Satira
Islam, sale la tensione
Cresce
la protesta del mondo islamico nei confronti delle vignette
satiriche su Maometto. Il primo ministro danese Anders Fogh
Rasmussen ha detto che potrebbero prodursi ''conseguenze imprevedibili''
dalla crescente tensione suscitata dalla pubblicazione delle
strisce satiriche, uscite per la prima volta lo scorso settembre
sul quotidiano 'Jyllands-Posten' e riproposte in questi
giorni da diversi quotidiani europei.
''Ci troviamo davanti a un problema che interessa molte parti
del mondo. I disegni sono stati pubblicati dai giornali in
tutta Europa. Se le proteste seguiteranno a crescere nelle
strade, potremmo trovarci di fronte a conseguenze imprevedibili
in tutti i Paesi coinvolti'', ha detto Rasmussen parlando
davanti agli ambasciatori accreditati nel Paese scandinavo.
Da Londra, il ministro degli Esteri britannico Jack Straw
ha accusato di ''mancanza di sensibilità e di rispetto''
quei media europei che hanno deciso di pubblicare le vignette.
''C'è libertà di parola, noi tutti la rispettiamo
- ha detto - ma non vi è l' obbligo d' insultare o
di essere gratuitamente incendiari''.
Intanto, centinaia di musulmani hanno dato vita a un corteo
di protesta che è giunto davanti alla sede dell' ambasciata
della Danimarca a Londra. I manifestanti hanno inneggiato
in coro violenti slogan come ''sangue-sangue'' e ''bombardiamo
la Danimarca''.
Secondo la 'Bbc' i manifestanti progettano analoghe iniziative
di protesta in Svezia e Germania. Dalla Francia è giunto
l' appello del ministro della Giustizia, Pascal Clement, a
''non offendere i musulmani che non sono abituati alle caricature
sulla loro religione e ciò li turba profondamente''.
Nel mondo islamico, intanto, dilaga la protesta. Attimi di
tensione oggi si sono registrati davanti all' ambasciata danese
di Giacarta: un gruppo di indonesiani islamici, che aveva
organizzato una manifestazione di protesta contro la pubblicazione
delle vignette satiriche, ha fatto irruzione all'interno della
sede diplomatica, distruggendo l' arredo dell' ingresso. L'
edificio è stato bersagliato con un lancio di uova
e circondato per cinque minuti, durante i quali è stata
anche strappata la bandiera danese e data alle fiamme sull'
asfalto. Immediato l' intervento della polizia che ha mediato
con i dimostranti un incontro tra cinque esponenti dello Fpi,
il Fronte di difesa islamica, e lo staff dell' ambasciata.
La manifestazione di protesta, alla quale hanno aderito centinaia
di indonesiani islamici, sembra comunque avviarsi a conclusione:
durante l' incontro tra staff della sede diplomatica e dimostranti,
mediato dalla polizia, l' ambasciatore ha presentato le scuse
che sono state accolte dalla delegazione che lo ha incontrato.
Circa duecento esponenti del gruppo Fpi , poi, si sono riuniti
davanti alla sede di 'Rakyat Merdeka' ('Popolo indipendente'),
contestando la scelta del quotidiano di mostrare le controverse
vignette sul suo sito web.
Proteste anche in Somalia. Migliaia di manifestanti hanno
bruciato bandiere danesi e norvegesi a Mogadiscio contro le
vignette su Maometto, mentre leader religiosi hanno esortato
a trattare i prodotti danesi come se fossero maiale, ovvero
cibi proibiti per i musulmani. Intanto il capo delle corti
islamiche di Mogadiscio, Sharif Sheikh Ahmed, ha minacciato
di punire tutti i somali che lavoreranno con i media o con
le organizzazioni di aiuto occidentali. Il governo di transizione
non ha partecipato alla manifestazione ma ha diffuso un comunicato
di condanna esortando le autorità danesi a punire gli
autori delle vignette.
Situazione calda in Giordania, dove in migliaia hanno marciato
ad Amman e in altre città per chiedere la rottura delle
relazioni diplomatiche con Copenaghen. I dimostranti hanno
chiesto la chiusura dell'ambasciata danese e di quelle di
altri paesi dove sono state ripubblicate le vignette, esortato
al boicottaggio dei prodotti danesi e chiesto alle autorità
di vietare alle navi di Copenaghen e Oslo di attraccare nei
porti giordani. Mentre striscioni con la scritta ''boicotta
la Danimarca'' sono apparsi oggi allo stadio internazionale
de il Cairo affollato per la partita di calcio Egitto- Repubblica
democratica del Congo.
Proteste contro le strisce su Maometto si sono svolte oggi
all'uscita della preghiera dalla moschea di al Aqsa a Gerusalemme,
e a Nablus, dove circa 20mila persone hanno marciato agitando
copie del Corano, bandiere palestinesi e di Hamas. Il direttore
della moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, uno dei luoghi più
sacri dell' Islam, si è scagliato contro le vignette.
''Condanniamo fortemente tutti questi insulti al Profeta e
ai musulmani ed esortiamo i musulmani ad esprimere la loro
rabbia'', ha detto Mohammed Hussein parlando ai fedeli in
un sermone che è stato ritrasmesso da radio 'Voce della
Palestina', la radio dell'Anp. Allo stesso tempo, il direttore
della moschea ha invitato i militanti nei Territori a non
fare del male ai cittadini stranieri. Pur condannando le vignette,
l' appello è stato rilanciato anche dal leader palestinese
Mahmoud Abbas. Intanto, come ''misura preventiva'', sono stati
fatti partire per Israele i membri danesi e francesi della
missione degli osservatori europei a Rafah. Ieri a Nablus
un cittadino tedesco è stato sequestrato per breve
tempo da un gruppo di uomini armati, mentre in serata decine
di persone hanno manifestato davanti al centro culturale francese.
A Gaza un altro centro culturale francese è stato colpito
durante la notte con una bomba a mano. In giornata una cinquantina
di uomini armati avevano fatto irruzione nell' ufficio Ue
di Gaza. La condanna arriva anche dalle autorità. Il
presidente afghano, Hamid Karzai, ha definito ''un insulto''
la pubblicazione delle strisce sul profeta Maometto. Oggi
il senato pakistano ha approvato all' unanimità una
risoluzione di condanna dei media europei.