Ricevette
oltre 70 informazioni di garanzia ma non andò
mai in carcere
Morto
Severino Citaristi, tesoriere della Dc
Aveva 85 anni. Era diventato il simbolo di Tangentopoli.
Il cordoglio di Casini: "Un uomo straordinario"
BERGAMO, 10.02.06 - Il senatore
Severino Citaristi, ex segretario amministrativo
della Democrazia Cristiana, si è spento
a Bergamo. Aveva 85 anni. Unanime il cordoglio
del mondo politico. L' Udc, riunita a Roma per
la sua conferenza programmatica, ha rispettato
un minuto di silenzio. Per Casini Citaristi "era
un uomo straordinario".
Da anni gravemente malato, era ricoverato da circa
un mese negli Ospedali Riuniti di Bergamo. Citaristi,
prima deputato e poi senatore della Democrazia
Cristiana, è ricordato come il "recordman"
delle informazioni di garanzia, accumulate nel
corso delle numerose indagini degli anni di Mani
Pulite. Indagini nelle quali, proprio per la carica
che ricopriva, rimase coinvolto, fino a ricevere
in tutto una settantina di comunicazioni giudiziarie
e condanne (in parte definitive) per oltre 30
anni.
Subì un solo arresto, ai domiciliari, e
non andò mai in carcere a causa delle sue
sempre precarie condizioni di salute. Uomo mite
nei modi e nell' aspetto, amato e stimato anche
dagli avversari, Citaristi ha sempre negato qualsiasi
interesse personale nel "ricevere" le
tangenti ("non ho mai preso una lira per
me", "non ho mai corrotto nessuno"
ripeteva) e ha sempre sottolineato che "tutti
le prendevano".
CHI ERA - Nato a Villongo (Bergamo) nel
1921, Citaristi si era laureato alla Cattolica
a Milano, e durante la guerra aveva fatto parte
del Corpo italiano di Liberazione. Iscritto alla
Dc dal 1947, a Montecitorio era rimasto ininterrottamente
fino al 1987, per poi essere eletto al Senato
con oltre 74 mila voti (e rieletto nel '92). L'
anno precedente, il 1986, era diventato "tesoriere"
della Dc, la carica che lo avrebbe fatto finire
in decine di inchieste per corruzione e finanziamento
illecito dei partiti.
La prima informazione di garanzia gli arrivò,
dalla procura di Milano, il 12 maggio 1992, per
aver ricevuto la somma di 700 milioni da un imprenditore.
Ne seguirono altre, a decine, da diverse procure
per una quantità di inchieste tra cui alcune
fra le più significative di Mani Pulite:
Enel, Cariplo, Eni-Sai e altre. Citaristi venne
anche arrestato, il 15 giugno '94, nell' ambito
dell' inchiesta su tangenti pagate dai fratelli
costruttori Caltagirone per gli appalti per la
costruzione di una delle torri al Portello-Fiera.
Il senatore, che già allora accusava gravi
problemi di salute, venne subito posto agli arresti
domiciliari e rimesso in libertà dopo 8
giorni.
Nel '98 Citaristi fu colpito da gravissimo lutto
familiare: in una tragedia aerea in Colombia morirono
sua figlia Silvia, 39enne, e il nipote. L' anno
seguente fu lui stesso a raccontare a Bruno Vespa
di aver accumulato fino a quel momento condanne
per oltre 30 anni di carcere (di cui 16 definitivi)
e oltre 8 miliardi di ammende. "Io ho sempre
ammesso il finanziamento illecito alla Dc - raccontò
Citaristi - ma la gran parte delle condanne mi
ha riconosciuto la corruzione in concorso con
pubblici ufficiali ignoti. Non ne hanno trovato
uno, perché io non ho mai corrotto nessuno".