotidiano di Medellìn El
Colombiano di proprietà della potente
famiglia Gómez Martínez. Poco
importa che tutte le scelte di privilegiare
le megainfrastrutture in Antioquia abbiano causato
linsostenibile indebitimamento delle autorità
locali con i maggiori organismi internazionali.
Per pagare gli arretrati del Metro di
Medellín opera che appena entrata
in funzione si è dimostrata sovradimensionata
e dalla gestione onerosissima, il Governo ha
dovuto ricorrere ad un prestito del FMI di 180
milioni di dollari nel biennio 2001-02. Lindebitamento
ha poi costretto le autorità locali a
chiudere i programmi innovativi a favore delle
categorie più svantaggiate (indigenti,
bambini di strada, donne capofamiglia, ecc.).
Per
garantire la sopravvivenza dei programmi minimi
nel settore delleducazione e dei servizi
sociali, la Governazione di Antioquia e il Municipio
di Medellín sono stati costretti a ricorrere
ad ulteriori aiuti debitori da parte
della Banca Mondiale e del Banco Interamericano
de Desarrollo (BID) ([19]). Una vera e propria
spirale del debito, nel saccheggio delle risorse
ambientali e del territorio e nella marginalizzazione
delle classi popolari, in nome di un modello
di sviluppo che sta disseminando Antioquia
di cattedrali nel deserto e che alimenta la
voracità dei ceti dominanti e il conflitto
sanguinario tra gli attori armati.
Dal
Guatemala, al Kurdistan, dalla Nigeria al Nepal,
dal Lesotho allArgentina. La lunga storia
di violazioni e scandali targati Impregilo.
La
vicenda relativa alla realizzazione del Tunnel
dOccidente in Colombia, purtroppo,
non è lunica in cui il colosso
delle costruzioni italiane del gruppo Fiat,
è direttamente responsabile di tragedie
ambientali, dissesti del territorio, violazioni
dei diritti umani, di conflitti politico-sociali,
di deportazioni ed esodi di popolazione, di
ingenti sprechi di risorse finanziarie ed umane.
DallAmerica Latina, allAfrica, allAsia,
lImpregilo compare coinvolta in alcune
gravissime vicende, troppo spesso legate a fenomeni
corruttivi delle élite militari e politiche
locali, e dove le infrastrutture realizzate
sono state perfino causa di massacri, stragi,
sparizioni forzate. Attualmente, nel caso del
Kurdistan, una delle principali opere in fase
di realizzazione, è causa di una grave
crisi internazionale che può sfociare
in un vero e proprio conflitto armato. Vediamo
di conoscere alcune di queste vicende emblematiche
dellaltra faccia della cooperazione italiana
nei paesi in via di sviluppo, quella intimamemnte
legata alle politiche neoliberali di morte e
distruzione delle risorse del pianeta.
Il
progetto idroelettrico di Chixoy e la repressione
militare degli indigeni del Guatemala
Tra
il 1976 e il 1982, lallora Impresit-Cogefar
partecipò in consorzio con limpresa
tedesca Lahmeyer Consulting Engineers
ai lavori di costruzione della diga di Chixoy,
nel dipartimento guatemalteco dellAlta
e Bassa Verapaz, dove le comunità indigene
Maya Achí avevano vissuto per centinaia
danni. Oggi, quella di Chixoy è
una delle centrali idroelettriche prese ad esempio
a livello mondiale per dimostrare come i grandi
progetti finanziati dagli organismi finanziari
internazionali nel Sud del mondo abbiano generato
effetti disastrosi sulla natura e sulle comunità,
creando spirali debitorie che condannano i 4/5
della popolazione del pianeta al sottosviluppo
e alla miseria.
LImpregilo
giunse in Guatemala in piena dittatura militare
e la sua permanenza nel paese coincise con la
violenta guerra civile che ha fatto più
di 200 mila vittime tra il 1980 e il 1984. I
finanziamenti arrivarono dalla Banca Interamericana
di Sviluppo (BID) e dalla Banca Mondiale, che
contribuirono, rispettivamente con 106 e 72
milioni di dollari. Altri 14 miliardi di lire
giunsero dallItalia come credito
daiuto per la manutenzione della
galleria di El Jute, costruita, come tutta lopera,
dallimpresa italiana. Così il governo
italiano non fece mancare il suo appoggio nonostante
le sempre maggiori denunce sulle violazioni
dei diritti umani da parte della giunta militare
guatemalteca e nonostante il progetto fosse
direttamente gestito da appartenenti alle forze
armate. La diga di Chixoy ha commentato
Jaroslava Colajacamo della Campagna per la Riforma
della Banca Mondiale - faceva parte della politica
di controllo statunitense sul mercato interno
desportazione attraverso gli apparati
militari nazionali al laccio della Cia. Il direttore
dellInde, listituto nazionale guatemalteco
per lenergia elettrica, che gestì
il processo di costruzione della diga, era appunto
un militare ([20]).
Lavvio
dei lavori della diga ebbero un violentissimo
impatto sulla comunità indigena di Río
Negro che viveva sulle sponde del río
Chixoy. Per inondare la valle dove oggi esiste
il bacino artificiale, le forze armate guatemalteche
costrinsero con la violenza oltre 4.000 persone
a reinsediarsi nel villaggio
modello di Pacux, vera e propria cittadella
militarizzata integrata nel sistema di urbanizzazione
voluto dalla giunta militare per controllare
la guerriglia di sinistra. La coraggiosa resistenza
non violenta della popolazione locale al programma
di desplazamiento fu pagata assai
cara: i militari instaurarono un clima di terrore
e di intimidazione e fu data mano libera ai
paramilitari per compiere massacri e sparizioni
massive di uomini, donne e bambini. Tra il febbraio
e il settembre del 1982, prima del completamento
dei lavori da parte della Cogefar-Impresit,
gli squadroni della morte uccisero a Rìo
Negro più di 400 persone; nellarea
di Rabinal, capoluogo della regione in cui fu
realizzato il bacino, vennero uccise invece
circa 5 mila persone in meno di due anni. Fu
avviato altresì un piano di deforestazione
che aggravò la situazione ambientale
della regione, già colpita delle modificazioni
climatiche generate dal bacino artificiale.
Il generale Rios Montt ha denunciato
lUfficio dei Diritti Umani dellArcivescovado
di Guatemala - dette lordine di tagliare
gli alberi per una profondità di 50 metri
a entrambi i lati delle principali strade della
regione per impedire attacchi guerriglieri ai
convogli militari([21]).
Limpatto
sociale ed ambientale della centrale di Chixoy
risulta altrettanto drammatico a quasi ventanni
dalla sua realizzazione. Una missione di verifica
della Campagna per la riforma della Banca Mondiale
eseguita in Guatemala nel luglio del 1999 ha
riscontrato che la situazione a Pacux è
perfino peggiore di quella di partenza. La
terra da coltivare data come compensazione,
scarsa, coperta di pietre e senza irrigazione,
si è rilevata inadatta per i due terzi.
La situazione era così drammatica che
per anni Inde fu costretto a distribuire il
cibo per la sopravvivenza. Le direttive della
Banca Mondiale sul reinsediamento forzato prevedono
il ripristino degli standard di vita e delle
capacità di introiti delle persone, ma
questo non avvenne nel caso di Río Negro.
Inde non riconobbe i diritti dei sopravvissuti
alla terra né delle nuove famiglie. Solo
dopo la privatizzazione dellInde, la società
ha concesso i titoli di proprietà sulle
fatiscenti case di Pacux([22]). Di contro
sono stati nulli i benefici sulleconomia
nazionale apportati dalla diga: essa non ha
mai operato al di sopra del 70% della capacità
prevista e la sedimentazione attuale ha ridotto
lefficienza futura del 50%. Alcuni tecnici
giurano tuttavia che la centrale funzionerà
al massimo sino al 2002-2003.
La
mancanza di valutazione dimpatto ambientale
allepoca della costruzione
si legge ancora nel rapporto degli osservatori
internazionali si riversa oggi
sullecosistema e sulle comunità
che vi vivono. Larea è completamente
deforestata ed è cambiato addirittura
il ciclo delle precipitazioni annuali.
La diga è risultata un disastro anche
dal punto di vista finanziario. Il costo finale
del progetto non è ancora chiaro: si
parla da un minimo di 1,2 miliardi di dollari
ad un massimo di 2,5 miliardi e ciò ha
comportato ad unespansione del debito
estero contratto dal Guatemala. Si valuta che
il 45% dellintero debito del paese centroamericano
sia stato generato direttamente dalla costruzione
della diga di Chixoy. Possiamo parlare
di un vero e proprio debito ecologico
dellItalia rispetto a questo paese
ha denunciato efficacemente la Campagna per
la riforma della Banca Mondiale.
Allespansione
dei costi della centrale idroelettrica realizzata
dalla Cogefar-Impresit, secondo unindagine
in corso, avrebbe contribuito un presunto giro
di tangenti (tra i 350 e i 500 milioni di dollari)
versate a favore di politici e militari guatemaltechi.
Non è un caso che la diga di Chixoy é
stata definita la più grande miniera
doro dei generali del Guatemala
([23]).
Kainji,
Nigeria: una tragedia che dura da quaranta anni
Nigeria,
Niger State, ottobre 1998: una violenta inondazione
distrugge 15 villaggi. La popolazione è
duramente colpita: le abitazioni, i campi, le
povere infrastrutture che ne assicurano il sostentamento
vengono spazzate dalle acque dopo il crollo
parziale della diga di Kainji, una delle maggiori
infrastrutture costruite in Nigeria per lo sfruttamento
dellenergia idroelettrica. Dal nome di
unisola sul fiume Niger, la diga di Kainji
sorge a 800 km a nord di Lagos. Alta 85 metri,
ha modificato le acque del Niger, generando
un lago artificiale di 136 km di lunghezza e
24 di larghezza, con una superficie di 1.270
Km2 e una capacità di 15 miliardi di
metri cubi dacqua. I lavori furono realizzati
tra il 1964 e il 1968, in piena guerra per la
secessione del Biafra, da un consorzio di tre
imprese italiane, Impresit, Girola e Lodigiani,
poi fusesi nellImpregilo. I finanziamenti
giunsero dal governo nigeriano, dalla Banca
Mondiale, dallOlanda e da Usaid, lAgenzia
di Aiuti allo Sviluppo degli Stati Uniti.
Più
che a problemi strutturali, il cedimento della
diga è stato imputato allassenza
di manutenzione dellinfrastruttura da
parte dei tecnici nigeriani che ne curano la
gestione. Secondo i risultati delle prime indagini
sulla catastrofe, limpianto, a oltre 30
anni dalla sua realizzazione, non aveva mai
ricevuto alcun lavoro di miglioramento. Gli
altissimi costi finanziari dellopera e
la decisione di avviare la costruzione di unaltra
imponente diga sul fiume Niger avrebbero lasciato
a secco le casse della società elettrica
nigeriana, impedendo lacquisizione di
attrezzature e la programmazione di attività
di mantenimento ed adegumento degli standard
di sicurezza.
Il
rischio di cedimento strutturale era stato inutilmente
segnalato dalla popolazione residente in prossimitá
della diga di Kainji. Questa popolazione, oggi
vittima dellinondazione, aveva già
dovuto subire una prima riubicazione forzata
in occasione dellinizio dei lavori. Le
imprese italiane realizzarono ad hoc un villaggio,
New Bussa, dove furono deportati circa 20.000
abitanti che vivevano nelle terre espropriate
senza indennizzazione. Il governo nigeriano
simpegnó pubblicamente a mitigare
i danni, assicurando la realizzazione di strade
di accesso alla regione e la fornitura di acqua
ed elettricità alle comunità.
Alla data del crollo della diga, nessuno di
questi servizi era stato garantito alla popolazione.
La
situazione socioeconomica della regione si è
ulteriormente aggravata con linondazione.
Una missione della rete ambientalista internazionale
Environmental Eights Action ha denunciato
la gravità delle condizioni di vita degli
abitanti dei villaggi distrutti: essi
hanno perso i mezzi che ne assicuravano la sopravvivenza
attraverso rudimentali attività di pesca;
i bambini e le donne sono costretti a marce
estenuanti per rifornirsi di acqua potabile;
sono state completamente distrutte le estese
piantagioni di canna da zucchero in cui lavoravano
numerosi braccianti ([24]).
Il
comportamento delle imprese italiane durante
i lavori di realizzazione della diga di Kainji
assunse tutti gli aspetti delle conquiste coloniali:
saccheggio delle risorse, deportazioni delle
popolazioni, apartheid, sfruttamento intensivo
della manodopera locale. Ingegneri, tecnici
e lavoratori specializzati furono fatti venire
dallItalia. Per ospitare il personale
espatriato e i numerosi familiari (quasi un
migliaio di persone), fu realizzato una cittadella
con oltre 400 abitazioni, uffici, un ospedale,
una chiesa, una scuola, una piscina, e alcuni
campi da tennis. Un accampamento con servizi
minimi fu installato a debita distanza dalla
cittadella italiana, con ampi dormitori
per la mandopera nera, in cui fu
istituzionalizzato un postibolo.
Oltre
ai lavori di esecuzione della diga e della centrale
idorelettrica, la megacommessa vinta dalle società
italiane prevedeva altre opere dal forte impatto
sul territorio e sullambiente: la costruzione
del canale di Awaru per rendere navigabile il
Niger da Timbuctù in Mali al Golfo di
Guinea e un sistema viario nella savana per
collegare i cantieri di Kainji alla rete stradale
centrale e favorire larrivo degli automezzi
necessari alla realizzazione della diga.
Limmenso
cantiere fu investito direttamente dal violento
conflitto scoppiato in Nigeria tra i due maggiori
gruppi etnici in occasione della secessione
della regione del Biafra. Una notte, nel luglio
1966, letnia Houssa eseguì il massacro
dei lavoratori Ibo residenti nellaccampamento
Impresit. Gli occupanti le case
scrive Leo Arrigoni che raccolse le testimonianze
di alcuni lavoratori italiani - aprirono le
porte e vennero colpiti da fendenti e machete
e si abbatterono al suolo senza un lamento ma,
dallinterno delle case si levarono i gridi
e i pianti di donne e bambini, gridi che terminarono
in rantoli (..). Gli europei si telefonarono,
qualcuno sazzardò ad uscire e vide
corpi mutilati in una pozza di sangue luccicante
di luna. Corpi decapitati, gambe e braccia mozzate,
corpi tagliati a metà ([25]).
Ignoto
fu il numero esatto dei morti di quel massacro,
tuttavia le imprese italiane furono costrette
a utilizzare i bulldozer per scavare le fosse
comuni ove seppellire centinaia
di vittime. Numerosi cadaveri furono rinvenuti
nei giorni seguenti sulle sponde del fiume Niger.
I lavoratori espatriati e i familiari furono
risparmiati dalla furia omicida degli assassini.
Dopo la pulizia etnica degli Ibo
dalla regione ritornò la calma nel cantiere
italiano e solo pochi lavoratori chiesero di
essere rimpatriati. Gli operai massacrati furono
presto rimpiazzati da personale delletnia
responsabile della strage. Si dovettero
assumere altri nigeriani, in sostituzione di
quelli uccisi o fuggiti, e obbligatoriamente
essi furono Houssa, spiega ancora Arrigoni.
Un
anno più tardi da quella notte di furore
e sangue, una nuova tragedia colpì i
lavoratori della diga. Uno dei due piloni
della gru teleferica improvvisamente cadette
e soi inclinò, uno dei due cavi portanti
si ruppe e falciò come una frusta 17
uomini, tra cui un italiano. Oltre ai
morti vi furono decine di feriti.
Le
centrali degli scandali: Nepal, Lesotho e Argentina
Si
chiama Kaligandaki il megaprogetto
idroelettrico avviato nel 1997 da Impregilo
in consorzio con unimpresa austriaca ed
una svizzera, nella regione orientale del Nepal,
grazie ad un finanziamento della Asian
Development Bank. Una infrastruttura che
sin dalla sua progettazione è stata al
centro delle proteste delle organizzazioni sindacali
e sociali del paese che ne denunciano i devastanti
effetti ambientali e soprattutto le irregolarità
del progetto. Nello specifico alcuni ufficiali
statali sono stati accusati di gravi atti di
corruzione: con lavvio dei lavori
di realizzazione della diga di Kaligandaki essi
si sono rapidamente arricchiti, divenendo proprietari
di ville con piscine e di alcune aziende.
Nulla è stato speso invece
prosegue la denuncia delle organizzazioni in
lotta - per creare misure di protezione ambientale,
nonostante sia stato provato che i progettisti
non si sono attenuti agli standard minimi richiesti
dalle normative ([26]). Da sottolineare
che il discutibile studio di fattibilitá
del progetto di Kaligandaki è stato realizzato
proprio dalle due società europee associatesi
con Impregilo per lesecuzione dei lavori
della diga.
AllImpregilo,
nello specifico, le organizzazioni sindacali
imputano oltre che la responsabilità
nelladozione di insufficienti misure di
sicurezza nel cantiere, il non riconoscimento
dei minimi salariali a favore della manodopera
impiegata. Scioperi e manifestazioni di protesta
sono state organizzate per denunciare le violazioni
delle normative contrattuali e di sicurezza.
Intanto sette persone sono morte negli
ultimi tre anni durante i lavori di costruzione
della diga ha denunciato Narayan Gurung,
leader del sindacato nazionale.
Se
le gravi denunce delle organizzazioni sociali
nepalesi non sono ancora approdate in sede processuale,
diverso è quanto accade nello stato africano
del Lesotho, dove a partire dal novembre 1999
é stata avviata uninchiesta contro
otto società internazionali, tra cui
lImpregilo, per presunte tangenti versate
a favore di politici ed amministratori locali.
Secondo le autorità giudiziarie le società
avrebbero versato 1,8 milioni di dollari per
ottenere i lavori di costruzione di due dighe
a Masupha Sole, nellambito di un megaprogetto
- denominato Lesotho Highland Water
- finalizzato al convogliamento delle acque
del Lesotho in 5 dighe e il dirottamento di
esse alla regione del Guatang, in Sudafrica,
dove sono presenti importanti centri industriali
e di agricoltura intensiva.
Anche
per questo progetto sono ingenti i danni socioambientali.
Gli esperti calcolano che oltre il 70% delle
acque del fiume Orange saranno deviate; per
realizzare la prima delle dighe del Lesotho
Higland Water Project oltre 24.000 persone,
in buona parte pastori nomadi, sono stati costretti
ad abbandonare le valli più fertili della
regione e ad urbanizzarsi in quartieri con baracche
dai tetti di lamiera. La popolazione non
ha avuto le compensazioni adeguate che erano
state concordate e soprattutto è stata
definitivamente compromessa la loro possibilità
di vita tradizionale scrive Liliana Cori
della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale.
I processi di consultazione sono stati
estremamente superficiali, hanno riguardato
soltanto il governo del Lesotho e non le popolazioni
locali. Inoltre il progetto fu concordato
tra i due paesi africani grazie ad un prestito
di 150 miloni di dollari della Banca Mondiale,
in modo da aggirare le sanzioni internazionali
esistenti al tempo contro il Sudafrica,
unico beneficiario del programma ([27]).
Sono
state inoltre denunciate una serie di violazioni
dei diritti contrattatuali delle maestranze
impiegate nella realizzazione dei lavori. Le
società internazionali hanno preferito
reclutare in Sudafrica il personale specializzato
mentre la manodopera locale è stata impiegata
per i lavori di fatica con salari inferiori
ai minimi previsti dalla legge. Nel 1996, le
proteste sindacali sono state represse nel sangue:
la polizia ha sparato sui manifestanti causando
5 morti.
Per
ciò che riguarda linchiesta giudiziaria
in atto, Impregilo è sospettata del versamento
illecito di circa 250.000 dollari nei conti
dei funzionari africani aperti in alcuni sportelli
bancari di Svizzera e Francia. Lindagine
ha preso avvio dopo la scoperta di un giro di
mazzette che sarebbero state versate dalle imprese
costruttrici per la realizzazione di importanti
dighe finanziate dalla Banca Mondiale in alcuni
paesi in via di sviluppo e di cui lo stesso
organismo finanziario internazionale ha dovuto
ammettere gli illeciti e gli sprechi finanziari.
Nella lista delle opere attenzionate, oltre
alle dighe di Masupha Sole, le centrali idroelettriche
di Chixoy in Guatemala, di Tucurui in Brasile,
di Itaipu al confine tra Brasile e Paraguay
e di Yacyretá tra Argentina e Paraguay
([28]).
Quasi
sempre le stesse le imprese coinvolte in questi
inutili e devastanti progetti della Banca Mondiale.
Nel consorzio per la realizzazione delle dighe
di Masupha Sole, compaiono infatti con lImpregilo,
la societá francese Dumez
e la tedesca Lahmeyer Consulting Engineers,
socie le tre nel consorzio che ha realizzato
la diga di Yacyretà, definita a livello
internazionale come uno dei maggiori monumenti
alla corruzione. Su questo progetto é
stato aperto un procedimento per illecito; i
magistrati argentini vogliono scoprire come
siano potuti lievitare in modo sproporzionato
i costi di realizzazione. Inizialmente il progetto
della Banca Mondiale prevedeva una spesa di
2,7 miliardi di dollari; a conclusione dei lavori,
il costo ha raggiunto gli 11,5 miliardi di dollari
([29]). Come già visto in precedenza,
infine, la Lahmeyer Consulting Engineers
e lImpregilo compaiono consorziate per
la realizzazione della centrale idroelettrica
di Chixoy.
Diga
di Ilisu, repressione dei Kurdi e conflitto
medio-orientale
LImpregilo
è tra le società internazionali
contrattate dal governo turco per la realizzazione
nella regione orientale del Kurdistan, del cosiddetto
megaprogetto della Grande Anatolia,
in tutto 12 centrali idroelettriche e 22 dighe
per incanalare e deviare le acque dei mitici
fiumi del Tigri e dellEufrate, a soli
60 km dal confine con la Siria e lIraq.
Limpresa italiana partecipa in particolare
ai lavori di costruzione della diga di Ilisu,
dove entrerà in funzione una centrale
per la produzione di 1,200 Mw e sorgerà
un bacino di 313 Km2 con un volume di 10,4 miliardi
di m3 dacqua. Nella fattispecie lappalto
è stato vinto da due imprese svizzere
che poi hanno preferito subappaltare i lavori
ad un consorzio internazionale, composto dallImpregilo,
da alcuni gruppi inglesi, capofila la Balfour
Beatty e dalla svedese Skanska,
impresa nota in Colombia ove ha realizzato la
represa di Urrà, una devastante
centrale idroelettrica nella regione di Tierralta
(Córdoba), ove si susseguono i massacri
e i desplazamientos forzati della
popolazione mestiza ed indigena.
Una
campagna internazionale realizzata dalle maggiori
organizzazioni ambientaliste e di difesa dei
diritti umani ha tuttavia permesso la momentanea
sospensione della diga di Ilisu in quanto ne
sono state provate il forte impatto territoriale
e sociale e la valenza politico-repressiva a
danno della comunità Kurda oppressa dal
regime di Istambul.
Uno
studio indipendente ha infatti rivelato che
la realizzazione della diga di Ilisu comporterebbe
per 78.000 persone labbandono delle 15
cittadine e dei 52 villaggi dove attualmente
risiedono. Si tratta in buona parte di piccoli
coltivatori e braccianti Kurdi che perderebbero
oltre alle abitazioni ogni opportunità
di sviluppo economico e di occupazione. Per
essi, i progettisti del governo turco non hanno
previsto alcun programma di reinsediamento.
Un destino ancora peggiore di quello capitato
ad oltre 100.000 persone della regione, che
a seguito della realizzazione delle grandi dighe
di Atartuk e Karakaya sono state costrette ad
abbandonare decine di villaggi per popolare
le baraccopoli di Diyarbakir ed Istambul. Ad
essi si aggiungono gli oltre 200.000 Kurdi che
a partire dal 1990, data di avvio del progetto
Grande Anatolia, sono stati prima
espropriati della loro terra e poi costretti
allemigrazione forzata o alla deportazione
verso le piantagioni dei latifondisti turchi,
per lavorare in condizioni di semischiavitù.
Oltre
allo sradicamento della popolazione, lo studio
indipendente sugli impatti socioambientali prefigura
lulteriore riduzione delle capacità
idriche del Tigri e dellEufrate (questultimo
con le opere di sbarramento si è già
ridotto del 50%) e il drastico cambio
climatico della regione e di conseguenza la
presumibile ricomparsa della malaria;
la conseguente riduzione delle acque del Tigri,
su cui vengono scaricati i rifiuti solidi urbani
e le acque nere di grandi città kurde
(Diyarbakir, Batman e Siirt), avrá drammatiche
conseguenze sulle capacità di autopurificazione
del fiume, e ciò lascia presagire lo
scoppio di epidemie e infermità gravi
nei territori attraversati.
Le
organizzazioni ambientali hanno altresì
denunciato che i lavori per la diga di Ilisu
causerebbero linondazione di uno dei maggiori
siti archeologici del Kurdistan, Hasankeyf,
risalente al periodo bizantino e medievale e
dove sono ben conservati monumenti, moschee
e chiese di alto valore storico-artistico. Hasankeyf
sarebbe condannata così a sparire come
un altro importante centro archeologico, qullo
di Zeugma, distrutto con i lavori di unaltra
diga del progetto Grande Anatolia.
Ció
che piú preoccupa del progetto sono tuttavia
le sue rilevanti caratteristiche politiche di
discriminazione e marginalizzazione della popolazione
kurda e le prevedibili conseguenze militari
in unarea geostrategica al centro di conflitti
e tensioni di carattere interno ed internazionale.
Con il megaprogetto la Turchia si assicura il
totale controllo delle acque della Mesopotomia,
privando laccesso alle risorse idriche
dei due paesi confinanti, Siria ed Iraq, con
cui la Turchia ha già espresso la propria
intenzione di non negoziare un accordo per la
gestione collettiva di questi due fiumi vitali.
Di contro lacqua del Tigri e dellEufrate
potrebbe essere deviata verso Israele, paese
con cui la Turchia ha avviato importanti relazioni
econonomiche, industriali e militari. Come denunciato
dalla European Rivers Network, la
diga di Ilisu è un progetto politico
motivato principalmente da interessi strategici
del governo turco per rafforzare la propria
posizione di potenza di fronte alla Siria e
allIraq, e per controllare larea
Kurda. La popolazione danneggiata non è
stata consultata, e a causa dello stato di guerra
non dichiarata nelle aree Kurde, essa non ha
la possibilità di difendere i propri
interessi ([30]). Tra gli analisti internazionali,
molti già prefigurano per il Medio Oriente
la possibilità di nuovi violenti conflitti
per laccaparramento e la gestione delle
sempre più scarse fonti idriche ivi esistenti.
Per
le sue devastanti conseguenze socio-ambientali
e per lalto rapporto costi-benefici della
centrale idroelettrica (è stato calcolato
un valore di 1.300 dollari per Kw di energia
prodotta, quando un impianto è considerato
remunerativo se il costo non supera i 1.000
dollari per Kw), la stessa Banca Mondiale ha
preferito sospendere dal 1984 ogni finanziamento
del progetto della Grande Anatolia.
Per le preoccupazioni di ordine politico-militare
il governo britannico laburista ha recentemente
sospeso la propria contribuzione per 600 miliardi
di lire e di conseguenza le società inglesi
coinvolte nel programma hanno deciso di abbandonare
i cantieri in Kurdistan. Attualmente al progetto
di Ilisu é stato garantito un contributo
finanziario internazionale per 850 miloni di
dollari, piú un credito da parte della
UBS (Union Bank of Switzerland). Purtroppo tra
i paesi che hanno assicurato la propria quota
finanziaria compare lItalia, evidentemente
più attenta a favorire gli investimenti
in Turchia dellImpregilo che a interpretare
un ruolo di mediazione e di pace nello scacchiere
mediorientale. In opposizione alla partecipazione
italiana al progetto Grande Anatolia
è stata avviata dallassociazione
Un ponte per Diyarbakir e dalla
Campagna per la Riforma della Banca Mondiale
uniniziativa nazionale di sensibilizzazione.
In particolare è stata invitata la Sace
(lAgenzia di Credito allEsportazione)
a ritirare ogni finanziamento a favore dei lavori
di realizzazione del complesso idroelettrico.
LImpregilo
nel mondo.
Gli
affari del gigante delle costruzioni in mano
al gruppo finanziario che comanda alla Fiat.
Grazie
ad una strategia di mercato che lha vista
impegnata nella fusione-assorbimento di alcune
delle più importanti imprese del settore
(la società nasce appunto dalla fusione
tra la Cogefar, la Girola e la Lodigiani) e
allespansione delle commesse degli ultimi
anni, lImpregilo è oggi una delle
maggiori imprese di costruzioni a livello internazionale.
Il suo capitale sociale è valutato intorno
ai 93 milioni di euro ed è principalmente
in mano alla centrale delleconomia italiana
che monopolizza il mercato automobilistico.
Secondo le cifre dellultimo bilancio Impregilo,
il gruppo Gemina S.p.a. detiene
il 15,63% delle azioni della società
di costruzioni; il resto del pacchetto è
in mano al Gruppo Fiat-Sicind S.p.a.
(4,70%), alla Girola Partecipazioni S.p.a.
(2,77%) e a cinque importanti istituti bancari
nazionali, la Banca di Roma, la
Banca Commerciale Italiana, il Credito
Italiano, Cariplo e il Gruppo
Bancario San Paolo (congiuntamente il
14%). Il resto del capitale, per un valore del
62%, é in mano al mercato azionario.
Il
Consiglio di aministrazione in carica vede come
presidente Paolo Savona, giá direttore
della Banca Nazionale del Lavoro,
vicepresidente Giuseppe Gatto ed amministratore
delegato, lingegnere Pier Giorgio Romiti,
uomo di fiducia della famiglia Agnelli.
Nel
1999 il valore della produzione Impregilo é
ammontata a 2.049 milioni di Euro, con un risultato
operativo di 71 milioni di euro ed un utile
netto di 19,8 milioni di euro. I dati consolidati
del bilancio per lanno 2000 hanno visto
un portafoglio ordini per 13.910 miloni di euro
e nuove commesse per 4.256 milioni di euro (1.203
per attività di costruzioni e 3.053 a
titolo di concessioni e servizi). Solo il 36%
del portafoglio lavori riguarda infrastrutture
e commesse realizzate in Italia; un altro 5%
dei lavori si realizza in Europa e il restante
59% interessa paesi in via di sviluppo
nel resto del mondo.
Una
lettura più attenta della relazione di
bilancio evidenzia tuttavia lesistenza
di zone dombra nella redditività
di alcune nuove realizzazioni Impregilo in giro
per il mondo. Il Consiglio di Amministrazione
ha infatti dovuto segnalare a fine 2000 lesistenza
di un contenzioso non ancora risolto per
i lavori effettuati nella diga di Yacyretá
in Argentina per 73 miloni di euro. Come
abbiamo visto in precedenza, Yacyretá
é una delle dighe attenzionate dalla
Banca Mondiale e dai magistrati argentini per
presunti illeciti in corso dopera. Nel
primo trimestre del 2000, poi, Impregilo aveva
accumulato un risultato negativo per 17,9 milioni
di euro, principalmente a causa di criticità
emerse nellesecuzione dei contratti in
Pakistan per limpianto idroelettrico di
Ghazi Barotha, in Arabia Saudita per gli ospedali
King, Abdul, Aziz Hospital Project e negli Emirati
Arabi per la moschea Sheik Sultan Bin II in
Abu Dabhi ([31]). Le criticitá
in questi paesi islamici, e limprevisto
argentino ha avuto riflessi diretti sulla ridefinizione
delle strategie finanziarie di Impregilo che
ha avviato un pesante processo di ristrutturazione
interno con il taglio di 450 unitá
lavorative presso la sede centrale e le principali
strutture periferiche dellimpresa. Cosí,
nonostante lespansione del fatturato e
del portafoglio ordini dellultimo triennio,
una parte dei dipendenti di Impregilo è
stata espulsa dal mercato del lavoro.
Cinquanta
anni di affari
Attualmente
Impregilo conta su 70 succursali sparse in tutto
il mondo ed è impegnata in circa 700
tra società controllate, associate e
consorzi. Le aree di intervento del colosso
vanno dalla realizzazione di dighe e infrastrutture
idroelettriche, alla costruzione di strade e
autostrade, di linee ferroviarie e metropolitane,
di porti e altre opere marittime, di opere idrauliche
e impianti di irrigazione, di aeroporti e tunnel
sotterranei, di opere civili per centrali termonucleari,
di interventi di edilizia residenziale, sportiva,
industriale, ospedaliera. Negli ultimi 50 anni,
la società ha contribuito alla realizzazione
di alcune delle più importanti megainfrastrutture
al mondo, spesso in paesi in guerra o sottoposti
a dittutatura militare e alla violazione sistematica
dei diritti umani.
Tra
le opere più significative
firmate da Impregilo compaiono le devastanti
dighe di Kariba, Bakalori, Kainji e Jibiya in
Nigeria, Tarbela in Pakistan, Dez in Iran, Yacyretà
in Argentina, Ertan e Xiaolangdi in Cina, Mae
Kuang in Tainlandia e Mujib in Giordania; le
opere portuali, talvolta di interesse strategico-militare
di Porto e Lisbona in Portogallo, Homs in Libia,
Mohamedia in Marocco, Beira in Mozambico, Mogadiscio
in Somalia, Porto Torres, Brindisi e Venezia
in Italia; le opere ferroviarie in Italia (in
particolare le tratte per lalta velocità
del centro-nord), in Francia, Venezuela, Algeria,
Camerun e Gabon; le metropolitane di Milano,
Roma, Napoli, Genova, New York, Vienna, Parigi,
Caracas e Singapore; le infrastrutture aeroportuali
di Fiumicino e Capodichino in Italia, dellIsola
di SantElena e di Nairobi in Africa; buona
parte della rete autostradale nazionale e delle
autostrade di Turchia, Argentina, Canada e Cina;
alcuni megaponti come quello del Bosforo o di
Lagos; alberghi, centri commerciali ed ospedalieri
negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita,
in Grecia, nella Repubblica Ceca ed ovviamente
in Italia, dove è da segnalare la realizzazione
dellIstituto Europeo di Oncologia diretto
dallex ministro della Sanità, prof.
Veronesi.
Negli
ultimi tre anni, in particolare, lImpregilo
è riuscita ad accaparrarsi alcune delle
maggiori commesse internazionali.
Per
ciò che riguarda il 1998, la società,
insieme alla Dioguardi, si è
aggiudicata con trattativa privata, i lavori
per la realizzazione del Parcheggio sotterraneo
del Gianicolo, nellambito dei programmi
urbanistici previsti per il Giubileo 2000.
Lopera è stata fortemente osteggiata
dallorganizzazione ambientalista Italia
Nostra che ha inutilmente denunciato il
grave danno al patrimonio paesaggistico ed archeologico
di Roma e la violazione della normativa europea
sulla concessione degli appalti. Sempre in Italia,
Impregilo ha vinto le commesse per la costruzione
del Canale idraulico di Valviola
in Valtellina e del Centro Medico
di Gricignano. Forte la presenza sullo scenario
europeo dove la società di costruzioni
ha ottenuto i lavori per la realizzazione della
Metropolitana di Porto (Portogallo),
della Concert Hall di Atene, del
Tunnel stradale di Gorgier (Svizzera)
e del Parcheggio multipiano di Dundee
(Inghilterra). Sempre in Inghilterra la società
ha avviato i lavori per la realizzazione del
parcheggio sotterraneo dellOspedale
Universitario di Cardiff. AllImpregilo
sono stati assegnati anche i lavori di ristrutturazione
del Porto di Costanza (Romania)
e della Metropolitana di San Pietroburgo
(Russia). La società ha poi avviato una
campagna di penetrazione nellarea dei
Balcani, in particolare in Serbia e Croazia,
in vista della ricostruzione del territorio
colpito dalla guerra nellex Yugolsavia.
Sempre
nel 1998, la società ha ottenuto in Africa
ordini per 213 miliardi di lire, in buona parte
finalizzati alla realizzazione della Diga
di Mohale (Lesotho), del Canale
di irrigazione agricolo Chouchi, dellImpianto
idraulico di Cross River State, della
Strada Ebocha-Ndoni, tutti in Nigeria.
In Asia, lImpregilo ha rafforzato la propria
posizione nella realizzazione di una complessa
rete di centrali idroelettriche in Cina; inoltre
ha avviato i lavori di realizzzione del Centro
commerciale di Riyadh (Arabia Saudita).
Notevole la penetrazione sul mercato sudamericano,
dove Impregilo ha realizzato le Carceri
di Ezeiza (Argentina), la Galleria
stradale di Hatillo (Colombia), lImpianto
idroelettrico di Ponte de Pedra (Brasile).
Sempre in Brasile, lImpregilo ha avviato
la costruzione dellAutostrada Anchieta
Imigrantes che congiungerà la città
di San Paolo al porto di Santos e che rappresenterà
il primo tronco dellarteria autostradale
internazionale San Paolo-Buenos Aires, una megaopera
per 2.651 miliardi di lire che attraverserà
Brasile, Uruguay ed Argentina ([32]).
Il
1999 è stato segnato principalmente dallacquisizione
in Italia di buona parte dei lavori per le contrastate
opere dellAlta Velocità, con il
35% degli appalti della tratta Milano-Torino,
il 71% della Milano-Genova e il 76% della Bologna-Firenze.
Impregilo è stata inoltre ammessa unitamente
ad altre imprese nella short list
per partecipare al progetto Grandi Stazioni
per la riqualificazione delle maggiori stazioni
ferroviarie. Sempre in Italia, tra le commesse
del 1999 compaiono i lavori per il Casinò
di Campione, per il Nuovo Centro
Fiera di Rimini, per lAutostrada
Monte Bianco (tratta Courmayeur-Morgex),
per il Centro Riabilitazione Psichiatrica
a Cernusco sul Naviglio, per lOspedale
San Salvatore (LAquila) e per lHyatt
Hotel di Milano. Da parte dellamministrazione
militare statunitense, Impregilo ha ottenuto
i lavori per la realizzazione di un villaggio
residenziale per gli addetti della base aeronavale
di Sigonella, in Sicilia, dove proprio la società
di costruzioni aveva perso qualche anno addietro
un importante contratto per lampliamento
dellinfrastruttura. Lappalto fu
assegnato alla C.M.C. di Ravenna,
società presente nel consorzio italo-colombiano
Porce II, che pure aveva presentato unofferta
maggiore di un miliardo di lire a quella dellImpregilo.
Uninchiesta della magistratura ha poi
rilevato la presenza di imprese della mafia
catanese nei cantieri di ampliamento della base
di Sigonella.
Sempre
in Sicilia, lImpregilo in associazione
temporale con la Hera e la Tecnoedile
ha avviato la realizzazione della Nuova
Pretura di Palermo, definita dal sindaco
Leoluca Orlando il più grande edificio
pubblico mai costruito in città.
Analoga soddisfazione è stata espressa
nel capoluogo siciliano da altri amministratori
per le professionalità della
società costruttrice. In pochi però
hanno ricordato la discutibile presenza dellImpregilo
in uno dei consorzi indagati dalla Procura antimafia
di Palermo, attivo nel settore dello smaltimento
dei rifiuti. Secondo quanto rivelato dalla Commissione
Parlamenatre dinchiesta sulla cosiddetta
Ecomafia, presieduta dallon.
Massimo Scalia, il nome dellimportante
società costruttrice compare nella cosiddetta
Operazione Trash, che ruota attorno
ai forti legami tra la De Bartolomeis,
società leader nel Mezzogiorno nello
smaltimento dei rifiuti e nella realizzazione
di discariche e impianti di riciclaggio, e alcuni
boss mafiosi di Cosa Nostra, tra cui Bernardo
Provenzano, Giovanni Brusca, Angelo Siino e
Vincenzo Virga. Tra i personaggi centrali dellindagine
Romano Tronci, consulente della
Termomeccanica (società acquisita
dallex manager Fiat Enzo Papi), imprenditore-cerniera
tra gli ambienti finanziari, politici, massonici
e criminali siciliani e non.
Qual
è il ruolo dell'Impregilo nella vostra
indagine? chiede lon. Scalia al
dottor Biagio Insacco, procuratore della Direzione
distrettuale antimafia di Palermo in occasione
dellaudizione del 22 luglio 1998 della
Commissione parlamentare dinchiesta. E'
un ruolo minore risponde il procuratore.
Purtroppo si verifica spesso che imprese
di rilevanza nazionale mettano solo il loro
nome e i lavori vengano realizzati da imprese
locali; il caso è un esempio classico
di questo modus operandi. Si tratta di un'impresa,
che, tramite suoi dirigenti, si è prestata
ad intrattenere rapporti con imprese locali
facenti parte di questo raggruppamento la cui
riconducibilità alla famiglia di Boccadifalco
appare evidente anche sulla base di rapporti
parentali. Dalle indagini, è emerso che
alcuni dirigenti che hanno operato in Sicilia
hanno intrattenuto rapporti diretti con Angelo
Siino e Antonino Buscemi, i due soggetti che
nel settore degli appalti pubblici palermitani
per aspetti diversi hanno avuto un ruolo importante,
se non altro perché, essendo soprattutto
a Buscemi Antonino riconducibili società
nel settore del calcestruzzo e degli inerti
ed essendo indispensabili per questo tipo di
attività i rapporti fra società
operanti nel settore degli appalti e società
operanti nel settore delle forniture.
Non
si può quindi parlare una presunzione
di innocenza, nel senso comune e non giudiziario
del termine commenta tuttavia laconico
lon. Massimo Scalia. Le dichiarazioni
dei collaboratori sono state riscontrate per
quanto riguarda i collegamenti ed i rapporti
societari aggiunge il Procuratore
Biagio Insacco. Oltre ai rapporti attuali
tra alcuni soggetti che hanno operato per conto
dell'Impregilo e il Buscemi, ve ne sono di precedenti
riguardanti l'ex gruppo Ferruzzi (si tratta
di soggetti che hanno transitato da un gruppo
all'altro). O questi soggetti hanno vissuto
senza rendersi conto dello spessore mafioso
di coloro con i quali per molti anni hanno avuto
a che fare - e questa è la loro tesi
-oppure no
. ([33]).
Aeroporti
e ferrovie il business del 2000
Qualche
incidente di percorso lImpregilo lo ha
avuto anche nel nord-est dItalia. Sempre
nel 1999, la società è stata esclusa
infatti dal Consiglio di Stato dai lavori per
la ristrutturazione del teatro La Fenice
di Venezia. Lorgano amministrativo ha
fatto suo il ricorso del conzorzio italo-tedesco
Romagnoli-Holzman che avevano denunciato
come allImpregilo fosse stato attribuito
lappalto nonostante le difformità
dal bando di concorso e una serie di errori
ed omissioni nella presentazione dei documenti.
Sicuramente
migliore il panorama finanziario in Sud America.
Nello stesso anno lImpregilo si è
aggiudicata infatti i lavori di Risanamento
del Río Reconquista in Argentina
e di costruzione dellAutostrada
Oriente-Ponente in Cile. Nella Repubblica
Dominicana la società ha ottenuto un
progetto di bonifica e ristruttuazione dellacquedotto
di Santo Domingo e i lavori di ampliamento dei
4 maggiori aeroporti del paese. Impregilo, in
consorzio con la statunitense Ogden Corporations
Aviation, la canadese Vancouver
Airport Services e la Operadora
de Aeropuertos del Caribe - società
di uomini daffari e costruttori domenicani
ha inoltre ottenuto la concessione per
la gestione ventennale delle infrastrutture
aeroportuali della Repubblica Dominicana ([34]).
Maggiore
il portafogli lavori dellanno 2000. In
febbraio le Ferrovie dello Stato italiane hanno
ratificato laccordo tra la TAV S.p.a.,
società concessionaria, la General
Contractor Fiat e il Consorzio Cavet
(di cui Impregilo è leader con una quota
del 76%) per la costruzione della Variante
Firenze-Castello per un importo di 2.000
miliardi di lire. Con questa nuova tranche,
i lavori per la devastante tratta dellAlta
Velocitá della Firenze-Bologna (94 km
di perforazioni e gallerie nellAppennino),
raggiungono i 6.100 miliardi di lire, di cui
4.640 in quota commesse allImpregilo.
Nel
giugno 2000 è stata presentata inoltre
la Leonardo S.p.a., il consorzio
tra Impregilo, Italpetroli, Falck,
Gemina S.p.a. e Medowale Ltd.,
che ha acquisito dallIri il 51,2% del
capitale degli Aeroporti di Roma,
la societá che gestisce gli scali capitolini
di Fiumicino e Ciampino in via di privatizzazione.
Loperazione finanziaria, stimata intorno
ai 2.570 miliardi é finalizzata alla
realizzazione di un piano di sviluppo infrastrutturale
con investimenti per circa 1.000 miliardi. La
Leonardo S.p.a. prevede infatti
di aumentare la capacitá di ricezione
di Fiumicino (rifacimento e allungamento delle
piste, ammodernamento e realizzazione di moli,
ecc.), per passare dallodierno traffico
di 25 milioni di passeggeri allanno, ai
35 milioni entro 5 anni.
Sempre
nel territorio italiano, lImpregilo, attraverso
la controllata Mazzi di Verona ha
ottenuto la commessa per la ricostruzione del
Teatro Verdi di Pordenone (39 miliardi
di lire); inoltre ha avviato i lavori di costruzione
del nuovo Auditorium di Roma (63
milioni di euro), e di ampliamento dei locali
della Facoltà dIngegneria
e del Policlinico dellUniversità
di Messina. Questultimo appalto verrá
gestito dalla controllata Bocoge
ed avrá un valore di 73,8 milioni di
euro. Sempre nella città siciliana, lImpregilo
non nasconde i suoi interessi a partecipare
alla realizzazione e alla gestione di una delle
più devastanti opere infrastrutturali
preannunciate da tutti i governi succedutesi
nella storia della Repubblica: il Ponte
sullo Stretto, oltre 15.000 miliardi di
lire dinvestimenti.
Attraverso
unaltra societá controllata, la
Fisia, Impregilo si é affermata
nel settore delle tecnologie ambientali e nei
redditizi mercati dello smaltimento dei rifiuti
solidi urbani. Alla Fisia é
stato assegnato un megaprogetto per la raccolta
e lo smaltimento dei rifiuti delle province
di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, per
un valore di 233 milioni di euro. La Presidenza
della Regione Campania ha inoltre sottoscritto
con un consorzio internazionale capitanato da
Fisia un contratto decennale di
800 miliardi di lire per il servizio di smaltimento
dei rifiuti nella provincia di Napoli. Il programma
prevede la chiusura delle discariche, la lavorazione
dei rifiuti con produzione di combustibile derivato
ed energia elettrica, e il riutilizzo
della frazione organica inertizzata per il risanamento
di cave dismesse. Il progetto tuttavia
ha destato forti perplessità tra le organizzazioni
ambientaliste e vivaci proteste tra gli abitanti
di Acerra, comune dove sorgerà linceneritore
per i rifiuti.
Ulteriori
polemiche ha destato la presentazione di un
megaprogetto urbanistico nella città
di Sorrento, dove Impregilo prevede di ampliare
il porto commerciale, completare il porticciolo
turistico, modificare lassetto di vie
e piazze del centro storico, installare una
serie di ascensori di interconnessione e costruire
tre grandi parcheggi per oltre un migliaio di
auto. Questo piano viola la normativa
di impatto ambientale e di tutela paesaggistica
hanno denunciato le organizzazioni ambientaliste
campane. La Giunta municipale lo ha approvato
senza acquisire i pareri della Soprintendenza
Archeologica e dei Beni Ambientali ed Architettonici.
Manca altresí una perizia geologica a
fronte di un rilevante deturpamento del paesaggio
e dello stato dei luoghi. Costo totale
delloperazione 42 miliardi e 850 milioni
di lire. Con la convenzione firmata con il municipio
di Sorrento, Impregilo ottiene infine la gestione
per 25 anni del porto e dei parcheggi.
In
ambito europeo Impregilo é stata operativa
particolarmente nel settore transalpino. Grazie
ad un consorzio italo-francese, la societá
ha infatti acquisito un contratto per 24,3 miloni
di euro per la riabilitazione e l'ammodernamento
del lato francese del traforo del Monte Bianco;
attraverso la controllata CSC di
Lugano, lImpregilo ha acquisito il 15%
della quota contrattuale per la realizzazione
del Tunnel di Uetilberg, Svizzera,
nellambito del progetto ferroviario Alptransit,
anchesso dal notevole impatto ambientale.
Impregilo
si é confermata una societá leader
nei paesi del Golfo Persico, dove ha ottenuto
lavori per 390 milioni di euro. In consorzio
con Enalpower del Gruppo Enel,
sono stati avviati i lavori per la realizzazione
di una centrale elettrica da 850 Mw e di un
impianto di dissalazione a Jebel Ali negli Emirati
Arabi Uniti. Altri due impianti di dissalazione
sono stati avviati dalla Fisia a
Al Hidd (Bahrein) e Mirfa (Abu Dhabi), sempre
negli Emirati Arabi Uniti. Infine la società
si è assicurata la commessa per la realizzazione
di 4 dissalatori in Qatar, valore 400 miliardi
di lire.
Sempre
ingenti gli affari nel continente americano
dove Impregilo in consorzio con Acea,
la societá degli acquedotti romani e
la Castalia, ha ottenuto nel gennaio
2000 la concessione della rete idrica di Lima,
piú un contratto per la gestione e il
mantenimento per 25 anni dellimpianto
di trattamento e potabilizzazione delle acque
del Río Chillón, nella zona nord
della capitale peruviana. Valore complessivo
delle commesse, 330 milioni di dollari. Sempre
nel settore idrico, Impregilo ha acquisito la
concessione di un acquedotto nella provincia
di Buenos Aires al servizio di 2 milioni e mezzo
di abitanti. In joint venture con la Gilbert
Southern Corp., la controllata nordamericana
dellImpregilo S.A. Healy Company
ha ottenuto un contratto per 113 milioni di
dollari per la costruzione di un Tunnel
sotterraneo idraulico nellambito
del sistema di raccolta e smaltimento delle
acque reflue di Chattahoochee, nella contea
di Cobb, a nord-ovest della città di
Atlanta (Stati Uniti). Il tunnel insieme alla
contemporanea commessa per la realizzazione
del Laboratorio Fermi ha segnato
il ritorno di Impregilo sul mercato nordamericano
dopo alcuni anni di assenza.
------------------------------------------------
[1]
O. Ordoñez Carmona, Diagnostico
Geológico-Geotécnico de los procesos
asociados a la inestabilidad de las laderas
en la zona de Mestizal, Medellín,
Noviembre de 2000, pag.1.
[2]
O. Ordoñez Carmona, Reconocimiento
patológico de algunas de las propiedades
afectadas por la instabilidad de las laderas
en la zona de Mestizal, Medellín,
Diciembre de 2000, pag. 13.
[3]
O. Ordoñez Carmona, Reconocimiento
patológico de algunas de las propiedades
afectadas por la actividad asociada a la construcción
del proyecto de interconexión vial Aburrá-Cauca,
en la zona de Piedra Negra y Llanos de San Juan,
Medellín, Diciembre 2000, pag. 5.
[4]
Gerencia Proyecto Aburrá-Río Cauca,
Avance Físico y Financiero,
Medellín, Febrero del 2001, pagg. 6-7.
[5]
Autoritá municipale che difende gli interessi
legittimi della popolazione di fronte i possibili
abusi dello Stato.
[6]
Instituto Nacional de Vías, Conexión
vial entre los valles de Aburrá y del
Río Cauca, Informe Ejecutivo, Medellín,
Junio de 1996.
[7]
Ibidem.
[8]
Gerencia Proyecto Aburrá-Río Cauca,
Avance Físico y Financiero,
cit., pag. 8.
[9]
El Colombiano, 4 novembre 2000.
[10]
El Colombiano, 3 marzo 2001.
[11]
El Colombiano, 20 aprile 2001.
[12]
El Colombiano, 28 aprile 2001.
[13]
El Colombiano, 10 maggio 2001.
[14]
Asamblea Permante por la Paz de Antioquia, Algunas
consideraciones sobre la violencia urbana en
la ciudad de Medellín, Documento
preparatorio de la III Plenaria Regional, Medellín,
26 de mayo de 2001, pagg. 20-1.
[15]
Corporación Región, Estado
de los derechos económicos, sociales
y culturales en Medellín, Medellín,
dicembre 2000.
[16]
Planeación y Desarrollo, La competitividad
de Antioquia, el gran reto de hoy, Informe
Especial, Cámara de Comercio de Medellín,
No. 21, Agosto-septiembre de 2000, pagg. 8-9.
[17]
IPC, Antioquia: fin de milenio: terminará
la crisis del derecho humanitario?, Medellín,
1999, pag. 33.
[18]
A.I. Rivera, El viejo sueno Pescadero-Ituango,
una realidad en Cámara de
Comercio de Medellín, agosto de
2000, pag. 13.
[19]
El Colombiano, 10 maggio 2001.
[20]
J. Colajacamo, Dal debito al credito:
Guatemala la diga di Chihoy, in AA.VV.,
Debito da Morire, Baldini &
Castoldi, Milano, 2000, pag. 196.
[21]
Ufficio dei Diritti Umani dellArcivescovado
di Guatemala, Guatemala Nunca Mas,
La Piccola Editrice, Montefiascone, 1998, pag.
243.
[22]
Reform the World Bank Campaign Italy, The
Chixoy dam in Guatemala: the genocide of the
Naya Achí, Rome, 2000.
[23]
Witness for Peace, A People Dammed: The
Impact of The World Bank Chixoy Hydroelectric
Project in Guatemala, New York, 1995.
[24]
Environmental Eights Action, The Kainji
Dan Flood, Era Field Report, No. 19, January
11, 1999.
[25]
Leo Arrigoni, Castori. Il romanzo degli
italiani che hanno cambiato la faccia della
terra, in http://www.leoarrigoni.com/castorib.html.
[26]
The Kathmandu Post, January 17,
2000.
[27]
Liliana Cori, Banca Mondiale, grandi progetti
e ambiente, Campagna per la Riforma della
Banca Mondiale, Roma, 1999, in http://www.utopieconcrete.it/dirittiumaniest.html.
[28]
International Rivers Network, Bribes by
Major International Dam-building Companies Taint
World Bank-Funded Lesotho Water Project,
Press Release, August 2, 1999.
[29]
World Bank, Annual Meeting News,
October 13, 1991.
[30]
European Rivers Network, The Ilisu Dam
Project, River Net, novembre 1998.
[31]
Impregilo, Approvata la relazione trimestrale
al 31/3/2000, Comunicato Stampa, http://www.impregilo.it/news/documenti/com105_it.htm.
[32]
Latin Americas Foremost Buisiness Information
Source, Headline News, July 23,
1996.
[33]
Commissione Parlamentare dInchiesta sul
ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite
ad esso connesse, Camera dei Deputati-Senato
della Repubblica, Seduta di mercoledì
22 luglio 1998.
[34]
Airwise News, 19 marzo 1999.
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