L'
aereo della Tuninter in volo da 13 anni
Controllato
un mese fa, dubbi sulla manutenzione
Venti esami in Europa sul velivolo precipitato, sei in Italia
MILANO, 07.08.05 - Venti i controlli effettuati
negli aeroporti di tutta Europa ai velivoli Tuninter. Sei in
Italia.
"Quattro controlli Safa, a campione su aereo e quaderni
di bordo: l' ultimo effettuato proprio a Bari lo scorso 25 marzo.
E una verifica della documentazione il 4 luglio proprio a Palermo".
L' inizio e la fine dell' ultimo volo, il destino dell' Atr72
precipitato nel mare di Palermo, sembra segnato dai luoghi dove
era stato sottoposto a check up in Italia. "Ts-Lbb":
il suo nome di battesimo è conosciuto dai responsabili
della sicurezza del volo italiani. Figura cinque volte nei verbali
dell' Ente nazionale dell' aviazione civile. Tante sono le verifiche
alle quali era stato sottoposto negli ultimi otto mesi. "Tutte
negative", afferma il presidente Enac Vito Riggio. Vale
a dire: superate a pieni voti.
L' AEREO - Livrea bianca blu e gialla, la Tuninter è
una compagnia tunisina. "Figlia" della Tunisair che
la controlla per il 50%. Vola principalmente dentro i confini
del Paese. Ma lavora anche come charter con l' Italia, Malta
e il Sud della Francia. La flotta: due Atr72, un Atr42 e un
Airbus 320.
Il "Ts-Lbb", modello 202, era uscito 13 anni fa dagli
stabilimenti italo-francesi: a Pomigliano d' Arco Alenia produce
fusoliera, piani di coda, porte ed equipaggiamenti; nelle officine
di Tolosa l' Aerospatiale si occupa di ali, allestimenti e installazione
motori. Era il 258° della serie: 70 posti passeggeri, più
5 dell' equipaggio. Motori Pratt&Whitney, eliche Hamilton
Standard 124B. Peso massimo al decollo 21.500 kg. Il 28 febbraio
'92 era stato registrato, quindi battezzato con il codice Icao
"Atta". Aeroporto di base Tunisi.
LA MANUTENZIONE - Il direttore generale della Tuninter,
Moncer Zouari, ha ufficializzato che "l' atterraggio di
emergenza è stato richiesto per un' improvvisa perdita
di potenza ai motori" dell' Atr. Una verifica sulla documentazione
di bordo, risultata in regola: certificato di navigabilità
(scadenza 17 dicembre 2005), licenze delle stazioni di bordo
(6 giugno 2006). Ma soprattutto le carte sulla manutenzione
dei motori. "Quella su cui si devono ora concentrare i
periti: abbiamo già chiesto i documenti alle autorità
tunisine responsabili dei controlli", afferma Gennaro Bronzone,
vicedirettore centrale delle operazioni Enac. "Di ore di
volo gli Atr ne hanno parecchie all' attivo, da gennaio 50 nuovi
apparecchi hanno preso il volo. Più che a un difetto
di fabbricazione penso a un problema di manutenzione".
L'
unico Atr finito sotto accusa "per ghiaccio" è
quello precipitato nell' 89 in provincia di Como. "Al di
là della bontà della macchina - continua Bronzone
-, questi aerei sono sottoposti a una manutenzione che può
renderli meno efficienti. Soprattutto in periodi di grande
traffico, quando le compagnie ricorrono a ditte esterne".
Qui il guasto ha interessato entrambi i motori: "Oppure
non ha funzionato qualcosa che fa andare i motori. Chessò,
una tubatura del combustibile otturata (tre negli Atr). Solo
le scatole nere sulle quali sono registrati i parametri di volo
e degli impianti delle ultime ore potranno dirci cosa è
successo".