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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Il Papa in San Pietro per celebrare la festività di San Giuseppe
"Il lavoro rispetti la dignità dell'uomo"
Intervento di Benedetto XVI davanti a 7 mila lavoratori: "E' indispensabile però non idolatrarlo, non esserne asserviti"

ROMA, 19.03.06 - "Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell' uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell'umana dignità e al servizio del bene comune". Ma, "al tempo stesso, è indispensabile che l' uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della vita". È questo il messaggio del Papa ai 7mila lavoratori che erano nella Basilica di San Pietro per celebrare la festività di San Giuseppe, la cui testimonianza "mostra che l' uomo è soggetto e protagonista del lavoro".

E proprio a San Giuseppe, Benedetto XVI ha voluto affidare oggi "i giovani che a fatica riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi dovuti alla diffusa crisi occupazionale". La realtà del lavoro, ha sottolineato il Pontefice "è posta oggi al centro di cambiamenti rapidi e complessi". "L' attività lavorativa - ha scandito - deve servire al vero bene dell' umanità, permettendo all' uomo come singolo o come membro della società di coltivare e di attuare la sua integrale vocazione". Secondo il Papa, "perchè ciò avvenga non basta la pur necessaria qualificazione tecnica e professionale; non è sufficiente nemmeno la creazione di un ordine sociale giusto e attento al bene di tutti. Occorre vivere una spiritualità che aiuti i credenti a santificarsi attraverso il proprio lavoro, imitando san Giuseppe, che ogni giorno ha dovuto provvedere alle necessità della Santa Famiglia con le sue mani e che per questo la Chiesa addita quale patrono dei lavoratori".

"Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio", ha ripreso il Papa citando la Genesi e affermando che "i no dei comandamenti sono altrettanti sì alla crescita di un'autentica libertà". "Il sabato - ha spiegato - è giorno santificato, cioè consacrato a Dio, in cui l'uomo comprende meglio il senso della sua esistenza ed anche dell'attività lavorativa. Si può, pertanto, affermare che l' insegnamento biblico sul lavoro trova il suo coronamento nel comandamento del riposo". Ed il Compendio della dottrina sociale della Chiesa ricorda, ha concluso Papa Ratzinger, che "all' uomo, legato alla necessità del lavoro, il riposo apre la prospettiva di una libertà più piena, quella del sabato eterno. Il riposo consente agli uomini di ricordare e di rivivere le opere di Dio, dalla Creazione alla Redenzione, di riconoscersi essi stessi come opera sua, di rendere grazie della propria vita e della propria sussistenza a lui, che ne è l' autore".

Con il Papa hanno concelebrato il card. Camillo Ruini, vicario per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei e mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociale e il lavoro, la giustizia e la pace.