Il
capo dei vescovi nel discorso al Consiglio della Cei
Ruini:
"Pericolosa offensiva sui Pacs"
"La Chiesa non dà indicazioni di
voto ma chiede il rispetto di vita e famiglia". Islam a
scuola? "Rischi di pericoloso indottrinamento"
ROMA,
20.03.06 - La Chiesa in vista delle prossime elezioni non scegle
alcuno schieramento politico ma indica "agli elettori e
ai futuri eletti" "quei contenuti irrinunciabili"
che dovranno orientare la scelta politica: vita, famiglia e
matrimonio in primis. Aprendo i lavori del consiglio permanente
della Cei, in corso da oggi a Roma, il presidente Camillo Ruini
ha ribadito l'indicazione a "Chiesa, clero e organismi
ecclesiali" a non scegliere alcun partito. Ha lamentato
i "toni accesi e i molteplici temi di polemica" di
questa campagna elettorale, e ha indicato in vita, famiglia
e matrimonio alcuni contenuti irrinunciabili per l'elettore
cattolico. Il capo dei vescovi italiani ha poi apertamente criticato
le delibere regionali che stanno aprendo ai Pacs e il progetto
di farne materia di provvedimenti su scala nazionale e definito
"difficili" le condizioni dell'economia italiana.
"NO
AI PACS" - "È preoccupante che alcune Regioni
stiano discutendo o abbiano già approvato normative che
mettono sullo stesso piano matrimonio e coppie di fatto; è
questa una strategia che punta a imporre a livello nazionale
una legge che equipari le unioni di fatto alle famiglie fondate
sul matrimonio" è l'allarme lanciato da Ruini. Il
riferimento è a Regioni come la Toscana, l'Umbria, la
Puglia, il Piemonte, la Campania, l'Emilia Romagna le Marche
che hanno messo a punto o sono sul punto di approvare una normativa
relativa al riconoscimento delle unioni di fatto. Inoltre già
una ventina di comuni ha aperto un registro per il riconoscimento
delle coppie di fatto.
"CAMPAGNA
ELETTORALE, TONI ACCESI" - Il summit dei vescovi italiani
si inserisce nel pieno della campagna elettorale. E Ruini non
poteva non accennare, seppure indirettamente, al tema delle
consultazioni politiche. Accenna così al "confronto
politico" che, "nel nostro Paese, è comprensibilmente
monopolizzato" spesso con "toni accesi e molteplici
terreni di polemica".
"LA
CHIESA NON SI SCHIERA" - La Chiesa - ha ribadito Ruini
- non dà indicazioni di voto, ma mette dei paletti, chiedendo
ad elettori ed eletti di prestare attenzione a "quei contenuti
irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità
della persona umana". Già nel consiglio permanente
di gennaio, Ruini aveva chiarito che intenzione della Chiesa
era di non schierarsi, ma poi aveva precisato che compito di
ogni "buon elettore cattolico" era quello di appoggiare
politici che promuovessero leggi a tutela della vita e della
famiglia. Per questo, Ruini e la Cei erano state accusate di
ingerenza e interferenza nella vita politica del Paese.
"NO
ALLA DIASPORA DEI CATTOLICI TRA I PARTITI" - Ruini ha inoltre
ribadito l'importanza dell'impegno dei cattolici nella vita
politica. Richiamando la Nota dottrinale della Congregazione
per la Dottrina della Fede del 24 novembre 2002 "circa
alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei
cattolici nella vita politica", il porporato ha spiegato
che, solo assumendola come riferimento concreto delle proprie
scelte sarà possibile evitare la "diaspora culturale
dei cattolici" e una loro "facile adesione a forze
politiche e sociali che si oppongano, o non prestino sufficiente
attenzione ai principi della dottrina sociale della Chiesa".
PERICOLOSO L'ISLAM A SCUOLA - Quanto all'insegnamento della
religione islamica nelle scuole pubbliche italiane, Ruini ha
detto che "se in via ipotetica è possibile, ci sono
molte condizioni che vanno osservate prima di procedere in questa
direzione". Infatti è necessario "assicurarsi
che l'insegnamento della religione islamica non dia luogo di
fatto a un indottrinamento socialmente pericoloso". "In
concreto - ha continuato il cardinale - manca finora un soggetto
rappresentativo dell'Islam che sia abilitato a stabilire con
lo Stato italiano un accordo in merito". Inoltre, ha aggiunto,
"la proposta di sostituire l'insegnamento della religione
cattolica con un insegnamento di storia delle religioni non
ha fondamento né giuridico né culturale".
"CONDIZIONI ECONOMICHE DIFFICILI" - Nella sua prolusione
Ruini ha affrontato anche la difficile situazione economica
italiana, per chiedere "un impegno forte e condiviso",
necessario a far ripartire il Paese. "Le condizioni della
nostra economia permangono purtroppo difficili", ha detto
citando "la mancanza di crescita nel corso del 2005 e l'incremento
del debito pubblico", pur sottolineando "una certa
ripresa" prevista per il 2006. "Serve un impegno forte
e condiviso - ha concluso - senza il quale sarebbe arduo attenuare
gli squilibri che affliggono da gran tempo il nostro Paese,
penalizzando soprattutto il Meridione, in particolare sul versante
cruciale dell'occupazione".