Il
testo delle dimissioni di Calderoli
"Nelle ultime settimane abbiamo assistito a manifestazioni
di inaudita violenza in molti Paesi musulmani contro sedi
di rappresentanza di Paesi occidentali (Danimarca, Inghilterra,
Norvegia, Usa, ecc.) culminati con l'uccisione del sacerdote
e il massacro di suore e civili, colpevoli solo di professare
una religione diversa dall'Islam. Questo vero e proprio
attacco all'Occidente - prosegue Calderoli - mi preoccupa
molto e dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno responsabilità
di governare il pacifico vivere tra culture diverse. Nei
giorni scorsi ho espresso a modo mio la solidarietà
a tutti coloro che sono stati colpiti dalla cieca violenza
del fanatismo religioso e per questo io e la Lega Nord
siamo finiti sul banco degli imputati. Ma non è
mai stata mia intenzione quella di offendere la religione
musulmana né di essere di pretesto alla violenza
di ieri. Non intendo consentire ulteriormente la vergognosa
strumentalizzazione che in queste ore viene fatta contro
di me e contro la Lega Nord anche (purtroppo) da esponenti
della maggioranza: per questi motivi ho rimesso il mio
mandato di ministro delle Riforme costituzionali nelle
mani del presidente Berlusconi, per senso di responsabilità
e non certo perché sollecitato da maggioranza e
opposizione. Non intendo tuttavia - spiega Calderoli -
rinunciare alla battaglia per affermare i valori in cui
credo, quelli che mi hanno tramandato i miei genitori
e i miei nonni, vale a dire gli insegnamenti della religione
cristiana e di essere un uomo libero. Nonostante le minacce
di morte che mi sono arrivate in questi giorni continuerò
a lottare per i valori in cui credo - conclude Calderoli
- e chiedo che il programma della Cdl ponga al primo punto
il riconoscimento delle radici cristiane della millenaria
storia dell'Europa, che devono prevalere su ogni forma
di interesse economico che non tenga presenti i diritti
e la libertà dei popoli".