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Ottobre 1922: 230 Italiani Israeliti partecipano
alla Marcia su Roma.
28.10.09 - Alla fondazione dei Fasci di Combattimento
il 23 Marzo 1919 vi furono 5 Italiani di Religione
Israelita, tra i quali uno, Cesare Goldman,
procurò la Sala in Piazza San Sepolcro
a Milano. Il letterato Ebreo goriziano Enrico
Rocca fu uno dei fondatori del Fascio
di Roma. Tre Ebrei caddero durante la Prima
Guerra Civile Italiana del 1919-1922, di cui
ho parlato in "Morti Dimenticati"
nel dicembre 2006 nel Post "Mondolfo
Bruno - Duilio Sinigaglia - Gino Bolaffi.
Tre Martiri Fascisti Israeliti",
che ripropongo:
"Bruno
Mondolfo, fiumano, venne ucciso nella
Città Irredenta il 27 Maggio 1921 appena
ventenne dalle forze dell' ordine durante
una manifestazione contro la politica rinunciataria
del Ministro Sforza nei riguardi di Fiume.
Duilio Sinigaglia, aveva ventisei anni
e apparteneva al Fascio modenese e comandante
delle squadre d'azione. Ex Tenente degli Arditi
ed ex legionario fiumano. Venne ucciso durante
il famoso eccidio di Modena del 26 Settembre
1921 sul quale ritornerò più
avanti, quando parlerò di Mario
Ruini.
Gino Bolaffi, di cui purtroppo non
ho trovato notizie.
In effetti non vi è da stupirsi, perchè
moltissimi Italiani di Religione Israelita
aderirono al Fascismo: nella famosa riunione
in piazza San Sepolcro a Milano (23 marzo1919),
fra i 119 fondatori del Fascismo ci sono anche
cinque Israeliti, ed è uno di loro
(Cesare Goldman) a procurare la sala all'associazione
industriali dove Mussolini tiene a battesimo
il movimento.
Più di 230 Israeliti partecipano alla
marcia su Roma nellottobre del 1922
e risulta che a quella data gli iscritti al
partito Fascista o a quello Nazionalista (che
poi nel 1923 si fondono) siano ben 746.
A Fiume con D'Annunzio ci sono Israeliti,
fra cui Aldo Finzi che diviene poi
sottosegretario agli interni di Mussolini
e membro del Gran Consiglio, mentre Dante
Almansi ricopre addirittura sotto il Fascismo
la carica di vice capo della polizia. Guido
Jung è eletto deputato Fascista
e viene nominato ministro delle Finanze dal
1932 al 1935. Maurizio Rava è
nominato vicegovernatore della Libia, Governatore
della Somalia e Generale della Milizia Fascista.
Tanti altri Israeliti, pur occupando posti
di minore importanza, contribuiscono allaffermazione
del Fascismo, come il commendator Elio
Jona, finanziatore de Il Popolo dItalia,
e come gli industriali lombardi che, per paura
del comunismo, sostengono finanziariamente
il movimento.
Lo stesso Benito Mussolini conta fra i suoi
amici esponenti dell Ebraismo, quali
la russa Angelica Balabanoff, Cesare
Sarfatti e Margherita Sarfatti,
per lungo tempo amante del duce, condirettrice
della rivista Fascista "Gerarchia"
e autrice della prima biografia di Mussolini
dal titolo Dux, tradotta in tutte le
lingue, che contribuisce significativamente
a propagandare il fascismo a livello mondiale.
Nel novembre del 23 Mussolini, dopo
aver ricevuto il Rabbino di Roma Angelo
Sacerdoti, fa diramare un comunicato ufficiale
in cui si legge: "S.E. ha dichiarato
formalmente che il Governo e il Fascismo italiano
non hanno mai inteso di fare e non fanno una
politica antisemita, e che anzi deplora che
si voglia sfruttare dai partiti antisemiti
esteri ai loro fini il fascino che il fascismo
esercita nel mondo".
Nel 1930, lanno dopo il Concordato col
Vaticano, il duce fa approvare la Legge
Falco sulle Comunità israelitiche
italiane, accolta molto favorevolmente
dagli ebrei italiani.
Nel 32 la Mondadori pubblica i famosi
Colloqui con Mussolini di Emil Ludwig,
e il Duce condanna il razzismo senza riserve,
definendolo una "stupidaggine",
quanto all antisemitismo, afferma che
"non esiste in Italia". Dopo
la presa del potere da parte di Hitler,
i profughi ebrei dalla Germania vengono accolti
e il loro insediamento non è ostacolato
dalle Autorità.
La risposta delle comunità ebraiche
è ottima: tra lottobre del 1928
e lottobre del 1933, sono 4920 gli ebrei
che si iscrivono al partito Fascista.
Nel 34 Mussolini da il via libera
alla creazione della sezione Israelita della
scuola marittima di Civitavecchia (molti dei
partecipanti costituiranno poi il nucleo della
Marina Israeliana).
Lanno dopo diversi ebrei partecipano
alla guerra d'Etiopia e, successivamente,
alla guerra di Spagna: uno dei caduti in Spagna
(Alberto Liuzzi) è perfino decorato
di medaglia d'oro. Anche quando la Società
delle Nazioni sanziona lItalia, ladesione
alla "giornata della fede"
e allofferta delloro da parte
delle comunità Israelite è larghissima.
La guerra in Africa mette il Governo Italiano
in contatto coi 30 mila Falascià che
vivono in Abissinia, un nucleo di negri professante
la Religione Israelita ma vissuto per secoli
in assoluto isolamento. Mussolini, ritenendo
opportuno favorire questo gruppo, dopo che
i capi Falascià hanno prestato il giuramento
di fedeltà, lo mette in relazione con
gli Israeliti dItalia.
Nel 1939, nonostante le vergognose Leggi Razziali
già pubblicate, Dante Almansi,
presidente dellUnione delle comunità
ebraiche italiane, è autorizzato dal
Governo a creare unorganizzazione per
assistere i rifugiati ebrei giunti in Italia
da altre parti d Europa. Conosciuta
come Delasem, il nome per esteso
di questa organizzazione era Delegazione
Assistenza Emigranti Ebrei.
Tra il 1939 e il 1943 la Delasem aiuta oltre
cinquemila rifugiati ebrei a lasciare lItalia
e raggiungere Paesi neutrali, salvando loro
la vita."
Il
28 Ottobre 1922, 230 e più Ebrei parteciparono
alla Marcia su Roma...
http://lanostrabandiera.blogspot.com/2008/10/28-ottobre-1922-230-italiani-israeliti.html