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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Il messaggio del Presidente Ciampi
Il testo integrale del discorso


> Messaggio di Ciampi agli Italiani all’ estero per il nuovo anno >>

Ecco il testo del Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi agli italiani.

"Care Italiane, cari Italiani, e' questo il settimo incontro di fine anno con voi, l'ultimo prima del termine del mio mandato presidenziale. I commiati, quanto piu' sono sentiti, tanto piu' debbono essere brevi.
E breve intende essere questo mio di stasera. Tentero' di esprimere l'animo con il quale ho vissuto questi sette anni, il messaggio che ho cercato di inviarvi. Piu' volte mi sono riletto il testo dell'impegno preso in Parlamento il 18 maggio 1999, il giorno del mio giuramento. Quell'impegno si ispirava alle iscrizioni scolpite sui frontoni del Vittoriano, l'Altare della Patria: 'per la liberta' dei cittadini, per l'unita' della Patria'.
Non e' retorica, e' l'essenza stessa del nostro convivere civile.
L'essere chiamato a rappresentare l'Italia, a essere garante della sua Costituzione, l'ho vissuto non solo come un altissimo mandato, ma soprattutto come un dovere, una missione. Per questo ho voluto abitare, con mia moglie, sin dal primo giorno, nel Quirinale: da sette anni e' la mia casa, la casa del Presidente della Repubblica, la casa degli Italiani.
Per questo ho insistito nel richiamare i simboli piu' significativi della nostra identita' di Nazione, dal Tricolore all'Inno di Mameli, l'inno del risveglio del popolo italiano; e nel rievocare il nesso ideale che lega il Risorgimento alla Resistenza, alla Repubblica, ai valori sanciti nella sua Carta Costituzionale.
Per questo ho visitato ogni provincia d'Italia e ho voluto che agli incontri nelle citta' capoluogo partecipassero tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia.
Ho vive nella mente, e ancor piu' nel cuore, le immagini delle piazze delle cento province d'Italia, delle 8.000 fasce tricolori dei Sindaci dei Comuni d'Italia, delle tante migliaia di cittadini, di ogni eta' e ceto, che durante quelle visite si sono voluti stringere intorno al Presidente della Repubblica, al loro Presidente.
Ovunque, nella varieta' dei panorami, lo stesso spettacolo, lo stesso entusiasmo, lo stesso amore per la propria citta' e per la Patria.
Il mio lungo viaggio in Italia e' stato la piu' bella esperienza che ha accompagnato l'intero settennato: mi ha dato sostegno, ha alimentato la mia forza morale e fisica. Lo ho iniziato senza avere un preciso disegno, n‚ esperienza di contatti diretti con la gente.
Proprio questa mancanza di preparazione mi ha spinto a presentarmi a Voi come sono, come un italiano che si rivolge a ogni altro italiano.
E con voi e' avvenuta una sorta di scambio. Vi ho parlato di cio' che avevo nel cuore e nella mente. Di cio' che si era sedimentato in me stesso sin dalla gioventu', vissuta in un periodo tormentato per la nostra Patria, e poi nei lunghi anni in cui mi e' stato dato di servire lo Stato; e al tempo stesso di vivere una normale, serena vita di una comune famiglia italiana.
E voi mi avete contraccambiato. Mi avete dato molto di piu' di quanto io vi abbia dato, di quanto potessi darvi. Ho constatato quanto sia vivo in tutta Italia uno spirito costruttivo di civile solidarieta', radicato nella nostra antica tradizione comunale, libero da vincoli di parte.
Esso anima le tante iniziative di volontariato, in Italia e all'estero, ovunque nel mondo la nostra presenza possa essere di aiuto.
Dai nostri incontri ho tratto anche consapevolezza di quanto sia diffusa, e gia' in atto nel Paese, da Nord a Sud, una forte, spontanea reazione ai problemi e alle difficolta' insiti nell'impegnativo confronto, politico, economico e sociale, in un mondo, quale quello contemporaneo, investito dalla globalizzazione.
Ci uniscono, e ci danno forza, il nostro ingegno, il nostro estro creativo, la nostra passione al lavoro. Ed e' di conforto il senso della identita' italiana che anima anche le nostre comunita' incontrate nei miei numerosi viaggi all'estero.
A loro, come a ogni italiano che vive in Patria, mi rivolgo stasera, cosi' come feci sette anni fa. Quello che mi ha sorretto, e che ho cercato di trasmettervi, e' l'orgoglio di essere italiani. Siamo eredi di un antico patrimonio di valori cristiani e umanistici, fondamento della nostra identita' nazionale.
Come Presidente della Repubblica Italiana mi sono proposto di esercitare imparzialmente il mio mandato, e ho costantemente rivolto a tutti l'esortazione al dialogo, al confronto leale, aperto, reciprocamente rispettoso.
Come Presidente, ho voluto esprimere il senso della dignita' di cittadino di una libera democrazia: dignita' che e' consapevolezza delle responsabilita' del proprio stato, dei propri diritti, ma ancor piu' dei propri doveri.
Ho affermato la laicita' dello Stato. E ho fortemente sentito l'importanza della felice convivenza, in questa citta' di Roma, di due Stati, indipendenti e sovrani.
Ho avvertito nella concordia e nella condivisione di fondamentali valori da parte di Stato e Chiesa, e nella operosa collaborazione, nella societa', di laici e credenti, un elemento di grande forza per la nostra Patria".
"Con questo spirito invio un particolare augurio a Sua Santita' Benedetto XVI, che ha ereditato dal Suo indimenticabile predecessore, Giovanni Paolo II, la missione di apostolo della fratellanza tra i popoli, del dialogo tra le fedi e le civilta'.
I convincimenti che ho sommariamente richiamato sono stati l'ispirazione e il filo conduttore del mio comportamento, delle iniziative e delle posizioni prese in questi sette anni sui tanti temi interni, europei, mondiali, sui quali mi sono espresso, e sui quali stasera non intendo tornare.
Ma sento ancora una volta il dovere, il bisogno di rivolgermi ai giovani. Siete il nostro domani. La nostra speranza. La mia generazione si e' impegnata nel salvaguardare e trasmettervi lo spirito che ci animo' all'indomani di una guerra orrenda.
Lo spirito che ci diede la forza di ricostruire le nostre citta', di dar vita alle istituzioni di liberta' che contraddistinguono la Repubblica Italiana, e l'Unione Europea, che abbiamo creato insieme con altri popoli.
Dai tanti incontri che ho avuto con voi ho tratto motivi di fiducia nell'avvenire della nostra Italia. So quanto siate impegnati nel prepararvi ad affrontare le sfide del futuro, insieme con i giovani di altri popoli, che condividono le vostre aspirazioni di progresso, di giustizia, di pace. La pace: mi sono rimaste impresse le parole rivoltemi da una bambina nella piazza di Corleone: 'la pace ti nasce dal cuore e si diffonde nell'aria'.
Preservate i valori della nostra civilta', che non soggiacciono al mutare delle mode. Primo fra essi l'amore per la famiglia, nucleo fondamentale della societa', punto sicuro di riferimento per ciascuno di noi.
Siete nati e vivete in un'Europa di pace, di liberta'. Tenete alti, e diffondete nel mondo, i suoi ideali. Tocchera' a voi completarne e rafforzarne le istituzioni. Per tutti gli Europei non c'e' un domani se non in una Unione Europea sempre piu' coesa.
Questi sono i sentimenti e le riflessioni che, nell'approssimarsi del congedo, affollano il mio animo. Li affido a voi che mi ascoltate.
Un pensiero, un augurio particolare vanno a coloro che soffrono, che stasera hanno per compagni il dolore, la solitudine.
E a tutti, care Italiane e cari Italiani, i piu' affettuosi auguri per il nuovo anno. Affrontatelo con fiducia, con speranza.
Possa il 2006 portare serenita' a voi, alle vostre famiglie, alla nostra amata Patria.
Viva l'Italia!".



Messaggio di Ciampi agli Italiani all’ estero per il nuovo anno

ROMA – Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rivolto agli Italiani nel mondo, attraverso gli schermi di RAI International, un messaggio di saluto per il Nuovo Anno.

Eccone il testo.

Penso che abbiate ascoltato, cari Italiani all’ estero, il messaggio che poco fa ho inviato a tutti gli Italiani per il nuovo anno. A tutti gli Italiani, ho detto, Quindi agli Italiani in Italia e all’ estero. Così ho fatto sette anni fa, con il messaggio il giorno del giuramento, così ho fatto ogni anno quando ho inviato il mio messaggio di augurio a tutti gli Italiani.
Mi siete particolarmente cari. Il mio saluto va prima di tutto alle nostre comunità in Paesi lontani, a cominciare dall’ Australia e al Canada; li cito per primi perché mi dispiace di non aver avuto il tempo per poterli visitare.
Ricordo poi con particolare emozione gli incontri avvenuti con tante altre comunità, a cominciare con quelle in Sudafrica: un magnifico incontro a Johannesburg e poi dopo in Europa, a Marcinelle, nella memoria di tanti nostri connazionali periti nella tragedia del 1956.
Ricordo particolarmente intenso è quello della mia visita in Argentina con gli straordinari incontri al Coliseum di Buenos Aires e poi a Rosario, nella Magnifica Piazza della Bandiera.
Il mio invito particolare è che voi manteniate i legami con l’ Italia: legami di cultura, di lingua, di tradizioni. Vi prego di trasmetterli ai vostri figli, ai vostri nipoti, a quelli che non sono nati in Italia ma che sono figli vostri. Italiani che avete lasciato l’ Italia, che avete dovuto lasciare l’ Italia, cercate di far sì che essi continuino a conoscere la lingua italiana! Perché, solo se si conosce la lingua si possono veramente apprezzare i magnifici testi della nostra letteratura, si può poi meglio vivere il grande patrimonio artistico in Italia, che certamente avete occasione di vedere attraverso la televisione e che vi auguro poi di vedere di persona nelle vostre venute in Italia.
Nella prossima primavera avrete l’ occasione di votare, la prima volta, nelle elezioni politiche; è stato veramente un grande successo quello dell’approvazione, da parte del Parlamento, della legge sul voto degli Italiani all’ estero. Mi raccomando, non lasciate cadere questa, che non è un’ opportunità, ma dovete veramente sentire come un dovere, come un sentimento di attaccamento alla vostra Patria di origine! Sarà anche un momento di unione di tutti gli Italiani, in Italia e all’ estero. Quel giorno, insieme, voteremo per il nuovo Parlamento Italiano. Ci sentiremo tutti, ancor più, corpo unico di un’ unica realtà: l’ Italia.

A voi e ai vostri familiari rinnovo gli auguri più affettuosi. (Carlo Azeglio Ciampi)