di
Professor Paolo Possenti
Una
«riforma demenziale» ovvero a
«carattere razzista antitaliano»
10.02.08 - Distratti dalle proposte
di nuove leggi elettorali e dalle feste di
fine d'anno a molti italiani ed agli stessi
organi di informazione sono sfuggite le notizie
relative ai risultati di una iniziativa messo
in atto questo sciagurato governo nel settore
immigrazione.
Con lo scopo finale di far entrare in Italia
nuovi immigrati e regolarizzare per giunta
quelli già esistenti sul nostro territorio
è stata messa in atto una sceneggiata
in cui si pretende di delegare «ai datori
di lavoro» la richiesta per far entrare
in Italia o regolarizzare i clandestini con
offerte di impiego e di attività con
la solita scusa della carenza di manodopera
nazionale in certi settori.
Il bello di questa legge sta nel fatto
però che tali richieste di lavoro possono,
essere fatte anche da Associazioni ed Enti
manco a dirlo governati dalle sinistre, cui
si sono aggiunte una serie di Organizzazioni
varie dietro le quali non è difficile
individuale le lobby operanti nel traffico
della immigrazione illegale.
La novità tecnica dell'operazione è
consistita nel poter inviare via internet
ai vari uffici del ministero degli Interni
e ad altri Organismi dipendenti le domande
dei supposti richiedenti un lavoratore straniero.
Le
cifre risultanti parlano da sole e stanno
a dimostrare il marcio che coinvolge le ideologie
di sinistra e la pericolosità delle
loro organizzazioni.
Infatti tali domande in pochi giorni sono
arrivate alla cifra record di circa 700,000
richieste a fronte di 170.000 unità
riservate nelle quote previste per immigrati
provenienti da molte decine di Paesi.
Orbene si è vista subito una sconcertante
anomalia per cui quasi la metà di queste
700.000 domande proviene da due soli Paesi,
il Marocco ed il Bangladesh.
Precisamente circa 240.000 dal Marocco e 70.000
dal Bangladesh.
Queste le cifre ufficiali ma a noi risulta
che sono anche superiori.
La metà delle restanti domande fanno
anche queste rirferimento ad altri Paèsi
musulmani.
Solo un 20-25% riguarda est europei (Romania
inclusa), sudamericani e Filippine.
Con l'aria che tira nel mondo la prima
domanda che dei governanti, fossero pure di
sinistra ma non ragionassero secondo logiche
demenziali, si dovrebbero porre è quella
se sia il caso di fare entrare in Italia al
ritmo ufficiale di mezzo milione all'anno
(sui andrebbero aggiunti altri inevitabili
clandestini) immigrati mussulmani.
Ma c'è di più.
E'
perfettamente noto alle autorità competenti
che gli immigrati di queste aree musulmane
non soddisfano affatto alcune fondamentali
esigenze del mercato del lavoro italiano.
In Italia in primo luogo sono necessari lavoratori
nel settore della collaborazione familiare
come badanti per anziani, infermiere e servizi
a domicilio di vario genere, ciò principalmente
a causa della crisi della famiglia.
E' ben noto invece che i musulmani non permettono
alle loro donne di andare a lavorare a casa
altrui ed in genere di lavorare tout court
Perciò un settore promettente del lavoro
non viene da loro fatto per principio neppure
se fosse per esigenze umanitarie.
Il governo poi non ci fornisce statistiche
sul tipo di lavoro che marocchini e bengalesi,
tanto per fare due esempi, svolgono in Italia.
E' tuttavia risaputo che queste comunità
svolgono per lo più le loro attività
in settori commerciali di tipo illegale o
comunque non autorizzati.
Bengalesi in particolare svolgono un commercio
al minuto fuori da ogni controllo su bancarelle
che a migliaia popolano le strade delle nostre
città e basta una pioggia per vedere
sbucare da ogni angolo migliaia di venditori
di ombrelli tutti regolarmente bengalesi che
fanno pensare ad una organizzazione internazionale
ad hoc.
Non fanno niente di male, si dice, ma ciò
non è vero.
A parte il danno economico e fiscale al commercio
nazionale ed alle migliaia di. aziende italiane
per lo più piccole costrette a chiudere
per questa concorrenza sleale tale attività
si presta alle attività criminali che
trovano in questo supporto un canale di vendita
ideale specie per le merci contraffatte o
rubate.
A Roma in particolare il fenomeno è
imponente e si collega anche subaffitto di
attività su strada con chioschi, carretti,
postazioni ove si vende ogni cosa fin su Piazza
Venezia con connessioni abusive e criminose
che arrivano sulla soglia dei palazzi comunali
dove Veltroni fa finta di non vedere e di
non sentire i commercianti onesti e 1'impotenza
dei vigili urbani ad arginare tali fenomeni.
Di tale commercio in tutta l'Italia non c'è
nessun bisogno.
La
questione dei marocchini è anche più
grave per molti aspetti.
Anche i marocchini vanno a collocarsi in gran
parte nel settore del commercio e della distribuzione
dove lavorano in gran parte in nero.
Tutto il settore dei distributori di benzina
è ad esempio occupato da marocchini,
mentre il gestore italiano si fa si o no vedere
per incassare.
Molto più grave è l'attività
dei marocchini nel settore dello spaccio di
droga, di cui sono i maggiori distributori
al minuto, per un giro di affari di qualche
miliardo di euro.
Dopo i cittadini romeni (in gran parte zingari
rom o sinthi) la percentuale maggiora di carcerati
stranieri in Italia sono marocchini.
E si noti bene che in Italia il 33% dei
reclusi sono stranieri senza che un governo
abbia mai pensato a far scontare loro la pena
nel Paese di origine con risparmi enormi per
il nostro erario (quasi tutti i Paesi di origine
sarebbero disposti a tenersi i loro connazionali
se noi pagassimo modeste rette).
Non si hanno notizie di quanti marocchini,
del quasi mezzo milione residente effettivamente
in Italia
(di cui la metà regolari) facciano
lavori utili nell'industria o nell' agricoltura,
ma si calcola siano meno del 10%.
Anche di questi nuovi immigrati dal Marocco
1'Italia potrebbe fare senz'altro a meno.
Lo
stesso discorso, se si eccettua la droga,
si potrebbe fare per i commerci senegalesi,
che godono di una tolleranza che porterebbe
dopo un po' in galera qualsiasi italiano che
si azzardasse a fare certe infrazioni fino
in Piazza S.Pietro!!!
Le sinistre per mascherare vilmente le
loro intenzioni non hanno esitato ad infamare
i rumeni in quanto tali, latini come noi e
parlanti una straordinaria lingua neolatina,
non facendo una necessaria distinzione con
gli zingari di origine romena, una etnia di
asiatica parlante una lingua totalmente diversa
dal romeno ed organizzata in tribù
migranti: genti di cui in primo luogo hanno
diffidato gli stessi romeni da sempre.
Il messaggio di certi ambienti della sinistra
vuole mostrare agli italiani che anche gli
immigrati europei hanno una inclinazione a
delinqure.
Invece il caso dei romeni dimostra tutto il
contrario.
Per educazione e cultura i veri romeni sono
come noi italiani seri ed affidabili come
sanno bene quei 23.000 (ventitremila)imprenditori
italiani che hanno aperto le loro fabbriche
in Romania!!!
Veltroni
sapeva benissimo chi erano i 40.000 zingari
accampati alle porte di Roma e ha finto di
accorgersene solo quando l'opinione pubblica
finalmente si è svegliata furiosa.
Altri immigrati di eccezionale serietà
e capacità lavorative sono gli ucraini,
i moldavi, i polacchi e quanti altri hanno
lasciato l'est europeo dopo il crollo del
comunismo.
Onesti e lavoratori si sono dimostrati anche
in genere i sudamericani ed i filippini.
Fra gli europei solo gli albanesi - in prevalenza
non quelli di cultura europea - hanno creato
gravi
problemi di criminalità diffusa, oggi
contenuta grazie alla serietà e al1'impegno
delle autorità albanesi.
Ma si tratta di una piccola nazione cui l'Italia
ha dato molti aiuti.
Ma cosa succederà all'Italia se aprirà
le porte indiscriminatamente a popoli di cultura
totalmente diversa, poco desiderosi di partecipare
al lavoro in settori veramente produttivi
e per giunta imbevuti spesso di idee che -
inutile negarlo - sono foriere di vero odio
contro gli italiani ed i cristiani in genere?
Forse l'esempio della Francia non basta?
Noi che potremmo scegliere, secondo ragione,
umanità e convenienza, i nostri immigrati
perchè dovremmo preferire bengalesi
e marocchini a sudamericani, filippini o magari
i discendenti degli italiani all'estero?
C'è
infine da dire che l'elemento unico che ha
unito gli italiani nei secoli passati è
stata la comune religione cristiana cattolica.
Ci furono risparmiate le terribile guerre
civili che hanno sconvolto mezza Europa ed
il mondo mussulmano con la cacciata e lo sterminio
dei cristiani sui loro territori, da ultimo
greci ed armeni.
Solo chi è totalmente ignorante della
storia e si muove secondo dogmi falsi e ormai
veramente criminosi può ignorare le
realtà che muovono da sempre la vita
di questo mondo.
Una situazione che non è per nulla
migliorata negli ultimi decenni; chi temeva
e teme lo scontro di civiltà ha avuto
perfettamente ragione.
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