Nozze
tra italiano e albanese, in municipio arriva la Polizia
CASTELVOLTURNO
(CASERTA) - Dopo il sì è arrivata la polizia,
dinanzi agli occhi stupefatti del sindaco di Castelvolturno,
che aveva appena celebrato il matrimonio civile tra un italiano
di 43 anni e una albanese di 20.
Secondo
gli agenti, quella unione rientrerebbe in un giro di matrimoni
sospetti, che si ritiene essere stati combinati dalla criminalità
locale per far uscire dalla clandestinità alcune immigrate
d' oltre Adriatico, probabilmente prostitute.
"Non
mi era mai successo nulla del genere - commenta il sindaco,
Francesco Nuzzo, magistrato presso la corte d' Appello
di Brescia - ma certamente si tratta di fenomeni inquietanti,
su cui fare piena luce". Il matrimonio comunque sembra
valido a tutti gli effetti, essendo state completate le formalità
di rito prima dell' arrivo degli uomini in divisa.
Gli
agenti del commissariato di Sessa Aurunca hanno quindi arrestato
la sposa, Eriola Kala, cittadina albanese di 29 anni
e Kuijtim Bucpapay di 34 anni, pluripregiudicato albanese
con precedenti per sfruttamento della prostituzione, ritenuto
organizzatore delle nozze, entrambi accusati di associazione
per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell' immigrazione
clandestina.
La
polizia ha anche arrestato una testimone del matrimonio che
fungeva anche da interprete, Eleva Doku, albanese di 26 anni
rientrata clandestinamente in Italia.
Denunciati
in stato di libertà lo sposo, 43enne di Castel Volturno,
la madre e l'altro testimone, un napoletano di 40 anni. Le indagini
hanno permesso di accertare che il matrimonio era stato organizzato
per permettere a Eriola Kala di ottenere il permesso
di soggiorno.
La
donna, prostituta, era stata espulsa dall' Italia e rimpatriata
già due volte negli ultimi anni. Bucpapay è stato
chiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere mentre le due
immigrate albanesi sono state condotte al commissariato di Sessa
Aurunca dove saranno giudicate con rito direttissimo.