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Non
vogliamo vergognarci di dire Buon Natale
Appello
al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Negli ultimi anni in un numero sempre crescente
di scuole italiane le tradizionali recite di Natale
o i presepi sono stati sostituiti da attività
neutre, con la motivazione di non
offendere i bimbi di altre etnie e di altre religioni.
In questo modo, nel nome del rispetto delle
diversità, ai bambini che vengono
da nazioni straniere è tolta la possibilità
di conoscere il paese nel quale vivono, ai bambini
italiani è rubato un pezzo della loro storia
e della loro tradizione.
Crediamo che non sia labolizione del presepe
e dellalbero di Natale a promuovere lincontro
delle culture: in questo modo si favorisce la
sparizione di una cultura, la nostra, e non si
aprono spazi di incontro, perché il dialogo
presuppone l'incontro tra diversi.
Non è togliendo dalle scuole il presepe
- e invece facendo festeggiare la fine del Ramadan,
il Capodanno cinese o altre feste proprie delle
religioni e delle tradizioni altrui - che si integrano
i bambini e le loro famiglie nella società
dove hanno scelto di vivere. Peraltro il Natale
avrebbe le caratteristiche per diventare una festa
condivisa: vale la pena di ricordare
che lIslam riconosce il dogma dellImmacolata
concezione e venera Maria e Gesù.
Non vogliamo imporre a nessun bambino, a nessun
insegnante o preside di professarsi cristiano.
Vogliamo far conoscere a tutti i bambini il presepio,
memoria del sorgere del cristianesimo, religione
del nostro paese e fondamento dei princìpi
e dei valori universali propri di ogni essere
umano: libertà, uguaglianza, pari dignità
tra uomo e donna, democrazia.
Solo affermando i caratteri della nostra civiltà,
cultura e tradizione favoriremo il rispetto di
ogni civiltà.