La
prima celebrazione del Venerdì Santo nuovo Pontefice
La
via Crucis di Benedetto XVI
Ratzinger
con la croce alla prima e ultima stazione. Temi forti nelle
riflessioni: sulla povertà, sulla famiglia, sulla necessità
di schierarsi, di prendere posizione di fronte alle ingiustizie.
ROMA,
14.04.06 - "I buoni vengono umiliati. Ma chi sarà
il vincitore? Tu sei l'ultima parola, in te i buoni hanno
già vinto e gli onesti vengono incoronati". Così
Papa Benedetto XVI ha aperto la sua prima Via Crucis dal Colosseo
in veste di Pontefice. "Stasera - ha proseguito il Santo
Padre -ripercorriamo la strada della Tua croce sapendo che
è anche la nostra strada, ma una certezza ci illumina:
la strada va oltre la Croce, va nel regno della vita, nella
luce che nessuno potrà mai rapirci". Il Papa ha
portato la croce per la prima stazione, recitata secondo il
Vangelo di Matteo, ela porterà all'ultima: in tutte
le altre sarà sostituito dal cardinale Ruini, da una
famiglia romana, da un giovane seminarista della diocesi degli
ucraini di Stanford, da una ragazza messicana, da due frati
francescani, da una ragazza coreana, da una suora, da una
ragazza dell'Angola e da una nigeriana. E' stata una via Crucis
dai temi forti e dalle posizioni nette: sulla povertà,
sulla famiglia, sulla necessità di chierarsi, di prendere
posizione di fronte alle ingiustizie.
MEDITAZIONI
- I testi delle meditazioni quest'anno sono state composte
da monsignor Angelo Comastri, arciprete della basilica di
san Pietro. Ogni sosta della croce prevede la lettura del
brano evangelico che ricorda le tappe del percorso di Cristo
verso il Golgota, accompagnata da una meditazione e da una
preghiera. "Nella Passione di Cristo - ha spiegato l'arcivescovo
ai microfoni della Radio Vaticana - confluisce la storia di
tutta l'umanità. E pertanto, guardando la Passione
di Cristo, noi possiamo capire la storia degli uomini".
Al termine Benedetto XVI rivolgerà ai fedeli la sua
parola, parlando a braccio.
I TEMI CENTRALI - I temi centrali oggetto delle meditazioni
sono il dramma della divisione del mondo in "ville e
baracche", l'aggressione diabolica alla famiglia, il
senso della Croce nell'esempio di diversi Santi fra i quali
Francesco d'Assisi, Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo
II.
"ATTACCO ALLA FAMIGLIA" - "Sembra che
oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno,
un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia".
Risuona grave la meditazione della settima stazione della
via della Croce, quella che evoca Gesù che cade per
la seconda volta. Al centro della riflessione gli attacchi
al "corpo santo di Cristo": quelli conto la "famiglia"
minacciata dall'ambizione di "reinventare l'umanità,
modificando la grammatica stessa della vita, così come
Dio l'ha pensata e voluta". Una "folle arroganza",
legge il lettore, mentre i fedeli presenti nell'Anfiteatro
Flavio ascoltano in silenzio, "è la più
folle arroganza, è la più pericolosa avventura".
"IL MONDO IN DUE STANZE" - Dopo il richiamo
alla sesta stazione: "Basterebbe un passo e i poveri
potrebberso sedersi alla tavola degli egoisti, che non possono
far festa da soli", il tema della disuguaglianza viene
ripreso con maggior froza alla nona stazione, quando la riflessione
scritta da don Angelo Comastri recita: "Dove agonizza
Gesù in questo tempo? La divisione del mondo in zone
di spreco e di miseria è l'agonia di Cristo oggi".
"Il mondo è composto di due stanze, in una stanza
si spreca e nell'altra si crepa; in una si muore di abbondanza,
e nell'altra si muore di indigenza; in una si teme l'obesità
e nell'altra si invoca la carità". Nella stazione
in cui si ricorda Gesù che cade per la terza volta,
la meditazione invita i fedeli a riflettere sulle iniquità
che rendono sempre più distanti il Nord ed il Sud del
pianeta. "Perchè non apriamo una porta? Perchè
non formiamo una sola mensa?". "Stolto chi pensa
di possedere qualcosa, perchè il mondo è Tuo,
Signore, che l'hai dontato a tutti. La folla presente all'Anfiteatro
Flavio durante il suggestivo rito del Venerdì Santo
presieduto da Benedetto XVi prega perchè finisca "lo
scandalo" di un mondo diviso "in ville e in baracche".
La croce alla nona stazione viene portata da due frati francescani
appartenenti alla Custodia della Terra Santa.
"IL CORPO UMILIATO" - "Gesù è
la dignità del corpo, ma oggi il corpo è venduto
e umiliato sui marciapiedi, nelle case". E' sulla dignità
del corpo che è centrata la riflessione della decima
stazione. "Quando capiremo che senza purezza il corpo
non vive?" "E' stata diffusa astutamente la convinzione
che la purezza sia contraria allamore. Ma solo chi è
puro può amare, solo chi è puro può amare
senza sporcare".
"LA CROCE E' LA NASCITA DELLA RIVOLUZIONE DI CRISTO"
- "L'uomo stoltamente ha pensato: Dio è morto.
Ma se muore Dio chi ci darà ancora la vita? Se muore
Dio che cos'è la vita?" questo il centro della
riflessione della dodicesima stazione, quella della morte
di Gesù. "La croce non è la morte di Dio.Dalla
croce nasce la vita nuova di Saulo, la conversione di Sant'Agostino,
la poverà di San Francesco d'Assisi, bontà irradiante
di Vincenzo de Paoli, l'eroismo dio Masimiliano Kolbe, la
carità di Madre Teresa di Calcutta, il coraggio di
Giovanni Paolo II, la rivoluzione dell'amore. Per questo la
croce non è la morte di Dio ma la nascita della sua
rivoluzone nel mondo".
"PREGARE PER AVERE IL CONTAGIO DELLA SPERANZA"
- "Noi abbiamo ucciso Gesù. Un solo dolore
abbraccia la madre col figlio. La pietà grida, commuove,
e ferisce anche chi è solito fare ferite" declina
la meditazione della tredicesima stazione,centrata sul dolore
della Madre di Cristo. "A noi sembra di avere compassione
di Dio e invece è ancora Dio ad avere compassione di
noi. Con Dio si può disperare? Maria, in quel figlio
abbracci ogni figlio e senti lo strazio di tutte le mamme
del mondo. Le Tue lacrime passano di secolo in secolo. Maria,
tu conosci il dolore ma credi. Credi che la notte prepara
l'aurora. Maria, tu che hai cantato il Magnificat intonaci
il canto che vince il dolore, prega per noi, perchè
arrivi anche a noi il contagio della viva speranza".
"La storia non muore nel sepolcro, ma esplode nel sepolcro".
"Il venerdì santo non è l'ultima parola,
e il sabato santo non è l'ultinmo giorno. L'ultimo
giorno è la Pasqua, il giorno dell'amore".
"NON POSSIAMO ESSERE NEUTRALI" - Papa Bendetto
XVI chiude infine la Via Crucis portando la croce nella quattrodicesima
e ultima stazione e parlando "a braccio". "Abbiamo
accompagnato Gesù nella via crucis, sulla strada dei
martire del Colosseo, dove tanti hanno sofferto e dato la
vita per Cristo, come lui stesso ha sofferto di nuovo in tanti.
La via Cruicis non è una cosa del passato o di un determinato
punto della terra. La via crucis abbraccia il mondo e attraversa
i continenti. Nella via crucis non possiamo essere solo spettatori.
Siamo coinvolti e dobbiamo cercare il nostro posto, dove siamo
noi. Non possiamo essere neutrali. Pilato, l'intellettuale
scettico, ha cercato di essere neutro, si stare fuori, ma
proprio così ha preso pozione contro la giustizia per
il conformismo della sua carriera. Dobbiamo cercare il nostro
posto, nello specchio della croce abbiamo visto le sofferenze
dell'umanità di oggi: bambini abbandonati, la famiglia
minacciata, la superbia dei ricchi e la misera di tanti che
soffrono fame e sete. Ma abbiamo visto anche stazioni di consolazione:
la madre che rimane fedele oltre la morte. Abbiamo visto la
donna coraggiosa che sta davanti al Signore e non ha paura
di mostrare la solidarietà con Cristo sofferente. Abbiamo
vsito Simone di Cirene, l'africano che porta con Gesù
la croce. E abbiamo visto che sulla via della croce, Paolo
ha trovato la luce della vita e così i grandi Santi
dopo di lui. E così siamo invitati a trovare la nostra
posizione con questi grandi coraggiosi, la strada con Gesù
e per Gesù, la strada della bontà, della verità,
del coraggio e dell'amore. Abbiamo capito che la via Crucis,
non è solo una collezione delle cose tristi e oscure
del mondo, e neppure un moralismo inefficiente, è un
grido di protesta che non cambia niente. La via crucis è
la via della misericordia che pone limite al male, come abbiamo
imparato da Giovanni Paolo II. È la via della misericordia
e della salvezza. Siamo invitati a prendere la via della misericordia
e porre con gesù il limite al male. Preghiamo di essere
contagiati dalla misericordia di Gesù. Preghiamo la
Santa Madre di Gesù di poter essere uomini e donne
della misericordia e contribuiamo alla salvezza del mondo
e della creatura uomo di Dio".