Il
rapporto dell' Osservatorio della terza Età
sugli italiani over 60
Anziani
d' Italia: «In forma e risposati»
Godono
di una buona salute, aiutano economicamente figli
e nipoti, uno su dieci ritorna a nozze con donne
under35
ROMA,
30.03.06 - È vero che l' Italia è
uno dei paesi più «anziani» del
mondo, ma i vecchietti nostrani sono tutto sommato
in discreta salute, con una gran voglia di sposarsi,
solitamente gli uomini con donne molto più
giovani, ma anche pronti a separarsi, e che nonostante
il reddito piuttosto basso, riescono ad aiutare
figli e nipoti. È quanto emerge dal Rapporto
nazionale 2006 dell' Osservatorio della terza Età
(Ote), presentato stamani a Roma presso l' Università
Luiss.
ALTO
IL NUMERO DEI CONIUGATI - Il 62,5% degli ultra
60enni sono coniugati, il 28% sono vedovi, l' 8,3%
celibi o nubili e l' 1,2% divorziati. Con grandi
differenze tra donne e uomini: mentre l' 82% dei
maschi sono coniugati, tra le donne questa percentuale
scende al 48%. Causa, ovviamente, l' alto numero
di vedove (41,4%), mentre i vedovi sono solo il
10%. Nel 2000 si sono sposati 5.595 ultra60enni,
di cui 4.139 uomini e 1.456 donne, ma con una percentuale
di divorziati molto diversa: su 1.000 uomini divorziati
20 si risposano, mentre il numero scende a 4 tra
le donne. Un anziano su 10 si sposa con una donna
con meno di 35 anni e, altro dato interessante,
una separazione su 5 vede come protagonista un anziano.
IN
GRAN PARTE AUTOSUFFICIENTI - In Italia gli anziani
non autosufficienti alla fine del 2004 erano 2.272.768
(15,5% del totale degli ultra 65enni), con percentuali
variabili dal 18,4% della Lombardia all' 11% del
Molise. Ad assisterli sono, nel 75,1% dei casi,
i figli, nel 41,6% il coniuge o il convivente, 20,6%
altri parenti, 4,1% i vicini e 3,6% le badanti.
Solo nell'1% dei casi i Servizi sanitari territoriali
e nello 0,8% i Servizi sociali. L' assistenza domiciliare
in Italia non supera il 3,5% dei casi, contro il
20% di Norvegia, Svezia e Danimarca.
LE
PATOLOGIE DISABILITANTI - Queste le patologie
che sono risultate più diffuse: osteroartrosi,
che interessa oltre il 50% degli ultra 65enni, soprattutto
di sesso femminile con una percentuale di disabili
intorno al 20%; fratture del femore, che interessano
il 60% delle ultra 75enni, e di queste il 30% diventa
disabile, il 30% non autosufficiente, 2 su 3 vengono
istituzionalizzati, il 3% muore durante il ricovero
e il 23% entro un anno dalla frattura; ictus, con
oltre 194 mila nuovi casi ogni anno, di cui il 75%
in ultra 65enni; Parkinson, che in Italia vede in
media circa 300 casi ogni 100 mila abitanti, che
arrivano a 2.000 fra i 70-80 anni, e che nel 30%
dei casi è associato a demenza e nel 40-50%
a depressione; demenza, che colpisce l' 1% della
popolazione tra 65 e 69 anni, con punte superiori
al 30% tra gli ultra 85enni; depressione, i cui
sintomi clinicamente significativi variano tra l'
8 e il 15% degli anziani che vivono a casa, con
punte che raggiungono il 30% tra gli istituzionalizzati;
scompenso cardiaco, di cui è affetto il 10%
degli ultra 80enni. E ancora: broncopneumopatia
cronica ostruttiva, ipovedenza, sordità e
incontinenza urinaria.
COME
VIVONO GLI OVER 60 - Dati interessanti da un
questionario somministrato dall' Ote a un campione
di 2.500 ultra 60enni. Con chi vivono: il 32,7%
vive da solo, il 53,8% con coniuge o convivente
e il 13,5% con altri familiari. Reddito netto mensile:
il 48% sotto 600 euro, il 32,2% tra 600 e 1.000
e il 9,8% oltre 1.000 euro. Abitazione: il 63,4%
vive in casa di proprietà, il 18,4% in affitto
e il 18,2% in case popolari. Collabora all'educazione
dei nipoti in modo continuativo il 63,9%, mentre
il 33,6% contribuisce regolarmente al sostegno economico
di figli o nipoti, il 42,6% qualche volta e solo
il 23,8% non lo fa mai. Quante volte dal medico
nell'ultimo anno: il 42,8% almeno una volta al mese,
il 43,7% ogni 2 o 3 mesi e il 13,5% mai. La spesa
per medici e farmaci nell'ultimo anno: il 42,8%
meno di 500 euro, il 31,9% circa 750 e il 25,3%
oltre 1.000 euro. Lo stato di salute: rispetto all'età
il 30,8% lo ritiene molto buono, il 43,8% buono
e solo il 25,4% «non sta tanto bene».
Di che cosa ha paura ? Il 35,2% di essere aggredito,
il 24,7 di essere truffato e il 36,9% di lasciare
la casa incustodita.