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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

"La mia colpa? Essere libero"
Calderoli contrattacca sulla "Padania"


"Mi sento colpevole di essere un uomo libero e di pensare di vivere in un mondo libero": così Roberto Calderoli, dalle colonne del quotidiano leghista Padania, si difende dopo la tempesta provocata dagli incidenti di Bengasi e le conseguenti dimissioni dalla carica di ministro. "Piuttosto che rinnegare anche solo un millimetro di quello in cui credo - scrive Calderoli - non ho il minimo problema a lasciare la carica".

Senso di responsabilità, ma non riflessione o, ancora peggio, pentimento. Questo è quello che traspare dall' editoriale dell' ormai ex-ministro, intitolato "Ho detto basta alle strumentalizzazioni". "Piuttosto che rinnegare anche solo un millimetro di quello in cui credo - afferma il leghista - non ho il minimo problema a lasciare una carica per cui, normalmente, si arriverebbe anche a vendere l' anima al diavolo pur di ottenerla e conservarla".

Calderoli sottolinea però di aver deciso di farsi da parte come ministro ma non come militante "e questo lo faccio a maggior ragione alla luce delle incomprensibili dichiarazioni di oggi del presidente del Consiglio, che vorrebbe attribuire a me le responsabilità di quanto successo e non al fanatismo islamico".