Guai
ai giornalisti liberi...
Inchiesta
sui veleni a Napoli perquisiti l'Espresso
e due reporter
Vent'anni di soldi facili con la camorra.
Le anticipazioni ieri sul sito
14.09.08
-ROMA - Perquisiti dalla Guardia di Finanza
la redazione de L' Espresso e le abitazioni
dei giornalisti Gianluca Di Feo e Emiliano
Fittipaldi. Le fiamme gialle si sono presentate
in redazione questa mattina per controllare
e sequestrare documenti e computer dei giornalisti.
La perquisizione è stata ordinata dopo
la pubblicazione dell'inchiesta di copertina
del settimanale in edicola da oggi e anticipata
largamente ieri sul sito, "Così
ho avvelenato Napoli".
Nell'inchiesta
sono riportate le confessioni dell'imprenditore
Gaetano Vassallo, sullo smaltimento
dei rifiuti tossici in Campania per conto
della Camorra. Nelle sue confessioni Vassallo
chiama in causa politici e funzionari: in
particolare il sottosegretario all'Economia,
Nicola Cosentino, oltre a una nutrita
schiera di sindaci e manager degli enti locali
campani.
Immediati
i messaggi di solidarietà alla redazione
de L'espresso e a Di Feo e Fittipaldi. A cominciare
da quello della direzione di Repubblica: "Ezio
Mauro e la Direzione di Repubblica sono solidali
con gli amici dell'Espresso che con il loro
lavoro difendono il diritto di cronaca, fondamento
di una opinione pubblica libera e consapevole".
''Siamo
preoccupati - afferma Paolo Butturini,
segretario di Stampa Romana - per il clima
di ostilità che si va diffondendo nel
Paese verso la libera informazione. I giornalisti
esercitano soltanto il loro diritto-dovere
di indagare e raccontare ai cittadini quel
che accade in Italia. In una democrazia è
necessario che l'informazione sia tutelata
e possa svolgere liberamente il proprio compito.
Nel caso dei colleghi de L' Espresso, poi,
siamo di fronte a giornalisti che, a rischio
della propria incolumità, indagano
sul perverso intreccio fra politica, imprenditoria
e poteri criminali nell'oscura vicenda dello
smaltimento dei rifiuti tossici".
La
redazione de L'Espresso, attraverso una nota
del comitato di redazione, esprime grande
preoccupazione per l'intervento della Guardia
di Finanza: "Ancora una volta l'esercizio
del diritto di cronaca è oggetto di
atti intimidatori che respingiamo fermamente.
Gravi e offensivi per il lavoro dei nostri
giornalisti appaiono per di più i modi
con cui le perquisizioni si stanno svolgendo
(ben diciotto agenti impegnati). Non possiamo
fare a meno di notare - conclude la nota
del cdr - che un simile spiegamento di
forze avviene in seguito ai riferimenti contenuti
nell'inchiesta sul presunto ruolo nello scandalo
dei rifiuti di un sottosegretario del Governo".
Sulla
stessa linea il segretario della Federazione
nazionale della stampa Franco Siddi che definisce
"davvero inaccettabile l'irruzione
della guardia di Finanza nella redazione romana
de L'espresso e in casa di due colleghi".
"Comprendiamo - aggiunge - che
l'attività della magistratura sia in
una fase delicata ma non possiamo accettare
che l'attività giornalistica di inchiesta
venga trattata come fosse illegale e sotto
tutela. Ci pare che fin troppo chiaro il tentativo
di affievolire la capacità di ricerca
della verità da parte dei giornalisti.
Sono ormai, infatti, troppi in questi mesi
gli interventi sui colleghi e sulle redazioni".