Ieri
sera è morto Nico Azzi
11.01.07 - Ieri sera è morto un guerriero,
così come solo un uomo d'arme può
morire ... con un colpo inferto dal nemico o con
un colpo inferto dalla sorte.
Nico è morto in un attimo, come in battaglia
dove la separazione tra la vita e la morte è
questione d'un soffio ... una attimo che si eterna
nella memoria dei camerati, dei fratelli.
La comunità militante milanese porta un
lutto grave che pesa come un macigno, in questi
tempi d'uomini piccoli, la scomparsa di un Uomo
Grande ... sfiora la tragedia ... assume il senso
angoscioso della privazione, del "venir meno"
, della sottrazione.
Siamo, da ieri sera, tutti noi, più
poveri.
Nel ricordo di Nico, cercheremo però di
fare di questo dolore, un'ulteriore puntello della
corazza e di divenire quindi, proporzionalmente,
più forti.
Nico era archetipo d'un tempo.
Per molte generazioni un mito ... mito che solo
Nico non riconosceva e che con la naturelazza
di chi ha tanto vissuto, sapeva diminuire e sorriderci.
Quel sorriso che assieme alla spada impugnata
senza sosta, senza risparmio, sono il suo più
grande insegnamento.
Nico era un padre.
Il dolore si amplifica cogliendoci nel pensiero
della figlioletta di pochi anni.
Figlia che per Nico era la gioia più grande
... gioia che dava un senso di tenerezza ad una
vita condotta con fiera ostinata durezza verso
ogni nemico.
Figlia che sentirà più intensamente
di ogni altro, l'assenza di Nico, per lei il più
grande ed intimo compagno di gioco ... il privilegio
di un rapporto speciale e profondo ... forte e
lucente come il diamante.
Nico era memoria.
Memoria di urla e di grida in battaglia, memoria
di sangue e trionfo e sconfitta ... memoria di
soldato politico !
Parlare con Nico era imparare ... più che
leggere mille libri.
Imparare della guerra e del dolore, della gioia
e dell'amicizia ... Nico conosceva il clamore
della piazza ed il silenzio della cella ... e
lo insegnava ... senza esaltazione ... con la
naturalezza di ha vissuto il proprio destino non
nascondendosi, senza fuggirlo e contrastarlo,
ma fondendosi ad esso.
Nico era cattolico.
Nico ... insegnava e parlava di Dio ... seguendo
quel filo d'oro che si insinuava tra una bestemmia
e l'altra, l'ascoltatore più attento poteva
scorgere il disegno di fede che muoveva Nico,
non fanatico o fondamentalista, ma sincero, autentico
... naturale perchè tramandatogli dai genitori
e dalla comunità per la quale ha poi tanto
combattuto e tanto vissuto.
Nico era un luogo.
In ogni città, la nostra gente, ha luoghi
"fondanti" "originari".
Il ristorante di Nico, a Milano, è uno
di questi luoghi ... è uno di quei posti
che prendono il sapore, il profumo ed il clima
di casa ... uno di quei luoghi in cui sai di poter
andare , trovarti o perderti se credi, ma sempre
al sicuro ... sempre accolto da un sorriso, da
un saluto, da una pacca sulla spalla.
Il cuore pulsante di questa magia era Nico ...
Nico, che il domani ci colga degni del tuo esempio.
Nobis
Domani,
venerdì 12 gennaio alle ore 11.00 presso
la basilica di Sant' Ambrogio a Milano, l' ultimo
saluto a Nico!
La Comunità Militante Milanese