SPETTACOLO
La Chiesa critica la deformazione della figura di Cristo
«Il
Codice da Vinci è pura finzione»
Lettera dell'Opus Dei alla Sony, che distribuirà il
film tratto dal romanzo di Brown. «Serve un messaggio
prima della proiezionw»
TOKYO, 15.04.06 - Un annuncio prima della proiezione per chiarire
che ci si trova davanti a un'opera di fantasia e che qualsiasi
somiglianza con la realtà è puramente casuale.
E' la richiesta contenuta in una lettera inviata dall'Opus
Dei alla Sony in vista dell'uscita sul grande schermo del
film "Il Codice da Vinci", tratto dal romanzo di
Dan Brown.
«Come
probabilmente sapete già - si legge nella lettera -
vi sono vari aspetti del romanzo che deformano la figura di
Cristo, e che investono le credenze religiose dei cristiani.
Inoltre, nel libro si afferma che la Fede cristiana è
fondata su una grande menzogna e che la Chiesa cattolica si
è servita lungo i secoli di mezzi delinquenziali e
violenti per tenere le persone immerse nell'ignoranza».
Secondo l'Opus Dei, «il romanzo mescola realtà
e finzione e alla fine non si capisce dove venga fissato il
limite fra la realtà e l'invenzione, tanto che un lettore
ignorante dei fatti storici può giungere a conclusioni
erronee e può pure essere spinto a guardare la Chiesa
con minore simpatia, quando invece essa merita indubbiamente
molto rispetto».
La
mossa dell'Opus Dei non è isolata. Durante la celebrazione
per la Passione del Signore avvenuta venerdì nel Basilica
di San Pietro alla presenza di Benedetto XVI, il Predicatore
della Casa pontificia, padre Raniero Cantalamessa, aveva dichiarato:
«Cristo viene ancora venduto, non più ai capi del
sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi
di denari. Nessuno riuscirà a fermare questondata
speculativa, che anzi registrerà unimpennata con
luscita imminente di un certo film».