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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

La pubblica amministrazione è entrata nell'era digitale

Con l'approvazione del D.lgs.7 marzo 2005, n.82 è entrato in vigore il Codice dell'amministrazione digitale. Con l'entrata in vigore del Codice l'Italia si è munita di una disciplina all'avanguardia per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, dei suoi atti e procedimenti, con un indubbio vantaggio per tutti i cittadini in termini di efficienza, economicità e trasparenza degli uffici pubblici.

Tra le tante novità introdotte dal Codice una delle più importanti è senza dubbio l'attribuzione di rilevanza e validità, a tutti gli effetti di legge, al documento informatico, da chiunque formato, se la sua formazione ha seguito le chiare e precise regole tecniche indicate nello stesso codice all'art. 71.

Il Codice inoltre fa chiarezza una volta per tutte sul valore probatorio del documento informatico sottoscritto con firma elettronica o digitale. Il codice detta una precisa disciplina sulla firma elettronica e digitale, distinguendo il valore probatorio della firma elettronica dalla firma elettronica qualificata e digitale, dettando regole precise a cui devono attenersi i certificatori che emettono le firme elettroniche qualificate e le firme digitali. Il Codice contiene anche una puntuale e specifica disciplina sul procedimento per estrarre copie di documenti informatici in possesso delle Pa affinché tale procedura, che si avvarrà di strumenti informatici, divenga rapida ed economica ma anche certa e sicura.

Esigenze di certezza e sicurezza hanno, inoltre, indotto l'attuale maggioranza a prestare molta attenzione alla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, strumenti, questi ultimi che, pur costituendo un'importantissima innovazione, non sono scevri da insidie e pericoli. Una grande novità introdotta dal Codice, che coinvolgerà direttamente il cittadino, è quella che prevede la realizzazione di un fascicolo elettronico per ogni procedimento amministrativo: il fascicolo conterrà gli atti, i documenti ed i dati del procedimento medesimo, ed all'atto della comunicazione agli interessati dell'avvio del procedimento sarà comunicata a questi anche le modalità per esercitare i diritti di accesso per via telematica. D'ora in avanti il cittadino potrà, comodamente da casa sua, accedere al proprio fascicolo e seguire le fasi del procedimento che lo riguarda direttamente via Internet.

Un'ulteriore innovazione introdotta dal Codice, che coinvolge i milioni di cittadini che ogni giorno usano le e-mail, è il riconoscimento della riservatezza di tali messaggi. La questione della riservatezza delle e-mail si era già posta da tempo ed un'analisi prettamente tecnica dello strumento aveva portato la Giurisprudenza a negare qualunque riservatezza alle e-mail, considerandole corrispondenza «aperta». Bisogna sapere, infatti, che al di la delle varie icone utilizzate dai programmi di posta elettronica che raffigurano una busta chiusa, le nostre e-mail, se non crittografate, girano nel sistema senza una busta che ne celi il contenuto, ma come se fossero delle cartoline il cui contenuto può essere appreso dal postino o dal portinaio senza che questi violino le norme poste a tutela della corrispondenza chiusa. Tale asserzione, giusta da un punto di vista tecnico, si scontrava con il comune sentire di tutti quei cittadini che considerano le comunicazioni che inviano con la posta elettronica riservate. Il Codice ha introdotto quindi un'importantissima presunzione: i messaggi delle e-mail sono riservati al destinatario salvo che il mittente non indichi espressamente che il messaggio in questione è pubblico.

L'attuale Governo ha contribuito a fare entrare la Pa nel III millennio, facendole abbandonare l'immagine di macchinone obsoleto, oscuro inefficiente e costoso, soffocato dalle scartoffie e impermeabile a qualunque innovazione. L'innovazione che in passato è stata osteggiata da quanti nell'oscurità ed impenetrabilità delle procedure burocratiche traevano l'origine del proprio potere. L'aspetto più rivoluzionario nell'approvazione del Codice sta proprio nell'introduzione di sistemi che rendono accessibile e trasparente l'attività della Pa da parte del cittadino, privando di fatto di potere i burocrati che traevano il loro potere nell'essere gli unici a possedere le chiavi per accedere alle oscure stanze della burocrazia. Con l'approvazione del Codice dell'amministrazione digitale l'attuale maggioranza ha, inoltre, colto l'occasione di disciplinare numerosi aspetti della vita di tutti i giorni che vedono coinvolte le nuove tecnologie e milioni di cittadini, colmando i numerosi vuoti normativi che inevitabilmente si creano quando l'innovazione tecnologica corre più veloce del diritto.