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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Ieri sera è morto Nico Azzi

11.01.07 - Ieri sera è morto un guerriero, così come solo un uomo d'arme può morire ... con un colpo inferto dal nemico o con un colpo inferto dalla sorte.
Nico è morto in un attimo, come in battaglia dove la separazione tra la vita e la morte è questione d'un soffio ... una attimo che si eterna nella memoria dei camerati, dei fratelli.
La comunità militante milanese porta un lutto grave che pesa come un macigno, in questi tempi d'uomini piccoli, la scomparsa di un Uomo Grande ... sfiora la tragedia ... assume il senso angoscioso della privazione, del "venir meno" , della sottrazione.

Siamo, da ieri sera, tutti noi, più poveri.
Nel ricordo di Nico, cercheremo però di fare di questo dolore, un'ulteriore puntello della corazza e di divenire quindi, proporzionalmente, più forti.

Nico era archetipo d'un tempo.
Per molte generazioni un mito ... mito che solo Nico non riconosceva e che con la naturelazza di chi ha tanto vissuto, sapeva diminuire e sorriderci.
Quel sorriso che assieme alla spada impugnata senza sosta, senza risparmio, sono il suo più grande insegnamento.

Nico era un padre.
Il dolore si amplifica cogliendoci nel pensiero della figlioletta di pochi anni.
Figlia che per Nico era la gioia più grande ... gioia che dava un senso di tenerezza ad una vita condotta con fiera ostinata durezza verso ogni nemico.
Figlia che sentirà più intensamente di ogni altro, l'assenza di Nico, per lei il più grande ed intimo compagno di gioco ... il privilegio di un rapporto speciale e profondo ... forte e lucente come il diamante.

Nico era memoria.
Memoria di urla e di grida in battaglia, memoria di sangue e trionfo e sconfitta ... memoria di soldato politico !
Parlare con Nico era imparare ... più che leggere mille libri.
Imparare della guerra e del dolore, della gioia e dell'amicizia ... Nico conosceva il clamore della piazza ed il silenzio della cella ... e lo insegnava ... senza esaltazione ... con la naturalezza di ha vissuto il proprio destino non nascondendosi, senza fuggirlo e contrastarlo, ma fondendosi ad esso.

Nico era cattolico.
Nico ... insegnava e parlava di Dio ... seguendo quel filo d'oro che si insinuava tra una bestemmia e l'altra, l'ascoltatore più attento poteva scorgere il disegno di fede che muoveva Nico, non fanatico o fondamentalista, ma sincero, autentico ... naturale perchè tramandatogli dai genitori e dalla comunità per la quale ha poi tanto combattuto e tanto vissuto.

Nico era un luogo.
In ogni città, la nostra gente, ha luoghi "fondanti" "originari".
Il ristorante di Nico, a Milano, è uno di questi luoghi ... è uno di quei posti che prendono il sapore, il profumo ed il clima di casa ... uno di quei luoghi in cui sai di poter andare , trovarti o perderti se credi, ma sempre al sicuro ... sempre accolto da un sorriso, da un saluto, da una pacca sulla spalla.
Il cuore pulsante di questa magia era Nico ...

Nico, che il domani ci colga degni del tuo esempio.
Nobis

Domani,
venerdì 12 gennaio alle ore 11.00 presso la basilica di Sant' Ambrogio a Milano, l' ultimo saluto a Nico
!

La Comunità Militante Milanese