Il
Papa in San Pietro per celebrare la festività di San
Giuseppe
"Il
lavoro rispetti la dignità dell'uomo"
Intervento di Benedetto XVI davanti a 7 mila
lavoratori: "E' indispensabile però non idolatrarlo,
non esserne asserviti"
ROMA, 19.03.06 - "Il lavoro riveste primaria importanza
per la realizzazione dell' uomo e per lo sviluppo della società,
e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto
nel pieno rispetto dell'umana dignità e al servizio del
bene comune". Ma, "al tempo stesso, è indispensabile
che l' uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo idolatri,
pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo
della vita". È questo il messaggio del Papa ai 7mila
lavoratori che erano nella Basilica di San Pietro per celebrare
la festività di San Giuseppe, la cui testimonianza "mostra
che l' uomo è soggetto e protagonista del lavoro".
E
proprio a San Giuseppe, Benedetto XVI ha voluto affidare
oggi "i giovani che a fatica riescono ad inserirsi nel
mondo del lavoro, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi
dovuti alla diffusa crisi occupazionale". La realtà
del lavoro, ha sottolineato il Pontefice "è posta
oggi al centro di cambiamenti rapidi e complessi". "L'
attività lavorativa - ha scandito - deve servire al vero
bene dell' umanità, permettendo all' uomo come singolo
o come membro della società di coltivare e di attuare
la sua integrale vocazione". Secondo il Papa, "perchè
ciò avvenga non basta la pur necessaria qualificazione
tecnica e professionale; non è sufficiente nemmeno la
creazione di un ordine sociale giusto e attento al bene di tutti.
Occorre vivere una spiritualità che aiuti i credenti
a santificarsi attraverso il proprio lavoro, imitando san Giuseppe,
che ogni giorno ha dovuto provvedere alle necessità della
Santa Famiglia con le sue mani e che per questo la Chiesa addita
quale patrono dei lavoratori".
"Ricordati
del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai
e farai ogni lavoro; ma il settimo giorno è il sabato
in onore del Signore, tuo Dio", ha ripreso il Papa citando
la Genesi e affermando che "i no dei comandamenti sono
altrettanti sì alla crescita di un'autentica libertà".
"Il sabato - ha spiegato - è giorno santificato,
cioè consacrato a Dio, in cui l'uomo comprende meglio
il senso della sua esistenza ed anche dell'attività lavorativa.
Si può, pertanto, affermare che l' insegnamento biblico
sul lavoro trova il suo coronamento nel comandamento del riposo".
Ed il Compendio della dottrina sociale della Chiesa ricorda,
ha concluso Papa Ratzinger, che "all' uomo, legato alla
necessità del lavoro, il riposo apre la prospettiva di
una libertà più piena, quella del sabato eterno.
Il riposo consente agli uomini di ricordare e di rivivere le
opere di Dio, dalla Creazione alla Redenzione, di riconoscersi
essi stessi come opera sua, di rendere grazie della propria
vita e della propria sussistenza a lui, che ne è l' autore".
Con
il Papa hanno concelebrato il card. Camillo Ruini, vicario per
la diocesi di Roma e presidente della Conferenza Episcopale
Italiana, mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei
e mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, presidente della Commissione
Episcopale per i problemi sociale e il lavoro, la giustizia
e la pace.