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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

08.02.06 - Gianalfonso Prudenza - Le Foibe

Celebrata dal COM.IT.ES. di
Santo Domingo
La Giornata del Ricordo

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Al presidente del COM.IT.ES.
ON. senatore Giuseppe Visca
a tutti i Consiglieri del Comites
Rep. Dominicana - Haiti - Giamaica

Accetti la mia totale adesione alla neo istituita ricorrenza GIORNATA del RICORDO nel suo secondo anniversario. Spiacente non essere presente personalmente alla cerimonia da Lei organizzata in quanto dimesso solo ieri da ospedale in Italia , La invito a condividere e fare sue le mie riflessioni sul tema.
Con la stima di sempre "sursum corda"
gianni prudenza
segr. Circolo C.T.I.M. Boca Chica



Foibe

Un pezzo di storia italiana taciuta per 60 anni:
fatti ed episodi mistificati ed insabbiati da chi ha sempre saputo ma ha preferito non parlare grazie anche all' appoggio di politici giudici estorici di parte.
Uomini e donne uccisi a migliaia ed in modo orrendo, legati l' un l' altro col filo spinato un colpo ad uno e giu' tutti e due nelle profonde cavita' carsiche, dai partigiani comunisti del maresciallo TITO durante l' occupazione e la pulizia etnica di Trieste, Fiume, Istria e
la Dalmazia.
Quanti lutti, ingiustizie e crudelta' in nome di una ideologia, quella COMUNISTA, che a quel tempo sembrava inarrestabile.
Quanta connivenza in nome dell' antifascismo a cui molti si sono adeguati.

La GIORNATA del RICORDO

E' stata chiamata la GIORNATA del RICORDO , viene
subito in mente la bella frase che dice: "nella storia vince quel popolo che ha la memoria piu' lunga"..... speriamo........!!
Cosa dobbiamo dunque ricordare? Bene, innanzi tutto dobbiamo ricordare che c' era una Regione d' Italia chiamata Venezia Giulia
che comprendeva 5 province: Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara. Di queste solo 2 sono rimaste all' Italia: Trieste gravemente mutilata e Gorizia orribilmente smembrata.
Era stata chiamata Venezia Giulia da uno dei maggiori glottologi del XIX secolo il goriziano Isaia Ascoli. Nel 27 a.c. era una delle 11 Regioni col nome "X^ Regio Venetia et Histria".
Dante nel IX canto dell' Inferno l' aveva collocata dentro i termini naturali italici.
Carducci nel 1885 scrivendo ad un amico Giuseppe Caprin dice " ..bellissima e nobilissima Regione Italiana, tutta romana e veneta..."
Dunque italiana per tutta una serie di ragioni a cominciare da quella geografica, storica etnica, linguistica e per finire........per libera scelta.
Un triste giorno comparve pero' un truce personaggio chiamato Josip BROZ detto Tito che a capo delle formazioni partigiane comuniste slave insorse dopo l' 8 Settembre 1943 per liberare la Yugoslavia dagli stranieri dagli Ustascia ( fascisti croati ) e dai Cetnici ( nazionalisti serbi). Inseri' nei suoi piani l' annessione di tutta la Venezia Giulia, l' annientamento di tutti gli italiani ivi presenti o la loro cacciata, italiani che abitavano quei luoghi come abbiamo visto da millenni. Lo scopo di questo genocidio era chiarissimo, imprimere un carattere di irreversibilita' alla conquista militare eliminando qualsivoglia futura rivendicazione territoriale.
La cancellazione attraverso sterminio e cacciata dei nostri Compatrioti dalla Venezia Giulia e' composta di 3 tempi.
Il primo tempo dall ' 8 Settembre 1943 al mese successivo quando con l' arrivo delle truppe tedesche, si pose fine alla prima fase di pulizia etnica avendo le stesse il controllo militare lasciato vacante dalle truppe dell' esercito italiano, in seguito all' armistizio di
quest' ultimi coi nuovi "Alleati".
Un secondo tempo dal 1 maggio 1945 a giugno dello stesso anno a guerra dunque finita.
Infine la 3^ pulizia etnica in seguito al trattato di pace e successivi accordi internazionali con gli "Alleati " o Vincitori.
In totale uno sterminio di 30.000 ed una diaspora di 350.000 Italiani.
Quanti responsabili esecutori e conniventi statisti, storici e politici
quanti responsabili? Vediamo e RICORDIAMO:
In promo luogo RICORDIAMO i comunisti titini yugoslavi che assieme ad altri comunisti, italiani compresi, iniziarono ed
attuarono il genocidio, bella la fine di quei partigiani coministi italiani
che affiancatisi a Tito faranno poi la stessa fine delle loro vittime (per tutti valga la fine del Colonnello Stuparelli, capo di SM della Divisione "Garibaldi" operante in Bosnia a fianco dell' EPLJ, che verra' ucciso dai comunisti titini perche' non chiamandosi Stuparich ostentava etimologicamente la sua origine italiana, gli altri piu' fortunati finiranno nei lager comunisti e chi di loro aveva conosciuto anche quelli tedeschi poteva dire "meglio un mese a Dachau che un un' ora a GOLI"...
Ricordiamo Togliatti che improvvisatosi Ministro degli Esteri ando' a Belgrado a mercanteggiare col fratello Tito e tornato a Roma il 6 novembre 1946 racconto' tra l' indignazione generale cio' che
aveva ottenuto: cessione di Gorizia in cambio di Trieste. Un baratto etnico che fece inorridire persino Pietro Nenni (P.S.I )
Un ricordo vada anche agli "Alleati" che non contenti dei loro bombardamenti che causarono in Italia non meno di 300.000
morti civili, vollero sdebitarsi col loro complice ed alleato Tito
consegnando alla Yugoslavia comunista gli italiani oltre che della Venezia Giulia dell' Istria del Carnaro di Zara in barba a "quelli del Sud" che affermavano ed affermano di avere "cooperato" coi vincitori alla vittoria alleata.
Ricordiamo storicamente quei Bonomi e De Gasperi che non avendo assolutamente compreso la situazione tragica, pensavano di rimandare i profughi magari con degli incentivi economici, in quelle terre, in taluni casi cercarono di dissuaderne l' esodo sempre con gli stessi mezzi, per potere consentire alla politica intenazionale di sostenere l' italianita' di quei luoghi; non sapevano che i nostri " avevano gia' dato", pagando pesantemente,derubati o assassinati o ambo le cose.
Un doveroso Ricordo di disprezzo vada anche a quegli italiani comunisti che ferrovieri a Bologna minacciarono sciopero se un
treno di profughi fosse entrato in stazione e a quegli altri di Ancona che portuali non lasciavano attraccare le navi degli esuli, mentre a Venezia fischiavano anche la bara di Nazario Sauro che pochi ardimentosi avevano strappato alle orde comuniste titine.
Onore storico a La Spezia che ospito' la gente di Pola ed a Livorno e Taranto che fecero altrettanto assieme a pugliesi e toscani nei confronti di quei poveri sventurati fratelli.
Ricordiamo la classe politica italiana e gli storici che per quasi 60 anni hanno taciuto l' Olocausto Italiano, sicuramente per
vilta' e paura della marea montante comunista e con in mente l' unica
preoccupazione dare cioe' l' immagine di "campioni dell' antifascismo".
ONORE ai combattenti delle FF.AA. italiane che combatterono e difesero quei territori italiani, soli contro tutti, sino al 30 Aprile 1945.
Ma non scoraggiamoci il Revisionismo e la Verita' storica entreranno prepotentemente e l' OLOCAUSTO italiano bollera' con un marchio indelebile i responsabili dell' ecatombe assieme a coloro che prosperano sul mendacio.