Oltre
un chilo di sostanza in 98 ovuli ingeriti dalla donna
Da
modella a corriere della droga: arrestata
Ventiquattro anni, originaria di Santo Domingo,
è stata fermata a Catania con l'accusa di
traffico di stupefacenti
CATANIA,
26.12.06 - Si conferma ancora una volta che alla bellezza
non sempre corrisponde anche intelligenza. La fotomodella
dominicana, Mercedes Julissa Bianela Brito,
arrestata in Italia, anche qui e´da vedere,
perche´ in ogni angolo si "montano"
concorsi di bellezza, solo per il diletto degli occhi,
che si sgonfiano in delusioni personali, lanciando
piu' dei "stracci" nelle varie hall di Hotel
e Bar passatempo che vere "stelle".
L' eta' e' inesorabile, passa, a 18 anni e´
una cosa a 24 anni e´ una altra e forse nella
mente gia´ affiora il declino fisico, quello
mentale e' inesistente, generalmente son persone senza
lavoro che vivono alla giornata, di espedienti e lavorucci,
piccole fiere, ecc., quindi facile essere accalappiate
per "guadagni facilie e rapidi".
Quanta ingnoranza!!!! Come puo´ pensare di passare
inosservata una bella dominicana, che arriva a Catania,
con passaporto olandese? Quando diariamente vengono
fatti arresti nei vari aereoporti dominicani ed europei?.
Sono anche molte le morti di chi si avventura ad ingoiare
ovuli.
Son casi tristi, ma purtroppo avvengono. Inoltre come
si puo´ accettare una offerta di solo 4mila
euro per ingoiare e "portare" 98 ovuli contenenti
oltre un chilo di cocaina. Un carico di droga che
per le forze dell' ordine avrebbe avuto sul mercato
un valore di oltre 1,2 milioni di euro. Ignoranza!!!
La
cronaca e´ molto semplice ed il viaggio si è
interrotto all' aeroporto Fontanarossa di Catania,
dove la donna, una giovane fotomodella di 24 anni,
di origine dominicana ma con passaporto olandese,
famosa per alcune pubblicità, è stata
fermata dalla Guardia di Finanza etnea.
La
giovane fotomodella si trova ora, in buone condizioni,
ricoverata nell' ospedale Garibaldi del capoluogo
etneo dove è stata portata dagli uomini delle
Fiamme Gialle.
Indagini
sono in corso per accertare a chi fosse destinata
la droga, dalla quale, secondo i militari, si potevano
ricavare 20 mila dosi da vendere al dettaglio.