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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Siamo vittime dell' islamically correct

Gianluigi Paragone

L' islamically correct ha vinto la sua battaglia e ha ottenuto la testa del ministro Calderoli. Ora tutti sanno che da qui in avanti bisognerà dare la precedenza a chi viene da Oriente.
Cosa succederà? Se la logica ha ancora un senso, ora che Calderoli ha smesso la grisaglia ministeriale, gli incidenti contro la nostra gente dovrebbero finire. Tocca a Gheddafi, dunque: intimi lui l' alt, non solo ai libici ma anche alla nazione islamica della quale dice di essere una guida riconosciuta. La cronaca ci dice, invece, che gli incidenti stanno continuando, così come erano continuati anche quando il direttore del giornale danese che pubblicò le vignette aveva chiesto scusa. E allora siamo alle solite, il problema non erano né le vignette danesi né la relativa maglietta. Tutti sanno che rimossa una scusa, ne monteranno un' altra per appiccare un altro fuoco.
Certo, possiamo star qui delle ore a dividerci se fosse giusto o sbagliato che un ministro indossasse una t-shirt raffigurativa le vignette della discordia. Facciamo allora così: quella maglietta la sostituiamo con un' altra, dove al centro c' è la nostra identità. Difendiamo le nostre radici. Non è una provocazione né - lo diciamo subito - la divisa di una crociata. Vediamo ora se qualcuno ha ancora voglia di montare polemiche pretestuose.
Ciò detto torniamo alla questione di fondo. Che è un' altra rispetto a quanto ho sentito nella convulsa giornata di ieri. Domando: non è che forse l' islam ci sta costringendo a mettere in discussione quel poco che ci resta dei nostri valori, della nostra identità e persino della nostra dignità, senza a sua volta aprirsi a quei parametri di democrazia che l' Occidente ha raggiunto?
Se è questo il punto di partenza allora vale la pena di riflettere sulla nostra complicità nel concedere unilateralmente. Il primo nemico dell' Occidente rischiamo di essere noi stessi. È l' islamically correct il nostro virus. L' islamically correct è la versione aggiornata del politically correct, già a sua volta batterio maledetto del confronto politico, giornalistico e sociale.
Non è colpa dell' islam se la difesa del Crocefisso ha perso voce e forza: dov' è finita tutta quella indignazione che montò allorquando un signore di nome Adel Smith ne offese il suo senso religioso e anche sociale? Dove sono finiti tutti coloro che, di fronte a quella minaccia, s' indignarono?
Si sa, l' indignazione ha una scadenza più breve del latte fresco...
E dove sono finiti tutti quelli che dopo l' undici settembre mettevano il petto in fuori dicendo: siamo tutti americani? E quelli che dopo l' undici marzo, sempre con orgoglio fallaciano, ribadivano: siamo tutti spagnoli? E quelli che dopo il sette luglio dicevano: siamo tutti londinesi? Dove sono finiti tutti quelli che - a fronte di un attacco terroristico - dicevano che bisognava reagire senza se e senza ma? Nel paese reale ci sono ancora. Nei palazzi invece sono spariti. Ora mettono i puntini sulle "i", parlano di se e di ma. Quello che dice Calderoli è giusto ma... Quello che scrive la Padania è giusto se...
Certa gente non cambia mai: siamo debolucci di costituzione. Non ne faccio una questione di partiti e di leader. La sinistra è la causa di tutti i mali del multiculturalismo. Il problema è quando la proposta di dare il voto agli immigrati viene da destra. Quando i se e i ma vengono da una coalizione cui la gente chiede rigore e fermezza.
Oriana Fallaci vende centinaia di milioni di copie scrivendo senza se e senza ma. Ne La rabbia e l' orgoglio, la giornalista ci metteva in guardia su quello che sarebbe accaduto. Ci sarà un perché se quando scrive lei il Corriere della Sera vende migliaia di copie in più. Il giudizio della Fallaci, dall' undici settembre in poi, non è cambiato di una virgola. Non si è spostato di un millimetro. Dirò di più: tutte le volte che lei scrive, anche da esponenti della Casa delle libertà è tutto uno sperticarsi di lodi e di elogi.
In questi anni, in tanti si sono portati in giro la signora Fallaci come la madonna del rosario.
Ora? Ora che l' attacco è giunto a noi, cosa accade? Accade che per due vignette, quelle stesse persone hanno perso la rabbia e l' orgoglio. Accade che l' islamically correct prevale, ci obbliga a fare i distinguo, ci impone di dare la precedenza a chi arriva da Oriente.
Ieri il Corriere della Sera ci informava di un tunisino fermato a Milano dalle forze dell'ordine perché sospettato di organizzare un attentato, perché sospettato di essere un kamikaze. Questo a Milano, pochissimi giorni fa. E noi montiamo un caso Calderoli!?!
Qualcuno dice: ha esposto gli italiani nel mondo a possibili attentati o violenze. Forse è il caso di ricordare al ministro Fini che lo erano già nel secondo successivo alla decisione di affiancare l' America nella guerra in Iraq. Così come lo erano e lo sono quei sacerdoti e missionari cristiani nei paesi musulmani, a prescindere dalle dichiarazioni o dalla maglietta di Calderoli. Siamo in pericolo? Certo, ma lo eravamo ieri come oggi. Ce lo siamo sempre detto che prima o poi sarebbe toccato a noi, qual è la novità? I proclami di Al Qaeda non parlano di Calderoli ma del governo che è entrato in guerra accanto agli americani.
Nessuno vuole sbattere la porta in faccia agli islamici, ma chi viene in Occidente deve rispettare le nostre regole e le nostre culture. Senza forzare nulla. Cosa che invece accade puntualmente con le comunità islamiche, uniche comunità religiose che, nella nostra storia, stanno tentando di scardinare (riuscendoci grazie alla nostra complicità, è bene ammetterlo) il sistema di valori del Paese che li ospita.
Milano deve restare Milano, non Milanistan! Torino deve restare Torino, non Torinistan. Treviso deve restare Treviso, non Trevisistan. Firenze deve restare Firenze, non Firenzistan! E se Bari, Napoli e Palermo non hanno questi problemi è perché la mafia li risolve in partenza: che piaccia o no, è così.
Vogliono venire? Vengano, ma rispettando le regole dell' ospitalità. Non vengono a casa nostra per dire se certe vignette si possono pubblicare o no, se certi film si possono girare oppure no, se certe canzoni si possono cantare oppure no. Non devo essere sempre io ad adeguarmi alle loro regole: fino a dieci anni fa, per fare la carta d' identità non c' erano deroghe al fatto che il volto fosse scoperto e ben individuabile. Sono arrivati i musulmani ed ecco che gli consentiamo di tenersi il velo. Fino a dieci anni fa, nessuno parlava di scuole coraniche, ora sì. Fino a dieci anni fa nessuno si sognava minimamente di togliere il Crocefisso dalle scuole, dai tribunali: ora tra un po' lo dovremo togliere pure dalle Chiese...
L' assurdità ci sta passando sotto i nostri occhi ma l' islamically correct non ce le fa vedere. Perché l' islamically correct passa sopra le radici cristiane, passa sopra le minacce degli attentati, passa sopra lo scontro, passa sopra le tante moschee che stanno sorgendo. Digerisce tutto.
Abbiamo un bel difendere le identità, quando poi quello che ci manca è la dignità.
[Data pubblicazione: 19/02/2006]