Arrivato
Bush, Roma blindata
Nel pomeriggio sfilano i «No War»
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| Bush
scende dall'aereo a Ciampino (Ansa) |
11.06.08
- ROMA - George W. Bush, partito poco
dopo le 14:00 da Berlino per Roma con l'Air
Force One, è arrivato a Ciampino alle 16,10.
La macchina della sicurezza, per la visita
del presidente americano, è già in funzione
dalla prima mattina. Quando è apparso dal
portellone del Boeing 747 con i colori bianco
e celeste e l'emblema della bandiera a stelle
strisce sulla coda, George W. Bush ha salutato
con più cenni della mano rivolto verso fotografi
e cineoperatori. Sotto la scaletta del velivolo
erano presenti a salutarlo l'ambasciatore
Usa a Roma, Ronald P. Spogli, con gli ambasciatori
presso il Vaticano Mary Ann Glendon e presso
la Fao, Gaddi Vasquez; per parte italiana
l'ambasciatore a Washington, Giovanni Castellaneta
e il capo del Cerimoniale diplomatico della
Repubblica, ambasciatore Leonardo Visconti
di Modrone. Bush si è intrattenuto a colloquio
per alcuni minuti e poi, direttamente sul
piazzale di rappresentanza antistante la palazzina
del 31øStormo, ha preso posto sulla speciale
limousine nera blindata che si era fermata
a pochi metri dall'Air Force One. Il lunghissimo
corteo, scortato da un imponente dispositivo
di sicurezza sia italiano sia statunitense,
ha lasciato l'aeroporto di Ciampino diretto
alla residenza dell'ambasciata Usa ai Parioli.
Circa mezz'ora prima dell'aereo presidenziale,
era atterrato a Ciampino il Boeing 757 di
«appoggio» che segue il viaggio del Presidente
Usa in Europa.
CORTEO
SUL RACCOPRDO ANULARE - Il corteo presidenziale
con George Bush è passato sul Grande Raccordo
Anulare di Roma. Il traffico è stato bloccato
a «soffietto» ovvero soltanto al passaggio
delle 15 auto che formavano il corteo presidenziale.
Ad aprire la lunga sfilata di auto, ci sono
le volanti della polizia stradale, poi due
della Polizia di Stato, quattro mini-van dei
Nocs, una delle due limousine americane, ancora
due furgoni dei reparti speciali, ed infine
dopo la seconda limousine, altre quattro dei
Nocs. Il presidente americano, come protocollo
di sicurezza, non si sa mai in quale delle
due limousine, viene fatto salire. A sorvegliare
il corteo, l'elicottero della polizia che
invia le immagine nella sala operativa della
Questura di Roma e del Comando provinciale
dei carabiniere
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| Roma
blindata per l'arrivo di Bush (Benvegnù-Guaitoli) |
IL
PIANO SICUREZZA - Nella capitale sono
state effettuate bonifiche e sopralluoghi
in collaborazione tra forze di polizia e gli
007 americani. Il piano di sicurezza è stato
messa a punto dalla questura capitolina e
approvato dal Prefetto, Carlo Mosca. Appena
dopo il suo arrivo a Ciampino nell’aeroporto
militare, il presidente Usa andrà a Villa
Taverna, residenza dell'ambasciatore americano
a Roma. Fuori Villa Taverna è scattato il
divieto di parcheggio, le linee degli autobus
sono state deviate, i parcheggi dei taxi spostati,
i tombini sigillati, i cassonetti portati
via, i tiratori scelti sono stati sistemati
nei palazzi circostanti. Sono pronti anche
gli artificieri, le squadre antisabotaggio
e le unità cinofile per controlli e bonifiche
periodiche. Sono già sono arrivate a Roma
le auto blindate che trasporteranno Bush e
la moglie Laura. Le vetture sono arrivate
con tre aerei da trasporto C27 statunitensi,
mentre il Presidente arriverà a bordo di un
Boeing 747, l'Air Force One presidenziale,
che sarà preceduto di qualche minuto dal velivolo
gemello, l'Air Force Two. Previsto per questo
pomeriggio, in contemporanea con l’arrivo
di Bush, un corteo pacifico dei No War.
AHMADINEJEAD - Intanto Mahmud Ahmadinejad
torna ad attaccare proprio il presidente americano.
Il leader iraniano, durante un comizio, si
è rivolto nuovamente a lui: «Bush non è in
grado di dare nemmeno un pizzicotto all'Iran.
l suo tempo è finito. Non sarà in grado di
prendere nemmeno un centimetro della sacra
terra dell'Iran». Ahmadinejad ha affermato
che, quando le truppe americane hanno invaso
l'Afghanistan e l'Iraq, l'intento di Washington
era accerchiare la Repubblica islamica per
poi attaccarla. «Fin dall'inizio l'Iran era
il loro obiettivo», ha aggiunto. «Ho informazioni
precise - ha raccontato il presidente iraniano
- su un incontro avuto da Bush con i suoi
generali durante la sua visita in questa regione
(nel gennaio scorso, ndr). Lui voleva convincerli
ad attaccarci, ma loro gli hanno presentato
un quadro della situazione che lo ha spaventato
a tal punto che poi è scappato in Australia
e per due giorni non è riuscito a parlare
bene». Ora, secondo Ahmadinejad, il presidente
Usa «è tornato a pensarci, ma gli assicuro
che non potrà realizzare i suoi sogni».