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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

La prima celebrazione del Venerdì Santo nuovo Pontefice
La via Crucis di Benedetto XVI

Ratzinger con la croce alla prima e ultima stazione. Temi forti nelle riflessioni: sulla povertà, sulla famiglia, sulla necessità di schierarsi, di prendere posizione di fronte alle ingiustizie.

ROMA, 14.04.06 - "I buoni vengono umiliati. Ma chi sarà il vincitore? Tu sei l'ultima parola, in te i buoni hanno già vinto e gli onesti vengono incoronati". Così Papa Benedetto XVI ha aperto la sua prima Via Crucis dal Colosseo in veste di Pontefice. "Stasera - ha proseguito il Santo Padre -ripercorriamo la strada della Tua croce sapendo che è anche la nostra strada, ma una certezza ci illumina: la strada va oltre la Croce, va nel regno della vita, nella luce che nessuno potrà mai rapirci". Il Papa ha portato la croce per la prima stazione, recitata secondo il Vangelo di Matteo, ela porterà all'ultima: in tutte le altre sarà sostituito dal cardinale Ruini, da una famiglia romana, da un giovane seminarista della diocesi degli ucraini di Stanford, da una ragazza messicana, da due frati francescani, da una ragazza coreana, da una suora, da una ragazza dell'Angola e da una nigeriana. E' stata una via Crucis dai temi forti e dalle posizioni nette: sulla povertà, sulla famiglia, sulla necessità di chierarsi, di prendere posizione di fronte alle ingiustizie.

MEDITAZIONI - I testi delle meditazioni quest'anno sono state composte da monsignor Angelo Comastri, arciprete della basilica di san Pietro. Ogni sosta della croce prevede la lettura del brano evangelico che ricorda le tappe del percorso di Cristo verso il Golgota, accompagnata da una meditazione e da una preghiera. "Nella Passione di Cristo - ha spiegato l'arcivescovo ai microfoni della Radio Vaticana - confluisce la storia di tutta l'umanità. E pertanto, guardando la Passione di Cristo, noi possiamo capire la storia degli uomini". Al termine Benedetto XVI rivolgerà ai fedeli la sua parola, parlando a braccio.

I TEMI CENTRALI - I temi centrali oggetto delle meditazioni sono il dramma della divisione del mondo in "ville e baracche", l'aggressione diabolica alla famiglia, il senso della Croce nell'esempio di diversi Santi fra i quali Francesco d'Assisi, Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II.

"ATTACCO ALLA FAMIGLIA" - "Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia". Risuona grave la meditazione della settima stazione della via della Croce, quella che evoca Gesù che cade per la seconda volta. Al centro della riflessione gli attacchi al "corpo santo di Cristo": quelli conto la "famiglia" minacciata dall'ambizione di "reinventare l'umanità, modificando la grammatica stessa della vita, così come Dio l'ha pensata e voluta". Una "folle arroganza", legge il lettore, mentre i fedeli presenti nell'Anfiteatro Flavio ascoltano in silenzio, "è la più folle arroganza, è la più pericolosa avventura".

"IL MONDO IN DUE STANZE" - Dopo il richiamo alla sesta stazione: "Basterebbe un passo e i poveri potrebberso sedersi alla tavola degli egoisti, che non possono far festa da soli", il tema della disuguaglianza viene ripreso con maggior froza alla nona stazione, quando la riflessione scritta da don Angelo Comastri recita: "Dove agonizza Gesù in questo tempo? La divisione del mondo in zone di spreco e di miseria è l'agonia di Cristo oggi". "Il mondo è composto di due stanze, in una stanza si spreca e nell'altra si crepa; in una si muore di abbondanza, e nell'altra si muore di indigenza; in una si teme l'obesità e nell'altra si invoca la carità". Nella stazione in cui si ricorda Gesù che cade per la terza volta, la meditazione invita i fedeli a riflettere sulle iniquità che rendono sempre più distanti il Nord ed il Sud del pianeta. "Perchè non apriamo una porta? Perchè non formiamo una sola mensa?". "Stolto chi pensa di possedere qualcosa, perchè il mondo è Tuo, Signore, che l'hai dontato a tutti. La folla presente all'Anfiteatro Flavio durante il suggestivo rito del Venerdì Santo presieduto da Benedetto XVi prega perchè finisca "lo scandalo" di un mondo diviso "in ville e in baracche". La croce alla nona stazione viene portata da due frati francescani appartenenti alla Custodia della Terra Santa.

"IL CORPO UMILIATO" - "Gesù è la dignità del corpo, ma oggi il corpo è venduto e umiliato sui marciapiedi, nelle case". E' sulla dignità del corpo che è centrata la riflessione della decima stazione. "Quando capiremo che senza purezza il corpo non vive?" "E' stata diffusa astutamente la convinzione che la purezza sia contraria allamore. Ma solo chi è puro può amare, solo chi è puro può amare senza sporcare".

"LA CROCE E' LA NASCITA DELLA RIVOLUZIONE DI CRISTO" - "L'uomo stoltamente ha pensato: Dio è morto. Ma se muore Dio chi ci darà ancora la vita? Se muore Dio che cos'è la vita?" questo il centro della riflessione della dodicesima stazione, quella della morte di Gesù. "La croce non è la morte di Dio.Dalla croce nasce la vita nuova di Saulo, la conversione di Sant'Agostino, la poverà di San Francesco d'Assisi, bontà irradiante di Vincenzo de Paoli, l'eroismo dio Masimiliano Kolbe, la carità di Madre Teresa di Calcutta, il coraggio di Giovanni Paolo II, la rivoluzione dell'amore. Per questo la croce non è la morte di Dio ma la nascita della sua rivoluzone nel mondo".

"PREGARE PER AVERE IL CONTAGIO DELLA SPERANZA" - "Noi abbiamo ucciso Gesù. Un solo dolore abbraccia la madre col figlio. La pietà grida, commuove, e ferisce anche chi è solito fare ferite" declina la meditazione della tredicesima stazione,centrata sul dolore della Madre di Cristo. "A noi sembra di avere compassione di Dio e invece è ancora Dio ad avere compassione di noi. Con Dio si può disperare? Maria, in quel figlio abbracci ogni figlio e senti lo strazio di tutte le mamme del mondo. Le Tue lacrime passano di secolo in secolo. Maria, tu conosci il dolore ma credi. Credi che la notte prepara l'aurora. Maria, tu che hai cantato il Magnificat intonaci il canto che vince il dolore, prega per noi, perchè arrivi anche a noi il contagio della viva speranza". "La storia non muore nel sepolcro, ma esplode nel sepolcro". "Il venerdì santo non è l'ultima parola, e il sabato santo non è l'ultinmo giorno. L'ultimo giorno è la Pasqua, il giorno dell'amore".

"NON POSSIAMO ESSERE NEUTRALI" - Papa Bendetto XVI chiude infine la Via Crucis portando la croce nella quattrodicesima e ultima stazione e parlando "a braccio". "Abbiamo accompagnato Gesù nella via crucis, sulla strada dei martire del Colosseo, dove tanti hanno sofferto e dato la vita per Cristo, come lui stesso ha sofferto di nuovo in tanti. La via Cruicis non è una cosa del passato o di un determinato punto della terra. La via crucis abbraccia il mondo e attraversa i continenti. Nella via crucis non possiamo essere solo spettatori. Siamo coinvolti e dobbiamo cercare il nostro posto, dove siamo noi. Non possiamo essere neutrali. Pilato, l'intellettuale scettico, ha cercato di essere neutro, si stare fuori, ma proprio così ha preso pozione contro la giustizia per il conformismo della sua carriera. Dobbiamo cercare il nostro posto, nello specchio della croce abbiamo visto le sofferenze dell'umanità di oggi: bambini abbandonati, la famiglia minacciata, la superbia dei ricchi e la misera di tanti che soffrono fame e sete. Ma abbiamo visto anche stazioni di consolazione: la madre che rimane fedele oltre la morte. Abbiamo visto la donna coraggiosa che sta davanti al Signore e non ha paura di mostrare la solidarietà con Cristo sofferente. Abbiamo vsito Simone di Cirene, l'africano che porta con Gesù la croce. E abbiamo visto che sulla via della croce, Paolo ha trovato la luce della vita e così i grandi Santi dopo di lui. E così siamo invitati a trovare la nostra posizione con questi grandi coraggiosi, la strada con Gesù e per Gesù, la strada della bontà, della verità, del coraggio e dell'amore. Abbiamo capito che la via Crucis, non è solo una collezione delle cose tristi e oscure del mondo, e neppure un moralismo inefficiente, è un grido di protesta che non cambia niente. La via crucis è la via della misericordia che pone limite al male, come abbiamo imparato da Giovanni Paolo II. È la via della misericordia e della salvezza. Siamo invitati a prendere la via della misericordia e porre con gesù il limite al male. Preghiamo di essere contagiati dalla misericordia di Gesù. Preghiamo la Santa Madre di Gesù di poter essere uomini e donne della misericordia e contribuiamo alla salvezza del mondo e della creatura uomo di Dio".