Effetto
italiani all' estero, quorum al 52%
La scarsa partecipazione fa alzare la soglia.
Gli esperti: speranze se domenica alle 12 avrà votato
il 10%
Gli
italiani all' estero non aiutano il quorum.
Secondo dati non ancora definitivi, per i referendum ha votato
via posta circa il 15 per cento degli oltre 2 milioni e mezzo
di aventi diritto. Questo vuol dire che il quorum si alza: per
bilanciare i pochi voti raccolti fuori dai confini nazionali
e rendere valido il referendum, dovrà andare alle urne
non il 50 ma il 52 per cento degli elettori residenti in Italia.
Per i sondaggisti, le soglie da tenere a mente sono due: il
quorum potrà essere raggiunto con un'affluenza del 10
per cento alle 12 di domenica e del 40 per cento domenica sera.
ITALIANI ALL'ESTERO Sui 2.665.033 italiani residenti
all'estero, secondo i dati che filtrano dai consolati, hanno
votato circa in 400 mila. C'era tempo fino alle 16 di ieri (ora
locale) per rispedire ai consolati le buste ricevute a casa,
entro il 25 maggio, con le quattro schede. Per non influenzare
gli elettori italiani, il dato definitivo sull'affluenza sarà
diffuso solo lunedì quando tutte le schede saranno portate
a Roma per essere scrutinate.
AFFLUENZA IN CALO Il 15 per cento è un dato molto
più basso rispetto all'unico precedente, il referendum
del 2003 sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quando
si superò il 24 per cento. È soprattutto l'America
del Nord a tenere bassa la media, intorno al 13 per cento fra
Canada e Stati Uniti: 15 per cento a Montreal, 13 per cento
a Los Angeles, 8 per cento a New York, 11 per cento a Detroit,
10 per cento a Miami con una punta del 20 a Washington. Anche
in Europa le percentuali sono più basse rispetto a due
anni fa: una media al di sotto del 15 per cento con Parigi e
Londra al 16 per cento, e Berlino al 15. Il Sud America supera
il 20 per cento ma resta ben al di sotto del 2003 quando in
Argentina si superò il 40. Qualche dato anche qui: Rio
de Janeiro 18 per cento, Brasilia e Cordoba 25 per cento. Tra
i dati più alti quello di Tokyo, dove è stato
superato il 30 per cento.
LISTE Per il ministero dell'Interno gli elenchi sono
il "risultato di una scrupolosa verifica". Ma secondo
il comitato del sì sono 700 mila gli italiani conteggiati
nel quorum che non hanno potuto votare perché non informati
o perché non avevano ricevuto a casa le schede. Ieri
è stato Bobo Craxi (Nuovo Psi) a sollevare di nuovo il
problema: "Su 5 persone contattate in Tunisia - ha detto
- tre non hanno ricevuto nulla, una mi ha detto che mancava
una scheda, e solo un'altra era nelle condizioni di votare regolarmente:
mia madre". Anche sull'informazione ci sono state polemiche.
Un esempio: chiamando il consolato di Canberra, in Australia,
il nastro registrato che dà informazioni sul voto spiega
che alle prossime elezioni gli italiani all'estero potranno
eleggere 12 deputati e 6 senatori. Sul referendum nemmeno un
cenno.
QUORUM Dice il sondaggista Nicola Piepoli: "Il primo
segnale per capire se il quorum sarà centrato è
l'affluenza alle 12 di domenica: sopra il 10 per cento si raggiunge,
sotto è molto difficile. In base a quel dato l'inconscio
collettivo deciderà se andare alle urne oppure no".
Si sbilancia meno Renato Mannheimer, dell'Ispo: "Se domenica
sera saremo sopra il 40 per cento il quorum sarà a portata
di mano, altrimenti le possibilità saranno scarse".
Il calcolo non è facile: l'unico precedente, per un referendum
di domenica e lunedì, è sempre quello del 2003,
quando l'affluenza si fermò al 25,7 per cento. La domenica
mattina alle 11 era al 4,5, alle 22 al 17,5. L'Istituto Cattaneo
di Bologna, invece, azzarda una previsione: tenendo conto dell'astensionismo
fisiologico, l'affluenza dovrebbe raggiungere il 57 per cento.
Ma, se tutti i cattolici dovessero ascoltare l'appello all'astensione
della Cei, si dovrebbe scendere al 34. Ben al di sotto del quorum.