Ricordando
Ettore Muti
25.08.08
- Questa Repubblica non si smentisce mai.
Giunta ormai al collasso, puro elemento di
mercantilismo e disfacimento morale a tutti
i livelli, continua ad esercitarsi in squallide
operazioni di censura all'insegna di ventilate
quanto immaginarie provocazioni.
Oggetto: i morti (anzi, gli assassinati) fascisti.
Dopo 75 anni dall'inizio della guerra civile,
commemorare i nostri Caduti con le nostre
insegne è diventato un atto provocatorio
da impedire ad ogni costo. E non sono soltanto
epigoni resistenziali ad impedirlo, bensì
le più alte istituzioni rappresentanti
locali di governo. L'ultimo episodio, in ordine
di tempo, si è verificato nel cimitero
monumentale di Ravenna, il 24 agosto scorso,
in occasione della commemorazione di Ettore
Muti, il più decorato Soldato d'Italia,
ucciso a tradimento il 26 agosto 1943. Una
commemorazione promossa, come ogni anno, dalle
Federazioni ANAI di Ravenna e Bologna con
l'intervento delle Federazioni di Ravenna,
Ferrara e Padova del Raggruppamento.
Questi i fatti.
Ai
presenti alla cerimonia non è stato
concesso di parteciparvi con i propri labari
e bandiere della Rsi, evidentemente ritenuti
"provocatori", così
come è stato vietato qualsiasi discorso
commemorativo. Proibito dalle Forze dell'ordine
l'esposizione dello stesso semplice tricolore.
Benevola concessione, la posa di una corona
sulla tomba di Ettore Muti seguito però
da un triplice PRESENTE! Forse, mancavano
gli addetti alla cucitura delle labbra.
Non occorrono commenti.
Da aggiungere soltanto, come abbiamo già
affermato in altre circostanze del genere,
che tale miserevole ostracismo rappresenta
per noi il lievito naturale per crescere e
continuare a testimoniare i nostri valori
e il ricordo ai nostri Caduti.
Certo, quando anche i morti fanno paura .....
Il Presidente Nazionale RNCR-RSI
Gianni Rebaudengo