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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

In soffitta il Signorsi', nelle caserme e' ora del Sissignora

ROMA - In soffitta il Signorsì, nelle caserme è arrivato il momento del Sissignora.
Cade un altro baluardo del machismo militare: plotoni di uomini comandati da donne. E' la piccola 'rivoluzione' alla quale si sta assistendo in questi giorni.

Proprio tra agosto e settembre, infatti, concludono il loro iter formativo di 5 anni i giovani del 182/o corso dell' Accademia militare di Modena, il primo aperto anche alle donne. Di queste, in 22 hanno raggiunto il traguardo ed ora si apprestano a prendere servizio (ed alcune l' hanno già fatto) nel reparto al quale sono state assegnate. Con il grado di tenente. Primo incarico delle tenenti dell' Esercito fresche di nomina sarà, nella quasi generalità dei casi, quello di comandante di plotone: una trentina di uomini (e donne), tutti volontari, 'ansiosi' di imparare il mestiere del soldato.

E' il primo passo di una carriera destinata a portare le giovani ufficiali a ricoprire incarichi sempre più importanti, sia di comando che di Stato maggiore, per arrivare - magari un giorno, chissà - fino al vertice della Forza armata. Certo, le 22 neo-comandanti hanno già dato prova di grande tenacia e notevole intelligenza. Fin dall' inizio della loro carriera, nel 2000, quando si sono imposte (con 250 colleghi maschi) su 22.376 candidati al 182/o corso dell' Accademia militare. Le donne erano 13.113 e, di queste, a Modena sono arrivate in 46: una se ne è andata il primo giorno e altre 6 hanno rinunciato durante il tirocinio. Al giuramento, così, si sono presentate in 39, quasi metà delle quali si sono poi perse per strada, durante i 2 anni di Accademia e i 3 di Scuola di Applicazione. Ora, per 22, è arrivato il momento del comando.

Nelle Forze armate italiane, Carabinieri compresi, già da tempo hanno fatto la loro comparsa le prime ufficiali a nomina diretta. Scelte soprattutto in base ai titoli (sono tutte laureate), hanno messo i gradi da tenente dopo un breve periodo formativo, ma di norma non svolgono compiti di comando.

Questa è invece la prerogativa degli ufficiali che escono dall' Accademia, anche se in non tutte le Forze armate è lo stesso. Per l' Aeronautica, così, le allieve che si sono formate a Pozzuoli stanno ora facendo la scuola di volo in Texas e a Lecce, oppure sono state destinate ai reparti, dove però non ci sono plotoni da comandare. Lo stesso per la Marina. Le ufficiali uscite quest'anno dall' Accademia di Livorno sono una trentina, già assegnate a compiti vari, ma ci vorranno ancora degli anni perché possano comandare la loro prima nave, anche piccola.

Nel mondo militare, tuttavia, questa novità del comando 'rosa' viene accolta con un certo interesse. Nei forum specializzati l'argomento comincia ad essere affrontato e i favorevoli, finora, sembrano più numerosi degli scettici e dei contrari. Così, ad esempio, nella community del sito militari.org, c'é chi - come Alfa9 - sembra disgustato da questa prospettiva: "Sarà un casino", scrive. "Essere al comando di una donna: puah!!!! E questo dovrebbe essere un esercito rispettabile...". Ma altri pareri sono di segno decisamente opposto. "L'importante è che siano intelligenti", dice un ospite del forum che non si firma, mentre un altro, Antode, sottolinea che non ci sono differenze tra maschi e femmine. "Essere donna-militare - sottolinea - è come essere uomo-militare. Spero che siano più giuste dei capi uomini e che ci sappiano fare in concreto. Io sono fiducioso nel camminare insieme". Maro, invece, è un militare che lavora in un piccolo Reparto e quindi, afferma, "l'eventualità di avere un comandante donna è alquanto remota. In ogni caso - taglia corto - l'importante è che si comporti bene e che si ponga nella maniera corretta".