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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Il dramma delle Foibe alI' Istituto italiano di cultura di Berlino

Esposti fino al 10 marzo dipinti, opere bronzee e disegni di Giuseppe
Mannino

07.02.06 - In occasione della Giornata del Ricordo per le vittime delle Foibe, che si celebrerà in Santo Domingo il prossimo 10 febbraio, verrà inaugurata a Berlino, presso l' Istituto italiano di cultura, la mostra dal titolo "Foibe - la forma della memoria". Un'esposizione che ripercorre, attraverso 50 opere bronzee, dipinti e disegni di Giuseppe Mannino - un eclettico artista e uomo politico che dal 2001 ricopre l' incarico di presidente del Consiglio comunale di Roma - la storia di questo dramma del silenzio. L' naugurazione della mostra, che apre i battenti l'8 febbraio e potrà essere visitata fino al 10 marzo, sarà preceduta da una conferenza a cui prenderanno parte, oltre all' autore delle opere ed il direttore
dell'Istituto italiano di cultura Renato Cristin, l' ex ministro per le comunicazioni Maurizio Gasparri, il presidente dell'associazione Giuliani nel mondo Dario Locchi, il presidente dell' associazione nazionale Friuli Venezia Giulia e Dalmazia Lucio Toth e l' assessore alla cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva.Il catalogo della mostra, che è stato presentato a Roma presso l' Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio, affianca alle riproduzioni fotografiche delle opere versi scritti dallo stesso Mannino e motti più o meno celebri pronunciati da uomini di cultura e protagonisti della storia lontana e recente. La pubblicazione, curata in italiano e tedesco dallo storico dell'arte de "Il Tempo" Gabriele Simongini, offre ai lettori anche le riflessioni di alcuni personaggi del nostro tempo come ad esempio il
giornalista Igor Man, il regista Carlo Lizzani ed il sindaco di Roma Walter
Veltroni." Gli eccidi di massa, legati a motivi razziali, etnici o religiosi - ha spiegato Giuseppe Mannino - sono dei fenomeni carsici, cioè delle malattie
che compaiono e scompaiono improvvisamente. Soprattutto nel secolo scorso
questi drammi sono stati ricorrenti. L' obiettivo di fondo della mostra è dunque quello di dare un volto alla memoria delle tante vittime innocenti di queste stragi. Il silenzio sulle Foibe - ha proseguito l'artista sottolineando come l' oblio del ricordo abbia negato la stessa eticità del dramma - è un fatto vergognoso perché tutti sapevano e facevano finta che non fosse successo nulla. Questo eccidio, che come altri fatti la storia non ha saputo raccontare, rappresenta anche una pagina nera nei libri di testo".
Del colpevole silenzio delle coscienze ha parlato anche lo scrittore e critico d' arte Dante Maffia che ha evidenziato come gli artisti abbiano il dovere di essere scomodi e di affrontare quegli argomenti che la politica sembra dimenticare. Maffia ha ribadito l' intento etico dell' evento che, nonostante l' avvicinarsi delle elezioni amministrative, non presenta nessuna finalità elettorale. Il curatore del catalogo, Gabriele Simongini, ha spiegato come l' obiettivo artistico della mostra sia quello di riscoprire l'impegno morale e la capacità di denuncia della corrente espressionista.
Per Simongini l' evento servirà anche a dare un volto alle tante vittime delle Foibe che, a causa dell' oblio, hanno perso la vita due volte. Lucio Toth, presidente dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmaziaha dato notizia dell'imminente consegna, da parte del Capo dello Stato, di 20 onorificenze ai parenti dei caduti delle Foibe e della medaglia d'oro al valore civile alla studentessa Norma Possetto, una vittima emblematica di questo eccidio. Toth, dopo aver ricordato che la questione del recupero dei beni sequestrati dal governo jugoslavo ai nostri connazionali in fuga è ancora aperta, si è detto d'accordo sia sulla scelta di rappresentare questo dramma attraverso l' arte - il linguaggio etico della pittura e della poesia vanno diritti al cuore dell'uomo - sia sull' ndividuazione della sede della mostra. A partire dalla caduta del muro di Berlino, una città che ha vissuto il dramma dell'olocausto e la disumana interpretazione della modernità del nazismo, l' Europa ha infatti preso piena coscienza dei grandi eccidi di
massa perpetrati anche nel recente presente. "Questa manifestazione artistica - ha aggiunto Toth - è l' ennesima tappa di un cammino che fino ad oggi è stato percorso per ricostruire la memoria e l'identità di una nazione. Ma la mostra è anche un monito rivolto a tutti affinché queste tragedie non avvengano più. Purtroppo - ha concluso il presidente dell'associazione riferendosi al dramma del terrorismo islamico - la follia dell' uomo guidata da cattivi maestri non è ancora finita.