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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Satira Islam, sale la tensione

Cresce la protesta del mondo islamico nei confronti delle vignette satiriche su Maometto. Il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen ha detto che potrebbero prodursi ''conseguenze imprevedibili'' dalla crescente tensione suscitata dalla pubblicazione delle strisce satiriche, uscite per la prima volta lo scorso settembre sul quotidiano 'Jyllands-Posten' e riproposte in questi giorni da diversi quotidiani europei.

''Ci troviamo davanti a un problema che interessa molte parti del mondo. I disegni sono stati pubblicati dai giornali in tutta Europa. Se le proteste seguiteranno a crescere nelle strade, potremmo trovarci di fronte a conseguenze imprevedibili in tutti i Paesi coinvolti'', ha detto Rasmussen parlando davanti agli ambasciatori accreditati nel Paese scandinavo. Da Londra, il ministro degli Esteri britannico Jack Straw ha accusato di ''mancanza di sensibilità e di rispetto'' quei media europei che hanno deciso di pubblicare le vignette.
''C'è libertà di parola, noi tutti la rispettiamo - ha detto - ma non vi è l' obbligo d' insultare o di essere gratuitamente incendiari''.

Intanto, centinaia di musulmani hanno dato vita a un corteo di protesta che è giunto davanti alla sede dell' ambasciata della Danimarca a Londra. I manifestanti hanno inneggiato in coro violenti slogan come ''sangue-sangue'' e ''bombardiamo la Danimarca''.

Secondo la 'Bbc' i manifestanti progettano analoghe iniziative di protesta in Svezia e Germania. Dalla Francia è giunto l' appello del ministro della Giustizia, Pascal Clement, a ''non offendere i musulmani che non sono abituati alle caricature sulla loro religione e ciò li turba profondamente''.

Nel mondo islamico, intanto, dilaga la protesta. Attimi di tensione oggi si sono registrati davanti all' ambasciata danese di Giacarta: un gruppo di indonesiani islamici, che aveva organizzato una manifestazione di protesta contro la pubblicazione delle vignette satiriche, ha fatto irruzione all'interno della sede diplomatica, distruggendo l' arredo dell' ingresso. L' edificio è stato bersagliato con un lancio di uova e circondato per cinque minuti, durante i quali è stata anche strappata la bandiera danese e data alle fiamme sull' asfalto. Immediato l' intervento della polizia che ha mediato con i dimostranti un incontro tra cinque esponenti dello Fpi, il Fronte di difesa islamica, e lo staff dell' ambasciata. La manifestazione di protesta, alla quale hanno aderito centinaia di indonesiani islamici, sembra comunque avviarsi a conclusione: durante l' incontro tra staff della sede diplomatica e dimostranti, mediato dalla polizia, l' ambasciatore ha presentato le scuse che sono state accolte dalla delegazione che lo ha incontrato.

Circa duecento esponenti del gruppo Fpi , poi, si sono riuniti davanti alla sede di 'Rakyat Merdeka' ('Popolo indipendente'), contestando la scelta del quotidiano di mostrare le controverse vignette sul suo sito web.

Proteste anche in Somalia. Migliaia di manifestanti hanno bruciato bandiere danesi e norvegesi a Mogadiscio contro le vignette su Maometto, mentre leader religiosi hanno esortato a trattare i prodotti danesi come se fossero maiale, ovvero cibi proibiti per i musulmani. Intanto il capo delle corti islamiche di Mogadiscio, Sharif Sheikh Ahmed, ha minacciato di punire tutti i somali che lavoreranno con i media o con le organizzazioni di aiuto occidentali. Il governo di transizione non ha partecipato alla manifestazione ma ha diffuso un comunicato di condanna esortando le autorità danesi a punire gli autori delle vignette.

Situazione calda in Giordania, dove in migliaia hanno marciato ad Amman e in altre città per chiedere la rottura delle relazioni diplomatiche con Copenaghen. I dimostranti hanno chiesto la chiusura dell'ambasciata danese e di quelle di altri paesi dove sono state ripubblicate le vignette, esortato al boicottaggio dei prodotti danesi e chiesto alle autorità di vietare alle navi di Copenaghen e Oslo di attraccare nei porti giordani. Mentre striscioni con la scritta ''boicotta la Danimarca'' sono apparsi oggi allo stadio internazionale de il Cairo affollato per la partita di calcio Egitto- Repubblica democratica del Congo.
Proteste contro le strisce su Maometto si sono svolte oggi all'uscita della preghiera dalla moschea di al Aqsa a Gerusalemme, e a Nablus, dove circa 20mila persone hanno marciato agitando copie del Corano, bandiere palestinesi e di Hamas. Il direttore della moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, uno dei luoghi più sacri dell' Islam, si è scagliato contro le vignette. ''Condanniamo fortemente tutti questi insulti al Profeta e ai musulmani ed esortiamo i musulmani ad esprimere la loro rabbia'', ha detto Mohammed Hussein parlando ai fedeli in un sermone che è stato ritrasmesso da radio 'Voce della Palestina', la radio dell'Anp. Allo stesso tempo, il direttore della moschea ha invitato i militanti nei Territori a non fare del male ai cittadini stranieri. Pur condannando le vignette, l' appello è stato rilanciato anche dal leader palestinese Mahmoud Abbas. Intanto, come ''misura preventiva'', sono stati fatti partire per Israele i membri danesi e francesi della missione degli osservatori europei a Rafah. Ieri a Nablus un cittadino tedesco è stato sequestrato per breve tempo da un gruppo di uomini armati, mentre in serata decine di persone hanno manifestato davanti al centro culturale francese. A Gaza un altro centro culturale francese è stato colpito durante la notte con una bomba a mano. In giornata una cinquantina di uomini armati avevano fatto irruzione nell' ufficio Ue di Gaza. La condanna arriva anche dalle autorità. Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha definito ''un insulto'' la pubblicazione delle strisce sul profeta Maometto. Oggi il senato pakistano ha approvato all' unanimità una risoluzione di condanna dei media europei.