In
soffitta il Signorsi', nelle caserme e' ora del
Sissignora
ROMA - In soffitta il Signorsì,
nelle caserme è arrivato il momento del
Sissignora.
Cade un altro baluardo del machismo militare:
plotoni di uomini comandati da donne. E' la piccola
'rivoluzione' alla quale si sta assistendo in
questi giorni.
Proprio
tra agosto e settembre, infatti, concludono il
loro iter formativo di 5 anni i giovani del 182/o
corso dell' Accademia militare di Modena,
il primo aperto anche alle donne. Di queste, in
22 hanno raggiunto il traguardo ed ora si apprestano
a prendere servizio (ed alcune l' hanno già
fatto) nel reparto al quale sono state assegnate.
Con il grado di tenente. Primo incarico delle
tenenti dell' Esercito fresche di nomina sarà,
nella quasi generalità dei casi, quello
di comandante di plotone: una trentina di uomini
(e donne), tutti volontari, 'ansiosi' di imparare
il mestiere del soldato.
E'
il primo passo di una carriera destinata a portare
le giovani ufficiali a ricoprire incarichi sempre
più importanti, sia di comando che di Stato
maggiore, per arrivare - magari un giorno, chissà
- fino al vertice della Forza armata. Certo, le
22 neo-comandanti hanno già dato
prova di grande tenacia e notevole intelligenza.
Fin dall' inizio della loro carriera, nel 2000,
quando si sono imposte (con 250 colleghi maschi)
su 22.376 candidati al 182/o corso dell' Accademia
militare. Le donne erano 13.113 e, di queste,
a Modena sono arrivate in 46: una se ne è
andata il primo giorno e altre 6 hanno rinunciato
durante il tirocinio. Al giuramento, così,
si sono presentate in 39, quasi metà delle
quali si sono poi perse per strada, durante i
2 anni di Accademia e i 3 di Scuola di Applicazione.
Ora, per 22, è arrivato il momento del
comando.
Nelle
Forze armate italiane, Carabinieri compresi, già
da tempo hanno fatto la loro comparsa le prime
ufficiali a nomina diretta. Scelte soprattutto
in base ai titoli (sono tutte laureate), hanno
messo i gradi da tenente dopo un breve periodo
formativo, ma di norma non svolgono compiti di
comando.
Questa
è invece la prerogativa degli ufficiali
che escono dall' Accademia, anche se in non tutte
le Forze armate è lo stesso. Per l' Aeronautica,
così, le allieve che si sono formate a
Pozzuoli stanno ora facendo la scuola di volo
in Texas e a Lecce, oppure sono state destinate
ai reparti, dove però non ci sono plotoni
da comandare. Lo stesso per la Marina. Le ufficiali
uscite quest'anno dall' Accademia di Livorno sono
una trentina, già assegnate a compiti vari,
ma ci vorranno ancora degli anni perché
possano comandare la loro prima nave, anche piccola.
Nel
mondo militare, tuttavia, questa novità
del comando 'rosa' viene accolta con un certo
interesse. Nei forum specializzati l'argomento
comincia ad essere affrontato e i favorevoli,
finora, sembrano più numerosi degli scettici
e dei contrari. Così, ad esempio, nella
community del sito militari.org, c'é chi
- come Alfa9 - sembra disgustato da questa prospettiva:
"Sarà un casino", scrive. "Essere
al comando di una donna: puah!!!! E questo dovrebbe
essere un esercito rispettabile...". Ma altri
pareri sono di segno decisamente opposto. "L'importante
è che siano intelligenti", dice un
ospite del forum che non si firma, mentre un altro,
Antode, sottolinea che non ci sono differenze
tra maschi e femmine. "Essere donna-militare
- sottolinea - è come essere uomo-militare.
Spero che siano più giuste dei capi uomini
e che ci sappiano fare in concreto. Io sono fiducioso
nel camminare insieme". Maro, invece, è
un militare che lavora in un piccolo Reparto e
quindi, afferma, "l'eventualità di
avere un comandante donna è alquanto remota.
In ogni caso - taglia corto - l'importante è
che si comporti bene e che si ponga nella maniera
corretta".