Bettino
Craxi ricordato nel sesto anniversario della morte
HAMMAMET,
21 gen 2006 - Nel piccolo cimitero cristiano di
Hammamet che sorge dinanzi al mare la cerimonia
per il sesto anniversario della morte dell'ex
capo del governo italiano Bettino Craxi.
Sulla tomba di Craxi, sepolto nella nuda terra,
campeggia su un libro aperto scolpito nel marmo
la sacritta: La mia libertà equivale
alla mia vita. Molte le corone di fiori.
Cerano anche quelle del presidente emerito
della Repubblica, Francesco Cossiga, e
del presidente della Tunisia, Zine El Abidine
Ben Ali. Centinaia di garofani rossi , il
simbolo prediletto da Bettino, sono stati lasciati
sulla tomba da parte di militanti giunti da ogni
parte d'Italia.
Presenti
alla breve ma solenne cerimonia Francesco Cossiga,
il figlio Bobo Craxi e molti funzionari
politici italiani e tunisini. Al termine del raccoglimento
un lungo applauso da parte dei presenti. Francesco
Cossiga si è fatto il segno della croce.
Stefania
Craxi, figlia dell' ex segretario del Psi
Bettino Craxi, oggi non è presente ad Hammamet.
E a Milano per partecipare al convegno "Il
riformismo di Craxi" al Teatro Nuovo di Milano
per la commemorazione del padre a sei anni dalla
morte
Sui giornali di oggi si legge nelle dichiarazioni
di Stefania Craxi che "Il convegno al Teatro
Nuovo di Milano, con la partecipazione del presidente
del Consiglio, sancisce l' alleanza della "Giovane
Italia" e di "Free Foundation"
con Forza Italia".
"Con
la mia candidatura - afferma Stefania Craxi -
porterò dentro Forza Italia il contributo
riformista di Craxi". Intervistata dal GIORNO,
Stefania Craxi spiega di essersi schierata con
Forza Italia perché a sinistra non c' é
spazio per le idee di riformismo liberale dello
storico leader socialista. Il convegno di oggi
a Milano, afferma, "vuole consegnare l' eredità
di Bettino Craxi a chi ha orecchie per sentire".
Nel programma di Forza Italia, spiega, ci sarà
il contributo dei socialisti eredi dell' esperienza
di Craxi. Gli economisti, dice Stefania Craxi,
chiedono di eliminare i vincoli ma il centrosinistra
vuole abolire la legge Biagi". "A tener
banco sui giornali - afferma la Craxi - è
sempre lo scandalo che ha investito i Ds, assolutamente
incapaci di dare una spiegazione politica di quanto
è avvenuto. Per quanto cerchino di negarlo
- sostiene -, l' affinità di Bancopoli
con Tangentopoli è evidente".
Stefania
Craxi parlando al Teatro Nuovo ha detto: "La
morte in esilio di Bettino Craxi è stata
e rimane un assassinio politico". Stefania
Craxi ha ricordato ciò che disse venti
giorni dopo la morte del padre: "Dissi -
ha ricordato - che chi aveva detto che Craxi era
un ladro e molto peggio, è un assassino.
Sono passati cinque anni, il mio animo si è
placato, ma voglio ribadire nella sostanza quello
che dissi allora". Quindi ha fatto l' elenco
dei responsabili della morte di Bettino Craxi:
"I giudici che lo condannarono senza una
prova, i direttori di quei giornali che orchestrarono
contro di lui una campagna di diffamazione senza
precedenti, coloro che gli tirarono le monetine,
chi mentiva e mente ancora, chi lo tradì,
chi manovrò le procure seguendo un formidabile
orgoglio politico, il salotto buono della finanza
nazionale e la finanza internazionale che insieme
navigavano sul Britannia mentre nel nostro paese
erano in corso le privatizzazioni e in atto una
falsa rivoluzione". Un passaggio particolare
lo ha quindi riservato ad Antonio Di Pietro,
all' epoca pubblico ministero a Milano. "Di
Pietro, che di quella falsa rivoluzione fu il
manichino che prestò la faccia e infine
i post comunisti che di tutto ciò furono
sponda e motore politico, sono responsabili di
quello che è stato e rimane un assassinio
politico: la morte in esilio di Bettino Craxi".