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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Gioco di sponda dei giudici?
Contro la Lega o il Governo?


TREVISO, 14.08.05 - Indossare il burqa per motivi religiosi non è reato. Il tribunale di Treviso ha archiviato la denuncia nei confronti di una bengalese di 29 anni a seguito di una ordinanza anti-burqa del vice sindaco Giancarlo Gentilini. La donna, originaria del Bangladesh e sposata con un connazionale dipendente da un'azienda trevigiana, era stata denunciata dai vigili urbani per violazioni dell'art. 5 della legge 152, la cosiddetta legge Reale. La giovane bengalese non era stata l'unica vittima dell' ordinanza di Gentilini, simile ai provvedimenti adottati in quel periodo anche da altre amministrazioni leghiste, dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia.


Altro siluro al Governo?
Bossi ringrazia i giudici: «Ci faranno vincere»

Tranquillo Bossi al proposito del processo di Verona, «Non so perché Calderoli si preoccupi. Quelle cose vicino alle elezioni fanno vincere». Questo il commento alla X Festa della Lega Nord di Pontida, alla notizia che il 7 febbraio riprenderà il processo a 45 esponenti leghisti accusati a vario titolo di attentato all'«unità dello Stato». «Un giorno i miei figli lotteranno per la Padania», ha detto commosso alla folla. Calderoli, intervenendo poi dal palco ha sottolineato che la guardia padana è «sì una banda armata, ma armata delle migliori intenzioni. Non ci ho dormito stanotte, perché a furia di festeggiare...». Tornato serio, Calderoli ha concluso: «Se questo processo si fa - ha detto - non siamo più in un Paese democratico». Intanto il procuratore capo di Verona Guido Papalia spiega che oggi il clima è cambiato ma comunque i reati dei quali sono accusati i dirigenti della Lega Nord restano gravissimi. «Le camicie verdi non erano una bocciofila - dice Papalia - ed è sbagliato attenuare la legge e ridurre la possibilità d'intervento dei magistrati». Di diverso avviso l'avvocato Carlo Taormina, legale del Senatùr: «In questo modo le toghe tornano in guerra con la politica. Attaccano il Carroccio per colpire indirettamente il premier Silvio Berlusconi».