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Voto Anp, apprensione in Italia - Berlusconi e Prodi preoccupati

Apprensione in Italia per l' annuncio della vittoria di Hamas nelle elezioni palestinesi. "Con la vittoria di Hamas - ha detto Silvio Berlusconi - tutto ciò che abbiamo sperato, cioè che si aprisse una finestra sulla possibilità di pace fra Israele e Palestina si rimanderebbe a chissà quando". Romano Prodi si dice preoccupato ma si augura che i leader di Hamas "colgano la storica opportunità della pace e della democrazia"
Il presidente del Consiglio si è detto anche preoccupato per il fatto che "nella popolazione palestinese ci sia questa maggioranza verso una formazione estremista". Comunque, ha aggiunto, "lasciamo ancora uno spazio alla speranza".

Fassino: situazione complicata

"La vittoria di Hamas complica il quadro mediorientale". Piero Fassino, a Radio anch' io non nasconde la propria preoccupazione per la vittoria elettorale del fronte estremista in Palestina e sostiene che "la comunità internazionale ha la responsabilita' di aver lasciato marcire la situazione". Il segretario dei Ds comunque non è sorpreso da un esito "largamente previsto" che attribuisce ad un "processo di pace che si è trascinato così a lungo con continui stop and go che si e' consumato col tempo" per cui "le parole d' ordine più estremiste hanno preso piede".


"Non si tratta con nemici Israele"
Bush commenta elezioni in Palestina


"Non tratteremo con chi vuole distruggere Israele": lo ha detto il presidente George Bush, commentando la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi. Bush non ha voluto fare previsioni su quale sarà il nuovo governo, auspicando che il premier dimissionario continui per ora a esercitare le sue funzioni. "Guardiamo al nuovo governo", ha aggiunto Bush, "la migliore speranza è che vivano insieme due democrazie".

"La pace non è mai morta", ha aggiunto il presidente, i risultati delle elezioni dimostrano che la gente era "scontenta dello status quo": il "bello della democrazia è proprio il fatto che il popolo può far sentire la propria voce e cambiare il volto del governo". Al tempo stesso è chiaro che è impossibile essere partner di un processo di pace se si chiede apertamente la distruzione di Israele.

"I risultati delle elezioni dunque hanno dato un chiaro giudizio sulla società e questo è ancora più significativo perché l'affluenza è stata molto alta. Per la vecchia dirigenza questo deve essere un campanella d'allarme, che dice che la gente vuole vivere in pace e in una società in cui può far crescere i suoi figli e godere dei servizi elementari come quelli sanitari".

Condoleezza Rice: "Hamas gruppo terrorista"

Bush ha aggiunto di aver già parlato con il segretario di Stato Condoleezza Rice che poco prima di lui aveva già commentato la vittoria di Hamas in collegamento da Davos, dove è in corso il World Economic Forum. "La nostra posizione nei confronti di Hamas non cambia", perché "non si può stare con un piede nella politica e uno nel terrorismo" ha detto Rice. La lezione che sia Bush che Rice hanno tratto dalle elezioni palestinesi è dunque che il popolo era stanco della corruzione della vecchia guardia ma il risultato del suffragio apre ora nuove inquietanti interrogativi sul prosieguo del processo di pace nel Medio Oriente. D'altra parte, ha detto Bush aprendo la sua risposta a un giornalista, "la pace non è mai morta".

Quindi Hamas, che chiede la distruzione di Israele, non può essere un interlocutore, anche se con mandato elettorale. "Non ci può essere un processo di pace se si non accetta il diritto del partner di esistere", ha sottolineato il capo della diplomazia Usa. E la Rice lascia intendere che ora spetta alla Comunità internazionale di dare segnali seri, di correggere il tiro di una svolta epocale che gli Usa attribuiscono alla protesta per "la corruzione che regnava al tempo di Arafat" nell'amministrazione palestinese. "Penso che sentirete la Comunità internazionale parlare con chiarezza esattamente su questi principi nei prossimi giorni", ha detto il segretario di Stato, "e sarà compito di quanti hanno la fiducia dei palestinesi fare scelte, anche difficili".