Se
la globalizzazione, significa che io devo rinunciare.
Allora ho deciso, Non la voglio.

Dopo la messa al bando del Presepio da parte
di molti Supermercati milanesi, giustificata da
un un "finto" calo di mercato, viene la
notizia da Bolzano il no alla "Canzoncina
di Natale su Gesu'". Pero' queste cose
ce le siamo volute, abbiamo concesso ....un dito.....ci
hanno preso la mano.... ora vogliono il braccio.
E diamogli il braccio, non uno, due, facciamo le
valige a chi non ha la forza di ascoltare le nostre
canzoncine tradizionali.. e mandiamoli a casa loro.
Subito prima di Natale, per intolleranza alla musica.
Mi
dispiace molto, ma io non rinunciero' mai alle mie
radici, al mio Presepio e alle Canzoni Natalizie,
ecc.
Le Maestre? Sull' Adamello a 3.539 m/sm.
e
non rompano i coglioni!!!.
Ascoltiamoci
- Silent
Night - Eva Willingham
"Niente canzoni di Natale a scuola"
BOLZANO,
13.12.06 - Si moltiplicano ora dopo ora le reazioni
politiche seguite alla decisione, presa da alcune
maestre della scuola materna la "Casa del
bosco", di non far cantare ai propri alunni
- per rispetto verso i bambini non cattolici - una
canzoncina di Natale su Gesù.
La
protesta di parte dei genitori ha fatto scoppiare
un vero e proprio caso. Dopo un primo intervento
dell' Union fuer Suedtirol, il movimento
fondato da Eva Klotz, secondo cui "la
tolleranza nei confronti delle altre culture non
significa che dobbiamo rinunciare alla nostra cultura
ed ai nostri costumi" è An che ha annunciato,
per bocca del senatore Alfredo Mantovano,
un'interrogazione al ministro della Pubblica Istruzione.
"E' necessario - ha detto Mantovano - che il
governo chiarisca se comportamenti come quelli tenuti
nella scuola materna di Bolzano, oltre a essere
patetici, siano conformi alle leggi dello Stato".
Scende
in campo l'ex sindaco di Bolzano Giovanni Benussi,
della Cdl, è "assurdo ed aberrante censurare
il Dio che si incarna per amore dell' umanità
forse sarà politically correct, ma certamente
è un' offesa per i cristiani e per la nostra
cultura". Interviene anche Alessandra Mussolini,
europarlamentare di Azione sociale "un conto
è la tolleranza ed il rispetto per tutte
le religioni, altro è la cancellazione di
ogni riferimento alle nostre radici cristiane".
"Di questo passo - dice in una nota - si andrà
verso una deriva nichilista che peserà sul
futuro del nostro popolo. E' un atto molto grave
che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti. Stiamo
andando verso una ghettizzazione e una marginalizzazione
dei cattolici veramente insopportabile".
Nel
tardo pomeriggio arriva una nota della Svp
- "Nella scuola di Bolzano si percorre la via
sbagliata verso la tolleranza" - e l' intervento
del presidente dell' Osservatorio sui Diritti dei
Minori, Antonio Marziale che si rivolge al
ministro dell' Istruzione affinchè "questo
sport nazionale sulla cacciata di Gesù per
ragioni pseudo diplomatiche cessi una volta per
tutte".
Non
manca di far sentire la propria voce anche la Lega
Nord: "La vera laicità non è
chiedere la rinuncia ai simboli cristiani, come
ha ribadito il Santo Padre Benedetto XVI. Ma questo
non ha inciso minimamente sulla sventurata decisione
di alcune maestre " laiché di Bolzano".
Secondo gli altoatesini di Unitalia, infine,"se
qualcuno si sente offeso dalla nostra religione,
dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni natalizie
può fare le valigie e ritornare con la prima
nave nel proprio Paese di origine".
Sull'
onda delle polemiche la dirigente della scuola materna
ha annunciato una riunione degli insegnanti nella
quale sarà ulteriormente valutata la circostanza.
Come era prevedibile la discussione si è
allargata all' intera città, anche perché
altre scuole materne dello stesso quartiere hanno
scelto strade diverse, sia pur con polemiche interne
di altro segno.
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