Bossi
manda al macero Castelli
Sofri, bruciate 15mila copie Padania
Mandate
al macero 15mila copie della "Padania".
Umberto Bossi, direttore politico del giornale
della Lega ha esercitato le sue funzioni e
ha detto: "Quest' intervista di Castelli
su Sofri non s' ha da pubblicare!". Il
motivo? Presto detto: il senatur rimprovera
al Guardasigilli di fare della grazia a Sofri
una questione personale, "invece si tratta
solo di un uomo malato". Castelli, è
noto, ne ha fatto un caso di coscienza.
Nonostante le ripetute assicurazioni di pace
tra Bossi e Castelli, la divisione c'è.
La decisione del Senatur di mandare al macero
le 15mila copie del giornale già stampate
per il Centrosud, in cui in prima pagina campeggiava
la foto del Ministro della Giustizia con all'interno
l'intervista che spiegava le ragioni del "no"
alla grazia per Sofri, non lascia dubbi.
La conferma arriva anche dalle parole del
direttore della "Padania", Gianluigi
Paragone. Questa sarebbe la prima volta da
quando conduce il giornale della Lega, che
Bossi interviene così pesantemente
facendo valere il suo diritto di direttore
politico. Avvertito in tarda serata, il leader
della Lega si è messo subito in moto
per annientare lo spazio concesso dalla "Padania"
al Guardasigilli leghista. E se le copie destinate
al Centro Sud si potevano ormai solo stracciare,
per quelle del Nord ci sarebbe stato il tempo
per una ribattuta.
L'idillio Castelli-Bossi vacilla dunque sotto
la spinta emotiva del Senatur che partecipa
al dramma umano di Adriano Sofri. Il leader
della Lega aveva lasciato intendere che non
si sarebbe opposto ad una eventuale richiesta
da parte dell'ex di Lotta Continua. "La
grazia a Sofri? - aveva detto Bossi in un
comizio a Varese - Non mi opporrei. E credo
neanche Castelli". Quando invece il rifiuto
del Guardasigilli è arrivato, netto
e senza appello, Bossi ha iniziato a prendere
le distanze.
Gli ultimi fatti smentirebbero le parole dei
due leghisti. Bossi ha risposto "no"
a chi gli chiedeva se ci fossero problemi
con Castelli. Mentre il ministro della Giustizia,
solo pochi giorni fa aveva dichiarato: "Bossi
mi ha sempre detto che questa è una
questione che devo risolvere io davanti alla
mia coscienza e davanti a Dio. Naturalmente,
lui ha espresso la sua opinione, io ho doverosamente
ripreso in mano e riesaminato il caso alla
luce di quanto è accaduto".