Il
conflitto d' interessi e' qualcosa che riguarda
a molti
Caro direttore,
in questi giorni come non mai mi sento preso in
giro dalla politica, dalle Istituzioni, dalle
Banche. Come cittadino comune, ho la nausea quando
leggo sui giornali tutti gli inghippi , gli inciuci
e gli stratagemmi impiegati da politici e non
per poter arricchirsi sempre di più. Ora
anche la sinistra cade dal suo piedistallo, con
Fassino e Consorte legati da faccende tanto importanti
quanto losche.
Mi spiace soltanto per chi credeva che la sinistra
( ed io non sono fra quelli ) fosse l' ultimo
baluardo dell' onestà, della lealtà
verso i propri elettori, dell ' indifferenza al
denaro e ai grandi capitali, e ora si vede crollare
tutti i propri ideali a cui si era saldamente
aggrappato.
Ma, diciamocela tutta caro Direttore, esiste qualcuno
davvero indifferente al denaro? Se persino Antonio
di Pietro è passato dall' essere pubblico
ministero all' arena politica, un motivo ci sarà!
Vuoi vedere che quel motivo è lo stipendio?
Infatti da uno stipendio di circa tremila euro,
Di Pietro è passato ad averne oltre 10mila!
Esiste ancora, Direttore, un politico che lavori
non per se stesso , ma per il bene della comunità?
Berlusconi viene attaccato continuamente per il
conflitto di interessi, una storia che dura ormai
da un decennio o più. La sinistra nei 5
anni in cui ha governato non ha fatto assolutamente
nulla per tentare di regolarizzare la cosa, mentre
sappiamo che lo stesso Berlusconi ha fatto poco,
ma ha fatto qualcosa per tranquillizzare l' opposizione,
direi, più che gli Italiani, che alla storia
del conflitto di interessi danno molto poca importanza.
La domanda però è un' altra: esiste
un parlamentare, un sindaco, un presidente della
Camera o del Senato, che non abbia implicito nel
proprio ruolo un conflitto di interessi? Credo
proprio di no.
Sì, perchè se ci pensiamo un attimo,
il primo conflitto di interesse che si viene a
creare quando si viene eletti a cariche pubbliche,
consiste proprio nel fatto di essere comunque
un cittadino italiano e un essere umano per prima
cosa, e poi con il governare o dirigere qualsivoglia
istituzione o organismo. E tutti sanno che l'
uomo è ladro davanti alle opportunità,
è ambizioso, avido, e soprattutto non è
infallibile. E' difficilissimo per chi si trova
in queste condizioni, se non impossibile proprio
perchè la nostra umanità è
fragile, saper distinguere l' uomo dal politico,
il privato dal pubblico, il lecito dall' illecito,
e comportarsi di conseguenza, secondo etica e
morale che non vanno mai dimenticate.
Tuttavia, ormai si sa, sono i soldi a governare
il mondo. I veri ideali, le varie filosofie e
metafisiche non esistono più, o sono soltanto
nelle parole e nella demagogia dei tanti che vogliono
convincerci a votare per loro. Ad autorizzarli,
verrebbe quasi da dire, a poter rubare ma in modo
legale senza essere puniti. Ad avere stipendi
di dieci, quindicimila euro quando per una persona
normale ci vuole un anno di lavoro faticoso per
guadagnare lo stesso, a diventare ricchi con i
soldi dei contribuenti.
Non parlo nè di destra nè di sinistra.
Mi riferisco al concetto primordiale di "
repubblica", parola della quale l' etimologia
è " res publica", letteralmente,
tradotto dal latino, " cosa pubblica",
quindi di tutti, del popolo, mia , Sua direttore,
di coloro che leggono il Suo giornale e degli
Italiani tutti.
L' Italia è nostra! Non regaliamola a una
oligarchia ristretta che ne fa ciò che
vuole, ma oguno di noi si impegni con tutte le
sue forze per restare, noi per primi, padroni
del nostro Paese e delle sue scelte.
Ricky Filosa, 04.01.06