08.02.06
- Gianalfonso Prudenza - Le Foibe
Al
presidente del COM.IT.ES.
ON. senatore Giuseppe Visca
a tutti i Consiglieri del Comites
Rep. Dominicana - Haiti - Giamaica
Accetti
la mia totale adesione alla neo istituita ricorrenza GIORNATA
del RICORDO nel suo secondo anniversario. Spiacente non
essere presente personalmente alla cerimonia da Lei organizzata
in quanto dimesso solo ieri da ospedale in Italia , La invito
a condividere e fare sue le mie riflessioni sul tema.
Con la stima di sempre "sursum corda"
gianni prudenza
segr. Circolo C.T.I.M. Boca Chica
Foibe
Un pezzo di storia italiana taciuta per 60 anni:
fatti ed episodi mistificati ed insabbiati da chi ha sempre
saputo ma ha preferito non parlare grazie anche all' appoggio
di politici giudici estorici di parte.
Uomini e donne uccisi a migliaia ed in modo orrendo, legati
l' un l' altro col filo spinato un colpo ad uno e giu' tutti
e due nelle profonde cavita' carsiche, dai partigiani comunisti
del maresciallo TITO durante l' occupazione e la pulizia
etnica di Trieste, Fiume, Istria e
la Dalmazia.
Quanti lutti, ingiustizie e crudelta' in nome di una ideologia,
quella COMUNISTA, che a quel tempo sembrava inarrestabile.
Quanta connivenza in nome dell' antifascismo a cui molti
si sono adeguati.
La
GIORNATA del RICORDO
E' stata chiamata la GIORNATA del RICORDO , viene
subito in mente la bella frase che dice: "nella storia
vince quel popolo che ha la memoria piu' lunga".....
speriamo........!!
Cosa dobbiamo dunque ricordare? Bene, innanzi tutto dobbiamo
ricordare che c' era una Regione d' Italia chiamata Venezia
Giulia
che comprendeva 5 province: Trieste, Gorizia, Pola, Fiume
e Zara. Di queste solo 2 sono rimaste all' Italia: Trieste
gravemente mutilata e Gorizia orribilmente smembrata.
Era stata chiamata Venezia Giulia da uno dei maggiori glottologi
del XIX secolo il goriziano Isaia Ascoli. Nel 27 a.c. era
una delle 11 Regioni col nome "X^ Regio Venetia et
Histria".
Dante nel IX canto dell' Inferno l' aveva collocata dentro
i termini naturali italici.
Carducci nel 1885 scrivendo ad un amico Giuseppe Caprin
dice " ..bellissima e nobilissima Regione Italiana,
tutta romana e veneta..."
Dunque italiana per tutta una serie di ragioni a cominciare
da quella geografica, storica etnica, linguistica e per
finire........per libera scelta.
Un triste giorno comparve pero' un truce personaggio chiamato
Josip BROZ detto Tito che a capo delle formazioni partigiane
comuniste slave insorse dopo l' 8 Settembre 1943 per liberare
la Yugoslavia dagli stranieri dagli Ustascia ( fascisti
croati ) e dai Cetnici ( nazionalisti serbi). Inseri' nei
suoi piani l' annessione di tutta la Venezia Giulia, l'
annientamento di tutti gli italiani ivi presenti o la loro
cacciata, italiani che abitavano quei luoghi come abbiamo
visto da millenni. Lo scopo di questo genocidio era chiarissimo,
imprimere un carattere di irreversibilita' alla conquista
militare eliminando qualsivoglia futura rivendicazione territoriale.
La cancellazione attraverso sterminio e cacciata dei nostri
Compatrioti dalla Venezia Giulia e' composta di 3 tempi.
Il primo tempo dall ' 8 Settembre 1943 al mese successivo
quando con l' arrivo delle truppe tedesche, si pose fine
alla prima fase di pulizia etnica avendo le stesse il controllo
militare lasciato vacante dalle truppe dell' esercito italiano,
in seguito all' armistizio di
quest' ultimi coi nuovi "Alleati".
Un secondo tempo dal 1 maggio 1945 a giugno dello stesso
anno a guerra dunque finita.
Infine la 3^ pulizia etnica in seguito al trattato di pace
e successivi accordi internazionali con gli "Alleati
" o Vincitori.
In totale uno sterminio di 30.000 ed una diaspora di 350.000
Italiani.
Quanti responsabili esecutori e conniventi statisti, storici
e politici
quanti responsabili? Vediamo e RICORDIAMO:
In promo luogo RICORDIAMO i comunisti titini yugoslavi che
assieme ad altri comunisti, italiani compresi, iniziarono
ed
attuarono il genocidio, bella la fine di quei partigiani
coministi italiani
che affiancatisi a Tito faranno poi la stessa fine delle
loro vittime (per tutti valga la fine del Colonnello Stuparelli,
capo di SM della Divisione "Garibaldi" operante
in Bosnia a fianco dell' EPLJ, che verra' ucciso dai comunisti
titini perche' non chiamandosi Stuparich ostentava etimologicamente
la sua origine italiana, gli altri piu' fortunati finiranno
nei lager comunisti e chi di loro aveva conosciuto anche
quelli tedeschi poteva dire "meglio un mese a Dachau
che un un' ora a GOLI"...
Ricordiamo Togliatti che improvvisatosi Ministro degli Esteri
ando' a Belgrado a mercanteggiare col fratello Tito e tornato
a Roma il 6 novembre 1946 racconto' tra l' indignazione
generale cio' che
aveva ottenuto: cessione di Gorizia in cambio di Trieste.
Un baratto etnico che fece inorridire persino Pietro Nenni
(P.S.I )
Un ricordo vada anche agli "Alleati" che non contenti
dei loro bombardamenti che causarono in Italia non meno
di 300.000
morti civili, vollero sdebitarsi col loro complice ed alleato
Tito
consegnando alla Yugoslavia comunista gli italiani oltre
che della Venezia Giulia dell' Istria del Carnaro di Zara
in barba a "quelli del Sud" che affermavano ed
affermano di avere "cooperato" coi vincitori alla
vittoria alleata.
Ricordiamo storicamente quei Bonomi e De Gasperi che non
avendo assolutamente compreso la situazione tragica, pensavano
di rimandare i profughi magari con degli incentivi economici,
in quelle terre, in taluni casi cercarono di dissuaderne
l' esodo sempre con gli stessi mezzi, per potere consentire
alla politica intenazionale di sostenere l' italianita'
di quei luoghi; non sapevano che i nostri " avevano
gia' dato", pagando pesantemente,derubati o assassinati
o ambo le cose.
Un doveroso Ricordo di disprezzo vada anche a quegli italiani
comunisti che ferrovieri a Bologna minacciarono sciopero
se un
treno di profughi fosse entrato in stazione e a quegli altri
di Ancona che portuali non lasciavano attraccare le navi
degli esuli, mentre a Venezia fischiavano anche la bara
di Nazario Sauro che pochi ardimentosi avevano strappato
alle orde comuniste titine.
Onore storico a La Spezia che ospito' la gente di Pola ed
a Livorno e Taranto che fecero altrettanto assieme a pugliesi
e toscani nei confronti di quei poveri sventurati fratelli.
Ricordiamo la classe politica italiana e gli storici che
per quasi 60 anni hanno taciuto l' Olocausto Italiano, sicuramente
per
vilta' e paura della marea montante comunista e con in mente
l' unica
preoccupazione dare cioe' l' immagine di "campioni
dell' antifascismo".
ONORE ai combattenti delle FF.AA. italiane che combatterono
e difesero quei territori italiani, soli contro tutti, sino
al 30 Aprile 1945.
Ma non scoraggiamoci il Revisionismo e la Verita' storica
entreranno prepotentemente e l' OLOCAUSTO italiano bollera'
con un marchio indelebile i responsabili dell' ecatombe
assieme a coloro che prosperano sul mendacio.