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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Cronaca 2008

13.09.08 - Nota di Merimar:

il messaggio che segue mi viene inviato da un ex combattente della Divisione Fanteria di Marina "Decima" Battaglione "Lupo", se ricordo bene.
A dimostrazione che taluni signori quando andavano a caccia di voti dei fascisti del "Ventennio" avevano un determinato linguaggio.
Quando poi hanno visto che quel serbatoio elettorale andava esaurendosi e contemporaneamente venivano offerte loro altre possibilità di carriera politica, hanno buttato tutto alle ortiche e si sono rifatta una nuova verginità, in pretto stile italyota o da "8 di settembre".


Messaggio di Fini
La Storia sta dandoci una rivincita di cui siamo orgogliosi.
dal "Secolo d'Italia" 7 maggio 1992

Ai combattenti della Decima riuniti alla Piccola Caprera il Segretario nazionale del MSI-DN Gianfranco Fini ha inviato un messaggio di saluto e di solidarietà, letto ai partecipanti dal Comandante Buttazzoni ed accolto con un grande applauso.
Eccone il testo:

" Ai combattenti della Decima, espressione più alta del valore dei nostri soldati, va il cameratesco saluto di tutto il Msi. A chi, come voi, difese l'onore e la dignità della Patria nel momento più tragico e doloroso della nostra storia nazionale, deve rendere omaggio ogni italiano: ognuno di voi e con voi tutti i combattenti delle Forze armate della Rsi, rappresenta la prova che chi è vinto dalle armi ma non dalla storia, è destinato, con il passare del tempo, a gustare il dolce sapore della rivincita..

I vostri ideali, raccolti idealmente dalle giovani generazioni, hanno già trionfato, ed i nemici di ieri, vincitori militari solo per la preponderanza delle forze in campo, sono i grandi sconfitti della fine secolo.

Dopo quasi mezzo secolo il fascismo è idealmente vivo, dopo solo tre anni dalla caduta del muro di Berlino, il comunismo è definitivamente morto. Nessuno lo rimpiange, in milioni lo maledicono.

E chi, come voi, ha sempre combattuto per un' Italia migliore, non può non avere avuto un moto di spontaneo orgoglio. L'orgoglio di chi sa di essere nel giusto, il 25 aprile 1992, cioè il giorno in cui, per una imperscrutabile volontà del destino il Capo dello Stato ha sepolto la Repubblica nata dalla resistenza.

Molto c'è ancora da fare, comunque, specie per cancellare le leggi barbare della discriminazione e dell'odio istituzionalizzato. Soltanto dopo si potrà davvero parlare di pacificazione nazionale.
Come sempre, il Msi sarà al vostro fianco

Gianfranco Fini


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