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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Seminario "Sapere è libertà" promosso da Acli e Forma
Quattro proposte per sostenere la competitività dell'Italia

ROMA, 12.02.06 - Riconoscimento dei diritti individuali di formazione, credito formativo fiscale, dotazione formativa prevista nei contratti e investimenti sul sistema scolastico del Sud. Quattro proposte per sostenere la competitività del Paese ed assicurare a tutti i cittadini "eguali opportunità nella società della conoscenza". Sono state illustrate nel corso del seminario organizzato il 9 febbraio a Roma presso la sede nazionale delle Acli e dedicato ai temi del lavoro e della formazione permanente, dell'istruzione e dell'accesso ai percorsi di formazione professionale. "Sapere è libertà" il titolo del convegno, promosso insieme dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani e dall' Associazione nazionale degli enti di formazione professionale (Forma). "Il diritto al sapere si presenta oggi come un nuovo diritto civico e di libertà - ha affermato il presidente nazionale delle Acli Luigi Bobba -. La conoscenza è diventata la risorsa più preziosa per creare nuova ricchezza e, dunque, nuovo sviluppo e nuovo lavoro. Una risorsa, però, scarsa e mal distribuita".

Al centro la questione della cosiddetta "formazione permanente" o "continua": la possibilità di usufruire di una buona formazione lungo tutto il percorso della vita, specialmente quando si perde il lavoro o lo si vuole cambiare. Non solo dunque un' opportunità di crescita professionale, ma anche - secondo le Acli - la miglior tutela per la persona che lavora in un mercato del lavoro che si è fatto alquanto incerto e competitivo. La quota di adulti che partecipa ad attività formative, però, è in Italia di gran lunga inferiore alla media europea (4,2% contro 9,6%). Di qui l' urgenza di arrivare ad un "riconoscimento dei diritti individuali di formazione", come si evince da una proposta di legge sollecitata dalle Acli con una raccolta di centomila firme ma poi sepolta nei cassetti della Commissione lavoro della Camera dei deputati. Un riconoscimento che potrebbe essere anticipato dall' introduzione di un credito formativo fiscale che consenta al lavoratore di dedurre fino al 40% i costi di determinate tipologie di attività formative che egli stesso decide di intraprendere.

Un' altra strada percorribile riguarda i contratti nazionali di lavoro. Sul modello di quanto accadde negli anni '70 con il riconoscimento sindacale delle "150 ore", che consentirono a tanti lavoratori di migliorare il loro livello scolastico di base conseguendo il diploma di terza media, le Acli propongono oggi delle "nuove 150 ore", per avere stabilmente nei contratti di lavoro un'opportunità di accesso alla formazione continua non determinato esclusivamente dall'offerta aziendale o dagli enti bilaterali.
Infine, la centralità della conoscenza come leva per creare nuova ricchezza interseca la questione del divario occupazionale tra Nord e Sud del Paese. Ogni anno circa 130mila cittadini del Meridione si spostano verso le regioni del Nord. Le famiglie del Sud sostengono i costi di un investimento (circa 100mila euro per allevare, educare e formare un giovane fino a 20 anni) che andrà di fatto a riversarsi in altre regioni del Paese. Le Acli ritengono sia doveroso individuare qualche meccanismo di compensazione, in termini di investimenti aggiuntivi sul sistema formativo delle regioni meridionali, onde evitare di aggravare ulteriormente la frattura territoriale.