Gaucci
prepara la vendetta tra donne, brindisi e cavalli
BAVARO
BEACH (SANTO DOMINGO), 05.02.06 - "I due figli grandi in
galera. Le piccole, Isabella e Rebecca, che hanno meno di dieci
anni, sono lontane migliaia di chilometri. Si devono accontentare
di sentire per telefono il loro papà che sta qui al mare.
Come un pensionato di lusso. Chissà che cosa penseranno
gli italiani di me. Anche questo devo mettere in conto a Geronzi,
Carraro e Gea, i padroni del calcio italiano. Perché
fra poco tornerò". E sarà vendetta, tremenda
vendetta, perché, si sa, i figli so piezz'e core. Anche
ai Tropici.
E
la vendetta è quella che un Luciano Gaucci un po' fantozziano
(curva del benessere pronunciata, maglietta sportiva, sandali
e pantaloncini corti) ha covato passeggiando su una spiaggia
di sabbia candida lunga tre chilometri e costellata di palme,
davanti a un mare smeraldo. Il suo buen retiro, l'ultimo domicilio
conosciuto, è in questa villetta numero 23, color pastello,
a due piani, nella lottizzazione di Bavaro Beach, a 20 chilometri
da Punta Cana, sulla parte orientale dell'isola dominicana.
La conoscono i numerosi italiani che svernano da queste parti.
A cominciare da Angelo, torinese, titolare del ristorante "Cacao
café-pizza e pasta", fino a Michele, milanese, ex
dipendente Rai, che difende Big Luciano: "Una bravissima
persona". Giudizio non condiviso da Renzo, milanese, da
undici anni in pensione, che scambiando il cronista per un poliziotto
sotto mentite spoglie, domanda: "Siete venuti a blindarlo?
Con i soldi che si è messo in tasca, era ora".
Di sicuro Luciano Gaucci in questo momento è il più
famoso fra gli 8 mila connazionali residenti nella Republica
Dominicana e anche fra gli oltre centotrentamila turisti che
vengono qui ogni anno dal nostro Paese. Anche se - fa sapere
l'ambasciata italiana di Santo Domingo - nessun passo ufficiale
è stato fatto da chi dirige l'inchiesta su Gaucci e famiglia.
E' ricercato solo dai giornalisti: "Ne stanno arrivando
a valanghe - rivela -, uno si è spinto a offrirmi diecimila
dollari per un'intervista". Insomma l'ex tranviere romano
dorme sonni tranquilli nella villa su questa spiaggia che, secondo
gli americani, è una delle dieci più belle del
mondo. "Ma è in affitto - precisa Gaucci -. Mi ci
sono trasferito perché qui di fronte le acque sono calme,
laggiù c'è la barriera corallina. L'altra (si
dice che quella a fianco sia di Antonio Banderas, ndr) èproprio
di fronte all'oceano aperto. Qui invece è possibile fare
il bagno e nuotare". E andare a pesca. L'hobby numero uno,
in questo momento, di Gaucci. Il più rilassante, assicura.
Molto più che frequentare i casinò della zona.
Semmai gli hobby, o vizietti, come confermano anche quattro
amici italiani che gli fanno compagnia a tavola (e non solo),
sono altri.
Come è noto da decenni Gaucci fa parte del Ccd che per
lui, storico democristiano, è solo una sigla che significa:
calcio, cavalli, donne.
I cavalli, 110, stanno a 40 chilometri da qui, in una "finca",
una tenuta dove vivono allo stato brado anche galline, mucche,
maiali, da cui ricava salami e formaggi. Le donne sono più
vicine, diciamo a contatto, e non solo di gomito. Come la stupenda
ultima fiamma locale che ha preso il posto di Iris, che era
succeduta a Elisabetta ("Bionda e corpo da velina, credo
abbia conquistato anche Berlusconi", si lascia scappare).
Ed Elisabetta probabilmente non era la prima della lista. "Ebbé,
che male c'è? E' un peccato amare le donne? A me piacciono,
e allora?". Ma non sono né il cibo né i cavalli
né le donne ad averlo perduto. E' stato il calcio, la
sua rovina. "Quel calcio che per l'80 per cento è
taroccato perché controllato da Geronzi, Carraro e la
Gea", ribadisce a tavola. ("A proposito - chiede premuroso
e ospitale - ha cenato? Fosse venuto ieri sera le avrei offerto
formaggio, salame e champagne. Stasera si accontenti di frittata
fatta con le nostre uova"). "Cosa stavo dicendo? Ah
sì, Geronzi controlla l'economia, Carraro il calcio,
la Gea giocatori e arbitri. Io sono una delle tante vittime
di questo sistema che ho tentato di contrastare. Ad esempio:
Liverani alla Lazio di Cragnotti, un affare da 25 miliardi di
lire (ma ne valeva sì e no dodici), sono stato costretto
a pagare il 15% alla Gea. A proposito di Cragnotti: se tanto
mi dà tanto, e considerando quello che stanno facendo
a me, a lui avrebbero dovuto spedirlo sulla sedia elettrica...
E Tanzi pure..". Su Rai International, sempre accesa, va
in onda Gigi Proietti nei panni di carabiniere. Gaucci si interrompe:
"L'avevano chiesto anche a me di partecipare a quella seria.
Ma volevano offrirmi un ruolo di maresciallo. Ho rifiutato:
o colonnello o niente".
A proposito dei carabinieri. L'ex patron non ha paura che vengano
a prenderlo. "E non perché da Santo Domingo non
potrei essere estradato. Fra due mesi torno, perché chi
mi ha rovinato deve pagare. E poi hanno toccato i miei figli
e questo non dovevano farlo. Ammesso che in famiglia ci sia
un responsabile, questo sono solo io. Combatterò, andrò
in galera, non mi spaventa. Sto ancora al caldo per fare andare
al fresco chi lo merita". Poi alza il bicchiere per un
brindisi. A quelli, dice, che "pensavano di addormentare
Gaucci facendolo inciampare sul Perugia. Non hanno capito che
a inciampare saranno loro".