Nella
cattedrale di Bari i funerali di cinque delle vittime della
sciagura aerea di Palermo.
I
parenti: «Un grazie agli eroi sconosciuti»
BARI,
09.08.05 - «Un sentito grazie a quegli eroi sconosciuti
che ci hanno aiutato in questi giorni e per tutti voi che siete
qui a salutare le vittime. Che Dio vi restituisca l amore
che ci state offrendo». Lo ha detto la zia di Balbara
Baldacci, una delle 12 vittime italiane già recuperate
del disastro aereo di sabato, durante i funerali nella cattedrale
di San Sabino, a Bari. La cerimonia, ufficiata dall'arcivescovo
di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, si è
svolta in un' atmosfera di forte commozione e di grande dolore.
Le bare dei cinque baresi Elisabetta Aquaro con la piccola Chiara,
Barbara Baldacci, Isabella Ruta e Carmela Amoruso. Tra loro
anche due dei sopravvissuti all' incidente, Roberto Fusco e
Luca La Forgia.
La zia di Barbara ha anche speso una parola per Francesco, il
fidanzato della ragazza, che viaggiava con lei ed il cui corpo
è ancora disperso nel mare al largo di Palermo. «Prego
perché sia ritrovato - ha detto - perché la madre
possa piangere su questo corpo e, in questo modo, il Signore
le possa asciugare le lacrime. Preghiamo tutti insieme per la
madre che è rimasta a Palermo e che possa avere almeno
questa consolazione». E di consolazione per la perdita
dei propri cari ha parlato con le parole della fede anche mons.
Cacucci nel corso della sua omelia. L'arcivescovo ha citato
Giobbe e ha detto che le cinque vittime «adesso vedono
Dio»: «Le vie di Dio - ha aggiunto - sono le nostre
vie. Senza il dolore, la morte, non possiamo comprendere appieno
la vita».
Al termine della cerimonia le cinque bare sono state portate
a spalla fuori dalla cattedrale, la prima bara ad uscire è
stata quella bianca della piccola Chiara Aquaro, 4 anni, la
più giovane tra le vittime.
I funerali delle altre sette persone rientrate lunedì
notte in Puglia con un aereo dell' Aeronautica militare si svolgeranno
invece nel pomeriggio nei rispettivi paesi di provenienza: Bitonto,
Modugno, Canosa di Puglia e Gioia del Colle, in provincia di
Bari, e Crispiano in provincia di Taranto.