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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Incontro in Vaticano con il nuovo ambasciatore del Marocco
"Rispettare le religioni e i loro simboli"
Appello di papa Ratzinger: la violenza non è mai una risposta. Immigrati: non siano considerati soltanto come forza lavoro


CITTA' DEL VATICANO, 20.02.06 - "È necessario e urgente che le religioni e i loro simboli siano rispettati e che i credenti non siano l'oggetto di provocazioni che feriscono le loro iniziative e i loro sentimenti religiosi". Il Papa si rivolge così al nuovo ambasciatore del Marocco, Ali Achour, ricevuto per lo scambio delle Lettere Credenziali. Benedetto XVI nel discorso solleva il problema del diritto alla libertà religiosa troppo spesso impedito ai cattolici nei paesi a maggioranza islamica.
Al contempo Benedetto XVI sottolinea che "l' intolleranza e la violenza" non possono mai essere "giustificate" come delle "risposte alle offese" poichè "non compatibili coi principi sacri della religione". "È per questo - ha spiegato papa Ratzinger - che non possiamo che deplorare le azioni di coloro che approfittano deliberatamente dell'offesa creata ai sentimenti religiosi per fomentare atti violenti, tanto più che ciò viene fatto a fini estranei alla religione".
Secondo il Pontefice, "per i credenti come per tutti gli uomini di buona volontà, la sola via che può condurre alla pace e alla fraternità è quella del rispetto delle convinzioni e delle pratiche religiose altrui, in modo tale che, recuprocamente, sia possibile assicurare per ciascuno l' esercizio della propria religione liberamente scelta".
Il Papa ha parlato anche di immigrazione. "E' necessario che le istituzioni dei Paesi che accolgono gli immigrati - ha detto - non li considerino come una merce o una semplice forza di lavoro", ma "rispettino i loro diritti fondamentali e la loro dignità umana".
Più tardi, incontrando i vescovi di diversi Paesi africani, tra cui Senegal, Mauritania, Guinea Bissau e Capoverde, ha rilanciato l'appello al rispetto della libertà religiosa di ciascuno e inviato al dialogo fra i cristiani e i musulmani. "Voi esercitate il vostro servizio - ha detto il Papa - sovente in collaborazione con degli uomini e delle donne che non condividono la fede cristiana, in particolare con dei musulmani". "Gli sforzi così dispiegati - ha aggiunto - per un incontro nella veritá dei credenti di differenti tradizioni religiose, contribuisce alla realizzazione del bene autentico delle persone e della societá". "È imperativo - ha detto quindi Ratzinger -approfondire sempre di più le relazioni fraterne fra le comunitá, al fine di favorire uno sviluppo armonioso, della societá, riconoscendo la dignitá di ogni persona e permettendo a tutti il libero esercizio della propria religione".